Dedicato con sincera partecipazione a chi in questi giorni ha paura.
Tenete duro!
La Firma Cangiante
giovedì 31 maggio 2012
BRADIPIT 20
Lento. Vedi anche: addormentato, fiacco, graduale, lasco, calmo, flemmatico, indolente, letargico, allentato, molle, lungo, miope, ottuso, pacato, pesante, placido, quieto, tardivo, tardo, tonto, tranquillo, leggero, rilassato, basso, comodo, grave, pigro, abbandonato, moderato, torpido.
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lunedì 28 maggio 2012
THE INVISIBLES - INFERNO IN AMERICA
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| The Invisibles - Inferno in America |
Capiamoci: quando il lavoro dei miei padroni sarà completo, ogni creatura vivente avrà lo status di una macchina.
Non ci sarà creatività, solo produttività.
Al posto dell'amore, paura e diffidenza.
Al posto della resa, sottomissione.
Rimpiazzeremo il contatto con l'isolamento, la gioia con la vergogna. La speranza cesserà di esistere come concetto.
Copriremo la Terra di acciaio e cemento. Questo pianeta sarà una fattoria industriale per la produzione di idioti che alimenteranno e manutenteranno i motori della fabbrica e nutriranno i nostri padroni.
Ci sarà un poliziotto elettronico in ogni cervello.
I vostri figli nasceranno in catene, vivranno per servire e moriranno nell'agonia e nell'ignoranza.
Guardatevi intorno. Il processo è già agli stadi finali.
E voi, come tutti gli altri, prenderete il vostro posto nella catena produttiva.
Magari vi lasceremo essere supervisori di un campo di lavoro. E' stupefacente cosa un poco di potere e un'uniforme possano fare anche al più fervente amante della libertà...
SENZA SPERANZA
Allora... avete qualche spiritosa frasetta strafottente da dirmi?
Nossignore.
Non ci viene in mente niente di spiritoso.
Dovrà accontentarsi di un caro vecchio "va' a farti fottere".
Un assaggio di Grant Morrison. Non perdetevelo.
domenica 27 maggio 2012
HAPPY FEET
(di George Miller, 2006)
Il sabato sera è tradizionalmente una serata associata allo svago. Per qualcuno è la serata più attesa di tutta la settimana, per altri è l'occasione del ritrovo con gli amici. Per qualcuno è la discoteca, per altri è lo sballo totale, per i più tranquilli magari cinema o pub.
Per me è divano e cartone animato. Non ci sono santi. Probabilmente per i giovincelli d'oggi il sabato conta come il due di picche che tanto si fa casino praticamente tutta la settimana, comunque da noi cartoni animati.
Questo sabato: Happy feet. Appena avete sentito happy sbavavate già in attesa dell'happy hour, vero? Niente. Neanche le bibite, giusto un po' di cedrata. E il cartone, proprio lui, haaaapppy...... non ricascateci, vi prego. Feet.
A questo giro, e non sto parlando di alcolici, è andata abbastanza bene, un film davvero ben realizzato tecnicamente, ambientato dall'inizio alla fine tra ghiacci e acqua, nonostante ciò la monotonia degli scenari non intacca la buona riuscita della pellicola, numerosi parti musical divertenti e coinvolgenti, personaggi e spalle comiche azzeccate e storia con morale finale adatta anche ai più piccoli. Bellino, bellino, non c'è che dire.
Forse la buona riuscita si deve anche al coinvolgimento di George Miller alla regia, professionista con alle spalle la trilogia di Mad Max con protagonista Mel Gibson, film come Le streghe di Eastwick e, sul versante ragazzi, Babe va in città. Esordio per lui nell'animazione di tutto rispetto.
I pinguini imperatore Memphis e Norma Jean danno alla luce il piccolo Mambo. Questi è l'unico pinguino privo delle capacità musicali indispensabili per l'accoppiamento in età adulta. Totalmente stonato, compensa la sua mancanza di talento canoro con un'attitudine grandissima per il ballo, in particolare il tip tap. La sua diversità creerà al piccolo difficoltà con il gruppo, con l'amica Gloria e con il suo papà. Tacciato dagli anziani della colonia come responsabile della mancanza di pesce nelle acque dell'Antartide, Mambo inizia una ricerca dei veri colpevoli (e indovinate un po' chi sono gli stronzi?) incontrando lungo il cammino alcuni spassosi compagni che si uniranno alla sua avventura.
