martedì 30 agosto 2011

RANGO

(di Gore Verbinski, 2011)

Bellissimo. Me lo sono goduto veramente un sacco. Forse ho iniziato questo post con una dose esagerata di entusiasmo in virtù del fatto che questo Rango, oltre ad essere uno dei film d'animazione che più mi ha divertito ultimamente, l'ho trovato per diversi aspetti parecchio originale. Non tanto per la storia o per il ruolo dell'eroe all'interno di essa, quanto per una serie di situazioni e di dettagli poco esplorati all'interno di altre produzioni del genere.

Quello che salta immediatamente all'occhio e che caratterizza l'intera pellicola e l'inusuale (per un film d'animazione) ambientazione Western.

Rango non è niente più che un camaleonte domestico che cade da un'auto in viaggio lungo una strada che attraversa il deserto. Sperduto, dopo l'incontro dai sapori vagamente mistici con l'armadillo Carcassa, grazie all'aiuto della lucertola Borlotta raggiunge una tipica cittadina del west: Polvere.

Si sa, il west è un mondo difficile, un ambiente da duri. Per evitare d'essere infastidito Rango alza il tiro, s'inventa su due piedi imprese eroiche e diventa l'eroe degli abitanti del villaggio. L'eroe e la speranza di questa gente afflitta dalla cronica mancanza d'acqua.

Qui c'è la grande originalità della pellicola sul piano visivo. La gran parte dei co-protagonisti fa schifo. Sono topi, avvoltoi, rospi, lucertole. E non topi carucci o simpatici avvoltoi. Sono brutti, sporchi e qualcuno anche cattivo. Di contro battute riuscite e situazioni divertenti garantiscono una bella godibilità del film anche ai bambini che non coglieranno tutti i significati (ormai è la prassi) ma si divertiranno parecchio (ho fatto la prova con la mia di bimba).



Altro grande lavoro è stato fatto sulla luce, sulle inquadrature, sulle atmosfere. Il tutto richiama in maniera riuscita gli stereotipi del western, quello più vicino agli spaghetti, a Leone e al grande Clint (e non vi dico altro). Non voglio scomodare Peckinpah che non è il caso ma siamo vicini al tramonto del west, a un passo dall'arrivo dell'era industriale e moderna.

C'è anche la visione del West come deserto e come luogo dove trovare se stessi, il luogo dove riuscire ad andare dall'altra parte (della strada in questo caso) e raggiungere la rivelazione da parte dello spirito del West sul proprio posto nel mondo. Perché nessuno può abbandonare la propria storia.

Non manca neanche il gioco alla citazione, non solo a quella western e non vado oltre per non rovinarvi il divertimento, ormai quasi una prassi per qualsiasi film d'animazione.

La trama, narrata da gufi che gufano, segue il solito percorso dell'eroe protagonista di questo tipo di film però con ottimi momenti e qualche interessante variazione. Il livello tecnico è altissimo, la definizione dei personaggi impeccabile e il coinvolgimento alto. Complimenti a Verbinski e a tutta la cricca per l'ottimo lavoro svolto.

lunedì 29 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - THE DURAN DURAN TRIBUTE ALBUM

Era il 1997 e all'epoca era ancora possibile noleggiare Cd o averli in prestito con il sistema della compravendita. In quell'anno uscì questo The Duran Duran tribute album e, visto che mia moglie è una fan del gruppo, ce lo procurammo.

In fin dei conti facemmo bene a noleggiarlo perché a mia moglie non piacque e a me che non amavo neanche gli originali nemmeno.

Per la maggior parte dei pezzi ascoltatevi pure gli originali, sicuramente superiori. Comunque originali alcuni esperimenti che girano i brani in chiave pop-punk, ska, metal, etc., etc.

Ecco un paio degli episodi più interessanti. I Reel Big Fish, gruppo ska/punk, prongono la loro versione di Hungry like the wolf.



Gli Eve's Plum rifanno la celebre Save a prayer. Alla voce Colleen Ann Fitzpatrick aka Vitamin C alla quale pare la Mattel si sia ispirata per il design di una delle sue Barbie.



Il disco si fregiava anche di una delle copertine più brutte nella storia della discografia mondiale (è l'immagine nel video degli Eve's Plum).

