Torna, torna. Torna 10 volti con l'edizione speciale So Eighties sempre con le solite regole. Va da sè che il titolo del post sarà per i partecipanti già un grosso indizio.
Vediamo subito la classifica.
01 La Citata 8 pt.
02 Bradipo 7 pt.
03 Urz 7 pt.
04 Vincent 4 pt.
05 Poison 4 pt.
06 L'Adri 4 pt.
07 Cannibal Kid 3 pt.
08 Elle 2 pt.
09 Viktor 2 pt.
10 Frank Manila 2 pt.
11 Beatrix Kiddo 1 pt.
12 Evil Monkeys 1 pt.
13 Umberto 1 pt.
14 Blackswan 0 pt.
15 Babol 0 pt.
16 El Gae 0 pt.
Se siete fan della musica e soprattutto di quella degli anni '80 (cosa che in linea di massima io non sono) iniziate la ricerca.
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
giovedì 10 gennaio 2013
BRADI PIT 49
Pronti per il disgelo. Citazione colta: 'ntu culu al disgelo.
Clicca sull'immagine per ingrandire.
Aiutaci a diffondere il verbo del Bradipo linkandolo. Fallo tu perché il Bradipo fa n'caz.
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martedì 8 gennaio 2013
STAR TREK
(di J. J. Abrams, 2009)
Commento di un profano, meglio chiarire fin da subito. Da piccino ogni tanto guardavo la serie originale di Star Trek, quella con William Shatner e Leonard Nimoy tanto per intenderci. La guardava mio padre e così... insomma qualche ricordo è rimasto anche a me. In tempi più recenti solo qualche episodio di The Next Generation, l'equipaggio con Patrick Stewart. Occasionalmente.
Questo per dirvi che della saga di Star Trek ne so poco e niente e non posso star qui a fare paragoni tra questo e quello, che poi qualche trekker magari si arrabbia pure. Prendiamo il film come se fosse un'entità unica, un nuovo giocattolo.
Si torna alle origini, alla nascita del mito, all'infanzia dei protagonisti della saga, anzi, anche prima. Un'astronave della Federazione dei Pianeti viene attaccata da una nave Romulana; al comando della prima c'è il Capitano George Kirk (Chris Hemsworth). Compiendo un'atto eroico il Capitano terrestre sacrifica la sua vita per salvarne innumerevoli altre, tra le quali quelle della moglie incinta che darà alla luce un bel maschietto: James Tiberius Kirk (Chris Pine).
Qualche anno più tardi il giovane Kirk è un ragazzone ribelle, molto sveglio e indisciplinato. Durante una delle sue bravate verrà convinto ad arruolarsi nella Flotta Stellare dal Capitano Pike (Bruce Greenwood) che farà leva sul ricordo dell'eroico padre di James. Kirk inizierà quindi a conoscere i suoi futuri colleghi di equipaggio: il dottor McCoy (Karl Urban), la linguista Nyota Uhura (Zoe Saldana), i cadetti Sulu (John Cho), Chekov (Anton Yelchin) e in seguito l'ingegnere Scott (Simon Pegg). Difficile fin da subito il rapporto con Spock (Zachary Quinto), per metà vulcaniano e per metà terrestre.
La storia narrata da Abrams racconta quella che può essere considerata la prima missione dell'equipaggio della serie classica di Star trek. Il punto forte della storia, quello che avvince e regala emozioni, è proprio la crescita dei personaggi, i primi approcci tra di loro, il senso di scopo comune e di gruppo cementato dalle difficoltà e dai pericoli e soprattutto i primi passi di quella che sarà un'amicizia forte destinata a durare per decenni, quella tra i diversissimi Kirk e Spock. In questo il cast è davvero bravo, nessuno dei componenti dello staff dell'Enterprise sembra essere fuori posto, giusto un Simon Pegg un pochino sopra le righe, ma in questo blockbusterone hollywoodiano ci può anche stare.
Inoltre il ritmo della narrazione è davvero ben calibrato, le lentezze del vecchio Star Trek completamente dimenticate. Un film di fantascienza moderno dove la trama è al servizio dei personaggi e allo stesso tempo ben congeniata e avvincente. Cattivo quanto serve l'antagonista al quale basta uno sguardo (quello di Eric Bana) per incutere timore. Gli effetti speciali sono ben dosati e trovano il giusto equilibrio con la recitazione degli attori. C'è anche Leonard Nimoy in una discreta parte a far la gioia dei fans duri e puri. Con il giusto impegno questo potrebbe essere l'inizio di una bella avventura.
Commento di un profano, meglio chiarire fin da subito. Da piccino ogni tanto guardavo la serie originale di Star Trek, quella con William Shatner e Leonard Nimoy tanto per intenderci. La guardava mio padre e così... insomma qualche ricordo è rimasto anche a me. In tempi più recenti solo qualche episodio di The Next Generation, l'equipaggio con Patrick Stewart. Occasionalmente.
Questo per dirvi che della saga di Star Trek ne so poco e niente e non posso star qui a fare paragoni tra questo e quello, che poi qualche trekker magari si arrabbia pure. Prendiamo il film come se fosse un'entità unica, un nuovo giocattolo.
Si torna alle origini, alla nascita del mito, all'infanzia dei protagonisti della saga, anzi, anche prima. Un'astronave della Federazione dei Pianeti viene attaccata da una nave Romulana; al comando della prima c'è il Capitano George Kirk (Chris Hemsworth). Compiendo un'atto eroico il Capitano terrestre sacrifica la sua vita per salvarne innumerevoli altre, tra le quali quelle della moglie incinta che darà alla luce un bel maschietto: James Tiberius Kirk (Chris Pine).
Qualche anno più tardi il giovane Kirk è un ragazzone ribelle, molto sveglio e indisciplinato. Durante una delle sue bravate verrà convinto ad arruolarsi nella Flotta Stellare dal Capitano Pike (Bruce Greenwood) che farà leva sul ricordo dell'eroico padre di James. Kirk inizierà quindi a conoscere i suoi futuri colleghi di equipaggio: il dottor McCoy (Karl Urban), la linguista Nyota Uhura (Zoe Saldana), i cadetti Sulu (John Cho), Chekov (Anton Yelchin) e in seguito l'ingegnere Scott (Simon Pegg). Difficile fin da subito il rapporto con Spock (Zachary Quinto), per metà vulcaniano e per metà terrestre.