Decisamente spassose le scene di ballo, soprattutto quelle collettive, ben dosato l'utilizzo di brani famosi e figure di contorno davvero riuscite. Sicuramente non ci troviamo di fronte a uno dei capisaldi dell'animazione però Happy feet almeno una visione la vale tutta. Divertente.
Il sabato sera è tradizionalmente una serata associata allo svago. Per qualcuno è la serata più attesa di tutta la settimana, per altri è l'occasione del ritrovo con gli amici. Per qualcuno è la discoteca, per altri è lo sballo totale, per i più tranquilli magari cinema o pub.
Per me è divano e cartone animato. Non ci sono santi. Probabilmente per i giovincelli d'oggi il sabato conta come il due di picche che tanto si fa casino praticamente tutta la settimana, comunque da noi cartoni animati.
Questo sabato: Happy feet. Appena avete sentito happy sbavavate già in attesa dell'happy hour, vero? Niente. Neanche le bibite, giusto un po' di cedrata. E il cartone, proprio lui, haaaapppy...... non ricascateci, vi prego. Feet.
A questo giro, e non sto parlando di alcolici, è andata abbastanza bene, un film davvero ben realizzato tecnicamente, ambientato dall'inizio alla fine tra ghiacci e acqua, nonostante ciò la monotonia degli scenari non intacca la buona riuscita della pellicola, numerosi parti musical divertenti e coinvolgenti, personaggi e spalle comiche azzeccate e storia con morale finale adatta anche ai più piccoli. Bellino, bellino, non c'è che dire.
Forse la buona riuscita si deve anche al coinvolgimento di George Miller alla regia, professionista con alle spalle la trilogia di Mad Max con protagonista Mel Gibson, film come Le streghe di Eastwick e, sul versante ragazzi, Babe va in città. Esordio per lui nell'animazione di tutto rispetto.
I pinguini imperatore Memphis e Norma Jean danno alla luce il piccolo Mambo. Questi è l'unico pinguino privo delle capacità musicali indispensabili per l'accoppiamento in età adulta. Totalmente stonato, compensa la sua mancanza di talento canoro con un'attitudine grandissima per il ballo, in particolare il tip tap. La sua diversità creerà al piccolo difficoltà con il gruppo, con l'amica Gloria e con il suo papà. Tacciato dagli anziani della colonia come responsabile della mancanza di pesce nelle acque dell'Antartide, Mambo inizia una ricerca dei veri colpevoli (e indovinate un po' chi sono gli stronzi?) incontrando lungo il cammino alcuni spassosi compagni che si uniranno alla sua avventura.
Decisamente spassose le scene di ballo, soprattutto quelle collettive, ben dosato l'utilizzo di brani famosi e figure di contorno davvero riuscite. Sicuramente non ci troviamo di fronte a uno dei capisaldi dell'animazione però Happy feet almeno una visione la vale tutta. Divertente.
venerdì 25 maggio 2012
L'OSPITE INATTESO
(The visitor, di Thomas McCarthy, 2007)
A volte capita di trovarsi di fronte al film che non ti aspetti. A me succede in maniera non così sporadica dopotutto. Ho l'abitudine di decidere di guardare un film e poi, per un motivo o per l'altro, guardarlo quando sono passati anche alcuni anni. Ovviamente al momento della visione ho dimenticato completamente per quali motivi il film in questione mi avesse attratto.
In questo caso ero convinto di gustarmi un film francese su una convivenza forzata. Se pure quest'ultimo elemento è presente (anche se in piccola parte) almeno la provenienza e l'ambientazione del film le avevo ciccate completamente. La pellicola infatti è di produzione statunitense ed è ambientata quasi per intero a New York.
Fortunatamente mi son trovato di fronte a un bel film, uno di quelli che quando ti alzi dal divano lo fai con un certo grado di soddisfazione e con l'impressione di non avere sprecato le due orette dedicategli.
Il professor Walter Vale, vedovo da tempo, conduce una vita triste e priva di soddisfazioni. L'insegnamento non lo gratifica ormai da tempo e i suoi tentativi di avvicinarsi alla passione della moglie defunta, un brava suonatrice di pianoforte, vengono costantemente frustrati.
