venerdì 16 novembre 2012

L'ALBA DEI MORTI DEMENTI

(Shaun of the dead di Edgar Wright, 2004)

L'alba dei morti dementi. Tutto sommato una traduzione del titolo originale non del tutto condannabile sebbene la demenza in questo caso sia ascrivibile più ai vivi che non ai (non) morti che popolano il film. Il gioco di parole tra Shaun, nome del protagonista e il dawn (of the dead) di romeriana memoria non era facilmente riproducibile in italiano.

Detto questo possiamo aggiungere che la questione riguardante il titolo può essere considerata anche l'unico piccolo difetto di una pellicola estremamente divertente, ben equilibrata tra comicità e horror genuino ma con una punta di demenzialità sempre ben presente.

La vicenda si svolge nella suburbia londinese che abbiamo imparato a conoscere in tanto cinema britannico, Shaun (Simon Pegg) è un trentenne che passa le giornate tra un lavoro poco gratificante e le serate al pub, il Winchester, in compagnia del suo amico di sempre Ed (Nick Frost). In mezzo cerca senza troppo impegno di infilarci anche il rapporto con la sua ragazza Liz (Kate Ashfield) che esacerbata dall'immobilismo e dalla mancanza d'iniziativa di Shaun decide di interrompere la loro relazione. Se Shaun non è proprio un campione Ed è veramente il peggio del peggio, un cazzone che vive a scrocco sulle spalle dell'amico e su un saltuario commercio d'erba, dedito ai videogiochi e alla flautolenza.

Mentre i due amici sono occupati nelle loro ordinarie vicende iniziano a sovrapporsi diversi indizi che delineano progressivamente uno scenario da fine dei giorni in tutta la città, i morti viventi camminano sulla Terra. I nostri protagonisti hanno però la testa talmente infilata nel culo da non accorgersi di nulla fino al momento in cui andranno a sbattere la faccia contro l'incredibile situazione.

Da questo punto in poi è un continuo crescendo di situazioni e scene comiche ai limiti dell'assurdo, una rivisitazione umoristica dei topoi narrativi legati al cinema di genere sugli zombi con tanto di autoesilio in uno spazio chiuso, scene soft splatter e salsa inglese di contorno. C'è anche la storia romantica ed è incastrata anche per bene con il resto del film.

Diversi sono i personaggi che formeranno il gruppo di sopravviventi, la madre e il patrigno di Shaun, una coppia di amici di Liz e alcune conoscenze dei nostri amiconi. Ma sono le scene grottesche a garantire la riuscita della commedia insieme al sapiente uso sincronizzato di musica e immagini in alcune sequenze davvero spassose (grande la scena con Don't stop me now dei Queen).

Nonostante alcune scene sanguinolente la tensione è totalmente assente, siamo di fronte a una commedia a tutti gli effetti e di quelle davvero ben riuscite. Che siate fan della comicità o che lo siate degli zombi questo film non ve lo dovete perdere, una di quelle parodie dove il regista e gli sceneggiatori non calcano la mano su volgarità e trovate pretestuose ma portano a casa con garbo un ottimo risultato.

13 commenti:

  1. Quei cazzoni di Shaun ed Ed (notare l'allitterazione) sono davvero fantastici.
    Zombie e comicità e parodia... ottimo risultato!

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    1. Concordo, una serie di sequenze azzeccatissime.

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  2. Il mio film di zombie preferito! :-)

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  3. Davvero fantastico, l'ho visto parecchie volte ma anche riguardandolo continua a divertirmi!!! Comunque a me è piaciuto molto -rimanendo in tema- anche Zombieland che ti consiglio... :)

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    1. Cercherò di guardarlo, questo me l'ha prestato l'Adri che pubblicamente ringrazio :)

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    2. Pubblicamente prego!
      Ha ragione Urz, anche Zombieland non è male (strepitoso Harrelson), però il British black humour di Shawn of the Dead non si batte.

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    3. Pardon, SHAUN of the Dead.

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    4. Appena lo recupererò vi saprò dire, con i miei tempi bradipici ovviamente :)

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  4. Concordo su tutto: una parodia intelligente e mai volgare. Divertente il richiamo ad "esacerbare". :-)

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    1. Anche se qui si va più sul maturo che sull'acerbo :)

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  5. VIsto per caso a casa di amici, altrimenti, vista la mia reazione automatica zombie>sbadiglio, non l'avrei mia fatto. :D
    Diciamo che sono arrivato alla fine solo grazie a Simon Pegg, un volto troppo sottovalutato ma interessantissimo.

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    1. Dai, qui come dose di humor eravamo messi parecchio bene, gli zombi erano un pretesto :)

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