La storia narrata da Abrams racconta quella che può essere considerata la prima missione dell'equipaggio della serie classica di Star trek. Il punto forte della storia, quello che avvince e regala emozioni, è proprio la crescita dei personaggi, i primi approcci tra di loro, il senso di scopo comune e di gruppo cementato dalle difficoltà e dai pericoli e soprattutto i primi passi di quella che sarà un'amicizia forte destinata a durare per decenni, quella tra i diversissimi Kirk e Spock. In questo il cast è davvero bravo, nessuno dei componenti dello staff dell'Enterprise sembra essere fuori posto, giusto un Simon Pegg un pochino sopra le righe, ma in questo blockbusterone hollywoodiano ci può anche stare.
Inoltre il ritmo della narrazione è davvero ben calibrato, le lentezze del vecchio Star Trek completamente dimenticate. Un film di fantascienza moderno dove la trama è al servizio dei personaggi e allo stesso tempo ben congeniata e avvincente. Cattivo quanto serve l'antagonista al quale basta uno sguardo (quello di Eric Bana) per incutere timore. Gli effetti speciali sono ben dosati e trovano il giusto equilibrio con la recitazione degli attori. C'è anche Leonard Nimoy in una discreta parte a far la gioia dei fans duri e puri. Con il giusto impegno questo potrebbe essere l'inizio di una bella avventura.
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| da sinistra Chekov, Kirk, Scott, McCoy e Uhura |
lunedì 7 gennaio 2013
MALEDETTI FUMETTI!
(The ten-cent plague... di David Hajdu, 2008)
Quello che ho qui davanti è davvero un ottimo libro, un saggio appassionante che mira a rendere chiaro a tutti quanto la censura abbia affossato l'industria del fumetto tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà dei Cinquanta.
Il grande pregio del lavoro di Hajdu è quello di essere facilmente fruibile per tutti, non siamo di fronte a dissertazioni contenenti tabelle piene di dati, elenchi interminabili delle conseguenze della censura su ogni singolo albo a fumetti, etc., etc...
Il registro scelto dall'autore è molto discorsivo, il testo è corredato da tantissime testimonianze dirette, stralci di interviste con editori, scrittori e disegnatori di fumetti che resero i comic book una specie di istituzione del periodo, non mancano neanche testimonianze di semplici appassionati e detrattori. L'enorme mole di documenti consultati da Hajdu (testimonianze, articoli di giornali d'epoca, libri, atti processuali, etc...) trova corpo in una narrazione avvincente e sempre brillante, mai pesa e noiosa. Inoltre non mancano foto e copertine di albi dell'epoca a impreziosire la lettura.
Certo è che per apprezzare appieno quest'opera almeno un minimo di interesse per quello che è il mondo del fumetto bisogna averlo. La lettura è straconsigliata anche a chi non vive di nuvole parlanti e ne vuol sapere un po' di più, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto storico e sociologico di questa forma d'arte, però... eh almeno un minimo.
Una prima parte del libro, una parte cospicua e di grande interesse, trasporta il lettore dentro il mondo del fumetto rinarrandone le origini, iniziando dalle prime strip pubblicate sui quotidiani fino ad arrivare al comic book, presentandone vari aspetti come quello umoristico, quello supereroistico, quello noir, etc...
Ma non è una sterile storia del fumetto quella di Hajdu, possiamo assaporare attraverso queste pagine la storia delle Persone (e lo scrivo in maiuscolo) che hanno lavorato in questo settore. Attraverso la loro passione e il loro entusiasmo vediamo il fumetto crescere, evolversi, diventare un fenomeno da milioni di copie di venduto, percepiamo una sconfinata libertà creativa aleggiare sull'ambiente, vediamo artisti trovare lavoro e affermazione nel campo da essi desiderato. Una meraviglia.
Però la libertà creativa e quelli che sono stati visti come eccessi da benpensanti repressivi iniziano a creare fastidio. In breve tempo, grazie soprattutto alla spinta data da Frederic Wertham e dal suo La seduzione dell'innocente, il mondo del fumetto viene scosso da una caccia alle streghe di proporzioni vastissime. In breve tempo lavorare nel mondo dei comics non è più così bello, un sogno (tanti sogni) si infrange. Censura, leggi restrittive, codici di autoregolamentazione, limiti invalicabili. L'arte viene imbrigliata. Ma non è tutto, le vendite di molti albi calano, la reputazione di chi lavora nel settore viene letteralmente distrutta, case editrici fiorenti chiudono i battenti. Emblematico il caso della celebre EC Comics e della vera e propria via crucis affrontata da suo editore Bill Gaines.
Incredibile pensare che artisti di grande professionalità, disegnatori, scrittori, furono costretti a nascondere la loro vera professione, costretti quasi a vergognarsi del lavoro che svolgevano con tanta passione. Il lavoro di Hajdu ci presenta anche il declino di un'epoca d'oro e la nascita del CMAA, il codice di autoregolamentazione adottato, volenti o nolenti, da molte case editrici di albi a fumetti. Ovviamente, come sottolinea anche Matteo Sanfilippo nella sua postfazione, non fu unicamente il mondo del fumetto a esser messo sotto accusa in quegli anni, anni in cui imperversava il famigerato Senatore McCarthy. Forse uno dei pochi limiti del saggio di Hajdu è proprio quello di non accostare le sorti del fumetto a quelle di altre forme d'arte colpite dalla censura nello stesso periodo, una piccola mancanza che si perde tra le circa 450 pp. di ottimo materiale.
Quello che ho qui davanti è davvero un ottimo libro, un saggio appassionante che mira a rendere chiaro a tutti quanto la censura abbia affossato l'industria del fumetto tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà dei Cinquanta.
Il grande pregio del lavoro di Hajdu è quello di essere facilmente fruibile per tutti, non siamo di fronte a dissertazioni contenenti tabelle piene di dati, elenchi interminabili delle conseguenze della censura su ogni singolo albo a fumetti, etc., etc...