Durante una breve trasferta di lavoro dal Connecticut a New York, Walter trova il suo appartamento occupato da una coppia di immigrati: il siriano Tarek e la sua ragazza, la senegalese Zainab. Dopo la sorpresa e l'inevitabile conflitto iniziale, la presenza dei due ragazzi riempie in qualche modo l'esistenza di Walter che riesce finalmente a coltivare una relazione personale in grado di regalargli nuova linfa vitale. Purtroppo non tutto correrà via in maniera felice e gioiosa.
Il film narra l'inizio di una bella amicizia, di quelle disinteressate che crescono grazie a passioni comuni e piccoli passi messi uno dietro l'altro. Un'amicizia fatta di culture diverse, di integrazione e per certi aspetti anche di piccole diffidenze, un rapporto in divenire che sfocia in denuncia sociale nella seconda parte della pellicola. Le difficoltà della coppia di immigrati saranno la prova per la conferma di questa nuova amicizia.
La parte migliore del film è proprio quella giocata sulla conoscenza dei due protagonisti principali, Tarek e Walter, diversi per tipo di vita, per età, per cultura, per esperienza e per razza. Non cede però neanche nella virata sociale e di denuncia assolutamente giusta e doverosa ma forse un po' meno coinvolgente. Nel complesso ho trovato il film un'ottima visione con attori ben in parte: Richard Jenkins (Walter) visto già in parecchi film ma forse mai da vero protagonista offre un'ottima prova ben coadiuvato da Haaz Sleiman e Danai Gurira (Tarek e Zainab) ma soprattutto da Hiam Abbass che interpreta la madre di Tarek.
Un film davvero inatteso.
A volte capita di trovarsi di fronte al film che non ti aspetti. A me succede in maniera non così sporadica dopotutto. Ho l'abitudine di decidere di guardare un film e poi, per un motivo o per l'altro, guardarlo quando sono passati anche alcuni anni. Ovviamente al momento della visione ho dimenticato completamente per quali motivi il film in questione mi avesse attratto.
In questo caso ero convinto di gustarmi un film francese su una convivenza forzata. Se pure quest'ultimo elemento è presente (anche se in piccola parte) almeno la provenienza e l'ambientazione del film le avevo ciccate completamente. La pellicola infatti è di produzione statunitense ed è ambientata quasi per intero a New York.
Fortunatamente mi son trovato di fronte a un bel film, uno di quelli che quando ti alzi dal divano lo fai con un certo grado di soddisfazione e con l'impressione di non avere sprecato le due orette dedicategli.
Il professor Walter Vale, vedovo da tempo, conduce una vita triste e priva di soddisfazioni. L'insegnamento non lo gratifica ormai da tempo e i suoi tentativi di avvicinarsi alla passione della moglie defunta, un brava suonatrice di pianoforte, vengono costantemente frustrati.
Durante una breve trasferta di lavoro dal Connecticut a New York, Walter trova il suo appartamento occupato da una coppia di immigrati: il siriano Tarek e la sua ragazza, la senegalese Zainab. Dopo la sorpresa e l'inevitabile conflitto iniziale, la presenza dei due ragazzi riempie in qualche modo l'esistenza di Walter che riesce finalmente a coltivare una relazione personale in grado di regalargli nuova linfa vitale. Purtroppo non tutto correrà via in maniera felice e gioiosa.
Il film narra l'inizio di una bella amicizia, di quelle disinteressate che crescono grazie a passioni comuni e piccoli passi messi uno dietro l'altro. Un'amicizia fatta di culture diverse, di integrazione e per certi aspetti anche di piccole diffidenze, un rapporto in divenire che sfocia in denuncia sociale nella seconda parte della pellicola. Le difficoltà della coppia di immigrati saranno la prova per la conferma di questa nuova amicizia.
