venerdì 18 aprile 2014

10 VOLTI (20)

Torniamo a giocare con 10 volti dopo una pausa lunghetta anziché no. Qui sotto trovate l'attuale classifica. Manche atipica con ben 15 punti in palio per 15 personaggi. Chi di voi non ha mai letto qualche storia Disney, magari da piccini ne eravate addirittura grandi appassionati (o lo siete anche ora?). Ma potete dire di conoscere anche le seconde linee? Conoscete quei personaggi secondari protagonisti saltuari delle avventure di paperi e topi? Vediamo, forza.

Classifica
01 La Citata 28 pt.
03 Bradipo 22 pt.
02 Vincent 17 pt.
04 Luigi 16 pt.
05 Luca Lorenzon 14 pt.
06 Babol 13 pt.
07 Urz 13 pt.
08 L'Adri 10 pt.
09 Poison 10 pt.
10 Morgana 9 pt.
11 Eddy M. 8 pt.
12 Cannibal Kid 7 pt.
13 Frank Manila 5 pt.
14 Umberto 4 pt.
15 Elle 4 pt.
16 M4ry 3 pt.
17 Zio Robbo 3 pt.
18 Viktor 2 pt.
19 Beatrix Kiddo 1 pt.
20 Evil Monkeys 1 pt.
21 Ismaele 1 pt.
22 Blackswan 0 pt.
23 El Gae 0 pt.
24 Acalia Fenders 0 pt.


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giovedì 17 aprile 2014

BRADI PIT 95

Non bastava la visita di Renzi, in questa giungla ormai non c'è più pace!


Clicca sull'immagine per ingrandire.

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mercoledì 16 aprile 2014

LA BUONANOTTE - MASTER OF REALITY - I WALK BESIDE YOUR LOVE

Nell'augurarvi una buona notte...



Masters of Reality - I walk beside your love

dall'album Give us Barabbas del 2004

martedì 15 aprile 2014

TERRA SENZA LEGGE

(di Claudio Nizzi e Alberto Giolitti, 1989)

Se l'esordio del Texone a opera di Nizzi e Buzzelli dell'anno precedente aveva regalato ai fan dei quattro pards più famosi del west un primo appuntamento sicuramente da ricordare, l'arrivo di Terra senza legge conferma l'eccezionalità di un'iniziativa rimarchevole e consegna un secondo numero a mio avviso ancor più riuscito del precedente. Di fronte a lavori di tale portata è scontato che il gusto personale la faccia da padrone, ammetto però di essere rimasto ad ammirare a bocca aperta numerose delle vignette create da Alberto Giolitti come non mi era capitato di fare durante la lettura di Tex il grande!

La cosa più curiosa, per la quale ammetto la mia infinita ignoranza, è che io Alberto Giolitti non lo conoscevo nemmeno. Autore molto celebre in Argentina e Stati Uniti, conosciuto soprattutto per i suoi lavori legati al genere western, mi è subito sembrato il classico maestro alla quale la definizione nemo propheta in patria calza a pennello. Poi magari conoscete tutti quanti i suoi lavori a menadito ed effettivamente la mosca bianca sono io, tutto può essere...

Le tavole di Giolitti sono un vero spettacolo, sono praticamente assenti vignette dove gli sfondi e le ambientazioni non siano curati con dovizia, alcune scene in interno denotano una passione e un dettaglio quasi maniacale, basti guardare ad esempio l'arredo degli uffici di Fort Grant nelle prime pagine della storia imbastita da Claudio Nizzi. Il tratto preciso e pulito di Giolitti riesce ad unire matite davvero belle a vedersi a un dinamismo funzionale alla storia e uno storytelling molto vivace. Se proprio vogliamo trovare una piccola pecca nel lavoro di questo grande artista, possiamo dire che i volti di Kit e Tex, sempre molto simili, tendono a mostrare qualche anno più del dovuto in tavole dove spesso Kit sembra Tex e questi una sua versione più anzianotta. Talvolta nel volto del ranger si intravedono lineamenti della famiglia Bonelli, ma forse questa è una mia malata fissazione più che un reale omaggio del disegnatore. Questioni anagrafiche a parte anche i volti godono di un'espressività fuori dall'ordinario che rende il lavoro del disegnatore ancor più prezioso.

Di Nizzi è veramente, veramente inutile parlare, Nizzi è il west e tanto basti. Ogni tanto si sente dire che le sceneggiature di Tex non sorprendono, sono tutte simili e cose così... può essere, non so, però funzionano quasi sempre e quasi sempre divertono.

Questa volta i quattro pards sono chiamati a riportare un po' d'ordine nella cittadina di Safford tiranneggiata da Paul Morrison, affarista poco pulito che si serve degli indiani di Ganado e dei loschi Gormann e Chavez per mantenere il controllo sui pochi cittadini onesti rimasti a Safford. Storie forse già sentite che non impediscono però l'ottima riuscita di questo secondo appuntamento con il Texone.


lunedì 14 aprile 2014

LA BUONANOTTE - KANSAS - CARRY ON MY WAYWARD SON

For a Supernatural night...



Kansas - Carry on my wayward son

dall'album Leftoverture del 1976

domenica 13 aprile 2014

I CROODS

(The Croods di Kirk De Micco e Chris Sanders, 2013)

Partiamo dal morale della favola che in qualche modo potrebbe ben adattarsi ai giorni difficili che molti italiani, me compreso, stanno passando in questi anni. L'insegnamento che la pellicola dedicata alla famiglia dei cavernicoli Croods ci propone è quello di non avere paura. Sembra un concetto semplice, quasi scontato, ma soprattutto oggi non lo è.  Anche un film come questo può essere un incentivo a non lasciarsi travolgere e schiacciare dagli eventi negativi e a guardare al domani con maggior fiducia. A vivere anziché a sopravvivere, roba sempre più difficile.