GREEN CARD - MATRIMONIO DI CONVENIENZA

(Green Card, di Peter Weir, 1990)

Non sono tipo da commedie romantiche solitamente. Non che ci sia nulla di male a guardarne, per carità, in passato con qualcuna mi ci sono anche divertito.
Forse divertirsi o semplicemente passare una bella serata con un film appartenente a questo filone è più facile se si va a pescare materiale risalente agli anni sessanta o ancor precedente.

Il film in questione non è brutto, diretto con mestiere da un Peter Weir dal quale semplicemente ti aspetti qualcosa di meglio. Invece ti trovi di fronte ad un'innocua commediola che va via come un bicchiere d'acqua fresca.

L'intreccio è scontato, fotocopia di centinaia d'altri film del genere (suppongo, perché credo in verità di non averne visti proprio centinaia), gli sviluppi facilmente intuibili da chiunque, canovaccio risaputo e scena madre sul finale.

Non c'è nulla che non funzioni e pure qualche pregio è presente. Un Gérard Depardieu giovane in forma smagliante (forma attoriale non fisica) che per buona parte del film sovrasta la forse troppo caruccia Andie MacDowell, qualche bel battibecco (nulla di che, intendiamoci), una bella seppur scontata scena finale.

Altro? Direi di no. Per passare una serata senza pensieri va bene, se vi piace il genere ancora meglio. Non aspettatevi sorprese.

Comunque in caso foste fan di questo tipo di commedie il succo è questo: George ha bisogno della Green Card per poter rimanere negli U.S.A., Bronte vuole tanto andare ad abitare in una casa con una serra riservata però solo a coppie sposate.

Si combina così un bel matrimonio di convenienza ma la cosa comincia a puzzare agli impiegati dell'ufficio immigrazione. Seguono peripezie varie per ingannare i solerti dipendenti statali, a Bronte George non piace, qualche scontro e abbiamo capito tutti come va a finire. In realtà io lo so perché il film l'ho visto ma vi garantisco che avevo capito tutto allo scadere del secondo minuto di questo Green Card.

PS: Alcune belle inquadrature su New York impreziosiscono la pellicola. Lo so, sono un po' fissato.

venerdì 26 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - WORKING MAN

Nel 1996 la band canadese dei Rush, attiva fin dagli anni settanta e tassello importante della musica progressiva, viene giustamente omaggiata da celebri colleghi nell'album tributo che porta il titolo Working man, pezzo che chiudeva proprio il primo album dei Rush.

Nell'album sono incise le prove dei maggiori alfieri del Prog-Metal moderno e non solo che si cimentano con i brani del trio canadese.

Qui vi propongo due estratti dal CD.

Il primo, Anthem, è un pezzo dal piglio più diretto. Alla voce Mark Slaughter, cantante degli omonimi Slaughter. George Lynch (Dokken e Lynch Mob) alla chitarra solista e James Murphy (ha militato in un sacco di band metal oriented) alla ritmica. Dietro le pelli Deen Castronovo (Steve Vai, Journey, Paul Rodgers) e Stuart Hamm al basso.



Know your place in life is where you want to be
Don't let them tell you that you owe it all to me
Keep on looking forward...no use in looking 'round
Hold your head above the ground and they won't bring you down

[Chorus:]
Anthem of the heart and anthem of the mind
A funeral dirge for eyes gone blind
We marvel after those who sought
The wonders of the world, wonders of the world
Wonders of the world they wrought

Live for yourself...there's no one else
More worth living for
Begging hands and bleeding hearts will only cry out for more

[Chorus]

Well, I know they've always told you
Selfishness was wrong
Yet it was for me, not you, I came to write this song

[Chorus]

Wrought
Wrought


Pezzo strumentale, La Villa Strangiato, ad opera di ancor più grandi musicisti.
Steve Morse alle chitarre (Deep Purple e Kansas), Mike Portnoy alla batteria (Dream Theater), Billy Sheehan al basso (Mr. Big), Brendt Allman alla ritmica (Shadow Gallery), ancora James Murphy questa volta anche alle tastiere e David Townson altra ritmica.

mercoledì 24 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - PULP FICTION

Nel 1994 esce Pulp Fiction di Quentin Tarantino, film che ha segnato il decennio cinematografico (e non solo) con buona pace dei detrattori.

Tanto bello il film quanto valida la colonna sonora. Tarantino sarà anche uno che ricicla ma come lo fa lui nessuno. Ottima anche la scelta musicale che spazia tra vari generi riuscendo comunque a creare un accompagnamento alla narrazione che risulta omogeneo per quanto azzeccato.

