sabato 22 maggio 2010

GUY RITCHIE

La carriera di Guy Ritchie sembra una di quelle storie che tanto piacciono a Hollywood. Ascesa, caduta e rinascita. Non che la vita di Guy Ritchie sia caratterizzata da chissà quali sventure ma l’ottimo regista inglese (Hatfield, 1968), dopo aver piazzato nelle sale due ottimi film, Lock & stock e The Snatch, decide di convolare a giuste nozze con la popolarissima Madonna. Ma procediamo con ordine.

Fase 1: Ascesa
Nel 1999 debutta alla grande con Lock & Stock and two smoking barrels. Quattro amici, convinti di riuscire a fare soldi facili vincendo una partita a carte con un losco figuro, fanno la cazzata e danno il via ad una serie di accadimenti tragicomici.
I toni del film di Ritchie sono sempre molto ironici, anche quando le situazioni narrate sono altamente drammatiche. Nel film si contano almeno un paio di carneficine e molte situazioni poco convenienti per i nostri quattro baldi giovini. Il tutto è inserito nell'ambiente criminale dell’East End londinese, agli attori principali (Jason Statham e Jason Flemyng su tutti che torneranno anche in The Snatch) si affiancano comparse celebri come Sting e professionisti da noi ancora poco conosciuti che danno vita a personaggi quali Harry l’accetta e Barry il battista, Big Chris (un gigantesco Vinnie Jones) che va in giro a rompere ossa portandosi dietro il figlioletto Little Chris e via discorrendo. Un esordio con i fiocchi, divertentissimo e coinvolgente.

L’anno seguente esce The Snatch. La formula rimane la stessa. Ritchie si trova in tasca qualche sterlina in più e alza il tiro. Questa volta sono della partita anche Brad Pitt nella parte di uno zingaro dal pugno micidiale e dalla parlata incomprensibile (tanto che nel DVD c’è l’opzione per sottotitolare solo la sua parte ma io non sono mai riuscito a farla funzionare), Dennis Farina già noto per film come Manhunter e Get Shorty costretto nella pellicola a un andirivieni tra gli USA e il Regno Unito, il grandissimo Benicio Del Toro (Franky quattro dita), il solito Vinnie Jones (Pallottola al dente Tony) e numerosi altri caratteristi tutti in ottima forma. Ah, ci sono anche il cane e Tyron (ce l’ha nel sangue!). Torna anche Statham, nel ruolo del Turco, che grazie a Ritchie prepara la sua futura carriera da novello action-man. Grande conferma del talento di Ritchie e della sua crew, film divertentissimo e si guarda avanti.

Vinnie Johns

Fase 2: Caduta
Ritchie sposa Madonna. Ritchie, travolto da un’insolita sconsideratezza nella grigia nebbia londinese, decide di girare il remake di Travolti da un’insolito destino nell'azzurro mare d’agosto della Wertmuller con protagonista Madonna stessa e il figlio di Giancarlo Giannini.
La critica lo distrugge, il film è un flop pazzesco, io mi rifiuto di guardarlo. Magari lo recupererò in futuro. Sembra che l’influenza di Madonna sul marito regista sia quantomeno deleteria.

Tre anni dopo, nel 2005 esce Revolver. Ritchie torna sui suoi passi, riprende le sue atmosfere criminali e il suo attore feticcio Jason Statham e insieme, come se fossero Scorsese e De Niro, si lanciano in questa nuova avventura. La parte del cattivo tocca all’espertissimo Ray Liotta, Statham ce la mette tutta ma qualcosa ancora non funziona. Il film è in molte parti troppo cerebrale e psicologico, si fatica a stare dietro alla storia. Pecca più grande è l’assoluta mancanza di ironia che caratterizzava i primi due lavori. C’è il tentativo di riavvicinarsi ai temi che l’hanno reso celebre ma Ritchie ancora non carbura, il ragazzo non è in forma.


Fase 3: Rinascita
Con Rock ‘n Rolla sembra che Ritchie sia tornato agli antichi fasti. Dico sembra poiché purtroppo ancora non sono riuscito a vedere questa sua prova. Le critiche però sono buone, le atmosfere sembrano nuovamente ironiche e la verve ritrovata. Il rapporto con Madonna va in crisi e il maggior successo di Ritchie è alle porte….

PS: nel frattempo ho visto Rock 'n rolla, un vero spasso trovate un commento qui.

Sherlock Holmes è record d’incassi per il regista inglese, nell'anno di uscita del film qui in Italia hanno fatto meglio solo Avatar e Alice di Tim Burton che potevano avvalersi anche del traino del 3D. Il film è sicuramente un blockbuster molto divertente, si avvale dell’esperienza e della bravura di Robert Downey Jr. e di Jude Law, di ottimi effetti speciali e di una bella ricostruzione della Londra ottocentesca. Personalmente non mi sono strappato i capelli per questo film. Divertente, certo, ma di blockbuster divertenti non ne mancano, invece di registi che riescano a piazzare film ironici come Lock & Stock e The Snatch ce n’è ancora bisogno. Il finale di Sherlock Holmes lascia spazio per un seguito. Io sinceramente spero in qualcos’altro, anche perché, da fan dell’Holmes letterario, la rivisitazione effettuata da Ritchie non mi convince in pieno.

Staremo a vedere, intanto beccatevi il video da Lock & Stock.

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