Il registro scelto dall'autore è molto discorsivo, il testo è corredato da tantissime testimonianze dirette, stralci di interviste con editori, scrittori e disegnatori di fumetti che resero i comic book una specie di istituzione del periodo, non mancano neanche testimonianze di semplici appassionati e detrattori. L'enorme mole di documenti consultati da Hajdu (testimonianze, articoli di giornali d'epoca, libri, atti processuali, etc...) trova corpo in una narrazione avvincente e sempre brillante, mai pesa e noiosa. Inoltre non mancano foto e copertine di albi dell'epoca a impreziosire la lettura.
Certo è che per apprezzare appieno quest'opera almeno un minimo di interesse per quello che è il mondo del fumetto bisogna averlo. La lettura è straconsigliata anche a chi non vive di nuvole parlanti e ne vuol sapere un po' di più, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto storico e sociologico di questa forma d'arte, però... eh almeno un minimo.
Una prima parte del libro, una parte cospicua e di grande interesse, trasporta il lettore dentro il mondo del fumetto rinarrandone le origini, iniziando dalle prime strip pubblicate sui quotidiani fino ad arrivare al comic book, presentandone vari aspetti come quello umoristico, quello supereroistico, quello noir, etc...
Ma non è una sterile storia del fumetto quella di Hajdu, possiamo assaporare attraverso queste pagine la storia delle Persone (e lo scrivo in maiuscolo) che hanno lavorato in questo settore. Attraverso la loro passione e il loro entusiasmo vediamo il fumetto crescere, evolversi, diventare un fenomeno da milioni di copie di venduto, percepiamo una sconfinata libertà creativa aleggiare sull'ambiente, vediamo artisti trovare lavoro e affermazione nel campo da essi desiderato. Una meraviglia.
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| Bill Gaines |
Incredibile pensare che artisti di grande professionalità, disegnatori, scrittori, furono costretti a nascondere la loro vera professione, costretti quasi a vergognarsi del lavoro che svolgevano con tanta passione. Il lavoro di Hajdu ci presenta anche il declino di un'epoca d'oro e la nascita del CMAA, il codice di autoregolamentazione adottato, volenti o nolenti, da molte case editrici di albi a fumetti. Ovviamente, come sottolinea anche Matteo Sanfilippo nella sua postfazione, non fu unicamente il mondo del fumetto a esser messo sotto accusa in quegli anni, anni in cui imperversava il famigerato Senatore McCarthy. Forse uno dei pochi limiti del saggio di Hajdu è proprio quello di non accostare le sorti del fumetto a quelle di altre forme d'arte colpite dalla censura nello stesso periodo, una piccola mancanza che si perde tra le circa 450 pp. di ottimo materiale.
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| David Hajdu |
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venerdì 4 gennaio 2013
AWARDS 2012: FUMETTO
Nonostante la fatica notturna per preparare gli awards della categoria fumetto, anche questa volta ce l'abbiamo fatta (plurale majestatis).
Rispetto all'anno scorso ho voluto apportare qualche modifica qua e là, dividendo la voce fumetto in ben cinque sottocategorie e allargando i podi di alcune di esse a più delle tre posizioni canoniche.
Ecco quindi le sottocategorie: Miglior serie regolare, miglior miniserie, miglior volume/graphic novel, miglior ristampa, miglior fumetto in formato bonellide.
Essendo il fumetto l'argomento dove sono più sul pezzo, per questa categoria si parlera di materiale uscito nel 2012 eccezion fatta per la sottocategoria Graphic Novel/Volumi nella quale rientrerà tutto quel che io ho letto nel 2012, anche roba vecchia.
Finiti i preamboli andiamo a incominciare:
Iniziamo con quella che mi sembra essere sempre la sottocategoria più fiacca, quella delle Miniserie. Nonostante i mensili dedicati a eroi Marvel e Dc (soprattutto Marvel) abbondino di miniserie, numeri unici, progetti a termine e nonostante ad alcune di esse vengano dedicati albi appositi, la qualità di questi prodotti sempre più difficilmente risulta esaltante (parere personale ovviamente).
La tanto decantata Fear Itself, evento portante del 2012 in casa Marvel, non solo si è rivelato un polpettone indigesto ma è riuscita ad affossare anche serie ottime come The invincible Iron Man (l'anno scorso sul podio). Flashpoint me lo sono perso e quindi non saprei dire come si sono mossi in casa DC per scatenare il reboot di tutte le testate storiche del loro universo narrativo.
Andiamo a inserire sul podio le cose migliori:
Terzo classificato:
AVX (Marvel) di Jason Aaron e John Romita Jr.
Sulla fiducia. Letti solo i primi due episodi originali, si preannuncia come evento portante 2012/2013 e base del rilancio Marvel. Lo scontro tra X-Men e Vendicatori al momento non sembra nulla di eccezionale, come dicevo, sulla fiducia! Poi mica potrà essere peggio di Fear Itself che mi ha portato ad abbandonare qualsiasi cosa legata all'evento comprese tutte le testate targate Avengers. Comunque io tengo per quegli altri.
Secondo classificato:
Moon Knight (Marvel) di Brian Michael Bendis e Alex Maleev
Nata come potenziale serie regolare il progetto si è trasformato in una mini di 12 numeri. Ne Bendis ne Maleev al loro meglio, però lo scavo nella follia di un personaggio condannato forse a vivacchiare tra le seconde file non è malaccio. Un character destinato alla serie B nonostante sia ora anche un Vendicatore. Però a me Moon Knight è sempre piaciuto e quindi...
Primo classificato:
X-Men: Schism (Marvel) di Jason Aaron e AA.VV.
Finalmente gli uomini X tornano protagonisti assoluti in una mini che inserisce nuovi elementi e direzioni nell'universo mutante. Un nuovo Club Infernale, Kid Omega contro i rappresentanti dei paesi più influenti del mondo e lo scontro di carattere etico tra Ciclope e Wolverine che porterà allo scisma degli X-Men e darà vita alla nuova testata Wolverine & The X-Men. Tra i disegnatori gente come Carlos Pacheco, Frank Cho, Daniel Acuna, Alan Davis e Adam Kubert.
