martedì 3 luglio 2012

TIJUANA, MON AMOUR

(di James Ellroy, 1999)

Quello che era in origine solo uno dei racconti contenuti in una raccolta più voluminosa, esce in Italia nella collana asSaggi (e infatti è proprio solo un assaggio) della Bompiani spalmato in un'ottantina di pagine che si leggono in un lampo, al prezzo di 6,50 euro. Meglio sarebbe stato includere il racconto nella sua collocazione originaria, la raccolta Corpi da reato ma tant'è... Per chi come me è fan dell'autore e vorrebbe leggere tutto il pubblicato di Ellroy, non resta che rivolgersi alla rete per recuperare il libro a un prezzo accettabile (infatti lo trovai a un paio d'euro prima che passasse la legge ammazza Amazon).

Con Tijuana mon amour, e il titolo già è una piccola perla, si torna ad immergersi nel marciume dell'America anni '50, nei vizi di Hollywood e nel fetore Losangelino, nella violenza e nella diffamazione dentro le quali soli i personaggi di Ellroy sanno muoversi così bene.

Torna alla ribalta il fogliaccio Hush-Hush tanto caro all'autore insieme a uno dei suoi imbrattacarte di punta, il diffamatore per eccellenza Danny Getchell. Sullo sfondo il processo per l'omicidio di Mabel Monahan alla fine del quale viene condannata anche la giunonica Barbara Graham. In primo piano invece l'inchiesta Dischi puliti venuta alla luce anche grazie al contributo del nostro prode reporter. Si dice che il Dj Flash Flood stia spingendo, pare in cambio d'incontrovertibile mazzetta, l'ultimo singolo di Linda Lansing complice anche l'inter(s)essamento della divina voce, proprio lui, The Voice, il grande e qui cristologico, Frank Sinatra.

Eventi che entreranno in connessione grazie all'indagine assolutamente interessata del nostro eroe indiscutibilmente non privo di macchie. Ci troveremo invischiati nel solito vortice di sesso, violenza e corruzione tanto caro ai personaggi di Ellroy e in un traffico di pellicce delle quali proprio la Lansig fa da testimonial. Un traffico che ci porterà dritti-dritti tra le meraviglie di Tijuana in compagnia del nostro Getchell e della parte più celebre del Rat Pack.

In Messico bisogna essere pronti a tutto, personaggi e situazioni senza freni e come al solito nessun eroe, nemmeno il protagonista. Dietro lo scintillio del mondo dorato di Hollywood si nasconde la pece, dietro la facciata rilucente lo sporco, uno sporco che nessuno come Ellroy è in grado di portare alla luce.

PS: il racconto è narrato con uno stile linguistico degno di essere studiato, sicuramente non facile e a volte spiazzante, però che maestria signori.

8 commenti:

  1. L'ho letto tempo fa.
    Ganzo davvero.
    Tutti nel fango nel mondo di Ellroy: poliziotti cattivi, personaggi in bilico tra crimine e giustizia, mafiosi fotocopiati dalla peggiore cartolina di Little Italy.
    Un mondo senza speranza di redenzione.
    Non sapevo fosse stato ristampato.

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    1. In realtà penso ce ne siano almeno un paio di edizioni in giro, questo della Bompiani è uscito già da un po' e credo ora sia di difficile reperibilità.

      Tutti nel fango, però quando si intavedono quegli squarci d'amicizia e d'onore che goduria (mi riferisco principalmente ad altri libri, lo splendido L.A. Confidential ad esempio).

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  2. Non ho ancora mai letto nulla di Elroy.
    Va bene per iniziare, questo?

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    1. Questo è un raccontino sfizioso, ottimamente scritto ma rimane un divertissemant. Io consiglio sempre a tutti American Tabloid però vuol dire iniziare con il botto e andare inevitabilmente a scendere in seguito.

      L'alternativa sarebbe iniziare con l'L.A. quartet. del quale il primo capitolo è Dalia Nera.

      Altrimenti puoi semplicemente iniziare da Prega Detective, il primo che ha scritto.

      Io sono un fan assolutamente parziale quindi per me è buono più o meno tutto. Se leggi qualcosa che fa parte di un ciclo (vedi wikipedia inglese) meglio leggerli in ordine anche se non sempre indispensabile.

      L'importante è iniziare, poi vuoi non leggere qualcosa di uno scrittore che durante le interviste ulula?

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  3. Di Ellroy ho "il Grande Nulla" sepolto da anni da qualche parte. E mi sa che presto gli tocca finire sotto i miei occhi. Ho appena finito di leggere un Elmore Leonard, ma con lui ho avuto qualche problemino.

    Vedremo.

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    1. Anche a me Leonard, il poco che ho letto, non aveva preso particolarmente. non male ma parecchio canonico. Ellroy sta su un altro pianeta. Anche io iniziai con Il grande nulla anche se è inserito nell'LA Quartet e non è il primo romanzo del ciclo. Pensa che la prima volta che lo lessi, ero un ragazzino, non mi piacque. Ora Ellroy è il mio autore di riferimento, almeno per noir e dintorni.

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  4. Per tutte le motivazioni qui lette, comprese quelle di alcuni commenti e di tue risposte ai commenti, e per tanto altro ancora, confesso anch'io che Ellroy é il mio autore preferito.
    P.S.
    Consiglierei anch'io di partire, per chi non l'avesse mai letto, da "Prega, detective!": a me capitò, invero, per caso, ma poi fu un crescendo...

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    1. Ciao Adriano, sono d'accordo, partendo da Prega, detective!, che già è un bel romanzo, si va poi in crescendo. Di Ellroy ho ancora un po' di cose nel cassetto, è che non voglio bruciarmi tutto subito, allora alterno :)

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