Gli Urge Overkill prestano al film la loro cover, decisamente convincente, di un pezzo di Neil Diamond del 1967. Il pezzo è Girl, you'll be a woman soon.



Girl, you'll be a woman... soon

I love you so much, can't count all the ways
I've died for you girl and all they can say is
"He's not your kind"
They never get tired of putting me down
And I'll never know when I come around
What I'm gonna find
Don't let them make up your mind.
Don't you know...

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon, you'll need a man

I've been misunderstood for all of my life
But what they're saying girl it cuts like a knife
"The boy's no good"
Well I've finally found what I'm a looking for
But if they get their chance they'll end it for sure
Surely would
Baby I've done all I could
Now it's up to you...

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon, you'll need a man

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon but soon, you'll need a man


Parecchio Surf Rock nell'album, ed ecco il re del surf con il brano portante della pellicola (in realtà un tradizionale greco), l'inguardabile Dick Dale con Miserlou incisa nel 1962.

martedì 23 agosto 2011

INDOVINA CHI? 23

Torna con il terzultimo appuntamento di questo primo "campionato" Indovina Chi?, dopo un periodo d'assenza.

Manche non tra le più difficili, alla portata di tutti, si gioca sulla velocità.

Visto che abbiamo tra noi nuovi amici è bene ricordare le regole in modo che tutti possano partecipare (qui)

Rinnovo inoltre l'invito a rispondere al seguente quesito: nell'eventualità di un secondo torneo che regole vorreste modificare? Suggerimenti?

Pronti... via!

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)

domenica 21 agosto 2011

LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH

(The three stigmata of Palmer Eldritch, di Philip K. Dick, 1965)

Siete tornati dalle vacanze, trascorse al mare magari. Siete stati in villeggiatura con la vostra ragazza/o, avete esagerato con il buon cibo, magari avete bevuto troppo in qualche occasione. La vostra vita sembrava splendida, rilassante, appagante. Oppure, ogni tanto, in qualche piccola occasione, avete notato qualcosa di storto? Una visione fugace, un colore fuori posto, un luccichio metallico, un sorriso che per un istante è sembrato un ghigno innaturale, uno sguardo improvvisamente nuovo in maniera inquietante, quasi alieno.

Siete tornati dalle vacanze, trascorse al mare magari. Ma siete sicuri di esserci stati davvero al mare? Potreste mettere la mano sul fuoco che quella enorme distesa azzurra, pulita o meno poco importa, fosse proprio acqua? Acqua e non sabbia rossa, giusto per fare un esempio? Ed era proprio cibo quello che avete ingerito con la vostra ragazza? La vostra ragazza. Che ingenui. Quella era proprio la vostra ragazza? Lo è mai stata? Come spiegate quello sguardo innaturale, quella strana sensazione, quel sorriso inquietante. Come?

Avevo già letto alcuni racconti di Dick in passato ma ora non ne sono più così sicuro.

Mi avevano lasciato un’ottima impressione, tanto che mi procurai due grossi volumi con tutti i racconti dal 1955 al 1981 che ovviamente non ho ancora trovato il tempo di leggere, sempre che questi due volumi esistano davvero. Un’ottima impressione dovuta non tanto allo stile della scrittura (lì poi andrebbe valutato il lavoro del traduttore) quanto alle idee contenute nei racconti.

Le tre stimmate di Palmer Eldritch è il primo romanzo dell’autore che affronto. Inutile parlare di uno scrittore di tale portata, lo hanno fatto in molti e poco potrei aggiungere io che lo conosco ancora così poco. Posso solo dire che era avanti, alcune idee sfruttate ancora oggi in molti racconti a tema fantascientifico sono dovute a lui. Prima di Dick alcune dinamiche per noi ormai usuali non esistevano, ad esempio il concetto dell’androide che prende coscienza di sé è a lui attribuibile. Prima non esisteva, nessuno ci aveva pensato.Per capire dove si spingeva l’immaginazione dell’autore già nel lontano 1965 potete leggere questo romanzo della cui trama non è così semplice parlare. L’avrò assimilata poi? Correttamente? Il libro è finito o sta continuando o continuerà per sempre?

Dicono che Dick sia morto pazzo. Ma lo era davvero? E’ davvero morto? Oppure dietro la sua morte, reale o apparente che sia, c’è semplicemente Palmer Eldritch?

mercoledì 17 agosto 2011

VISIONI 24

L'altro giorno sono stato a Stia a vedere un paio di mostre.