Passiamo alle Serie regolari. Quest'anno abbiamo potuto assistere a diversi fenomeni legati alle ongoing series di Marvel e DC (principalmente). Per la casa editrice di Supes e Bats nuova linfa è stata portata dal reebot delle testate regolari che sono ripartite tutte dal numero 1. In casa Marvel di contro la mania dell'eventone ha appesantito le gesta di parecchi dei personaggi di punta della casa editrice. Comunque c'è in vista un rilancio totale anche per loro, staremo a vedere. Le serie che ho preso in considerazione tra le varie case editrici sono una cinquantina, di alcune ovviamente non ho letto l'intera annata, alcune le ho abbandonate in toto, alcune sono iniziate da poco: ecco quel che ne è venuto fuori:
Sesto classificato:Swamp Thing (DC Comics) di Scott Snyder, Yanick Paquette e Marco Rudy (qui)
Uno degli argomenti fumettistici di fine 2012 è legato al destino della Vertigo, etichetta che ha perso l'editor Karen Berger e personaggi come Constantine, Swamp Thing e Animal Man ormai storicamente appannaggio di questa linea editoriale. Il timore di veder serie come Swamp Thing e Animal Man addomesticate e standardizzate è stato in parte fugato dall'ottimo lavoro svolto sulle serie, tra le cose migliori dell'anno appena passato.
Quinto classificato:
Animal Man (DC Comics) di Jeff Lemire e Travel Foreman (qui)
L'horror/sovrannaturale di qualità torna nel classico universo DC grazie a serie come Animal Man e Swamp Thing, accomunate da tematiche simili e sviluppi narrativi contigui. Instillano curiosità e attesa.
Quarto Classificato:
Aquaman (DC Comics) di Geoff Johns e Ivan Reis
Il team creativo è ormai sinonimo di qualità e affidabilità. E' il rilancio definitivo di un character mai troppo considerato, una nuova serie colma di ironia, ben narrata e disegnata in maniera egregia. Altro che Namor. Un'ottima sorpresa!
Terzo Classificato:
Fantastic Four/Future Foundation (Marvel Comics) di Jonathan Hickman e AA.VV.
Giunge al culmine la saga imbastita da Hickman per il quartetto più celebre dei comics, una lunga run che dà l'impressione di essere stata progettata fin nei minimi dettagli e che riporta la fantastica famiglia alle tematiche epico/cosmiche che gli appartengono. Ancora qualche cartuccia da sparare per l'autore ma ormai l'ottimo giudizio resta definitivo.
Secondo Classificato:
Wolverine & The X-Men (Marvel Comics) di Jason Aaron, Chris Bachalo e Nick Bradshaw
Serie nata dopo lo scisma degli uomini X ripropone Wolverine in veste di preside della rifondata scuola a Westchester intitolata alla compianta Jane Grey. Con lui un'accozzaglia di mutanti giovani e adulti che cercano di crescere e imparare gli uni e difendere e insegnare gli altri. E' la parte ironica del cosmo X e in questo Aaron sta facendo un ottimo lavoro. L'anno scorso lo additai come il più ininfluente degli architetti Marvel, ora mi devo ricredere. Il ragazzo si dimostra meno bollito di gente come Bendis e Fraction. Poi alle matite ha Bachalo, quindi...
Primo classificato:
Batman (DC Comics) di Scott Snyder e Greg Capullo
Batman è Batman. Quando capita nelle mani di un team creativo capace diventa inarrestabile. Il rilancio del pipistrello si tramuta in una serie dalla godibilità perfetta, una narrazione accattivante, un nuovo temibile antagonista, La corte dei gufi, e le matite in stato di grazia di Capullo fanno salire in cima al podio quello che per me è e rimane Il supereroe. E non ha nessuna capacità particolare, lo so.
Menzione particolare per Uncanny X-Force e X-Factor che contribuiscono al buon momento del sottouniverso mutante, c'è ancora da lavorare ma si può fare!
Passiamo alla categoria Ristampe.
Ho inserito qui materiale già pubblicato in precedenza in Italia, sia recentemente che no. Le ristampe sono uscite tutte (o quasi) nel corso del 2012. Devo dire che qui le soddisfazioni non sono mancate, numerose le ristampe di classiche historietas della tradizione argentina, ottimo materiale americano e soprattutto non è mancata la tendenza a ristampare in formati economici cose viste in precedenza in volumi più costosi. Davvero un'ottima categoria. E andiamo:
Sesto classificato:
Kick-Ass (Marvel/Icon) di Mark Millar e John Romita Jr. (qui)
Un vero calcio in culo, dove le trame e le sparate tanto care a Millar si amalgamano in maniera perfetta al divertimento duro e puro. Non mancano i colpi bassi ma per una volta il tutto non sembra aver nulla di gratuito. Buono anche John Romita Jr. che da tempo non è più quello di una volta.
Quinto classificato:
Pugacioff magie e dintorni (Annexia) di Giorgio Rebuffi (qui)
Tornano le storie del lupo della steppa, una comicità senza tempo, un po' l'outsider di questa classifica ma un'outsider di tutto valore. Da recuperare.
Quarto classificato:
Transmetropolitan (DC Comics/Vertigo) di Warren Ellis e Darick Robertson (qui)
Polemica, dissacrante, sboccata ma di grande intelligenza la serie ideata da questo fantastico team creativo. Ce n'è per tutti, dalle congregazioni religiose ai politici al cittadino comune. Un cult.
Terzo classificato:
Hellblazer (DC Comics/Vertigo) di AAVV
Dopo aver sofferto per la singhiozzante gestione Planeta DeAgostini finalmente un po' di ritrovata serenità in casa Lion. Lasciata alle spalle la gestione Ennis ora è la volta di Jenkins e Philips. Il vecchio Constantine è ancora in ottime mani.
Secondo classificato:
100 bullets (DC Comics/Vertigo) di Brian Azzarello e Eduardo Risso (qui)
Per chi ama il noir, gli intrighi, il crimine e le storie corali 100 bullets è una goduria. Punto.
Primo Classificato:
The Invisibles (DC Comics/Vertigo) di Grant Morrison e AAVV. (qui)
La cospirazione, il viaggio mentale, il delirio. Deve proprio piacere ma se piace... coinvolgente e spiazzante come poche cose in giro. Sperando in un recupero dell'esaurito materiale targato Planeta metto la medaglia d'oro al collo dello scozzese. Disegni sempre all'altezza della posizione.
Veniamo ora alle serie in formato Bonellide. Rientrano qui solo albi usciti nel 2012 comprendenti però sia materiale nuovo che ristampe. Una delle nuove tendenze del mercato per le edicole è stata la riproposta in formato economico di grandi serie della tradizione francese, le bande dessinèe stampate in bianco e nero in formato ridotto. Le proposte sono molto interessanti, della questione formato ne abbiamo discusso in passato.
