giovedì 29 settembre 2011

NESSUNA VERITA'

(Body of lies, di Ridley Scott, 2008)

Leggi anche "nessuna novità".

Ridley Scott costruisce il film che ti aspetti, si affida ancora una volta a Russell Crowe e sforna una spy-story ben costruita ma al contempo assolutamente ordinaria.

Un Crowe imbolsito e cinico affianca un Leonardo Di Caprio (per il quale nutro una sempre crescente simpatia) più tonico e maggiormente idealista.

Agenti della CIA entrambi, il primo a dirigere operazioni da casa o mentre porta a scuola il figlio, il secondo a rischiare direttamente sul campo, prima in Iraq, poi in Giordania.

Nessuno dei due a offrire una delle loro migliori prove attoriali. Sia ben chiaro, sono bravi e lo sappiamo ma hanno offerto entrambi di meglio.

Convincente il terzo e meno conosciuto protagonista, Mark Strong, che interpreta il direttore dei Servizi Segreti giordani.
In una piccola parte anche Omar Berdouni che ha diviso l'appartamento con mio fratello quando stava a Londra (questa è solo una piccola nota di costume).

Solitamente pellicole di questo genere presentano trame alle quali diventa difficile stare dietro, si arriva al fondo con la sensazione di aver perso dei pezzi per strada.
Il pregio maggiore di Nessuna verità è la trama assolutamente comprensibile, non si fatica a capire i risvolti dei giochi politici narrati e i loro intrecci. Questo rende il film godibile pur non essendo questo un'opera memorabile.

Non mi addentro nella trama in questione, chi ha visto film di questo genere o anche solo i pochi minuti del trailer sa già di cosa stiamo parlando.

Dell'accoppiata Scott/Crowe consiglio American Gangster dove, oltre alla prova decisamente più convincente di Crowe, si poteva contare anche su un Denzel Whashington in grandissima forma.

1 commento:

  1. Beh, ti ringrazio, perchè è da un po'che ripensavo a questa pellicola e non mi veniva mai in mente il titolo. Visto al cinema, mi era piaciuto parecchio, così come mi era piaciuo il citato American Gangster, visto anche lui sul grande schermo. Ribadisco, invece, la delusione per Zodiac, che mi ha fatto esattamente quell'effetto di trama " alla quale diventa difficile stare dietro, si arriva al fondo con la sensazione di aver perso dei pezzi per strada".

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