lunedì 7 settembre 2015

LEO PULP

(di Claudio Nizzi e Massimo Bonfatti, 2001)

Viste alcune delle quotazioni che l'albo aveva raggiunto su internet (ora un po' scese), non credevo ai miei occhi quando trovai La scomparsa di Amanda Cross, prima storia dedicata all'occhio privato Leo Pulp, su una bancarella all'irrisorio prezzo di un euro. Questo è un albo che sicuramente vale di più, fosse solo per il fatto di contenere 98 pagine stampate al meglio, tutte a colori e su una carta di una grammatura decisamente maggiore rispetto a quella degli usuali albi Bonelli.

Perché di albo Bonelli si tratta, quasi un unicum per genere nella produzione recente della casa editrice di Tex e soci. Confezione a parte, dentro ci si trova una storia godibilissima e la sorpresa di scoprire un Claudio Nizzi, grande sceneggiatore del ranger, come mai me lo sarei aspettato, in una veste che non fa che accrescere la mia stima nei suoi confronti.

Per Leo Pulp, spiantato detective privato di stanza a Los Angeles, Nizzi imbastisce una storia che ricalca tutti i cliché dell'hard boiled della scuola dei duri, si pensa subito a Chandler o a Spillane tanto per capirci. Il tutto caricato di un'ironia tale da trasformare La scomparsa di Amanda Cross in una parodia del genere senza per questo rinunciare a costruire una trama coerente e compiuta. Alle matite c'è Massimo Bonfatti, disegnatore dal tratto umoristico e caricaturale che ha lavorato tra le altre cose su Lupo Alberto e Cattivik. Le matite di Bonfatti, oltre a rivelare un livello di dettaglio impressionante, riescono a divertire creando alcune inquadrature molto cinematografiche e grande dinamismo, caratteristiche davvero necessarie al genere narrato. Inoltre le atmosfere create dall'illustratore riescono a trasportare con facilità il lettore nella prima metà del secolo scorso.


Tutto si mette in moto quando il signor Chandler varca la soglia del logoro ufficio di Leo Pulp per denunciare la scomparsa del figlio Dashiell e incaricare il detective del ritrovamento. Da qui un susseguirsi di colpi di scena, sparatorie, pestaggi passando attraverso l'immancabile presenza della femme fatale (Gilda Haywort), del poliziotto al quale spremere informazioni (il Capitano Nick Tracy) e la dolce barista (la bionda Norma) che vorrebbe solo farsi impalmare dal bel (ma anche no) detective privato. E poi, ovviamente, c'è Amanda Cross.

Leo Pulp è puro spasso, un'opera atipica nel panorama del fumetto popolare italiano recente (insomma, più o meno recente), di una caratura ben superiore a prodotti umoristici portati in edicola come Suore Ninja o simili. Indispensabile per i fan dell'hard boiled, consigliato per chiunque altro. Ora speriamo di avere la fortuna di trovare anche le altre due esauritissime storie dedicate al buon Leo a prezzo stracciato.


4 commenti:

  1. Ricordo che ho avuto l'occasione di leggere Leo Pulp qualche giorno dopo la pubblicazione. Un mio amico lo comprò e me lo prestò poco dopo.
    Lo trovai molto originale, che unica il "vecchio" e il "nuovo" del fumetto.

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    1. Penso che Leo Pulp sia effettivamente originale pur essendo derivativo al massimo, si lo so, suona strano ma è così :)

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  2. Mi ispira moltissimo *__* Ne ho scoperto l'esistenza pochi mesi fa, e se c'è di mezzo il pulp, per di più accompagnato dall'ironia, può piacermi parecchio ^^

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