giovedì 18 dicembre 2014

BRADI PIT 117

Se vi capitasse a tiro...


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martedì 16 dicembre 2014

ORGOGLIO E PASSIONE

(The pride and the passion di Stanley Kramer, 1957)

Ma voi lo guardereste un film per vedere trasportare un cannone da una parte all'altra della Spagna per ben centotrentadue minuti? Beh, noi l'abbiamo fatto e alla fin fine non è stato poi neanche così male. Certo, Frank Sinatra nel ruolo del rivoluzionario spagnolo... ma, si , dai, in fondo lo si può pure accettare, Cary Grant che fa l'ufficiale inglese lo trovate ovviamente a suo agio e Sophia Loren la si apprezza più che altro per il ballo di flamenco.

Nel nostro percorso alla scoperta (o ri-scoperta) dei classici con protagonista Cary Grant, del quale mia moglie è non tanto segretamente infatuata, questa volta ci siamo imbattuti in un film storico invece che nella più usuale commedia. Siamo all'epoca delle conquiste napoleoniche (1810 per la precisione), i francesi invadono la Spagna grazie alla loro superiorità militare. Durante uno scontro con gli invasori gli spagnoli lasciano sul campo un prezioso cannone che fa gola all'ufficiale inglese Anthony Trollope (Cary Grant) deciso ad adoperarlo sul fronte di Saint Ander contro i francesi. Trollope è però in Spagna solo, senza uomini a disposizione, deve quindi affidarsi ai guerriglieri spagnoli guidati da Miguel (Frank Sinatra) il quale accetta di aiutare l'inglese a patto che il cannone venga prima utilizzato per liberare la città di Avila. Inizia così un viaggio interminabile e pieno di insidie attraverso la Spagna occupata dai francesi durante il quale i due uomini avranno modo di confrontarsi e conoscersi e Trollope di innamorarsi della bella Juana (Sophia Loren), donna di Miguel.


Ammettiamolo pure, la gran parte delle commedie che vedono Cary Grant protagonista risultano per lo spettatore più appaganti di questo film d'avventura con ambientazione bellica. Ciò nonostante si segue con piacere il difficile viaggio di questo cannone nella speranza che il suo uso possa riparare qualche torto, anche il confronto tra due caratteri diversi come quelli di Trollope e Miguel, più pietoso il primo, un po' meno il secondo, regala qualche buon momento. La regia di Kramer, datata 1957, offre qualche bella inquadratura e non delude, la storia d'amore invece sembra un po' un paletto che sta lì perché la storia d'amore deve esserci per forza.

La forza di film come questo è la possibilità di essere visti anche da bambini senza che questi rimangano turbati nonostante i temi toccati legati alla guerra sollevino argomenti importanti e inusuali su cui riflettere. Insomma, non essendoci abuso di sangue e ferite, praticamente assenti, è possibile far riflettere i bambini di una certa età sui danni provocati da una guerra in maniera meno traumatica che non assistendo per caso a un qualsiasi servizio di un qualsiasi telegiornale visto di sfuggita.

In soldoni nulla di eccezionale ma abbastanza apprezzato da queste parti.


domenica 14 dicembre 2014

COVER GALLERY - ADVENTURE TIME

Adventure Time 1 (Chris Samnee Variant)
Iniziamo la seconda tornata di Cover Gallery con le copertine tratte dalle avventure di Finn l'avventuriero e Jake il cane vecchiotto. Prima di avventurarci nelle lande della terra di Ooo, vi ricordo, per chi non l'avesse ancora fatto, che potete votare le cover della prima finalina che presenta le immagini vincitrici della tornata precedente. Sotto con i voti allora.

Tornando alla Cover Gallery di questa settimana posso dirvi di aver preso in esame soltanto i primi tre numeri della serie regolare di Adventure Time attingendo alla mole infinita di variant cover realizzate per pubblicizzare la serie. Artisti sempre diversi quindi per una decina di immagini, più o meno come al solito. Fatemi sapere quelle che vi garbano di più. Ed ecco a voi il solito pistolotto precompilato.

Come per gli scorsi appuntamenti e come accadrà nei prossimi, vi chiedo di segnalare le vostre cover preferite (per un massimo di tre) in modo da organizzare un'eventuale mostra virtuale con le migliori illustrazioni proposte nei vari Cover Gallery. Ovviamente il voto è completamente libero, si può giudicare il tratto del disegnatore, la costruzione della copertina, il soggetto, lo stile, l'eventuale citazione, etc..., insomma, quello che più vi piace, non ci sono regole. E magari questo pistolotto ve lo beccherete copincollato tutte le prossime volte, come memento :)

PS: la cover in apertura di post è votabile come le altre.