Sesto classificato:
The Walking Dead (Image) di Robert Kirkman e Tony Moore (qui)
Un primo numero promettente e un secondo ancora da leggere. Un'iniziativa insolita quella di proporre un comic book americano in formato Bonelli da parte della Saldapress. Potrebbe scalare posizioni negli awards del prossimo anno. Della serie Tv dicon tutti un gran bene, il survival horror incentrato sui personaggi più che sugli scontri intriga.
Quinto classificato:
XIII (Dargaud) di Jean Van Hamme e William Vance
Anche qui sulla fiducia, un unico numero letto. L'intrigo dello smemorato trovato sulla scogliera da una coppia di anziani promette bene. Inoltre l'Aurea ha avuto la brillante idea di dare respiro alle tavole aumentando di qualche centimetro il formato. Non male.
Quarto classificato:
Durango (MC Production) di Yves Swolfs (qui)
Lo spaghetti western riportato su tavole. Polvere, sangue e violenza a narrare l'epopea del taciturno Durango, pistolero di poche parole e grande onore. Pubblicato da GP Publishing in Italia, grande lavoro sia ai testi che ai disegni da parte di Swolfs.
Terzo classificato:
Le Storie (Sergio Bonelli Editore) di AA.VV.
Progetto da premiare, ogni mese un numero. Ogni numero un personaggio. Ogni personaggio una storia. Progetto ambizioso che ha sfornato già alcuni numeri davvero interessanti e la curiosità si rinnova mese dopo mese.
Secondo classificato:
Comanche (Dargaud/Lombard) di Greg e Hermann
Western più classico con protagonisti un'assortita compagnia di cowboy al soldo della bella Comanche. Il pistolero Red Dust, il vecchio Ten Gallons e tutti gli altri a creare un bell'affresco nel vecchio west. Ottime le matite di Hermann e del suo sostituto sul finale di serie.
Primo classificato:
Lo sparviero (Dupuis/Soleil) di Patrice Pellerin
La grande sorpresa. Un'avventura marinara tra coste e ponti di grandi navi. Un'accusa ingiusta da raddrizzare ai danni del protagonista, l'abile Sparviero del titolo, una tra le miniserie (3 numeri) migliori di tutta l'annata. Trame e disegni vicini alla perfezione.
Concludiamo con la sottocategoria dei Volumi o Graphic Novel. Essendo in cronico ritardo sulle letture mensili, solitamente i volumoni sono quelli che più facilmente vengono da me letti con colpevole ritardo. Unica sezione questa dove quindi si parlerà di materiale letto nel 2012 ma che potrebbe essere uscito anche dieci anni fa.
Terzo classificato
Una trilogia inglese (Dargaud) di Floc'h e Riviere (qui)
Perdersi tra le linee di Floc'h e tra le suggestioni create da Riviere non ha prezzo. Per tutto il resto c'è la fantastica serie di Graphic Novel messa in porto dalla Coconino per il mercato delle edicole. A distanza d'anni ancora si ringrazia.
Secondo classificato
David Boring e altre storie (Phanteon Books) di Daniel Clowes (qui)
Mi è capitato leggendo quest'anno alcune Graphic Novel che il linguaggio usato, il tipo di storie narrate, spesso si somiglino facendo perdere qualcosa al risultato finale delle singole opere. Con David Boring questo rischio non si corre. Per una narrazione fuori dagli schemi.
Primo Classificato:
Calvin & Hobbes - La vita che stress (Andrew mcMeel Publishing) di Bill Watterson (qui)
Tenerissime strip, all'altezza di cose come i Peanuts, Mafalda e Bradi Pit :)
Da leggere, leggere, leggere e ancora, ancora....
Rispetto all'anno scorso ho voluto apportare qualche modifica qua e là, dividendo la voce fumetto in ben cinque sottocategorie e allargando i podi di alcune di esse a più delle tre posizioni canoniche.
Ecco quindi le sottocategorie: Miglior serie regolare, miglior miniserie, miglior volume/graphic novel, miglior ristampa, miglior fumetto in formato bonellide.
Essendo il fumetto l'argomento dove sono più sul pezzo, per questa categoria si parlera di materiale uscito nel 2012 eccezion fatta per la sottocategoria Graphic Novel/Volumi nella quale rientrerà tutto quel che io ho letto nel 2012, anche roba vecchia.
Finiti i preamboli andiamo a incominciare:
Iniziamo con quella che mi sembra essere sempre la sottocategoria più fiacca, quella delle Miniserie. Nonostante i mensili dedicati a eroi Marvel e Dc (soprattutto Marvel) abbondino di miniserie, numeri unici, progetti a termine e nonostante ad alcune di esse vengano dedicati albi appositi, la qualità di questi prodotti sempre più difficilmente risulta esaltante (parere personale ovviamente).
La tanto decantata Fear Itself, evento portante del 2012 in casa Marvel, non solo si è rivelato un polpettone indigesto ma è riuscita ad affossare anche serie ottime come The invincible Iron Man (l'anno scorso sul podio). Flashpoint me lo sono perso e quindi non saprei dire come si sono mossi in casa DC per scatenare il reboot di tutte le testate storiche del loro universo narrativo.
Andiamo a inserire sul podio le cose migliori:
Terzo classificato:
AVX (Marvel) di Jason Aaron e John Romita Jr.
Sulla fiducia. Letti solo i primi due episodi originali, si preannuncia come evento portante 2012/2013 e base del rilancio Marvel. Lo scontro tra X-Men e Vendicatori al momento non sembra nulla di eccezionale, come dicevo, sulla fiducia! Poi mica potrà essere peggio di Fear Itself che mi ha portato ad abbandonare qualsiasi cosa legata all'evento comprese tutte le testate targate Avengers. Comunque io tengo per quegli altri.
Secondo classificato:
Moon Knight (Marvel) di Brian Michael Bendis e Alex Maleev
Nata come potenziale serie regolare il progetto si è trasformato in una mini di 12 numeri. Ne Bendis ne Maleev al loro meglio, però lo scavo nella follia di un personaggio condannato forse a vivacchiare tra le seconde file non è malaccio. Un character destinato alla serie B nonostante sia ora anche un Vendicatore. Però a me Moon Knight è sempre piaciuto e quindi...