La parte migliore del film è proprio quella giocata sulla conoscenza dei due protagonisti principali, Tarek e Walter, diversi per tipo di vita, per età, per cultura, per esperienza e per razza. Non cede però neanche nella virata sociale e di denuncia assolutamente giusta e doverosa ma forse un po' meno coinvolgente. Nel complesso ho trovato il film un'ottima visione con attori ben in parte: Richard Jenkins (Walter) visto già in parecchi film ma forse mai da vero protagonista offre un'ottima prova ben coadiuvato da Haaz Sleiman e Danai Gurira (Tarek e Zainab) ma soprattutto da Hiam Abbass che interpreta la madre di Tarek.
Un film davvero inatteso.
giovedì 24 maggio 2012
BRADIPIT 19
A n c h e q u e s ta s e tt i m a na , c o n m o l ta c a l m a , c e l' a b b i a m o f a t t a!
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martedì 22 maggio 2012
A-Z: AA.VV. - ROCK REVISITED
Non tutti si pongono di fronte alle cover nella stessa maniera. C'è chi le ama indiscriminatamente, chi vorrebbe che i pezzi dei propri gruppi preferiti mai e poi mai venissero infangati da chichessia, chi le trova una inutile scappatoia per riempire album e raccolte. Poi c'è qualcuno che le ascolta e poi esprime un giudizio il più possibile oggettivo. Certo, questo non sempre si rivela compito facile da assolvere: si hanno nelle orecchie le versioni originali, magari si amano i suoni con i quali un determinato brano è conosciuto ai più, a volte si è semplicemente di parte.
Eppure alcune cover sono indubbiamente pezzi riuscitissimi, pezzi che alla lunga sembrano appartenere al loro compositore come a chi ne ha dato quella celebre reinterpretazione. Pensiamo per esempio a Easy rifatta dai Faith No More o a Come Togheter rielaborata dagli Aerosmith e via discorrendo.
Come negare il fascino di tali pezzi? Ecco, Rock Revisited ci propone una carrellata (ottima a mio avviso) di celebri rivisitazioni di brani altrettanto famosi. Pezzi abbastanza fedeli all'originale e altri riarrangiati in maniera più decisa che però vanno a comporre una compilation ricca, divertente e con una qualità media più che soddisfacente. La Thank you degli Zeppelin avvolta nell'inconfondibile sound dei Duran Duran, le distorsioni dei Korn rielaborano con enorme rispetto (e ci mancherebbe) Another brick in the wall dei Floyd, I will survive della Gaynor prende nuova vita nella versione debosciata dei Cake e ancora e ancora e ancora fino ad arrivare al quindicesimo pezzo che chiude l'album.
Un assaggio? Ma prima, qual'è la vostra cover preferita (o una delle vostre cover preferite) ?
H.I.M. - Wicked games
Cranberries - Go your own way
Tracklist:
DURAN DURAN - Thank You
KORN - Another Brick In The Wall
THE ATARIS - The Boys Of Summer
CAKE - I Will Survive
OASIS - My Generation
KT TUNSTALL - Let's Stick Together
JOEY RAMONE - What a Wonderful World
FUN LOVIN' CRIMINALS - We Have All The Time In The World
HIM - Wicked Game
THE CRANBERRIES - Go Your Own Way
ROBERT PALMER - Bad Case Of Loving You (Doctor, Doctor)
KASABIAN - Heroes
MISFITS - Dream Lover
STATUS QUO feat. THE BEACH BOYS - Fun, Fun, Fun
LACUNA COIL – Enjoy The Silence
Released: 2009
Eppure alcune cover sono indubbiamente pezzi riuscitissimi, pezzi che alla lunga sembrano appartenere al loro compositore come a chi ne ha dato quella celebre reinterpretazione. Pensiamo per esempio a Easy rifatta dai Faith No More o a Come Togheter rielaborata dagli Aerosmith e via discorrendo.
Come negare il fascino di tali pezzi? Ecco, Rock Revisited ci propone una carrellata (ottima a mio avviso) di celebri rivisitazioni di brani altrettanto famosi. Pezzi abbastanza fedeli all'originale e altri riarrangiati in maniera più decisa che però vanno a comporre una compilation ricca, divertente e con una qualità media più che soddisfacente. La Thank you degli Zeppelin avvolta nell'inconfondibile sound dei Duran Duran, le distorsioni dei Korn rielaborano con enorme rispetto (e ci mancherebbe) Another brick in the wall dei Floyd, I will survive della Gaynor prende nuova vita nella versione debosciata dei Cake e ancora e ancora e ancora fino ad arrivare al quindicesimo pezzo che chiude l'album.