Adventure Time 1 (Jeffrey Brown Variant)



Adventure Time 1 (Kassandra Heller) 2nd print



Adventure Time 1 (Kassandra Heller) 3rd print



Adventure Time 1 (Sanford Green Variant)



Adventure Time 2 (Dreistadt/Gibson Variant)



Adventure Time 2 (Emily Carroll Variant)



Adventure Time 2 (Kassandra Heller) 2nd print



Adventure Time 3 (Elena Barbarich Variant)



Adventure Time 3 (Stephanie Buscema Variant)

sabato 13 dicembre 2014

IL SANGUE E' RANDAGIO

(Blood's a rover di James Ellroy, 2009)

Convergenze. Connessioni. Confluenze. Queste le chiavi di lettura di questo libro, della trilogia americana e di tutta la migliore prosa di James Ellroy. Il viaggio iniziato nel lontano 1995 con American Tabloid e proseguito nel 2001 con Sei pezzi da mille si conclude nel migliore dei modi con questo Il sangue è randagio. Personalmente trovo che pur non raggiungendo le vette altissime regalateci in American Tabloid quest'ultimo tassello della trilogia superi di gran lunga il capitolo centrale (comunque ottimo) inserendosi tra le cose migliori scritte da Ellroy in tutta la sua carriera. Dopo un lungo periodo interrogatorio durante il quale mi è capitato di leggere diverse opere che considero secondarie dello scrittore losangelino, l'amore per i suoi scritti è tornato a splendere con forza grazie a questo tomo gigante (859 pp.) che mi ha impegnato per quasi tre mesi.

Continuità. La storia riprende dal 1968, proprio dove ci eravamo lasciati nel romanzo precedente, dopo gli omicidi di Robert Kennedy e Martin Luther King. Wayne Tedrow Jr., il ragazzo che aveva i sei pezzi da mille, è cresciuto, è diventato un'altro. L'America sta cambiando, la Storia sta cambiando, l'innocenza è irrimediabilmente perduta e i focolai di protesta attecchiscono. In questo scenario Ellroy colloca dal principio, come già fatto in passato, tre personaggi che saranno il motore di molte delle vicende che accompagneranno il lettore fino al 1972. Il sopra citato Wayne Tedrow sempre più deciso e divorato dai sensi di colpa, il castigamatti Dwight Holly, uomo di J. Edgar Hoover e sorta di fratello maggiore per Wayne e il pivellino con la mania del voyeurismo Don Crutchfield. Se possibile questo romanzo risulta ancora più corale dei precedenti, un romanzo dove i coprotagonisti assurgono in maniera evidente a ruolo di prime donne, ogni personaggio tratteggiato con perizia e con una storia dettagliata alle spalle, in questo il lavoro di preparazione e programmazione delle vicende da parte di Ellroy sembra avere del maniacale, l'ossessione dello scrittore è trasferita in quelle molteplici dei personaggi o viceversa.

Le figure femminili, spesso vittime nei racconti di Ellroy ma coperte sempre da grandissimo amore e rispetto da parte dello scrittore, sono qui il vero perno delle vicende, donne fantastiche, forti, decise, libere, ferite e compromesse, capaci di gesti inusitati e grandi sacrifici. Le loro storie convergono, confluiscono e si connettono alle vite di numerosi altri protagonisti impegnati a modellare Storia e società a loro immagine e somiglianza.

Sono gli anni dei movimenti in difesa dei diritti dei neri, Pantere Nere, Fronte di Liberazione Mau Mau, l'Alleanza della Tribù Nera sono tutte organizzazioni da arginare per tipi come Hoover e Holly, mentre Wayne sarà impegnato sul fronte della malavita organizzata facendo da intermediario tra mafia, Howard Hughes e i dittatori di nuovi Stati da sfruttare come Repubblica Dominicana e Haiti. Mentre si affievoliscono gli echi della questione cubana prenderanno sempre più piede la magia e il voodoo haitiano, erbe e smeraldi, miscele pericolose che costeranno la vita a più d'una persona. E ancora: Nixon, comunismo, gioco d'azzardo, ossessioni, vendette e tutto quello a cui ormai Ellroy ci ha abituati e con cui ci ha viziati.

