venerdì 24 marzo 2017

SUPERNATURAL - OTTAVA STAGIONE

Nel post dedicato alla stagione precedente di Supernatural, nonostante la delusione che traspariva al seguito della visione della settima annata del serial, profetizzavo di come in un modo o nell'altro ci saremmo trovati di nuovo qui a parlare, una volta ancora, dei fratelli Winchester. A essere sincero pensavo che la cosa sarebbe successa un po' più in là nel tempo e che i toni sarebbero stati più o meno gli stessi usati nell'ultimo post. Invece siamo già qui e posso affermare di essermi anche divertito abbastanza con questa ottava stagione. L'idea vincente questa volta è stata quella di proporre più sottotrame durante l'intera annata (continuo comunque a sostenere come ormai serie da venti e più episodi l'anno non abbiano senso), riportare con garbo nella continuity qualche volto noto, riavvicinare i due fratelli nonostante non manchino asti e battibecchi nelle prime puntate, e inserire alcuni nuovi personaggi interessanti. In poche parole il succo è che si è raggiunto questa volta un buon equilibrio tra tutti gli elementi.

L'incipit lasciava presagire il peggio con l'ennesimo colpo di spugna sul cliffhanger finale della scorsa stagione, poi pian piano, con l'uso di numerosi flashback, tutto rientra in carreggiata, ci viene spiegato come Dean (Jensen Ackles) sia riuscito a lasciare il Purgatorio e viene introdotto il personaggio di Benny (Ty Olsson), vampiro buono e amico fraterno del più grande dei fratelli Winchester. Nell'anno passato da Dean in Purgatorio, Sam (Jared Padalecki) ha cambiato finalmente vita, si è legato a una ragazza e ha smesso di combattere mostri e cercare il fratello. Proprio questo sarà uno dei motivi d'attrito tra i due nella prima parte dell'ottava serie.


La trama più importante dell'annata sarà invece legata alla traduzione della tavoletta demoni da parte del profeta Kevin (Osric Chau), tavoletta che, una volta compresa, dovrebbe permettere la chiusura definitiva delle porte dell'inferno; il ragazzo sarà ostacolato dal nuovo re degli inferi, il demone Crowley interpretato dall'attore migliore del lotto: Mark Sheppard. Anche il legame tra Sam e Amelia (Liane Balaban) è ben sviluppato, la serie poi vive, come al solito, di one shot più slegati dalle trame principali, spesso più strani e divertenti rispetto agli episodi più canonici, tornano volti apprezzati come quello di Garth (DJ Qualls), Charlie (Felicia Day) e ovviamente quello di Castiel (Misha Collins), mentre i nostri eroi trovano addirittura un retaggio e un rifugio, una sorta di bat caverna del cacciatore perfetto. In qualche modo le vicende si riallacciano ai legami familiari del passato con l'introduzione della figura del nonno paterno (Gil McKinney), insomma, tutti gli elementi sono dosati, tutti assaggi gustosi che non appesantiscono la proposta degli sceneggiatori.

Anche il finale, come al solito importante e cataclismatico, sembra per il futuro ben gestibile non coinvolgendo direttamente, per una volta, il destino di uno dei personaggi principali. Quindi, con tutta probabilità, prima o poi, con calma, torneremo ancora una volta a parlare di Supernatural, in fondo se la serie è una delle più longeve tra quelle moderne (police procedural a parte) ci sarà pure una ragione.

6 commenti:

  1. Ho saltato le parti troppo "spoileranti" XD Sono ferma alla 4a stagione da tantissimo tempo XD Fino ad allora, grande fan. La motivazione dell'interruzione fu la messa in onda alla Rai, intendendo allo stile Rai (cambiamento di orari piuttosto casuale, ritardo in notturna e via così)... non era sostenibile!
    E poi, boh... forse sarà il caso di recuperare :D

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    1. Io alla fine non riesco a mollarli, ci sono tantissime serie di maggior valore eppure...

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  2. Lo seguii anch'io (figlia appresso 😃) per qualche stagione. Poi sinceramente lo trovammo sempre pi

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    1. Scusa sbagliato tasto

      Sempre più incasinato. Angeli peggio o quasi dei demoni. Confusione caos. Cosi ci stufammo.

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    2. Io alla fin fine lo guardo perché mi piacciono i protagonisti, gli episodi singoli, i personaggi ricorrenti e così via. Hanno azzeccato una formula vincente per cui alla fine dei conti la trama non è nemmeno ciò che ti spinge a guardare lo show. E loro due funzionano dannatamente bene insieme.

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    3. Sula coppia azzeccata sono pienamente d'accordo
      Sono io che dopo un po' mi stufo, che ho bisogno di novità

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