La prima era una selezione di Falsi d'autore, riproduzioni con risultati alterni di autori quali Van Gogh, Monet, Manet, Klimt, Degas, Matisse, Seurat, Hopper, Modigliani e una serie interminabile di altri autori. Una mostra completamente gratuita davvero interessante.
Ma la mostra più interessante è stata la seconda, dedicata a Dionisio Querques, pittore che ha riversato egregiamente le tecniche degli impressionisti su panorami nostrani. Il colpo d'occhio era fantastico, purtroppo tramite foto si perde l'intensità dei colori e la corposità delle pennellate delle varie opere che viste da vicino impressionavano per davvero e scusate il gioco di parole.

Lodi, ponte sull'Adda


Maleo


Milano, piazzale Lagosta

Milano, piazzale Lagosta (acquerello)

domenica 14 agosto 2011

DENISE MILANI

Denise Milani. Perchè un post su Denise Milani? In realtà Denise Milani non so neanche chi sia. Oggi ho visto un servizio al Tg (non ricordo quale) che snocciolava i nomi delle più cliccate del web. Oltre alle note Angelina Jolie, Scarlett Johansson, Kate Perry, etc..., la prima posizione andava alla fotomodella Denise Milani.

Guardando la foto potrete capire il perché. Quello che non si capisce è il perché un Tg dovrebbe occuparsi dell'argomento. Comunque.

Questo è un esperimento. Voglio vedere quanti click mi porterà questa trovata. A breve vi farò sapere. Potenza del web (o delle poppe).



PS: Ho volutamente scelto un'immagine casta della ragazza, in rete trovate molto di meglio.

sabato 13 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - LAST ACTION HERO

Ancora A-Z, unico appuntamento che riesco a curare fuori porta con la precaria attrezzatura a mia disposizione, considerata anche la mancanza di spunti e la poca voglia di concentrarmi su qualcosa d'altro.

Facciamo un salto in avanti di tre anni. Nel 1993 esce Last action hero, film interpretato da Arnold Schwarzenegger forse non molto riuscito con il pregio però di risultare molto autoironico. Una scanzonata presa in giro dei vari action in voga all'epoca.

Colonna sonora con molto materiale interessante, dal metal dei Megadeth al Grunge degli Alice in Chains, dal classico rock degli Ac/Dc ai più melodici Def Leppard, etc...

Nel Cd è presente anche una delle migliori rock ballad di tutti i tempi (ovviamente a mio modestissimo parere) che è anche uno dei più bei pezzi composti da Steven Tyler degli Aerosmith. Ancora da venire i tempi del declino e della rinascita, i Toxic-Twins Tyler e Perry regalavano pezzi come questo.

Dream on - Aerosmith



Everytime that I look in the mirror
All these lines on my face gettin' clearer
The past is gone
It went by like dust to dawn
Isn't that the way
Everybody's got their dues in life to pay
I know what nobody knows
Where it comes and where it goes
I know it's everybody's sin
You got to lose to know how to win

Half my life is in books' written pages
Live and learn from fools and from sages
You know it's true
All the things you do come back to you

Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears
Sing with me, if it's just for today
Maybe tomorrow the good Lord will take you away

Dream On, Dream On
Dream yourself a dream come true
Dream On, Dream On
Dream until your dream come true
Dream On, Dream On, Dream On..

Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter and sing for the tears
Sing with me, if it's just for today
Maybe tomorrow the good Lord will take you away


Altro assaggio tratto dall'album: Poison my eyes - Anthrax



I always knew I had what it took
To jump over any obstacle
Together or separate we've been through
Fight for me and I'd kill for you
I always knew things were the same
But there's a caution light in your brain
I won't help with your cement shoes
If bailing out is what you choose

You've been spending years and years
Carryng your biggest fears
Too long ,Too long
You've been sucked in through a hole
With your vision of control
So wrong, So wrong
If you leave your defences down
Who'll chew you up and spit you out
If you leave your defences down
Who will pick you up

CHORUS
Poison my eyes
Better men have tried
Tried to take me down
A man is a man is a
Man you can't see clear
Now your forced to hear
All that you dread
Better to keep it hidden
Beleiving it's what you deserve