A volte negli intrecci dello scrittore sembra di perdersi, di non cogliere, di non sentire il CLIC indispensabile a connettere, a far confluire le piste, a far convergere le storie. Ma ci penseranno gli stessi protagonisti a chiarire tutto, a far tornare i conti e anche, una volta voltata l'ultima pagina, a farci sentire un po' più soli. La trilogia si è chiusa ma dopo il '74 c'è stata ancora Storia, Storia che va scandagliata, riletta, messa in discussione e re-ipotizzata. Speriamo che Ellroy torni a farci su un pensierino, sarebbe un'ottima notizia.

James Ellroy

venerdì 12 dicembre 2014

LA BUONANOTTE - ANATHEMA - FLYING

Nell'augurarvi una buona notte...



Anathema - Flying

dall'album A natural disaster del 2003

giovedì 11 dicembre 2014

BRADI PIT 116

Mai sottovalutare i piccoli, i piccoli la sanno lunga.


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martedì 9 dicembre 2014

LA VALLE DEL TERRORE

(di Claudio Nizzi e Magnus, 1996)

Dieci e lode. Non sono uso a dare voti alle varie opere delle quali mi capita di parlarvi. Che metro di giudizio usare? Come equiparare opere magari molto diverse tra loro? In questo caso non ci sono riserve e non ci sono problemi. Non ci sono tentennamenti. Dieci e lode. Facile, direte voi, è il Texone di Magnus! E' vero, è il Texone di Magnus.

Però. La cosa atipica per un amante del fumetto quale stoltamente credo di essere (e lo dico mostrando tutto il mio rispetto per questo favoloso mezzo narrativo), è quella di non essere mai stato un adoratore delle creazioni di Magnus e Bunker, alcune prettamente per ignoranza e scarsa frequentazione (Satanik, Kriminal ad es.), altre per affiatamento solo superficiale (Alan Ford). Mettiamoci anche la poca affinità con la scansione della tavola a due vignette e il gioco è fatto. Lo so, per molti è eresia, e che vi devo dire? Verrò scomunicato e pace.

Partendo da questi presupposti non era per me così scontato arrivare alla conclusione che il Texone di Magnus è una Mervaglia con la m grande. Tutti sapranno che questa è stata l'ultima monumentale fatica di Roberto Raviola, in arte Magnus, prima della sua morte, opera che è costata il duro e certosino lavoro del disegnatore bolognese per un arco di ben sette anni, tanto c'è voluto a mettere il punto a La valle del terrore, nono appuntamento dedicato al Tex gigante.


Magnus ci lascia una storia da ammirare e riammirare, uno dei Texoni dove la qualità delle matite, sempre altissima, risulta tra le più omogenee e priva di qualsiasi caduta di tono. Il livello di dettaglio, di studio e di impegno messo in ogni tavola è semplicemente spaventoso, il tasso di realismo spropositato. Ad esempio nel Texone di Magnus piove da uscirne bagnati, non ci si crede, è possibile perdersi nelle stanze, tra gli arredi, nelle trame e nei tratteggi per minuti interi per ogni singola tavola. I volti di Magnus, così caratterizzanti, pensavo potessero stonare o risultare fuori luogo in una storia texiana e invece ne arricchiscono il mito piegandosi umilmente alle esigenze di quella che è una storia di Tex con tutti i crismi baciata inoltre da una delle più intriganti sceneggiature di Nizzi che permettono a Magnus di cesellare ottime cose anche a livello di atmosfera e tensioni creando umori vicini anche a un certo gotico americano (o almeno così mi è sembrato).

Un albo rispettoso e allo stesso tempo fuori dagli schemi in maniera unica, questo è quello che dovrebbe essere il vero scopo e il giusto approccio al Texone. Mai più senza. Mai più senza quelle ombre, quelle espressioni folli, stralunate, caparbie, terrorizzate. Mai più senza quegli occhi sgranati, quella pioggia e quel vento. Uno di quegli albi da custodire gelosamente.

Voto: 10 e lode.


lunedì 8 dicembre 2014

MANGO

E così, con grande tristezza, un altro pezzo della nostra vita, dei nostri ricordi se n'è andato all'improvviso, lasciando un po' di amarezza e tanta nostalgia. Forse chi frequenta questo blog si stupirà un pochino di questo pezzo dedicato a Mango ma si sa, la forza della musica è universale e si insinua nei luoghi, nei cuori e nelle menti più inaspettate. Nonostante i miei percorsi musicali abbiano preso strade parecchio distanti dalla produzione di Mango è con grande affetto e rispetto che ricordo molti dei lavori del cantante lucano. In qualche modo buona parte della sua produzione permea i ricordi della mia infanzia, Pino Mango è stato per molto tempo uno dei cantanti preferiti della mia mamma che oggi sicuramente sarà un po' triste anche lei. Diverse volte i regali in famiglia per la mamma sono stati i dischi di Mango (quando per disco a casa nostra si intendeva la vecchia musicassetta), soprattutto nel periodo di Inseguendo l'aquila, Sirtaki e Mediterraneo. Quest'ultimo album in particolare accomuna nel forte apprezzamento sia mia madre che mia moglie, cosa abbastanza rara peraltro (che qualcosa accomuni mia madre e mia moglie intendo).

