martedì 3 marzo 2015

BELLE E SEBASTIEN

(Belle et Sébastien di Nicolas Vanier, 2013)

Il regista Nicolas Vanier è un documentarista amante della natura e dei vasti spazi con una predilezione per il freddo nord, passioni queste che traspaiono e caratterizzano in maniera prepotente tutto il film dedicato al cane Belle e al piccolo Sébastien. L'aspetto paesaggistico e lo sguardo sulla bellezza mozzafiato della natura incidono sul film per l'80%, un 15% lo fa il cane e il restante 5% possiamo pure concederlo alla storia che, diciamocelo pure, sembra un mero pretesto per sfoggiare la splendida fotografia e lo splendore delle location.

L'Haute Maurienne e le zone limitrofe site nelle Alpi francesi al confine con le nostrane valli di Lanzo sono le vere protagoniste del lungometraggio. La montagna e di conseguenza la fauna e la flora che la popolano, graziate da riprese sapienti del documentarista, ora a terra, ora aeree, offrono uno spettacolo impagabile di una bellezza unica. In mezzo a tanta meraviglia la storia di un pastore dei Pirenei additato dalla popolazione locale come una sorta di bestia pericolosa sventrapecore e quella del bambino Sébastien (Félix Bossuet), orfano cresciuto dal vecchio César (Tchéky Karyo) in una Francia montana occupata dai nazisti.

La trama più che al cartone animato che si guardava da piccini e del quale non ricordo con precisione nessuna puntata, guarda ai racconti di Cécile Aubry e vede ovviamente in primo piano il rapporto tra il bambino e il cane che lui stesso battezzerà Belle, la piccolissima diffidenza iniziale e la confidenza e la complicità successive. Il tutto si svolge all'epoca della seconda guerra mondiale in una zona frontaliera nella quale alcuni abitanti come il medico Guillaume (Dimitri Storage) si adoperano per far espatriare verso la Svizzera, attraverso insidiosi percorsi montani, persone in pericolo ricercate dai nazisti del Tenente Peter (Andreas Pietschmann), uomo ambiguo con un debole per la bella francese Angelina (Margaux Chatelier).


Come è ovvio il cane Belle si dimostrerà molto diverso dalla bestia temuta dai paesani e si rivelerà un aiuto prezioso un po' per tutti ma soprattutto per il bambino in costante attesa di un improbabile ritorno della figura materna.

In fin dei conti Belle e Sébastien è un buon film per bambini o una valida alternativa a programmi come Alle falde del Kilimangiaro o simili. La visione però non annoia troppo neanche gli adulti proprio per la grande capacità di riempire gli occhi con paesaggi splendidi. Visto il soggetto non troppo originale che punta molto sull'empatia tra bimbo e animale sarebbe potuta andare anche peggio.


6 commenti:

  1. Chissà perché leggendo di questi paesaggi straordinari m'è venuto immediatamente in mente "Into the wild"... che c'entra praticamente niente con questa recensione. Sarà che probabilmente non riesco a focalizzare l'attenzione su questo genere di film, sarà che non ho figli, sarà che non conosco nemmeno così bene il cartone animato... sarà che forse non ho letto convinto nemmeno te, nel consigliarlo! Non so se lo vedrei, ecco!

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    1. Ma guarda, se non hai bimbi a cui farlo vedere puoi soprassedere tranquillamente, non fosse stato per Lauretta io non l'avrei mai guardato. Poi il risultato finale non è terribile ma neanche così interessante. Into the wild era tutt'altro film, di un'altra categoria.

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  2. Non mi è capitato ancora di vederlo. Spero di sfruttare la situazione con i miei nipoti. E' l'unica spinta che mi fa venire voglia di vedere Belle e Sebastien.

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    1. Si, come dicevo anche a Mia se non ci sono bimbi la visione è superflua.

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  3. Io sono arrivata qui piena di entusiasmo "uh! Belle e Sebastien! la mia infanzia! mi piaceva così tanto! uuuuhhh!" eccetera e poi, effettivamente, nemmeno io ricordo una sola puntata del cartone animato... a parte la storia base cane pericoloso/empatia col piccolo uomo, di cui ricordo però che fu il riassunto che mi fece mia madre (che forse ne aveva già sentito parlare) prima di vedere per la prima volta una puntata (e poi la prima puntata me la son persa di ogni singolo cartone animato, al punto che credevo che non esistessero veramente prime puntate!).
    Se i racconti affrontassero più la seconda guerra mondiale, che il rapporto cane/bambino, almeno quelli li leggerei ;)

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    1. I racconti non li ho mai letti quindi non saprei dirti che tenore abbiano. Sul discorso cartoni animati posso dirti che invece io mi perdevo quasi sempre le ultime puntate che è decisamente peggio... :)

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