You make me feel everything I do
Betters me and sabotages you
But all it does is leave you behind
As you disconnect from the grind
Drowning in your own denial
Is as simple as a smile
One is strong one insecure
Who dies first in our private war

You've been wasting years and years
Running from your darkest fears
Too long, Too long
You've been falling through the holes
Now your vision of control
Is gone, Is gone
If you leave your defences down
Who'll chew you up and spit you out
If you leave your defences down
Who will pick you up

CHORUS

Be dangerous and
unpredictable and make a lot of noise

giovedì 11 agosto 2011

AZ: AA.VV. - CUORE SELVAGGIO

Altra soundtrack decisamente più recente e vicina al cinema contemporaneo. Parliamo sempre di un'opera con più di venti anni sulle spalle ed è incredibile quanto sembri moderna e "avanti" ancora oggi. David Lynch dovrebbero ormai conoscerlo tutti, nel 1990 usciva il suo Cuore Selvaggio con Nicholas Cage e Laura Dern.

Colonna sonora varia e di qualità. Lynch si avvale della collaborazione del grande compositore Angelo Badalamenti per le musiche e sceglie per il film pezzi davvero azzeccati. Anche alcuni pezzi di Elvis reinterpretati da Cage fanno la loro ottima figura.

Questa è per me l'occasione per presentare un pezzo che mi è sempre piaciuto tantissimo anche se non ho mai (e intendo davvero MAI) seguito nulla del lavoro del suo autore. Parlo di Chris Isaak e della sua bellissima Wicked Game. Che gran pezzo!
Una voce suadente e sensuale, un pezzo che ho sempre amato e non so perché non sono mai andato ad ascoltarmi altro del buon Chris. Rimedierò.



The world was on fire
No one could save me but you.
Strange what desire will make foolish people do
I never dreamed that I'd meet somebody like you
And I never dreamed that I'd lose somebody like you

No, I don't want to fall in love
[This love is only gonna break your heart]
No, I don't want to fall in love
[This love is only gonna break your heart]
With you
With you

What a wicked game you play
To make me feel this way
What a wicked thing to do
To let me dream of you
What a wicked thing to say
You never felt this way
What a wicked thing to do
To make me dream of you
v And I don't wanna fall in love
[This love is only gonna break your heart]
And I don't want to fall in love
[This love is only gonna break your heart]

{World was on fire
No one could save me but you
Strange what desire will make foolish people do
I never dreamed that I'd love somebody like you
I never dreamed that I'd lose somebody like you

No I don't wanna fall in love
[This love is only gonna break your heart
No I don't wanna fall in love
[This love is only gonna break your heart]
With you
With you

Nobody loves no one


Vi lascio anche un assaggio dell'enorme talento di Badalamenti: Cool Cat Walk.

mercoledì 3 agosto 2011

PICCOLI SUGGERIMENTI PER PASSARE UNA O PIU' PIACEVOLI (ma anche no) SERATE IN COMPAGNIA DI SE STESSI

Durante questa settimana di solitudine ho letto, ascoltato, guardato e scritto (come avrete potuto notare) un bel po' di roba.
Visto che con tutta probabilità (ma non è detto) staccherò per qualche giorno dal blog, butto lì le ultime segnalazioni che mi vengono in mente e che magari in qualche modo e chissà per quale ragione, potrebbero tornarvi utili. Utili? Mah!

Vediamo. Mumble, Mumble.

Allora. Segnalazione uno, forse la più importante. Non lasciate in giro per troppo tempo il pane secco. Neanche se avete intenzione di trasfigurarlo in pangrattato. O almeno fatelo in tempi inferiori al quinquennio. Genera farfalle. Molte. Dopo le tasse e le api ecco la terza piaga. Le farfalle.

Segnalazione due: Astro Boy (il film) di David Bowers, 2009.
Noiosetto anziché no. Tratto da un manga che non ho mai letto ma che da quel che se ne dice in giro si può fregiare di un valore decisamente superiore a quello del film.
Lo scienziato Tenma perde il figlio in un icidente di laboratorio, crea così a sua immagine un androide potenziato: Astro Boy. Dopo qualche tempo il dottore si accorge che questo robottino non è proprio la stessa cosa, insomma preferiva il figlio. Astro ci rimane male, dolore, fuga, nuovi amici, avversari, riscossa, riappacificazione, sticazzi, sticazzi, sticazzi.
Tecnicamente accettabile ma non impressionante, perlopiù annoia. Mancano le parti divertenti alle quali i migliori film d'animazione ci hanno abituato.