Difficile come doveva essere la vita all'epoca preistorica, i pericoli erano molti per gli uomini, belve di ogni tipo erano sempre pronte a spacciarli. Così Grug, il capofamiglia dei Croods, tende a essere troppo protettivo con i suoi cari costringendoli a rifugiarsi sempre più spesso in buie caverne e raccontando loro storie di morte in modo da aumentare la soglia d'attenzione in tutta la famiglia. Hip, la figlia maggiore, odia però il buio delle caverne ed è un carattere curioso per natura, cosa che la porterà a spingersi in territori inesplorati dove incontrerà il positivo Guy, un ragazzo testafine con molte idee e una gran voglia di andare dritto dritto verso la luce del domani. Ma andarci non sarà così semplice, gli sconvolgimenti dovuti ai movimenti della placca terrestre complicheranno la situazione.

E' un film piacevole questo prodotto targato Dreamworks, con delle sequenze ben realizzate (davvero divertente la scena della caccia al cibo) e scenari colorati e fantasiosi che ci mostrano un mondo preistorico popolato da molte creature decisamente diverse dai soliti dinosauri ai quali ci siamo abituati. Non male anche lo studio dei personaggi e le dinamiche tra gli stessi che propongono un difficile rapporto padre/figlia adolescente, un simpaticissimo e quasi innocente (?) odio per la suocera che sarà fonte di numerose e divertenti gag, e la rivalità tra l'uomo più anziano e quello più giovane. Non mancano neanche il figlio scemo (Tonco), la moglie pacata e ragionevole (Ugga) e la piccolissima figlia minore, più simile a un mastino che non a una bimbetta (Sandy). Dopo la visione del film vi ricrederete sulla data reale in cui è stata inventata la fotografia. E ne riderete.

Ancora una volta la Dreamworks, tra alti e bassi, dimostra di aver numerose buone frecce al suo arco e di potersela giocare degnamente con avversari del calibro di Pixar e Disney.


sabato 12 aprile 2014

IL GIARDINO DI LIMONI

(Etz Limon di Eran Riklis, 2008)

Il regista Eran Riklis mette in scena una storia sul conflitto israelo-palestinese senza mai mostrarne la cruda violenza ed evitando di focalizzarsi sul conflitto stesso. Il giardino di limoni potrebbe essere visto come un film sulla dignità e sull'orgoglio di chi è oppresso, valori fondamentali sempre più difficili da preservare (ormai a tutte le latitudini) e sempre più complicati da difendere grazie a una giustizia che si muove quasi sempre in direzione univoca (la legge è uguale per tutti, ah!, pernacchia, scorreggia con la mano sotto l'ascella...).

E così capita che sul confine tra Israele e i territori palestinesi, proprio di fianco al giardino di limoni della signora Salma Zidane (Hiam Abbass), madre di un aiuto cuoco e non di un celebre calciatore, venga ad abitare Israel Navon (Doron Tavory), Ministro della Giustizia israeliano. E che Giustizia! La casa del ministro e della moglie Rona (Mira Navon) è difesa dall'esercito e dai Servizi Segreti israeliani che decidono che quel giardino di limoni così vicino alla casa del ministro è troppo pericoloso, potrebbe essere un buon nascondiglio per attentatori e terroristi. Ergo gli alberi di limoni vanno sradicati, poco importa che siano il solo sostegno della mite signora Zidane che appunto non è madre di, vive da sola e lontana dai suoi figli e da qualche tempo ha anche perso il marito. Poco importa che il bel giardino sia ormai l'unica nota di colore di un'esistenza già molto colpita dalla sofferenza.

Però la signora Zidane oltre al suo giardino ha anche un grande orgoglio e una grande grandissima dignità, di quelle che non necessitano di urla e strepiti ma che non possono bastare per evitare di dover versare qualche lacrima tanto contenuta quanto dolorosa. Così, con l'aiuto del giovane avvocato Ali Suliman (Ziad Daud), Salma avrà la forza di portare avanti la sua battaglia per tutti i gradi di giudizio previsti dalla legge israeliana fino ad arrivare davanti alla Corte Suprema.

Il giardino di limoni è uno di quei film giusti, che ogni tanto bisogna che qualcuno li scriva, che qualcuno li diriga, nei quali qualcuno reciti e che qualcuno se li guardi, perché è giusto così. Non è un film grandioso, non è uno di quelli che ti stupisce, non ti piazza neanche quei gran pugni nello stomaco, è un film di buone interpretazioni (superba la Abbass), mai noioso e che non eccede. E' uno di quei film che però ci ricordano con garbo quanto facciamo schifo, e questo non ce lo dobbiamo dimenticare mai.


LA BUONANOTTE - THE PINES - CRY CRY CROW

Nell'augurarvi una buona notte...



The Pines - Cry cry crow

dall'album Dark so gold del 2012

giovedì 10 aprile 2014

BRADI PIT 94

In questa giungla passa ormai veramente di tutto, mancano solo i cani e i porci e poi si è al completo. Aridateci Jungle Man.


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mercoledì 9 aprile 2014

LA BUONANOTTE - BLUR - YOU'RE SO GREAT

Nell'augurarvi una buona notte...



Blur - You're so great

dall'album Blur del 1997
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