(Fēngliú yīdài di Jia Zhangke, 2025)
Nella serata di venerdì 28 marzo ultimo scorso il regista cinese Jia Zhangke ha presentato al cinema Massimo di Torino il suo ultimo lavoro, Generazione romantica (titolo internazionale Caught by the tides, forse più indovinato), opera di fine assemblaggio, ragionata e romanzata, che arriverà nelle sale il prossimo 17 aprile. Jia Zhangke torna a Torino dopo aver presieduto la giuria del Torino Film Festival nel 2018 (vinse Wildlife di Paul Dano), il regista è accompagnato e introdotto da Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema e già direttore dei festival di Locarno e Berlino. Come dichiarato dallo stesso Zhangke, cosa che emerge evidente guardando il film, Generazione romantica è un progetto che affonda le radici già nell'ormai lontano 2001; nell'idea del regista vi era la volontà di filmare varie sequenze senza affidarsi a una rigida sceneggiatura, come a fissare per immagini una sorta di passaggio del tempo in forma libera. Le riprese si sono accumulate nell'arco di vent'anni fino all'esplodere della pandemia di Covid, momento in cui, a mondo fermo, il regista è riuscito a mettere mano al materiale girato nel corso degli anni e a dargli una forma, attingendo anche a sequenze in origine destinate ad altri suoi film, andando così a creare un collage che si può considerare una sorta di summa dell'opera di quello che è indubbiamente un grande maestro della settima arte e che è divenuto anche il ritratto di un pezzo di storia di una Cina in forte mutamento, tema ricorrente e principe all'interno della filmografia di Jia Zhangke. Ovviamente, nell'arco di un tempo così esteso, oltre ai cambiamenti legati ai luoghi rappresentati, influiscono sul montaggio finale di Generazione romantica anche le evoluzioni legate ai mezzi tecnici propri del cinema; si alternano quindi immagini girate su pellicola a quelle fermate in digitale, formati in 4:3 ormai abbandonati a quelli più moderni ai quali oggi siamo più abituati. In occasione della sua presentazione al film Jia Zhangke dichiara come le riprese scelte per dare forma finale a Generazione romantica coinvolgano un'epoca, quella a cavallo tra i due millenni, dove in Cina vi erano molto fermento e una buona dose di entusiasmo e aspettativa per il futuro che si stava aprendo al Paese, e un'altra, quella del Covid, caratterizzata da un'immobilismo alieno che ha portato incertezza e una situazione psicologica sicuramente meno entusiasmante; il cinema comunque non si è fermato del tutto, Generazione romantica è un po' il frutto del passaggio tra queste due epoche e di quello che c'è stato nel mezzo.A inizio del nuovo millennio c'è vitalità a Datong, nella provincia dello Shanxi. Qiao Qiao (Zhao Tao) cerca di barcamenarsi trovando lavori come ragazza immagine: ballerina in discoteca, poi cantante a pagamento, indossatrice di costumi e abiti economici per rivenditori di un centro commerciale. Qiao Qiao è legata sentimentalmente all'affarista Guao Bin (Li Zhubin) che però nella provincia dello Shanxi non riesce a dare sfogo alle sue ambizioni. L'uomo decide così di trasferirsi altrove per fare fortuna, si allontana da Qiao Qiao con la promessa di un ricongiungimento nel momento in cui la sua situazione economica dello stesso sarebbe divenuta più solida e florida. Passa parecchio tempo ma nonostante i numerosi tentativi della donna di contattare Guao Bin questi si rende del tutto irreperibile; Qiao Qiao decide di seguirne le orme passando dalla zona delle Tre Gole, intraprende così un viaggio alla ricerca del suo uomo. Guao Bin si è però inserito in un giro di imprese poco pulite nel ramo dell'edilizia, la relazione tra i protagonisti si interromperà ma i due avranno modo di ritrovarsi altrove in quella che è ormai la loro piena maturità, per Guao Bin ormai una vera e propria terza età.
Il cinema di Jia Zhangke si adatta bene alla definizione di "cinema ricorsivo". Per il regista cinese tutto è un continuo ritorno: un ritorno ai temi prediletti (il mutamento della Cina), ai luoghi preferiti (i meravigliosi paesaggi e passaggi fluviali, le Tre Gole, lo Shanxi), alla sua inseparabile musa Zhao Tao, agli inseguimenti tra personaggi, agli amori partiti, ricercati, ritrovati, a una forma di cinema personale e connotata che ha pochi eguali nel panorama contemporaneo della settima arte. A questa definizione non fa eccezione Generazione romantica che si discosta da altre opere del regista per una ermeticità di lettura che di certo potrà essere scardinata dalla conoscenza di almeno parte dell'opera precedente di Zhangke (Still life, Al di là delle montagne, I figli del fiume giallo) di cui questo film sembra essere appunto una summa. La parte iniziale è straniante anche per chi già conosce lo stile di Jia Zhangke, catapultati tra dance club, esibizioni di canto e sale di ricreazione comuni; via via il film poi si delinea e prende una forma che rimane pur sempre vaga ma che chi già è venuto a contatto con l'opera del regista inizia a decifrare attraverso i cambiamenti e il passare del tempo, sottolineato dall'invecchiamento degli attori ma anche dal cambio delle tecnologie che mutano e trasformano le abitudini, sottraggono vitalità alle persone fino ad arrivare a una situazione di quasi incomunicabilità all'epoca del Covid, anni in cui tutti sono nascosti dietro mascherine a celare la gran parte del volto, silenziati da bocche invisibili e sempre più appoggiati a device onnipresenti. Si torna anche all'avanzamento dei lavori nelle Tre Gole, con i report sull'innalzamento delle acque e il conto degli sfollati che ormai supera il milione e mezzo di persone, temi già affrontati in opere passate. Sono diversi i riferimenti a eventi storici che vanno a inserire i frammenti di Generazione romantica nella propria epoca di appartenenza (pensiamo alle manifestazioni di giubilo per l'assegnazione a Pechino dei Giochi Olimpici del 2008, alle panoramiche spettrali dell'epoca Covid), queste si alternano ai moti interiori dei protagonisti che attraversano luoghi ed epoche in un percorso di mutamento sempre caro al regista, qui bravissimo nel costruire un film dove passaggi eterogenei si amalgamano in maniera tutto sommato naturale. Ennesimo tassello di un corpo d'opera di alto valore, l'ultima fatica di Jia Zhangke non sarà facilissima da approcciare ma lascerà il segno come ulteriore dimostrazione della profondità di visione di uno degli autori più interessanti della sua generazione.