venerdì 25 maggio 2018

ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS

(Murder on the Orient Express di Kenneth Branagh, 2017)

Diciamo pure che se dovessi scegliere in fretta e furia cosa guardare in una serata colma d'indecisione, da far passare magari lontano dall'ultima puntata della serie televisiva in heavy rotation negli ultimi giorni, così, solo per staccare un po' e diversificare, difficilmente la mia scelta ricadrebbe su un film diretto da Kenneth Branagh, ma mica per un'avversione particolare nei suoi confronti, più che altro per una sua concezione di Cinema e di temi un poco divergente da quella a me congeniale. È anche vero che ultimamente il regista di Belfast ha un po' abbandonato le sue origini shakespeariane per finire addirittura in casa Marvel (Branagh ha diretto Thor), mettici anche l'affinità che provo per i libri della Christie, un credito gratuito che avevo sulla piattaforma Chili, e alla fine la scelta, perché no?, è caduta proprio su questo Assassinio sull'Orient Express.

Alla fine mi sono pentito? Beh, un pochino sì, perché questa versione del bestseller della Christie è noiosa e i difetti che si percepiscono nel film sono diversi, alcuni dei quali anche discretamente fastidiosi. Intanto l'interpretazione di Hercule Poirot data dallo stesso Branagh risulta esageratamente sopra le righe, l'investigatore belga è sicuramente un personaggio poco simpatico ma qui le sue fissazioni e il suo protagonismo sfiorano la demenza, sottolineata in un prologo del tutto superfluo dai toni della farsa. Detto che proprio il protagonista principale risulta sbagliato e poco convincente, potremmo anche chiuderla qui. Andiamo invece oltre. Cast di lusso completamente sprecato (o quasi): a parte Branagh abbiamo Johnny Depp (che ormai è da anni che detesto con garbo per le sue scelte dei copioni e delle parti da interpretare), il grande Willem Dafoe enormemente sottoutilizzato (l'avranno pagato molto), Penelope Cruz, la colonna Judi Dench, l'ottima Michelle Pfeiffer (e complimenti perché sembra una che ha deciso di non abusare di chili e chili di plastica sul viso), Daisy Ridley da Star Wars e altri volti ancora. Tanti grandi nomi ma nessuna parte tagliata a misura sull'attore, nulla che faccia emergere le qualità recitative di cui quasi tutti loro sono dotati; per rimanere in un campo che Branagh ama molto mi verrebbe da dire: "molto rumore per nulla".


Patinate e molto posticce diverse inquadratura e sequenze, Branagh è anche abile con la macchina da presa, sa come posizionarla, ma l'effetto che viene fuori dall'insieme di scenografie, regia e fotografia risulta troppo artefatto e finto; si perde inoltre molto del fascino dell'ambientazione originaria, quella del delitto nello spazio chiuso del treno, qui invece l'attenzione si sposta spesso sull'esterno, sui bei paesaggi innevati andando a svilire quell'idea di prigione forzata data dal vagone sul quale viene commesso il delitto, elemento di un Orient Express bloccato nella neve a causa di un incidente.

L'incedere preciso degli eventi, la scoperta degli indizi, i sospetti, sono tutti topoi che hanno fatto grande il genere ma che qui non avvincono, questo sì un vero delitto per un film dal classico impianto giallo, tenendo conto poi che la storia narrata è già nota a gran parte del pubblico il problema si ingigantisce ancora. La chiusa del film lascia presagire un sequel ispirato al romanzo Assassinio sul Nilo, inutile dire che al momento non sto trattenendo il fiato nell'attesa.

8 commenti:

  1. Umh, può darsi che abbiano provato a portare un giallo classico con ritmi che hanno giudicato maggiormente consoni per un pubblico odierno. Non saprei.
    Comunque la vediamo allo stesso modo per Depp (ormai per me bollito) e la Pfeiffer (mitica)

    Moz-

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    1. Semplicemente non ne è venuto fuori un buon film, peccato...

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  2. Ho cenato ieri sera con Ken in un all you can eat della ex capitale morale - uno dei pochi posti in cui siamo relativamente sicuri che non salti fuori un true believer che gli chiede quando dirigerà Thor vs Frankestein - e ti confesso che il mio amico ed ex allievo era davvero buffo con i favoriti ed i baffoni posticci umidi di salsa agrodolce. Mi ha detto che Assassinio sul Nilo dovrà aspettare perchè sta lavorando ad un musical tratto dalla canzone Barbie Girl degli Aqua ( naturalmente interpreterà Ken ) anche se non vede l'ora di rimisurarsi con il pulotto belga della divina Agatha. E' consapevole, nonostante le anche buone prove cinematografiche come quella di Lumet del 1974 , che la Christie funzionerebbe meglio a teatro ( " They do it with the Mirrors è quasi una dichiarazione di intenti in quel senso e Ten Little Niggers si può girare tranquillamente come fosse Carnage di Polanski " ) e desidera sorprendere il pubblico con una opera combo degli ultimi 007 e Mission: Impossible con un Poirot virtuoso del parkeur ( " nonostante le scarpette di vernice troppo strette in ossequio alla moda " ) e tombeur de femmes ( " baffo malandrino e fascino alla Charles Boyer " ) con una strizzatina di occhio a Michael Bay ( " stiamo pensando ad una Sfinge Transformer " ). Temo che per dieci euro avesse assunto troppa birra cinese, ma non si mai.Vedremo.

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    1. Ecco, ora non vorrei che queste uscite del buon Ken, che vorrei molto si dedicasse al musical di Barbie Girl portandolo per un buon quindicennio in tutti, ma proprio tutti, i paesotti della Danimarca, siano in fondo tutta colpa tua. Non ricordo ora se fu proprio Daisy (o forse era Michelle?) a dirci di non far bere il povero Ken il quale, nonostante il baffo da Birra Moretti, non regge assolutamente l'alcool, specie se cinese. Ecco, ora non vorrei che ci toccasse davvero assistere a un assassinio sul Nilo, anche perché qui da noi in campo di egittologia ci sono bastati gli enigmi di Adele e del faraone.

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  3. Non di certo tra i migliori, ma alla fine l'ho trovato godibile.

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  4. Diciamo che ho apprezzato due trovate tecniche: 1) il piano sequenza dentro la stazione 2) la God Eye quando si è sul luogo del delitto. Retrogusto patinato a parte, molto carina la colonna sonora e discreta la fotografia.

    Ma il film di Lumet nonostante sia un classico, aveva un senso di claustrofobia maggiore e nonostante fosse un film "tranquillo" (oserei dire su commissione) per la particolarità del regista stesso.

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    1. A livello tecnico sicuramente qualcosa di buono c'è, è proprio la tenitura che manca, io l'ho trovato sinceramente noiosetto.

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