mercoledì 9 settembre 2015

A-Z: ANEKDOTEN - VEMOD

Parola d'ordine: malinconia. Sicuramente l'aspetto meglio riuscito e più ricorrente nell'album d'esordio della band svedese è proprio quello del sentire malinconico così ben palesato dalla musica, dai testi e dal cantato di Jan Erik Liljestrom, dalla sua voce flebile e pacata. Un aspetto che si concretizza al meglio nella splendida ballata triste Thoughts in absence, struggente resa totale nei confronti della vita, uno dei brani più lineari (con una bella coda) e brevi dell'album, uno dei due a rimanere sotto i sette minuti di durata media.

I passaggi inquieti dell'album sono lasciati invece ai numerosi inserti di prog nervoso in stile crimsoniano e al riuscito artwork darkeggiante che a me tanto richiama alla mente la copertina di Black Sabbath. Una figura misteriosa in un prato incolto su tonalità blu violacee, sparuti alberi e un casolare sullo sfondo. Una sedia a dondolo con una vecchia bambola e una strana coltura di ferri da stiro. Un luogo dove non vorrei ritrovarmi in sul calar della sera. Ma, come dicevamo, a parte gli stacchi di prog nervoso, i cambi di tempo e i ricami di chitarra apportati da Nicklas Berg, sono le atmosfere del freddo nord a caratterizzare in maniera positiva Vemod sin dall'intro della strumentale Karelia, opening track che con incedere ciclico inizia a svelare alcuni dei volti del progetto Anekdoten.

Tra l'altro pare che Vemod in svedese significhi proprio qualcosa di simile a malinconia. E quale elemento è più vicino all'essere emblema di malinconia se non la distesa infinita del mare, elemento che ricorre nei testi del combo come compagno e avversario, veicolo di solitudine e destinazione finale. Non manca nelle composizioni del gruppo qualche passaggio prolisso facilmente abbreviabile, nel complesso però l'album dimostra una buona tenuta d'insieme anche per me che, per rimanere in tema, qui non navigo propriamente nelle mie acque, acque però nelle quali non disdegno di fare un tuffo di tanto in tanto.

Gli Anekdoten non mancano di incisività, sanno proporre una bella base ritmica con il basso di Liljestrom e la batteria di Peter Nordins dove serve o addolcire la loro proposta con passaggi acustici di Berg. Ad arrotondare i suoni ci pensano il violoncello e il mellotron di Anna Sofi Dahlberg e il piano del musicista aggiunto Peter Wiberg.

Nelle composizioni più lievi a mio avviso gli Anekdoten lasciano maggiormente il segno tra atmosfere sognanti e seducenti, ascoltate Thoughts in abscence o la strumentale Longing e sappiatemi dire.




Vemod, 1993 - Virtalevy

Nicklas Berg: chitarra, mellotron
Anna Sofi Dahlberg: violoncello, mellotron, voce
Jan Erik Liljestrom: basso, voce
Peter Nordin: batteria, percussioni

con:
Peter Wiberg: piano
Par Ekstrom: cornetta, flicorno soprano

Tracklist:
01  Karelia
02  The old man & the sea
03  Where solitude remains
04  Thoughts in absence
05  The flow
06  Longing
07  Wheel

2 commenti:

  1. Il brano che hai proposto è molto bello *__* Un ascolto obbligato dell'album, per me!

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    1. Evvai, su Youtube trovi tranquillamente il link al full album :)

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