lunedì 9 giugno 2014

TURF

(di Jonathan Ross e Tommy Lee Edwards, 2010/2011)

Per ottenere un bel mix di sano pulp mescolate insieme uno scrittore inglese, molto noto in patria come conduttore televisivo più che altro ma quasi sconosciuto qui da noi, un disegnatore di talento, un'ambientazione Newyorkese dei tardi anni '20, epoca del proibizionismo o giù di lì, molti, molti, gangster, un numero sufficiente di vampiri della qualità degli strigoli, qualche poliziotto corrotto e alieni quanto basta. Rimestate il tutto in una buona dose di sangue e whisky e il gioco è fatto. Per dare un vero tocco di classe alla mistura se vi avanza una giornalista in gonnella... il risultato sarà piacevole e rinfrescante.

Era da tempo che volevo leggere Turf, me l'ero fatto scappare al momento della sua uscita e in diverse occasioni successive. Poi son riuscito a combinare uno scambio alla pari con altro materiale e quindi è andata bene così, visto che il volume mi è arrivato tra le mani a gratis. Come dicevo siamo nel 1929, più precisamente il 14 febbraio, in una versione alternativa dello storico San Valentino di sangue, la reporter Susie Randall ha l'opportunità di dare una sbirciatina al luogo di un'orrenda carneficina. Nella suite del Baltimore Hotel un copioso numero di gangster assassinati giace in terra tra ettolitri di sangue.

Il commercio di whisky rende bene a New York, le bande di gangster si contendono il territorio, in ascesa c'è la famiglia Dragonmir, che oltre alla lotta per il territorio deve affrontarne una interna tra i fratelli Stefan e Gregori, lotta per decidere chi diverrà il Liderul degli Strigoli, stirpe di succhiasangue molto lontana dal vampiro in cappa nera. A contrastarli il gangster Eddie Falco con i suoi. Proprio mentre uno degli scontri più cruenti conosce il suo epilogo, sulla Terra si schianta la nave spaziale di Squeed proveniente dal pianeta Anth.

Questi sono alcuni degli elementi, ma non gli unici, che fanno di Turf una lettura allo stesso tempo densa e spassosa. Quello che salta agli occhi fin da subito è che il buon Ross non conosce il significato della parola decompressione e in ambito fumettistico questo non può che strapparmi un sonoro "era ora"! Abituati ad albi dove gli eventi condensati in una ventina di pagine sono spesso molto pochi e per i quali la velocità di lettura è prossima a quella della luce, le tavole realizzate da Ross e Edwards zeppe di balloons, parole, avvenimenti e disegni di un'atmosfera eccezionale sono una manna dal cielo per il lettore moderno, almeno per quelli non troppo pigri. Si ha tra le mani un vero e proprio libro che presenta una storia sì scorrevole ma di quelle alle quali devi dedicarti con un po' di attenzione e un po' di tempo a disposizione.

Ross è bravo, è uno in grado di far convivere in maniera naturale elementi che normalmente poco c'entrano uno con l'altro. Edwards è un grande, ti butta letteralmente dentro gli anni '20 senza farti passare dal via con un tratto efficace, coinvolgente e convincente. E poi ha dovuto trovare anche il modo di farci entrare tutti quei balloons, mica roba da poco. Chicca finale i titoli dei cinque episodi che compongono la miniserie che omaggiano il grande cinema di malavita stravolgendolo un pochino.

6 commenti:

  1. Interessante. Però vampiri, alieni e gangster non sarà un guazzabuglio un pò eccessivo?

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    1. No, no. Il racconto gira bene, è piacevole e ha una bella atmosfera. Certo non è un'opera che cambierà la storia del fumetto, ma val bene una bella lettura.

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  2. Ciao Dario! Perfettamente daccordo con il tuo commento. Lessi questo volume un po' di tempo fa e lo recensii sul blog più o meno con i tuoi stessi toni. Un buon esempio di come si possa costruire una storia solida affidandosi ad un mix audacissimo di generi e riferimenti senza che l'opera risulti eccessivamente artificiosa, anzi.... gira tutto piuttosto bene;)
    Un saluto e complimenti come sempre per il tuo lavoro.
    A presto!
    Matteo

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    1. Ciao Matteo, che piacere risentirsi :)

      Avevo letto all'epoca il tuo commento e proprio quello, insieme a quello di Luigi e altri, mi convinse a cercare di recuperare il volume. Ne è valsa la pena, l'audacissimo mix, come tu l'hai definito, funziona davvero bene e in maniera naturale. Un gran bel volume e l'ultima vignetta non esclude che i due autori possano tornare su qualcosa di simile :)

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  3. Quando ne parlai io, contento di averlo letto, commentasti dicendo che avresti potuto prenderlo scontato ma che te lo lasciasti sfuggire comunque. Adesso l'hai recuperato gratuitamente e mi sa che ci sei andato a guadagnare :)

    A me è piaciuto davvero tanto per le ambientazioni, per la sapiente gestione di così tanti generi diversi (da parte di uno che con il fumetto aveva poco da spartire, fino ad allora), ma soprattutto per certe tavole di Edwards che trovai davvero incantevoli.

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    1. Condivido tutto, Ross è stata una piacevole sorpresa, non era facile dosare bene tutti questi ingredienti, davvero ottimo il lavoro di Edwards che praticamente non conoscevo.

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