Segnalazione tre: per chi ama il fumetto c'è il non accessibilissimo a dire il vero (sto facendo una fatica boia a scrivere) Ritorno di Bruce Wayne. E non torna dalle vacanze SPOILER, VIKTOR NON LEGGERE ma dal viaggio nel tempo in cui Grant Morrison l'ha scaraventato privo di memoria. Un viaggio tra uomini preistorici, Padri pellegrini, pirati, pistoleri e gangsters, fino al ritorno ai giorni nostri. Una pletora di tasselli che compongono un mosaico che cementifica ancor di più il mito del pipistrello. FINE SPOILER. Riuscirà il nostro eroe a venirne fuori bene ancora una volta? Lo scoprirete nella prossima Bat-puntata.


Segnalazione 4: Il mio vicino Totoro, di Hayao Miyazaki, 1988.
Un altro modo di fare animazione, un altro modo di intendere l'intrattenimento, un altro modo di intendere il fantastico. L'avvento della creatura Totoro come uno spirito, un aiuto, senza strepiti, senza clamore e senza clangore. Due bambini con una mamma malata e un vicino di casa molto, molto, particolare. Delicato e coinvolgente, una bella favola dai ritmi attentamente dosati.
Tematiche ecologiche come spesso in Miyazaki, figure accostate alla tradizione shintoista.

Segnalazione numero 5: Poteva mancare il buon Dottore? No e poi no. Mai e poi mai. Dopo il finale della quarta stagione gli autori hanno prodotto una serie di speciali (ben quattro) per tenere ancorata la figura del Doctor Who a quella del carismatico David Tennant. E' ancora Natale, il Natale del 1851 e il Dottore incontra... il Dottore. Una sua versione futura tornata indietro nel passato? Un impostore? Un equivoco? Questo nuovo Dottore ha anche una compagna, Rosita, mentre il nostro Dottore è solo. L'unione dei due uomini riuscirà a fermare la minaccia dei redivivi Cybermen? Ancora un bell'episodio di questa fantastica serie. Ah, lo speciale è: Doctor Who: The next Doctor.


Segnalazione 6: Continuo a ricevere contatti dal blog agonizzante dello Zio Robbo (basta guardare le statistiche). La cosa mi rende felice e mi chiedo: perchè una sera non ci si mette d'accordo, noi che lo si conosce, e lo tempestiamo di insulti sul suo ultimo post pubblicato chiedendogli di iniziare a rimettere delle cose su quel blog di merda che si ritrova. E dire che di cose interessanti ve n'erano: serie-Tv, vecchi film, tette, musica, tette, e tante chicche sparse. E ancora tette.
Invece di perdere tempo su Facebook.



Segnalazione 7: Rock, amore, morte, follia e un paio d'altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere, di Mark Oliver Everett.
Mr. E., cantante degli Eels, ci racconta e si racconta in questa biografia che trasuda sincerità da ogni riga. Una vita che tutti definirebbero tragica se non fosse per il fattore musica. Dal difficile rapporto con genitori incapaci di prendersi cura dei figli (non deve essere facile vivere con un padre immerso nella postulazione della teoria degli universi paralleli) alle tragedie e ai lutti familiari fino al successo nel mondo del rock alternativo. Alti e bassi di una carriera raccontati seguendo il filo della vita del protagonista. Una bella lettura anche per chi come me gli Eels li conosce a malapena.

Volevo parlarvi ancora del Pasolini di Toffolo, di Europa '51 di Rossellini e anche di Ponyo sulla scogliera sempre di Miyazaki ma sono stanco. Magari la prossima volta. Magari mai.

martedì 2 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - MIDNIGHT COWBOY

Continuiamo con la proposta musicale molto ambiziosa di presentare molte delle cose che ho ascoltato, anche solo di sfuggita, negli ultimi anni. Gli ultimi venti/venticinque?

Dopo i gruppi con nome numerico, seguendo l'ordine alfabetico dovrei iniziare a presentarvi gli artisti i cui nomi iniziano per A. Però, perché c'è sempre un però, nei miei appunti c'è un bel po' di roba che va sotto la sigla AA.VV.

Qui ci rientrano collection varie, colonne sonore di film, tributi ad artisti famosi, semplici compilazioni divise per periodi, etc...

Quindi, prima di partire realmente con la lettera A, mi soffermerò per un periodo su queste raccolte che vi presenterò in ordine cronologico d'uscita.