Un assaggio? Ma prima, qual'è la vostra cover preferita (o una delle vostre cover preferite) ?
H.I.M. - Wicked games
Cranberries - Go your own way
Tracklist:
DURAN DURAN - Thank You
KORN - Another Brick In The Wall
THE ATARIS - The Boys Of Summer
CAKE - I Will Survive
OASIS - My Generation
KT TUNSTALL - Let's Stick Together
JOEY RAMONE - What a Wonderful World
FUN LOVIN' CRIMINALS - We Have All The Time In The World
HIM - Wicked Game
THE CRANBERRIES - Go Your Own Way
ROBERT PALMER - Bad Case Of Loving You (Doctor, Doctor)
KASABIAN - Heroes
MISFITS - Dream Lover
STATUS QUO feat. THE BEACH BOYS - Fun, Fun, Fun
LACUNA COIL – Enjoy The Silence
Released: 2009
domenica 20 maggio 2012
EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 4
Puntate Precedenti.
Lasciamoci alle spalle le fiabe per un momento e inoltriamoci verso ovest, verso la frontiera a scoprire le principali attrazioni di Frontierland.
Questa sezione del parco si sviluppa intorno alla gigantesca ricostruzione di un tratto di montagne rocciose circondato da un grande corso d'acqua. Arrivando da Fantasyland non resta che scegliere la direzione che si vuole seguire e inoltrarsi verso una delle attrazioni della frontiera.
Iniziamo con un rilassante tour intorno alle montagne rocciose salendo a bordo Thunder Mesa Riverboat Landing, un battello come quelli che una volta solcavano le acque del Mississipi alla scoperta dei paesaggi dell'ovest americano, le capanne sul fiume, i resti fossili nelle rocce, i ricoveri delle imbarcazioni e su tutto il panorama del parco. Un giretto di una ventina di minuti almeno dal quale osservare anche costruzioni sinistre e udire urla di spavento.
La costruzione sinistra altro non è che il Phantom Manor, strepitosa ricostruzione di un vecchio maniero tipico della letteratura e del cinema gotico. All'interno si può visitare la casa e ricostruire la storia di una sposa sfortunata. Suggestivo ma non così spaventoso, fattibile anche per i più piccoli. Laura ha passato l'esperienza praticamente indenne. Eccezionale l'aspetto esteriore della casa.
Se invece volete sentirvi dei cowboy in erba potete (a gettone però) andare a sparare contro i bersagli del Rustler Roundup Shootin' Gallery, tipico baraccone da Luna Park in perfetto stile Disneyland però, atmosfera impeccabile.
Poco più avanti trovate l'ingresso del pezzo forte di Frontierland, il Big Thunder Mountain, le classiche montagne russe che a bordo di un carrello da minatore vi porteranno direttamente su e giù, fuori e dentro al complesso delle montagne rocciose. Emozioni garantite, forse le più divertenti tra le montagne russe provate. Accesso consentito anche ai bambini più alti di 1,02 metri. Anche Laura ha affrontato questa avventura, è stata coraggiosa ma si è categoricamente rifiutata di salirci una seconda volta.
Dopo questa esperienza alquanto movimentata ci si può rilassare un attimo portando i bimbi al Pocahontas Indian Village, un semplice giardinetto (deserto quando siamo andati noi) dove tra l'altro bighellonava un gallo in libertà o prendere il treno alla Frontierland Depot, la stazione di quest'area del parco.
E' in uno dei complessi di capanne in Frontierland che Laura ha avuto il suo incontro magico con Topolino, il personaggio gentilissimo abbraccia i bimbi, se li coccola e consente a tutti di fare foto con lui. Un vero signore e incontrastato mattatore del parco. Qui forse la coda più lunga che abbiamo fatto, tra i venti e i trenta minuti.
Fatto tutto questo potete dirigervi verso Adventureland.
Continua...
Lasciamoci alle spalle le fiabe per un momento e inoltriamoci verso ovest, verso la frontiera a scoprire le principali attrazioni di Frontierland.
