sabato 17 ottobre 2015

I PREDATORI DEL DESERTO

(di Claudio Nizzi e Bruno Brindisi, 2002)

Texone molto particolare questo di Claudio Nizzi e Bruno Brindisi in quanto I predatori del deserto, e non lo scopro di certo io, è un sentito omaggio al maltese più celebre della storia del fumetto (ma forse anche in assoluto) e al suo autore Hugo Pratt. Ovviamente parliamo di Corto Maltese e più nello specifico l'omaggio dei due autori guarda alla prima avventura del personaggio, quella ballata del mare salato da parecchio tempo passata alla storia della nona arte.

Numerosi i rimandi alla ballata, intanto I predatori del deserto si apre col ritrovamento di Kit Willer agonizzante nel deserto a opera di una banda di delinquenti travestiti da giacche blu, così come la ciurma di Rasputin in principio della ballata raccoglieva dal mare i naufraghi Cain e Pandora Groovesnore, a Kit si aggiungerà presto la giovane e bella Liza, sopravvissuta all'eccidio dei membri della sua carovana proprio come la coppia di naufraghi sopravvisse all'affondare della goletta Amsterdam. Tra le fila del falso reggimento che trarrà in salvo Piccolo Falco, con scopi poco nobili proprio come quelli di Rasputin nell'analoga apertura della ballata, ci sono il "Tenente" Monkey e il "Sergente" Kirby, due gaglioffi con la fisionomia rispettivamente di Rasputin e Corto Maltese. Anche il carattere dei due falsi soldati rispecchia quello dei loro più celebri sosia. Inoltre l'interesse lussurioso di Monkey per Liza richiama i pensieri di Rasputin su Pandora, addirittura alcune scene sembrano omaggiare il più illustre racconto. Elemento più significativo, e centrale nello svolgimento della trama come nelle rivelazioni sul finale, la misteriosa presenza di un deus ex-machina che muove i fili delle vicende che, se nella ballata poteva essere identificato nel Monaco, qui il ruolo è ascrivibile al misterioso Predicatore.

L'omaggio diventa quindi la chiave di lettura più sfiziosa e divertente di questo Texone che con l'inserimento di Tex e Kit garantisce ancora una volta un buon intrattenimento. Pur non essendo riusciti a portare sulla testata un artista internazionale di chiara fama, anche il Texone 2002 si gioca bene le sue carte. La mancanza dell'artista internazionale nulla toglie all'ottimo lavoro di Bruno Brindisi, artista dal taglio moderno che personalmente, pur non avendone visionato molti lavori, apprezzo senza riserve. Bellissimi i suoi primi piani e l'uso delle ombre sugli stessi, grande espressività nei volti dei personaggi, soprattutto nelle varie declinazioni della crudeltà di un Monkey dallo sguardo spiritato e cattivissimo e nelle buffe smorfie di Kit Karson. Bravo a rendere al meglio la bellezza innocente di Liza come il piglio deciso di un Tex roccioso, secondo il mio gusto matite da premiare in toto. E così ecco un'altra bella sorpresa proveniente dalle parti dell'Arizona.


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