Le prime due che voglio prendere in considerazione risalgono rispettivamente al 1952 e al 1969.

La prima è la colonna sonora di Cantando sotto la pioggia, che riproduce i temi musicali interpretati nella pellicola dai bravissimi Gene Kelly, Donald 'O Connor e Debbie Reynolds accompagnati dall'orchestra degli MGM Studios. Che film! Gene Kelly è un mito assoluto.

Se volete gustarvi un paio di video (fatelo), ne proposi un paio tempo fa in occasione di un post dedicato proprio a Gene Kelly (qui).

Altra grande pellicola, genere totalmente diverso. Dalla commedia musicale scanzonata al dramma della disillusione fotografato da John Schlesinger in Un uomo da marciapiede. Grandissimo film con Dustin Hoffman e John Voight.
Colonna sonora alla quale partecipano il compositore John Barry vincitore durante la sua carriera di ben cinque premi Oscar e Harry Nilsson tra gli altri.

Forse il nome di Nilsson potrà non dirvi nulla ma il pezzo Everybody's talking non si dimentica (con l'intro del film).



Everybody's talking at me
I don't hear a word they're saying
Only the echoes of my mind

People stopping staring
I can't see their faces
Only the shadows of their eyes

I'm going where the sun keeps shining
Thru' the pouring rain
Going where the weather suits my clothes
Backing off of the North East wind
Sailing on summer breeze
And skipping over the ocean like a stone

lunedì 1 agosto 2011

DOCTOR WHO - STAGIONE 4

Applausi, applausi e ancora applausi. Grandissimo finale di stagione, ieri sera ho fatto una mezza maratona Doctor Who e ho finito di vedere la quarta serie.
Applausi, applausi e ancora applausi. Oh, l’ho già detto?
Il buon Dottore ha definitivamente preso casa nella classifica delle mie serie preferite insieme a Lost, Twin Peaks e poche altre se non addirittura nessun’altra.
Non è che questa quarta stagione sia migliore delle altre anzi, forse presenta anche qualche pecca in più rispetto alle precedenti.
In varie puntate alcune delle soluzioni trovate dal Dottore ma soprattutto dagli sceneggiatori per risolvere alcune vicende sembrano un po’ campate per aria nonostante si tratti di genere fantastico.
Trovate un po’ superficiali, affrettate, poco credibili. La mia scarsa memoria mi impedisce ora di riportarvene gli esempi ma l’impressione si è ripetuta in più di un episodio.
Però lo storytelling in senso ampio, la capacità di emozionare, l’attesa della rivelazione e soprattutto il continuo creare tessera dopo tessera il Whoniverse, l’universo del Doctor Who, sono impagabili.
E allora Allons-Y, moooolto beneee!

Dopo esserci affezionati a Martha Jones (Freema Agyeman) ad affiancare in questa serie David Tennant troviamo una nuova compagna. Che poi proprio nuova non è, a bordo del Tardis sale Catherine Tate nel ruolo di Donna Noble, la runaway bride dell’omonimo speciale.
A livello di interpretazione forse ci troviamo di fronte alla compagna che meglio riesce a tenere il passo con il bravissimo Tennant. Bellissima la scena del loro incontro dove i due cercano di parlarsi da dietro due vetri impossibilitati a sentire il suono delle loro voci.
Anche a livello di dinamiche il caratteraccio della Noble permette alla “spalla” di influenzare in maniera decisa le scelte del protagonista. Ancora un passo avanti nell’evoluzione della serie (comunque la mia preferita rimane Rose Tyler).

Anche in questa serie non mancheranno i ricorsi storici, assisteremo alla distruzione di Pompei e scopriremo dove era sparita Agatha Christie nei dieci giorni avvolti nel mistero di cui si parla in tutte le sue biografie. Dall’ottava puntata si preme sull’acceleratore, rivelazioni sul futuro del Dottore e su una certa dottoressa River Song, gran finale con Martha Jones, il Capitano Jack Harkness, Torchwood (sulla quale ci sono delle rivelazioni se non avete seguito la serie, occhio), Sarah Jane Smith, Mickey, la madre di Rose e Rose Tyler stessa. Un bellissimo finale.

Siamo agli sgoccioli della partecipazione di Tennant alla serie, mancano solo alcuni speciali e poi un nuovo Dottore. Farà lo stesso effetto?

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