mercoledì 28 gennaio 2015

MILK

(di Gus Van Sant, 2008)

Con Milk il regista Gus Van Sant torna a quello che si potrebbe definire un tipo di cinema molto mainstream; sia nell'aspetto formale che in quello dei contenuti Milk è infatti uno di quei film che potrebbe far facilmente presa sulla giuria degli Academy Awards, non a caso il film si portò a casa ben due Oscar (protagonista maschile e sceneggiatura originale).

Una forma cinema che può risultare un po' addomesticata, soprattutto dopo aver visto altre opere del regista quali, per esempio, Elephant o Paranoid Park, ciò non toglie che Van Sant sia riuscito a confezionare un buon film, un classico biopic che presenta qualche punto debole ma che ha dalla sua diversi punti di forza.

Si racconta la storia di Harvey Milk (Sean Penn), assicuratore omosessuale di New York che insieme al suo nuovo amore Scott Smith (James Franco) si trasferisce nel quartiere Castro a San Francisco, ritrovo e sorta di rifugio della comunità gay, dove aprirà un negozio di fotografia. Forte della maggiore apertura di San Francisco verso le minoranze rispetto ad altre città e grazie anche al sostegno dei sindacati dei lavoratori prima e del sindaco Moscone (Victor Garber) poi, Harvey Milk diventerà un punto di riferimento per la sua comunità affermandosi come primo uomo politico omosessuale dichiarato ad essere eletto ad una carica pubblica.


Van Sant può contare su attori in gran forma e su una coppia affiatata all'interno della quale la prova d'attore di Franco non ha nulla da invidiare a quella di Penn, soprattutto grazie a sguardi fatti di grande dolcezza capaci di trasmettere un amore pieno. Forse è proprio su questo aspetto che il regista avrebbe dovuto soffermarsi un poco di più, infatti il film pur coinvolgendo e raccontando accadimenti di grande interesse pecca a mio avviso sul versante emotivo. Comunque la scelta di privilegiare la sfera politica e di attivista di Harvey Milk rispetto a quella privata è rispettabile, inoltre i protagonisti sono immersi in una cornice a dir poco fantastica. Ottimi attori a reggere il gioco a Penn, da Josh Brolin (consigliere Dan White) al trasformista Emile Hirsch (ormai ho difficoltà a riconoscerlo nei vari ruoli che interpreta), fino ad arrivare al qui fragile Diego Luna. Ma ancora più importante la fotografia superba e una ricostruzione di San Francisco nei '70 da brividi, la grana dell'immagine, stralci di video d'epoca (finti o veri che siano), musica, costumi, tutto concorre a regalare allo spettatore un bellissimo viaggio nel tempo.

Un film dai temi importanti, una storia che è giusto conoscere dove manca però un po' di emozione, quella che ti cattura e ti porta direttamente dentro un film qui relegata alla fiaccolata dei 30.000 e a pochi altri momenti. Van Sant dirige un bel film che, con i giusti accorgimenti, sarebbe potuto risultare anche migliore.


6 commenti:

  1. Conosco Milk grazie ai Simpson, ma devo ammettere che ancora non l'ho visto..
    Devo rimediare!

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    1. Non sapevo fosse stato anche ospite dei Simpson, me lo cercherò su youtube :)

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  2. Bellissimo film, ma hai ragione: anche io mi sarei aspettato qualche sequenza più trascinante dal punto di vista emotivo. Però anche così non m'è affatto dispiaciuto (devo rivederlo, però... ormai due o tre anni son passati!)

    Moz-

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    1. Sia ben chiaro, il film non è dispiaciuto neanche a me, anzi. Oggi però, per fare un esempio, ho visto un altro film, un film piccolo del quale magari parlerò più avanti. Ecco, se prendi dieci minuti a caso di quel film avranno più cuore e più emozione di tutto Milk, che comunque rimane un bel film. Come si suol dire c'è film e film.

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  3. Quando vidi questo film al cinema la prima volta lo apprezzai parecchio, Sean Penn in particolare bravissimo. Mi pare che abbia retto anche a una o due visioni successive. L'unico difetto che posso imputare a questa pellicola è un eccesso di tecnicismi politici nella seconda parte (tutta la faccenda fin troppo arzigogolata della legge/mozione da votare) che lo appesantiscono abbastanza. Comunque un'opera importante e ben realizzata, bravo Gus!

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    1. Un bel film, ottime interpretazioni, io non ho patito neanche i politicismi a cui alludi, tutto bene, un po' di coinvolgimento emotivo in più magari...

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