sabato 3 gennaio 2026

IL TRIONFO DELLA VOLONTÀ

(Triumph des Willens di Leni Riefenstahl, 1935)

Il trionfo della volontà è un film di propaganda nazista. Come si suol dire, uomo avvisato mezzo salvato. Assodato quindi che la maggior parte dei potenziali spettatori disposti al recupero di una simile opera troverà ripugnante l’ideologia che ne è alla base (si spera anche la totalità ma, immagino, sarebbe chiedere troppo), c’è da dire che l’opera della Riefenstahl è realizzata con estrema maestria e che la regista tedesca, classe 1902, riesce a sfruttare al meglio i fondi e le apparecchiature allora all’avanguardia messe a disposizione dal regime per elevare innanzi agli occhi della Germania e dell’Europa tutta le idee del Partito Nazionalsocialista tedesco. È questo, con tutta probabilità, uno dei film più compiuti di aperta propaganda all’ideologia di un partito politico; in quest’ottica (purtroppo) il film della Riefenstahl funziona dannatamente bene, sono proprio la perizia tecnica e la visione lucida della regista di Berlino a rendere un’opera come questa così pericolosa, basti pensare a come la potenza delle sue immagini riesca ad affascinare l’occhio dello spettatore ancora oggi, alla luce e con la consapevolezza della barbarie che lo spirito nazista è riuscito a infliggere a tutta l’Europa. Il film è un reportage del Congresso di Norimberga durato una settimana e tenutosi dal 4 al 10 settembre del 1934. Come già detto i fondi sono pressoché illimitati, lo staff tecnico conta più di 170 persone impiegate anche come comparse nelle riprese, il sostegno dei vertici di Partito è incondizionato e la collaborazione diretta, lo stesso Hitler rimane in contatto con la regista alla quale viene messo a disposizione anche il talento dell’architetto personale del Führer, Albert Speer, che realizzerà alcune delle spettacolari scenografie che costellano Il trionfo della volontà lungo tutta la sua durata.

La ripresa aerea iniziale, un’immersione totale tra le nuvole, è fortemente evocativa; l’arrivo di Hitler in aereo a Norimberga è l’occasione per inanellare una serie di inquadrature che mostrano dall’alto sia le bellezze della città tedesca sia l’enorme partecipazione del popolo all’evento. È un susseguirsi di vedute dall’alto, dal basso, in movimento, da angolazioni varie, che esaltano la figura del Führer e l’ammirazione che il popolo, a partire dai bambini, nutre per lui. La partecipazione è immensa, i simboli nazisti, la svastica sopra tutti, si ripetono a ritmo costante e incessante, l’atmosfera ritratta dalla Riefenstahl è sempre festosa, positiva, nulla lascia trasparire il seppur minimo segno di bruttura o violenza. Anche nei discorsi che vengono pronunciati, nel corso delle varie giornate del Congresso, sia da parte di Hitler che in quelli dei vertici del Partito, si coglie solo la volontà di costruire un Paese che possa tornare a essere grande in un momento storico in cui la Germania sta uscendo da anni davvero molto difficili. L’intento sembra essere, ora sappiamo in maniera altamente mistificatoria, quello di un lecito sentimento di innalzamento del valore economico e politico della propria Patria all’interno di un territorio europeo nel quale la Germania possa tornare ad avere un ruolo di primo piano. È innegabile che la Riefenstahl, consapevole o meno di quel che da lì a pochi anni sarebbe avvenuto, nel proporre la figura di Hitler e l’idea del Partito Nazionalsocialista sia stata quantomeno impeccabile.

Dal punto di vista formale le riprese della regista sono altamente spettacolari. Della sequenza di apertura abbiamo già detto, ma la Riefenstahl lavora molto bene anche con le riprese delle scene di massa, inquadrature maestose, favorite dall’uso di teleobiettivi e grandangoli, mostrano l’enorme partecipazione dei vari corpi come quello della gioventù hitleriana (la Hitler-Jugend) o quello dei lavoratori che vengono ripresi e coreografati come fossero veri e propri corpi di un esercito dedito completamente all’ideologia nazista e alla costruzione di quella nuova Germania e di quel popolo tedesco forte e puro auspicati da Hitler. Le bandiere con la croce uncinata sventolano nella serenità del mattino di Norimberga, sembra quasi di assistere a una moderna rappresentazione distopica, a un’ucronia in stile La svastica sul Sole di Philip Dick, invece è semplicemente la realtà del tempo. La Riefenstahl pone attenzione anche ai gesti quotidiani dei più giovani membri della Hitler-Jugend: i ragazzi che si lavano, si pettinano, fanno la barba, il Congresso sembra un grande happening festoso, i messaggi sono di forza, decisione, positività, è innegabile che Il trionfo della volontà abbia contribuito a costruire il mito del Terzo Reich. È la potenza del cinema, questa volta messa purtroppo a servizio della causa sbagliata.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...