Primo classificato:
X-Men: Schism (Marvel) di Jason Aaron e AA.VV.
Finalmente gli uomini X tornano protagonisti assoluti in una mini che inserisce nuovi elementi e direzioni nell'universo mutante. Un nuovo Club Infernale, Kid Omega contro i rappresentanti dei paesi più influenti del mondo e lo scontro di carattere etico tra Ciclope e Wolverine che porterà allo scisma degli X-Men e darà vita alla nuova testata Wolverine & The X-Men. Tra i disegnatori gente come Carlos Pacheco, Frank Cho, Daniel Acuna, Alan Davis e Adam Kubert.
Passiamo alle Serie regolari. Quest'anno abbiamo potuto assistere a diversi fenomeni legati alle ongoing series di Marvel e DC (principalmente). Per la casa editrice di Supes e Bats nuova linfa è stata portata dal reebot delle testate regolari che sono ripartite tutte dal numero 1. In casa Marvel di contro la mania dell'eventone ha appesantito le gesta di parecchi dei personaggi di punta della casa editrice. Comunque c'è in vista un rilancio totale anche per loro, staremo a vedere. Le serie che ho preso in considerazione tra le varie case editrici sono una cinquantina, di alcune ovviamente non ho letto l'intera annata, alcune le ho abbandonate in toto, alcune sono iniziate da poco: ecco quel che ne è venuto fuori:
Sesto classificato:Swamp Thing (DC Comics) di Scott Snyder, Yanick Paquette e Marco Rudy (qui)
Uno degli argomenti fumettistici di fine 2012 è legato al destino della Vertigo, etichetta che ha perso l'editor Karen Berger e personaggi come Constantine, Swamp Thing e Animal Man ormai storicamente appannaggio di questa linea editoriale. Il timore di veder serie come Swamp Thing e Animal Man addomesticate e standardizzate è stato in parte fugato dall'ottimo lavoro svolto sulle serie, tra le cose migliori dell'anno appena passato.
Quinto classificato:
Animal Man (DC Comics) di Jeff Lemire e Travel Foreman (qui)
L'horror/sovrannaturale di qualità torna nel classico universo DC grazie a serie come Animal Man e Swamp Thing, accomunate da tematiche simili e sviluppi narrativi contigui. Instillano curiosità e attesa.
Quarto Classificato:
Aquaman (DC Comics) di Geoff Johns e Ivan Reis
Il team creativo è ormai sinonimo di qualità e affidabilità. E' il rilancio definitivo di un character mai troppo considerato, una nuova serie colma di ironia, ben narrata e disegnata in maniera egregia. Altro che Namor. Un'ottima sorpresa!
Terzo Classificato:
Fantastic Four/Future Foundation (Marvel Comics) di Jonathan Hickman e AA.VV.
Giunge al culmine la saga imbastita da Hickman per il quartetto più celebre dei comics, una lunga run che dà l'impressione di essere stata progettata fin nei minimi dettagli e che riporta la fantastica famiglia alle tematiche epico/cosmiche che gli appartengono. Ancora qualche cartuccia da sparare per l'autore ma ormai l'ottimo giudizio resta definitivo.
Secondo Classificato:
Wolverine & The X-Men (Marvel Comics) di Jason Aaron, Chris Bachalo e Nick Bradshaw
Serie nata dopo lo scisma degli uomini X ripropone Wolverine in veste di preside della rifondata scuola a Westchester intitolata alla compianta Jane Grey. Con lui un'accozzaglia di mutanti giovani e adulti che cercano di crescere e imparare gli uni e difendere e insegnare gli altri. E' la parte ironica del cosmo X e in questo Aaron sta facendo un ottimo lavoro. L'anno scorso lo additai come il più ininfluente degli architetti Marvel, ora mi devo ricredere. Il ragazzo si dimostra meno bollito di gente come Bendis e Fraction. Poi alle matite ha Bachalo, quindi...
Primo classificato:
Batman (DC Comics) di Scott Snyder e Greg Capullo
Batman è Batman. Quando capita nelle mani di un team creativo capace diventa inarrestabile. Il rilancio del pipistrello si tramuta in una serie dalla godibilità perfetta, una narrazione accattivante, un nuovo temibile antagonista, La corte dei gufi, e le matite in stato di grazia di Capullo fanno salire in cima al podio quello che per me è e rimane Il supereroe. E non ha nessuna capacità particolare, lo so.
Menzione particolare per Uncanny X-Force e X-Factor che contribuiscono al buon momento del sottouniverso mutante, c'è ancora da lavorare ma si può fare!
Passiamo alla categoria Ristampe.
Ho inserito qui materiale già pubblicato in precedenza in Italia, sia recentemente che no. Le ristampe sono uscite tutte (o quasi) nel corso del 2012. Devo dire che qui le soddisfazioni non sono mancate, numerose le ristampe di classiche historietas della tradizione argentina, ottimo materiale americano e soprattutto non è mancata la tendenza a ristampare in formati economici cose viste in precedenza in volumi più costosi. Davvero un'ottima categoria. E andiamo:
Sesto classificato:
Kick-Ass (Marvel/Icon) di Mark Millar e John Romita Jr. (qui)
Un vero calcio in culo, dove le trame e le sparate tanto care a Millar si amalgamano in maniera perfetta al divertimento duro e puro. Non mancano i colpi bassi ma per una volta il tutto non sembra aver nulla di gratuito. Buono anche John Romita Jr. che da tempo non è più quello di una volta.
Quinto classificato:
Pugacioff magie e dintorni (Annexia) di Giorgio Rebuffi (qui)
Tornano le storie del lupo della steppa, una comicità senza tempo, un po' l'outsider di questa classifica ma un'outsider di tutto valore. Da recuperare.
Quarto classificato:
Transmetropolitan (DC Comics/Vertigo) di Warren Ellis e Darick Robertson (qui)
Polemica, dissacrante, sboccata ma di grande intelligenza la serie ideata da questo fantastico team creativo. Ce n'è per tutti, dalle congregazioni religiose ai politici al cittadino comune. Un cult.