Questa sezione del parco si sviluppa intorno alla gigantesca ricostruzione di un tratto di montagne rocciose circondato da un grande corso d'acqua. Arrivando da Fantasyland non resta che scegliere la direzione che si vuole seguire e inoltrarsi verso una delle attrazioni della frontiera.
| Il Thunder Mesa riverboat Landing |
Iniziamo con un rilassante tour intorno alle montagne rocciose salendo a bordo Thunder Mesa Riverboat Landing, un battello come quelli che una volta solcavano le acque del Mississipi alla scoperta dei paesaggi dell'ovest americano, le capanne sul fiume, i resti fossili nelle rocce, i ricoveri delle imbarcazioni e su tutto il panorama del parco. Un giretto di una ventina di minuti almeno dal quale osservare anche costruzioni sinistre e udire urla di spavento.
| Phantom Manor |
Se invece volete sentirvi dei cowboy in erba potete (a gettone però) andare a sparare contro i bersagli del Rustler Roundup Shootin' Gallery, tipico baraccone da Luna Park in perfetto stile Disneyland però, atmosfera impeccabile.
| Big Thunder Mounain |
Dopo questa esperienza alquanto movimentata ci si può rilassare un attimo portando i bimbi al Pocahontas Indian Village, un semplice giardinetto (deserto quando siamo andati noi) dove tra l'altro bighellonava un gallo in libertà o prendere il treno alla Frontierland Depot, la stazione di quest'area del parco.
E' in uno dei complessi di capanne in Frontierland che Laura ha avuto il suo incontro magico con Topolino, il personaggio gentilissimo abbraccia i bimbi, se li coccola e consente a tutti di fare foto con lui. Un vero signore e incontrastato mattatore del parco. Qui forse la coda più lunga che abbiamo fatto, tra i venti e i trenta minuti.
| Il topo e la bambina |
Fatto tutto questo potete dirigervi verso Adventureland.
Continua...
venerdì 18 maggio 2012
CAPPUCCETTO ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI
(Hoodwinked!, di Cory Edwards, 2006)
Dopo Cenerentola e gli 007 nani e Biancaneve e gli 007 nani, ecco arrivare sui teleschermi di casa nostra Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti. L'animazione risulta da subito fiacca e raffazzonata come nel caso dei due film sopra citati, la narrazione però ha un altro passo. Ancora contaminazione della fiaba, in questo caso con i topoi della narrativa d'investigazione, e i momenti e i personaggi divertenti questa volta non mancano.
Si parte con Rossa che entra in casa della nonna e vi trova il Lupo travestito. Rossa è un tipetta svicia, sgama il lupo nel giro di due secondi. Nasce una colluttazione durante la quale la nonna imbavagliata e legata salta fuori dall'armadio mentre, strano colpo di scena, irrompe nella stanza sfondando la finestra il boscaiolo Kirk.
Nel parapiglia interviene la polizia che in men che non si dica pensa di aver risolto il caso. Però non tutto è così limpido è chiaro, ci penserà il detective Nicky Zampe a scavare nel marcio. Nel bosco infatti qualcuno sta rubando tutte le ricette di dolci e i nostri personaggi sembrano invischiati nella faccenda.
A questo punto la storia ricomincia dal principio narrata di volta in volta da ognuno dei protagonisti e quindi da un punto di vista differente. Tra corsi e ricorsi si incontrano personaggi decisamente divertenti come la capra che, in seguito a una maledizione, può parlare solo cantando (abbastanza esilarante), lo scoiattolo che parla a una velocità assurda, la pecora che fa l'informatore e così via.
Altre trovate divertenti non mancano (la nonna che pratica sport estremi ad esempio) e in fin dei conti non riesco a parlar male di questo prodottino pur consapevole dei vari difetti della pellicola. Questa non è originalissima, non ha una trama e una cura paragonabile ai grandi del settore, l'animazione è scarsina e via discorrendo...
Però due risate me le sono fatte. Per una serata senza pretese.
Dopo Cenerentola e gli 007 nani e Biancaneve e gli 007 nani, ecco arrivare sui teleschermi di casa nostra Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti. L'animazione risulta da subito fiacca e raffazzonata come nel caso dei due film sopra citati, la narrazione però ha un altro passo. Ancora contaminazione della fiaba, in questo caso con i topoi della narrativa d'investigazione, e i momenti e i personaggi divertenti questa volta non mancano.
