giovedì 12 gennaio 2017

VERSO L'OREGON

(di Gianfranco Manfredi e Carlos Gomez, 2011)

Il 2011 vede un doppio esordio sulle pagine del Texone. Se quello del disegnatore, cambiando esso ogni anno, era scontato, non altrettanto lo era quello dello sceneggiatore, ruolo che finora si erano sobbarcati Nizzi in primis e poi Boselli con un'unica incursione dell'outsider Gino D'Antonio. Al gruppo ristretto si aggiunge Gianfranco Manfredi che mette fine alle scorribande in terra straniera degli ultimi albi e porta Tex e Carson dal Texas all'Idaho e infine verso l'Oregon. Manfredi è un autore vulcanico, si è occupato un po' di tutto, è stato compositore, scrittore con all'attivo una bibliografia che conta poco meno di una quindicina di romanzi e diversi saggi musicali, attore in una decina di film e sceneggiatore per il cinema, cantante con otto album alle spalle e poi, ovviamente, sceneggiatore di fumetti, apprezzato per la sua perizia storiografica, creatore di Gordon Link, Volto Nascosto e Shangai Devil e del più recente Adam Wild, noto soprattutto per la sua creatura più celebre in casa Bonelli: Magico Vento.

Al momento di scrivere il Texone Manfredi ha già dimestichezza con il metodo di lavoro in Bonelli e anche con il Texas Ranger, i suoi predecessori vanno sul velluto e lasciano lo scettro del comando in mani capaci. Manfredi non delude, portando una ventata d'aria fresca mettendo al centro della storia un manipolo di donne in cerca di un pezzo di terra dove stabilirsi e, al contempo, inscenando un'avvincente caccia all'uomo alla quale Tex e Kit non si sottraggono. La figura femminile nel Texone era stata così centrale forse solo in occasione dell'albo disegnato da Jordi Bernet con la sua splendida Lola Dixieland, torna ad esserlo ora grazie al drappello di donne caparbie e dinamiche affidate alla guida della signora Emma Benson, decisa a portarle sane e salve in Oregon dove dovranno incontrare i loro futuri e onesti mariti.

Lo spasso maggiore, oltre alla vicenda legata alla fuga dell'assassino Kevin Fletcher, sono i battibecchi tra Tex ed Emma, una vera furia che anche il ranger fatica a tenere a bada lungo il percorso verso l'Oregon che incidentalmente è lo stesso che sta percorrendo Kevin Fletcher.

A disegnare il tutto, signori e signore, c'è Carlos Gomez, creatore di Dago, uno dei pochi personaggi che per solidità e carisma non sfigurerebbero messi vicini allo stesso Tex, anzi, per complessità e sfaccettature sarebbe capace anche di eclissarlo un poco. Chi ha avuto la fortuna di leggere qualche storia di Dago e ammirare le tavole di Gomez conosce la caratura dell'artista, grande confidenza con la figura femminile, all'apparenza a suo agio in qualsiasi tipo di ambientazione, preciso, pulito, evocativo, qui protagonista di una prova inappuntabile, un Carson magnifico e un Tex... beh, un Tex che è il Tex che ti aspetti, da capo ai piedi, forte, vigoroso, deciso, un Tex che se lo guardi bene ha gli occhi di Dago, come se fosse un po' suo figlio. O forse suo padre.

2 commenti:

  1. Ovviamente a suo tempo lo presi per i disegni di Gomez, ma i testi mi stupirono piacevolmente per l'originalità e la situazione di partenza che immagino inedita per Tex (anche se già presentata da alcuni film come detto nell'introduzione).

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    1. Anche a me hanno colpito molto anche i testi, un gran bel Texone anche questo, vedremo i prossimi (io li sto recuperando in ordine), parlandone con Luigi Bicco in qualche altro post mi accennava a una lieve flessione qualitativa per il dopo Gomez...

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