Terzo classificato:
Hellblazer (DC Comics/Vertigo) di AAVV
Dopo aver sofferto per la singhiozzante gestione Planeta DeAgostini finalmente un po' di ritrovata serenità in casa Lion. Lasciata alle spalle la gestione Ennis ora è la volta di Jenkins e Philips. Il vecchio Constantine è ancora in ottime mani.
Secondo classificato:
100 bullets (DC Comics/Vertigo) di Brian Azzarello e Eduardo Risso (qui)
Per chi ama il noir, gli intrighi, il crimine e le storie corali 100 bullets è una goduria. Punto.
Primo Classificato:
The Invisibles (DC Comics/Vertigo) di Grant Morrison e AAVV. (qui)
La cospirazione, il viaggio mentale, il delirio. Deve proprio piacere ma se piace... coinvolgente e spiazzante come poche cose in giro. Sperando in un recupero dell'esaurito materiale targato Planeta metto la medaglia d'oro al collo dello scozzese. Disegni sempre all'altezza della posizione.
Veniamo ora alle serie in formato Bonellide. Rientrano qui solo albi usciti nel 2012 comprendenti però sia materiale nuovo che ristampe. Una delle nuove tendenze del mercato per le edicole è stata la riproposta in formato economico di grandi serie della tradizione francese, le bande dessinèe stampate in bianco e nero in formato ridotto. Le proposte sono molto interessanti, della questione formato ne abbiamo discusso in passato.
Sesto classificato:
The Walking Dead (Image) di Robert Kirkman e Tony Moore (qui)
Un primo numero promettente e un secondo ancora da leggere. Un'iniziativa insolita quella di proporre un comic book americano in formato Bonelli da parte della Saldapress. Potrebbe scalare posizioni negli awards del prossimo anno. Della serie Tv dicon tutti un gran bene, il survival horror incentrato sui personaggi più che sugli scontri intriga.
Quinto classificato:
XIII (Dargaud) di Jean Van Hamme e William Vance
Anche qui sulla fiducia, un unico numero letto. L'intrigo dello smemorato trovato sulla scogliera da una coppia di anziani promette bene. Inoltre l'Aurea ha avuto la brillante idea di dare respiro alle tavole aumentando di qualche centimetro il formato. Non male.
Quarto classificato:
Durango (MC Production) di Yves Swolfs (qui)
Lo spaghetti western riportato su tavole. Polvere, sangue e violenza a narrare l'epopea del taciturno Durango, pistolero di poche parole e grande onore. Pubblicato da GP Publishing in Italia, grande lavoro sia ai testi che ai disegni da parte di Swolfs.
Terzo classificato:
Le Storie (Sergio Bonelli Editore) di AA.VV.
Progetto da premiare, ogni mese un numero. Ogni numero un personaggio. Ogni personaggio una storia. Progetto ambizioso che ha sfornato già alcuni numeri davvero interessanti e la curiosità si rinnova mese dopo mese.
Secondo classificato:
Comanche (Dargaud/Lombard) di Greg e Hermann
Western più classico con protagonisti un'assortita compagnia di cowboy al soldo della bella Comanche. Il pistolero Red Dust, il vecchio Ten Gallons e tutti gli altri a creare un bell'affresco nel vecchio west. Ottime le matite di Hermann e del suo sostituto sul finale di serie.
Primo classificato:
Lo sparviero (Dupuis/Soleil) di Patrice Pellerin
La grande sorpresa. Un'avventura marinara tra coste e ponti di grandi navi. Un'accusa ingiusta da raddrizzare ai danni del protagonista, l'abile Sparviero del titolo, una tra le miniserie (3 numeri) migliori di tutta l'annata. Trame e disegni vicini alla perfezione.
Concludiamo con la sottocategoria dei Volumi o Graphic Novel. Essendo in cronico ritardo sulle letture mensili, solitamente i volumoni sono quelli che più facilmente vengono da me letti con colpevole ritardo. Unica sezione questa dove quindi si parlerà di materiale letto nel 2012 ma che potrebbe essere uscito anche dieci anni fa.
Terzo classificato
Una trilogia inglese (Dargaud) di Floc'h e Riviere (qui)
Perdersi tra le linee di Floc'h e tra le suggestioni create da Riviere non ha prezzo. Per tutto il resto c'è la fantastica serie di Graphic Novel messa in porto dalla Coconino per il mercato delle edicole. A distanza d'anni ancora si ringrazia.
Secondo classificato
David Boring e altre storie (Phanteon Books) di Daniel Clowes (qui)
Mi è capitato leggendo quest'anno alcune Graphic Novel che il linguaggio usato, il tipo di storie narrate, spesso si somiglino facendo perdere qualcosa al risultato finale delle singole opere. Con David Boring questo rischio non si corre. Per una narrazione fuori dagli schemi.
Primo Classificato:
Calvin & Hobbes - La vita che stress (Andrew mcMeel Publishing) di Bill Watterson (qui)
Tenerissime strip, all'altezza di cose come i Peanuts, Mafalda e Bradi Pit :)
Da leggere, leggere, leggere e ancora, ancora....
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giovedì 3 gennaio 2013
BRADI PIT 48
Siamo quello che mangiamo. Avete fatto attenzione a cosa ingurgitavate, voi e i vostri figli, durante queste ultime festività? Potreste trovarvi di fronte a brutte sorprese!
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mercoledì 2 gennaio 2013
AWARDS 2012
Come l'anno scorso, al mare col pattino.
Chi segue un po' questo blog ormai ha imparato a viaggiare su una dimensione temporale ritardata, poco al passo con i tempi e ancora meno sul pezzo. Come l'anno scorso, ecco gli awards più lenti e ritardatari del web (Bradi Pit docet).
E via a sbrodolare il meglio del mio 2012, non cioè quello che è uscito di nuovo durante l'anno (anche se qualcosa c'è), ma quello che io ho visto, letto e apprezzato durante quest'infelice annata. Magari si parla di roba vecchia anche di decenni.
Come l'anno scorso tralascio la categoria musica, ho già spiegato in quell'occasione il perché per me non ha senso inserirla nelle classifiche personali riguardanti un determinato arco di tempo.
Quindi le categorie in esame saranno quattro: libri, serie TV, film e animazione. Se ne avrò tempo e voglia un post a parte sarà dedicato come già fatto in precedenza alla categoria fumetto.
