martedì 6 ottobre 2015

TROPICAL BLUES

Per la seconda delle Miniserie Bonelli di nuovo corso si torna a guardare all'avventura, l'Avventura con la maiuscola, quella dichiaratamente ispirata e debitrice della grande epopea di Corto Maltese, dei mari del Pacifico e della penna di Hugo Pratt.

Il ritorno al classico potrebbe sembrare a molti palati moderni un passo indietro sulla via dell'innovazione e dell'originalità ma... perché c'è sempre un ma... seppur io abbia gradito la prima uscita, il Coney Island di Manfredi, Barbati e Ramella, devo dire che con Tropical Blues il duo Luigi Mignacco e Marco Foderà mi ha convinto e divertito in misura ancor maggiore (soprattutto all'esordio, con il primo albo).

In Tropical Blues, titolo davvero azzeccato, ci sono una storia solida e ben costruita, dei personaggi interessanti e ben delineati, il mare, anzi l'Oceano, un uomo scomparso, un investigatore, un marinaio, un indigeno, una bella fanciulla, i selvaggi, un mistero, azione, il pericolo, Rasputin, beh no, non è proprio Rasputin, un nonno ricco, la giungla, antiche culture, un colonnello con l'idrovolante, il caldo rovente, i pirati, la fauna selvaggia, il matto, prigioni, fughe, lance e fucili.

Mignacco riesce a fondere tutti questi elementi creando semplicemente una bella storia, di quelle che leggi davvero volentieri, nè più, nè meno. Impianto classico, sì, ma di quelli che non stancano mai se scritti come si deve. Alle matite Foderà allestisce tre numeri con stile perfetto per questo blues tropicale, linee pulite, un bel dinamismo e una certa eleganza coloniale che non guasta affatto (e non chiedetemi perché mi è uscito l'aggettivo coloniale che non lo so, però mi sembra starci molto bene).


Capita che la barca del Capitano Starke abbia la peggio nello scontro con un tifone nel Mar degli Arafura, il suo unico passeggero, il rampollo di una ricca famiglia, Mike Somerset, decide di tentare il rientro verso la terra ferma a nuoto e scompare. Il nonno d'America, ricco sfondo, assume Harvest, detective privato, per ritrovare il nipote. Il detective si unirà sul luogo della scomparsa proprio a Starke, sopravvissuto alla tragedia, all'indigeno assai occidentalizzato Fletcher Joe e alla cugina di Somerset stesso, dando il via a una lunga ricerca costellata da peripezie varie e incontri interessanti.

Decisamente un'ottima seconda portata, ora attendiamo l'imminente Hellnoir che dovrebbe condurci su atmosfere decisamente diverse e distanti da quelle proposte da Tropical Blues.


8 commenti:

  1. Non l'ho ancora preso ma lo recupero, di solito faccio incetta nei mercatini dell'usato. Bello bello bello.

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    1. Infatti i mercatini dell'usato sono un ottimo metodo d'acquisto, bisogna solo sperare di trovare quello che interessa...

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  2. Bella segnalazione. Me lo segno per recuperarlo..

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  3. Bel fumetto, molto molto classico e piacevole!

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  4. letto e concordo su l'ispirazione di Pratt e secondo me anche di molti volumi della collana" Un uomo un avventura", molti ambientati in paesi "esotici" e ispirati a storie vere come questo Tropical Blues.
    bello anche il titolo, la storia ben congeniata ,ma forse finisce in modo che lascia un pochino di Amaro in bocca..ciao

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    1. A me anche il finale non è dispiaciuto, degno delle sue fonti d'ispirazione, in qualche modo aperto... niente male a mio avviso.

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