venerdì 16 giugno 2017

ADAM WEST: IL BATMAN CAMP DEI 60

Con la scomparsa di Adam West per me è semplicemente morto Batman. Eppure il curriculum dell’attore vanta all'attivo quasi una cinquantina di film e una serie incalcolabile di apparizioni televisive all'interno dei più disparati telefilm, in un arco temporale che va dal 1954 fino al recente 2016. Ciò nonostante per tutti (sicuramente per me) Adam West è sempre rimasto il Batman camp della famosa serie tv degli anni 60. Dirò di più, per chi scrive Adam West è IL Batman. Non ci sono Christian Bale e Michael Keaton che tengano (seppur ottimi), è una questione di cuore: il ruolo del pipistrello va riconosciuto a questo attore autoironico, divertito, sovrappeso per la parte già all'epoca, macchiettistico in maniera talmente spudorata da risultare adorabile. Adam West è il Batman dell’immaginario popolare, a dimostrarlo restano l’affetto di squadroni di fans e le numerose apparizioni di West nel campo dell’animazione, all'interno dei più famosi show televisivi degli ultimi anni… dai Simpson ai Griffin; tributi che sottolineano la trasformazione dell’attore in vera e propria icona pop. Batman è amato da sempre per la sua essenza umana, privo di poteri, condizione che è sempre stata punto di forza dell’eroe ma che non gli ha permesso di vincere la sua battaglia con la leucemia, un nemico decisamente più mortale di un Joker o di un Pinguino qualsiasi. Ci piace omaggiare Adam con il ricordo di una delle sue cose più assurde, recupero di un pezzo qui proposto qualche tempo fa.

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Batman: the movie di Leslie H. Martinson, 1966. 

Ben prima della marea dilagante di cinecomics che ha ormai appestano le sale cinematografiche (spesso anche in senso buono), molto prima del Batman di Tim Burton e finanche prima del Superman interpretato da Christopher Reeve, c’è stato Batman: il film con la mitica e inarrivabile coppia d’attori Adam West (Bats) e Burt Ward (Robin, il ragazzo meraviglia, qui stranamente citato come il ragazzo prodigio in diverse occasioni). I due sono, come tutti ben sapranno, la coppia d’assi che ha interpretato il dinamico duo nella famosa serie dal sapore camp degli anni 60; il Batman saturo e colorato dalla spiccata vena faceta che aveva la riconoscibile caratteristica di presentare onomatopeiche nuvolette durante le sequenze di scazzottate con celebri villain e scagnozzi assortiti.


Sul finire della prima stagione, probabilmente per saziare la fame dei fan in crisi d’astinenza, si decise di realizzare un lungometraggio con protagonisti proprio quel Batman e quel Robin lì, sfruttando l’occasione per metter loro contro il meglio dei villains prodotti dalla serie in un’unica, ma assolutamente poco seria, associazione criminale. Abbiamo quindi la sensuale Catwoman (una bellissima Lee Meriwheter), il Joker (tradotto anche Jolly (sic) Cesar Romero), il Pinguino (Burgess Meredith) e l’immancabile Enigmista (Frank Gorshin). A dirigere il tutto il regista di stampo chiaramente televisivo Leslie H. Martinson, cresciuto a pane e telefilm. L’impressione è che per questo film si sia passati dal registro leggero e faceto proprio della serie tv a quello marcatamente cialtrone e demenziale espresso in Batman: Il film. Alcune sequenze sono indizio inconfondibile di questa scelta stilistica: rimangono tra le più famose quella iniziale con l’attacco a Batman da parte di uno squalo palesemente in gomma (allontanato con il Bat-repellente per squali) e quella in cui Batman fatica a disfarsi di una bomba in procinto di esplodere, incapace di trovare un posto privo di persone così da non mettere in pericolo nessuno. La bomba ovviamente è di quelle tonde con la miccia sopra, tipica dei più infantili cartoni animati. Tutto è macchiettistico, assurdo e delirante, la trama un pretesto per inanellare sequenze ai limiti del ridicolo che, ovviamente, sono talmente sceme che non possono non farti sorridere. Il film è dichiaratamente cialtrone, non si nasconde certo dietro a un dito: basti pensare al dinamico duo alle prese con gli indovinelli proposti dall'Enigmista… soluzioni imbecilli ricavate dalla prima cazzata passata per la mente di Robin (e sono cazzate enormi) presa poi per buona e che, nella stessa assurda maniera, porterà alla soluzione dell’enigma stesso. Mi sembra che nel telefilm non si arrivasse mai a tanto.


Il cast è più o meno lo stesso della serie tv (con l’eccezione dell’attrice che interpreta Catwoman); a completarlo ci sono Alfred (Alan Napier), il Commissario Gordon (Neil Hamilton) e il Sergente O’Hara (Stafford Repp). Largo sfoggio anche dei bat-veicoli: dalla stupenda Bat-mobile, al Bat-cottero fino ad arrivare al Bat-scafo e al Bat-sidecar con sganciamento ai limiti del ridicolo. Film per fans della serie, per i fans di Batman o, più semplicemente, per quelli delle puttanate a briglia sciolta. Visto in quest’ottica il film ha un suo perché, io e la mia bambina ci siamo divertiti parecchio. 

Come direbbe qualcuno, ciao Adam e grazie di tutto il pesce.

6 commenti:

  1. Un grandissimo. E ha continua a lavorare in Batman, ad esempio dando la voce a personaggi di serie animate. Un grandissimo, ripeto.
    Fiero di avere tutta la serie con lui come protagonista :)

    Moz-

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    1. Ha segnato l'immaginario pop di quel periodo e di quello a venire, il telefilm per me da piccolo era un must da non perdere assolutamente.

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  2. RIP.

    Bella la chiusa del post.

    Complimenti ti seguo anche se non commento e che cercherò di fare più spesso.

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    1. Ciao Enri, grazie mille. Ho visto che anche tu hai diverse cose da dire, ho inserito il blog nel blogroll qui di fianco, passerò a trovarti :)

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  3. Non lo sapevo e mi dispiace, anche per me Adam West è IL Batman in assoluto.

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