Partiamo dalla categoria libri: anche quest'anno solo una dozzina di titoli a concorrere, dovrò con tutte le mie forze cercare di alzare il tiro in questo 2013 anche se l'impresa non sarà facile. Sono contento di non avere fanalini di coda da segnalare questa volta, le letture affrontate sono state tutte quantomeno di livello discreto e questa è già una bella soddisfazione.
Andiamo a incominciare:
Terza posizione:
Philip K. Dick - Tutti i racconti. 1947/1953 (qui)
Seconda posizione ex aequo (1 saggio e 1 romanzo):
Daniel Keyes - Una stanza piena di gente (qui) e David Hajdu - Maledetti fumetti!
Prima posizione:
Jonathan Lethem - La fortezza della solitudine (qui)
Menzione speciale per l'opera prima dell'amico Zio Robbo che per manifesta parzialità non sono riuscito a recensire, Potete trovare qui tutte le info su Questa non è l'uscita.
Per quel che riguarda le Serie Tv la scelta è stata fatta tra meno di una decina di serial visti o in corso di visione e, come al solito, non stiamo parlando delle ultime stagioni proposte, anzi. Escono dal podio il Doctor Who e Torchwood, un universo narrativo purtroppo in calo, per far posto a:
Terza posizione:
Boris - Stagione 2 (qui)
Seconda posizione:
Life on Mars U.S.
Prima posizione:
I Soprano - Stagione 1 (qui)
Veniamo ora ai film, scelta più difficile in quanto la base presa in considerazione comprende almeno una cinquantina di titoli tra animazione e live action.
Categoria animazione: qui è stata dura, davvero, difficile lasciar fuori cose come Fantastic Mr. Fox o Ralph Spaccatutto (divertentissimo). Comunque.
Terza posizione:
Le avventure di Tin Tin - Il segreto dell'Unicorno di Steven Spielberg (qui)
Seconda posizione:
Ribelle - The Brave di Mark Andrews e Brenda Chapman (qui)
Prima posizione:
La città incantata di Hayao Miyazaki (qui)
Concludiamo con la categoria film, anche qui qualche sacrificio doloroso come lo spettacolare The Avengers o l'originale de La guerra dei mondi. Costruiamo però un podio misto, spettacolo/drammatico/commedia.
Terza posizione:
L'alba dei morti dementi di Edgar Wright (qui)
Seconda posizione:
L'ospite inatteso di Thomas McCarthy (qui)
Prima posizione:
Il cavaliere oscuro - Il ritorno di Christopher Nolan (qui)
Questo è tutto, ci si rivede per la categoria fumetto (forse), nel frattempo buon 2013 a tutti!
Chi segue un po' questo blog ormai ha imparato a viaggiare su una dimensione temporale ritardata, poco al passo con i tempi e ancora meno sul pezzo. Come l'anno scorso, ecco gli awards più lenti e ritardatari del web (Bradi Pit docet).
E via a sbrodolare il meglio del mio 2012, non cioè quello che è uscito di nuovo durante l'anno (anche se qualcosa c'è), ma quello che io ho visto, letto e apprezzato durante quest'infelice annata. Magari si parla di roba vecchia anche di decenni.
Come l'anno scorso tralascio la categoria musica, ho già spiegato in quell'occasione il perché per me non ha senso inserirla nelle classifiche personali riguardanti un determinato arco di tempo.
Quindi le categorie in esame saranno quattro: libri, serie TV, film e animazione. Se ne avrò tempo e voglia un post a parte sarà dedicato come già fatto in precedenza alla categoria fumetto.
Partiamo dalla categoria libri: anche quest'anno solo una dozzina di titoli a concorrere, dovrò con tutte le mie forze cercare di alzare il tiro in questo 2013 anche se l'impresa non sarà facile. Sono contento di non avere fanalini di coda da segnalare questa volta, le letture affrontate sono state tutte quantomeno di livello discreto e questa è già una bella soddisfazione.
Andiamo a incominciare:
Terza posizione:
Philip K. Dick - Tutti i racconti. 1947/1953 (qui)
Seconda posizione ex aequo (1 saggio e 1 romanzo):
Daniel Keyes - Una stanza piena di gente (qui) e David Hajdu - Maledetti fumetti!
Prima posizione:
Jonathan Lethem - La fortezza della solitudine (qui)
Menzione speciale per l'opera prima dell'amico Zio Robbo che per manifesta parzialità non sono riuscito a recensire, Potete trovare qui tutte le info su Questa non è l'uscita.
Per quel che riguarda le Serie Tv la scelta è stata fatta tra meno di una decina di serial visti o in corso di visione e, come al solito, non stiamo parlando delle ultime stagioni proposte, anzi. Escono dal podio il Doctor Who e Torchwood, un universo narrativo purtroppo in calo, per far posto a:
Terza posizione:
Boris - Stagione 2 (qui)
Seconda posizione:
Life on Mars U.S.
Prima posizione:
I Soprano - Stagione 1 (qui)
Veniamo ora ai film, scelta più difficile in quanto la base presa in considerazione comprende almeno una cinquantina di titoli tra animazione e live action.
Categoria animazione: qui è stata dura, davvero, difficile lasciar fuori cose come Fantastic Mr. Fox o Ralph Spaccatutto (divertentissimo). Comunque.
Terza posizione:
Le avventure di Tin Tin - Il segreto dell'Unicorno di Steven Spielberg (qui)
Seconda posizione:
Ribelle - The Brave di Mark Andrews e Brenda Chapman (qui)
Prima posizione:
La città incantata di Hayao Miyazaki (qui)
Concludiamo con la categoria film, anche qui qualche sacrificio doloroso come lo spettacolare The Avengers o l'originale de La guerra dei mondi. Costruiamo però un podio misto, spettacolo/drammatico/commedia.
Terza posizione:
L'alba dei morti dementi di Edgar Wright (qui)
Seconda posizione:
L'ospite inatteso di Thomas McCarthy (qui)
Prima posizione:
Il cavaliere oscuro - Il ritorno di Christopher Nolan (qui)
Questo è tutto, ci si rivede per la categoria fumetto (forse), nel frattempo buon 2013 a tutti!
Etichette:
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awards,
film,
libri,
serial TV
martedì 1 gennaio 2013
BRADI PIT 47
Auguri da Dario e Giuseppe a tutti i fan del Bradi e non, buon 2013 a tutti !
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