martedì 22 marzo 2016

L'ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD

(The assasination of Jesse James by the coward Robert Ford di Andrew Dominik, 2007)

Viaggiano veloci le nuvole nel cielo del Missouri, in netto contrasto con la narrazione lenta e introspettiva scelta da Dominik per raccontare l'ultimo anno di vita del bandito Jesse James, uno dei miti della storia della frontiera. Ritmo piano per un gran bel film, maiuscola prova d'attori giocata da un energico Brad Pitt, duro, sospettoso e paranoico e un più fragile, dubbioso, quasi incoerente (e dicono codardo) Casey Affleck, spettacolare, in barba al più famoso fratello Ben.

Bisogna entrare nei personaggi più che nella storia per apprezzare a pieno questo film, un western che proprio western non è, un film che si porta addosso più l'odore della tragedia classica grazie alla statura di personaggi complessi, non necessariamente eroi, anzi, solo uomini e all'occorrenza anche meno. Calata in una fotografia avvolgente, l'ultima fase della vita del famoso bandito è costellata non di rapine e sparatorie ma di angosce velate, sospetti striscianti, rabbia e incertezze per un personaggio capace di incutere timore, se non proprio terrore, più o meno in tutti, compagni e avversari indiscriminatamente. A tratteggiarlo un Brad Pitt in gran forma, attore di classe come già ha dimostrato d'essere in più e più occasioni, circondato da un gran cast e che trova un contraltare perfetto, e forse anche più grande di lui, nel più giovane Casey Affleck nella parte di Robert Ford. E il resto della banda non è da meno e vede schierati attori come Sam Rockwell, Jeremy Renner, Sam Shepard, Zoey Deschanel e diversi altri ottimi caratteristi.

Il finale è scritto nel titolo, non c'è dubbio su come il film andrà a finire, quello che interessa è la crescita e la trasformazione di due (e più) personaggi nel corso di una manciata di mesi decisivi per le rispettive vite, mesi che in fin dei conti non porteranno fortuna proprio a nessuno. Robert Ford (Affleck) cresce con in testa il mito di Jesse James (Pitt), una venerazione per il bandito che ha quasi del morboso, conosce tutte le storie e tutte le leggende che riguardano la banda che così tanto ammira. Quando verrà il suo turno di entrare nel gruppo, Robert avrà modo di conoscere da vicino gli uomini di Jesse, i loro caratteri e i loro difetti, e passerà per l'ingenuo ammiratore, in parte amato, in parte snobbato da Jesse stesso. E un poco di rancore inizierà a covare.

Lo sguardo sui personaggi, anche i minori come Dick Liddl (Paul Schneider), è il vero punto di forza del lavoro di Dominik che riesce a creare una tensione crescente nonostante l'esito del film sia noto fin dal primo minuto (anche se non in maniera totale). L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford è uno di quei film magari non perfetti, ma così ben riusciti da lasciare quel bel senso di appagamento a fine visione, cosa che non capita poi così spesso, la semplice impressione di aver visto davvero un buon film.

10 commenti:

  1. Che Ford sia un codardo non ci sono dubbi.
    Io però mi riferisco a James Ford uahahah :D

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    1. Povero Ford, gli fischieranno le orecchie :)

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  2. L'ho visto qualche tempo fa su Rai Movie... Peccato che dopo la morte di Jesse James, il film perde la carica...

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    1. Beh, però la sua morte arriva quasi alla fine, la coda serve a narrare poi anche il destino di Ford.

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  3. Questo è un gran filmone, poco da dire. Al di là dell'epoca storica e dei personaggi trattati, qui Dominik fa teatro allo stato puro. E lo dimostra anche e soprattutto nella parte finale.
    Pellicola meravigliosa e intima. Stupenda fotografia e, come sottolinei anche tu, interpretazioni eccelse. Avercene di film del genere.

    L'unica cosa su cui mi sono ritrovato a riflettere è che il film dona forse troppa enfasi poetica ad un personaggio che probabilmente di poetico aveva ben poco. Anche se mi rendo conto che se così non fosse, non sarebbe certo stato lo stesso film.

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    1. Si, credo anche io che James di poetico avesse ben poco, comunque Dominik riesce a infondere poesia come dici tu senza necessariamente marcare il personaggio di un'accezione positiva che sarebbe risultata stonata. Mi sembra un ottimo equilibrio, e allora bravi tutti.

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  4. Mi è piaciuto molto, anche per una certa poesia: forse un modo per omaggiare cotanti personaggi, che sono a tutti gli effetti immortali.

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    1. Sicuramente, poi la costruzione dei personaggi è molto riuscita e curata, un bel film davvero, anche insolito.

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  5. un gran bel film. sono un amante del western e questo credo che sia, fra i recenti, fra i migliori.

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    1. Anche io ho un amore per il western anche se soprattutto della cinematografia classica del genere mi manca ancora molto. Tra i vagamente recenti avevo apprezzato parecchio anche Appaloosa.

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