domenica 24 luglio 2016

IL CASTELLO DELLA PAURA e LA DAMA IN NERO

(di Tiziano Sclavi e Montanari & Grassani)

Tempo della sedicesima uscita (e diciassettesima anche) dedicata all'indagatore dell'incubo e arriva il primo dittico di storie, una bella narrazione fitta fitta che sfiora le duecento tavole di fumetto. Come ho già più volte accennato parlando dei numeri storici di Dylan Dog il duo Montanari & Grassani non rientra nel novero dei miei disegnatori favoriti, anzi diciamo pure che i loro lavori sono proprio lontani dal mio gusto. Però, e non è la prima volta, i due lavorano molto bene sulle atmosfere riuscendo a sopperire nell'insieme a un tratto non troppo accattivante, grazie a questa prerogativa e alla storia imbastita da Sclavi questa prima avventura in due parti rientra a pieno diritto tra le mie cose preferite del primo Dylan Dog.

L'impianto narrativo e l'ambientazione della storia sono quanto di più classico il filone thriller e l'horror più gotico abbiano da offrire. Nel tetrissimo castello di Blendings il proprietario Lord Blendigs viene trovato morto col volto scarnificato: probabile colpevole il fantasma della Dama in nero. Sul luogo accorrono poi gli eredi di Lord Blendings tutti interessati alla potenziale eredità, al castello questi si uniscono alla servitù e a Dylan Dog assunto in veste di guardia del corpo da una delle future ereditiere, la bella Petulia Blendings. Il vecchio lord che odiava visceralmente la sua discendenza, pone come unica condizione per entrare in possesso dell'eredità quella di soggiornare una settimana nel tetro e infestato castello, ai sopravvissuti il lauto bottino. Inutile dire che tra fantasmi e morti del tutto peculiari gli inquilini del castello inizieranno a diminuire neanche fossero i protagonisti di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Molto ben strutturata questa storia lunga da Tiziano Sclavi in bilico tra il giallo all'inglese, la commedia alla Frankenstein Jr. e l'horror gotico con fantasmi e costellata di elementi classici dei vari generi come la stanza chiusa, la lettura del testamento, la location isolata, il delitto che affonda nel passato del luogo e via discorrendo. Il cast è insolitamente nutrito e per una volta il ruolo di spalla comica non toccherà a Groucho ma al domestico Desmond, ubriacone un po' fissato con la lotta di classe.

Dall'episodio successivo si tornerà alla storia singola, forse con un po' di rimpianto per questa bella sortita nella dimensione di più ampio respiro.

2 commenti:

  1. Bei tempi :)
    Ma sai che anche il nuovo DD mi appassiona? Sino tornato a leggerlo ogni mese.

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    1. Io avevo provato il rilancio supervisionato da Recchioni ma tra alti (un po' pochini a mio avviso) e bassi alla fine ho mollato. Farò in tempo a recuperarlo più avanti forse.

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