Si parte con Rossa che entra in casa della nonna e vi trova il Lupo travestito. Rossa è un tipetta svicia, sgama il lupo nel giro di due secondi. Nasce una colluttazione durante la quale la nonna imbavagliata e legata salta fuori dall'armadio mentre, strano colpo di scena, irrompe nella stanza sfondando la finestra il boscaiolo Kirk.
Nel parapiglia interviene la polizia che in men che non si dica pensa di aver risolto il caso. Però non tutto è così limpido è chiaro, ci penserà il detective Nicky Zampe a scavare nel marcio. Nel bosco infatti qualcuno sta rubando tutte le ricette di dolci e i nostri personaggi sembrano invischiati nella faccenda.
A questo punto la storia ricomincia dal principio narrata di volta in volta da ognuno dei protagonisti e quindi da un punto di vista differente. Tra corsi e ricorsi si incontrano personaggi decisamente divertenti come la capra che, in seguito a una maledizione, può parlare solo cantando (abbastanza esilarante), lo scoiattolo che parla a una velocità assurda, la pecora che fa l'informatore e così via.
Altre trovate divertenti non mancano (la nonna che pratica sport estremi ad esempio) e in fin dei conti non riesco a parlar male di questo prodottino pur consapevole dei vari difetti della pellicola. Questa non è originalissima, non ha una trama e una cura paragonabile ai grandi del settore, l'animazione è scarsina e via discorrendo...
Però due risate me le sono fatte. Per una serata senza pretese.
5x1000 E U.G.I.
Questa mattina sto adempiendo alle pallosissime questioni burocratiche per la compilazione del 730.
Come alcuni di voi sapranno (sicuramente chi è tenuto a compilare il maledetto documento), da qualche anno viene richiesto di indicare a chi devolvere il 5x1000.
A volte si compiono alcune scelte in maniera abbastanza casuale o si appone una firma senza sapere esattamente dove i nostri soldi andranno a finire.
Da quando è entrato in vigore questo 5x1000 da noi si è sempre indirizzata la cifra all'U.G.I. - Unione Genitori Italiani, una Onlus che si occupa di aiutare i bambini affetti da tumore e sostenere per quel che è possibile le loro famiglie. Lavorando anni addietro per il loro presidente (che faceva il grafico, il presidente dell'U.G.I. lo fa come volontariato) abbiamo conosciuto questa realtà negli anni in cui si costruiva la nuova Casa UGI per i genitori dei bambini malati che arrivano da fuori città. La struttura sorge a pochi passi dall'Ospedale Regina Margherita di Torino.
Insomma, si tratta di un'associazione e di una causa meritevoli. Se non sapete dove indirizzare il 5x1000 o se questa vi sembra una delle possibili scelte da prendere in considerazione, cliccando qui potrete visitare il sito dell'UGi e qui leggere le istruzioni su come indirizzare a loro il 5x1000.
E' tutto direi...
Come alcuni di voi sapranno (sicuramente chi è tenuto a compilare il maledetto documento), da qualche anno viene richiesto di indicare a chi devolvere il 5x1000.
A volte si compiono alcune scelte in maniera abbastanza casuale o si appone una firma senza sapere esattamente dove i nostri soldi andranno a finire.
Da quando è entrato in vigore questo 5x1000 da noi si è sempre indirizzata la cifra all'U.G.I. - Unione Genitori Italiani, una Onlus che si occupa di aiutare i bambini affetti da tumore e sostenere per quel che è possibile le loro famiglie. Lavorando anni addietro per il loro presidente (che faceva il grafico, il presidente dell'U.G.I. lo fa come volontariato) abbiamo conosciuto questa realtà negli anni in cui si costruiva la nuova Casa UGI per i genitori dei bambini malati che arrivano da fuori città. La struttura sorge a pochi passi dall'Ospedale Regina Margherita di Torino.
Insomma, si tratta di un'associazione e di una causa meritevoli. Se non sapete dove indirizzare il 5x1000 o se questa vi sembra una delle possibili scelte da prendere in considerazione, cliccando qui potrete visitare il sito dell'UGi e qui leggere le istruzioni su come indirizzare a loro il 5x1000.
E' tutto direi...
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