E' inutile star qui a parlare della voce di Mango, di canzoni e talento. E' per me un artista che vive nei ricordi il più vivido dei quali, seppur non il primo, rimane l'esibizione a Sanremo del 1986 con il brano Lei verrà, canzone che mi sono ritrovato a canticchiare per tutta la tarda mattinata e del quale ho riscoperto il video con un Mango dall'acconciatura improponibile. Uno di quei pezzi che mi piaceva all'epoca, da bambino, e apprezzo tutt'ora, ricordi da un'epoca lontana dove Sanremo era ancora un appuntamento imperdibile che calamitava tutta la famiglia, nonni compresi, davanti al televisore.

Questo solo per dire che un pochino, in qualche modo, Mango la nostra vita l'ha riempita, forse un poco più di tanti altri. E una volta ancora tutto sembra così ingiusto, arbitrario, cattivo. Lascio perdere riflessioni che ho già espresso in passato su queste pagine, approfitto per dedicare a Giuseppe Mango questo breve post con tutta l'umiltà e l'affetto possibile.

Ciao Pino.


domenica 7 dicembre 2014

COVER GALLERY - PRIMA FINALINA

52 week 48 - J. G. Jones
Dopo una decina di Cover Gallery presentate eccoci arrivati come promesso alla finalina che decreterà la copertina migliore tra il centinaio di immagini finora proposte. Diverse sono state le manche chiuse dopo i vostri voti con un risultato di parità. Dove il mio voto si è rivelato utile per eleggere una copertina vincitrice la questione si è risolta in questa maniera (ho cercato di influire il meno possibile), in altri casi ho fatto ricorso all'innocente percezione della bellezza da parte della mia bambina facendo scegliere a Laura la cover vincitrice tra le più votate (questo è accaduto in tre casi su dieci).

Nonostante in alcuni casi i voti pervenuti non siano stati molti ritengo l'esperimento interessante e comunque di discreto successo quindi si continuerà, dopo questa prima finalina altre cover gallery vi aspetteranno nelle prossime dieci settimane (la prima è già pronta e in attesa d'esser pubblicata).

Quindi sotto con i voti, anche per questa finale la solfa non cambia, votate al massimo tre copertine, la scelta trattandosi di finale sarà variegata e coinvolgerà artisti diversi, ovviamente è votabile come sempre anche la cover d'apertura (che sta lì in quella posizione puramente per motivi grafici ed estetici).

Ecco l'elenco delle cover vincitrici delle varie manche che potete ammirare ancora qui sotto: votate, votate, votate!

01)  52 week 48 di J. G. Jones - L'effetto murales ha fatto presa.

02)  Y - The Last Man 16 di J. G. Jones - Il bardo non si discute.

03)  100 Bullets 21 di Dave Johnson - Qui è stata la particolarità ad avere la meglio.

04)  X-Statix 21 di Mike Allred - L'omaggio va a segno.

05)  A1 3 di Brian Bolland - Lotta tra grandissimi, la spunta Bolland.

06)  X-Men: Worlds Apart 2 di David Yardin - Pochi voti, la più controversa, decide Laura.

07)  B.P.R.D.: Dark Waters di Guy Davis - Davis 1 - Mignola 0.

08)  X-Men: Legacy 20 di Mike Del Mundo - Anche qui pochi voti, copertina da applausi.

09)  Action Comics 1 di Joe Shuster - Vince la storia.

10)  XIII 2 di William Vance - Spazi aperti sopra ogni intrigo.


Y - The Last Man 16 - J. G. Jones



100 Bullets 21 - Dave Johnson



X-Statix 21 - Mike Allred



A1  3 - Brian Bolland



X-Men: Worlds Apart 2 - David Yardin



B.P.R.D.: Dark Waters - Guy Davis



X-Men: Legacy 20 - Mike Del Mundo



Action Comics 1 - Joe Shuster



XIII 2 - William Vance

venerdì 5 dicembre 2014

LA BUONANOTTE - FRUBERS IN THE SKY - FENCHURCH BEST FRIENDS REMIX

Nell'augurarvi una buona notte...



Frubers in the sky - Frubers in the sky FBF Remix

dall'album Double del 2014
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