domenica 2 aprile 2017

IL TUNNEL DELL'ORRORE

(di Tiziano Sclavi e Montanari & Grassani)

Pur non rientrando nel novero dei miei disegnatori preferiti, come già sottolineato più volte, c'è da rendere merito al duo Montanari & Grassani per la loro instancabilità, oltre a essere stati tra gli autori più prolifici sulla testata dedicata all'indagatore dell'incubo, almeno fino a questo ventiduesimo episodio, qui infilano (per la seconda volta) una doppietta di racconti (questo e quello del mese precedente) per un totale di tavole davvero non indifferente. Insomma, un'equipe ben rodata sulla quale si poteva sempre contare. Quindi il duo all'opera per la seconda volta consecutiva e, per la seconda volta consecutiva, anche una storia dove l'orrore affonda nel quotidiano ed è provocato dalla follia degli uomini, a volte improvvisa e spiazzante, a volte lucida e premeditata.

Questa volta nel solito gioco citazionista è protagonista il grande Clint Eastwood. Harwell, Berkshire. Il giovane Clint, che di cognome fa Callaghan, è un ragazzo per bene, studioso, pacato, proveniente da una buona famiglia che gestisce l'armeria del paese. È un posto sonnolento Harwell, una delle poche attrazioni del paese è il Luna Park con le sue baracche per i giochi, le giostre e il Tunnel dell'orrore nel quale si possono ammirare scheletri assortiti, Dracula, l'uomo lupo, zombi e orrori vari. Ma il vero orrore viene scatenato proprio dal mite Clint che in un impeto di follia inizia a sparare sulla folla, falciando donne, bambini, i pochi visitatori del Luna Park e i vari gestori provocando una strage insensata e inaspettata.

Barricatosi con un ostaggio all'interno del Tunnel dell'orrore, dopo l'arrivo dell'ispettore Bloch, della polizia e dell'esercito, il giovane Clint chiede di Dylan Dog. Oltre che con l'ottusità dei militari, sempre pronti a premere il grilletto e ad aggiungere violenza a violenza, Dylan dovrà confrontarsi con una storia proveniente dal passato che affonda nell'orrore con la maiuscola, quello legato all'ideologia nazista propugnata qui dal Dottor Hicks già visto nell'episodio Fra la vita e la morte, personaggio che si candida a essere una delle nemesi ricorrenti dell'indagatore di Craven Road.

Episodio che ancora una volta preme sull'orrore possibile, quello quotidiano, quello che di tanto in tanto esplode e che se sei fortunato vedi solamente nei telegiornali e non in prima persona. La follia omicida, qui mischiata all'orrore della scienza fuori controllo, contro natura e insensata, e alla pazzia maligna di individui squilibrati è la vera protagonista. Manca un po' di quella vena da orrore strisciante e sotterraneo che a volte regala quel quid in più alle storie di Dylan Dog, rimane un altro buon tassello che puntella ancora una volta la crescita di un'ottima serie.

2 commenti:

  1. Non è tipo come nel racconto di King, L'allievo?

    Moz-

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    1. Non proprio, qui si parla poi anche di clonazione, le derive sono un po' diverse...

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