giovedì 4 agosto 2016

RICATTO

(Shakedown di James Ellroy, 2012)

Seguendo ormai da anni con una certa costanza il lavoro di James Ellroy ho ormai acquisito la presunzione di sapere in anticipo cosa, o meglio quanto, aspettarmi da ogni libro e da ogni nuova uscita dello scrittore losangelino. Lo schema è ormai delineato. Dal 1995 in avanti Ellroy ha iniziato la stesura di quelli che più che semplici libri sono enoooormi tasselli di un'opera monumentale. Dopo aver portato a termine il progetto dell'L.A. Quartet in un arco di tempo relativamente breve (quattro libri dall'87 al '92 e applausi, please), lo scrittore si imbarca in una nuova, lunghissima avventura. Esce proprio nel 1995 American Tabloid, primo capitolo dell'Underworld USA Trilogy, una trilogia che si concluderà solo nel 2009 con l'arrivo nelle librerie de Il sangue è randagio. Il secondo episodio, il libro Sei pezzi da mille, è datato 2001. Tre libri in ben quattordici anni. In realtà sarebbe meglio dire tre monumenti che tutti voi dovreste assolutamente leggere in ben quattordici anni. Ovviamente tra un libro e l'altro i lettori volevano Ellroy, le case editrici volevano i soldi derivanti dai libri di Ellroy, io volevo Ellroy (beh, avrei voluto anche i soldi ma a me quelli non li danno, anzi sono io che devo darli a loro purtroppo). Così nel mezzo, tra un monumento e un altro, Ellroy scrive articoli, racconti, cura raccolte, libri autobiografici e quant'altro. In Italia le sue pubblicazioni vengono anche spezzettate per aumentarne i profitti e lo schema si delinea chiaro: monumento, libri minori o alimentari, sporadiche perle inaspettate (come Caccia alle donne per esempio). E sai già in anticipo quale sarà il libro che ti terrà incollato alle pagine, che ti farà amare Ellroy come non hai amato nessun altro scrittore mai. E quelli sono i monumenti, i prossimi che non ho ancora letto so già che saranno Perfidia (2014) e le successive uscite di quello che è già stato definito il secondo L.A. Quartet. Nel mezzo ci saranno divertissement e libri minori come questo Ricatto e forse, speriamo, qualche perla inaspettata. Poi non è detto che questi minori non siano piacevoli o interessanti, però... però... non è questo l'Ellroy che si aspetta con bramosia.

La cosa migliore di Ricatto che mi rende caro questo libro è che la mia copia è autografata dall'autore e dedicata a mia figlia Laura, il contenuto è oggettivamente poca cosa. In un racconto di neanche 80 pagine Ellroy ci racconta alcuni passaggi della vita di Freddy Otash, uno sbirro bastardo e poco ligio alle regole, ricattatore e gran rovistatore nelle monnezze e nefandezze dei divi di Hollywood. Il racconto poco aggiunge a tematiche già note e (ab)usate dallo stesso Ellroy, in primis le devianze sessuali delle star di Hollywood, il marcio e la violenza di L.A. e della polizia, la nascita dei tabloid scandalistici. Tutto qui, in più l'espediente di inserirsi in prima persona nella narrazione, troviamo infatti un Otash ormai vecchio in procinto di narrare episodi della sua vita a un certo James Ellroy, scrittore che vorrebbe trarne materiale per una serie tv.

Antipasto neanche troppo stuzzicante (e scommetto ce ne sarà una seconda parte) in attesa della prima portata (Perfidia). Vi lascio con un passaggio dritto dritto dalla bocca di Freddy: La terra tremò. Il cielo si accese di malva e rosa. Sollevammo le bottiglie e applaudimmo. I colori sfumarono in una luce bianca splendente. Con un braccio intorno alle spalle di Elizabeth Taylor, guardai Ingrid Bergman dritto negli occhi.

12 commenti:

  1. Questo non l'ho letto. Io adoro Ellroy

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    1. Come dicevo un minore, un racconto di una settantina di pagine o poco più dove c'è un Ellroy che già conosciamo e che abbiamo letto più e più volte. Per la goduria aspetto di leggermi Perfidia

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  2. Non l'ho ancora affrontato... Ellroy :P In autunno avevo annotato i tuoi consigli per capire da dove iniziare, qui li ribadisci in sostanza e porcamiseria XD Come si fa a leggere tutto quel che si vuole? :D

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    1. Per Ellroy, che ha ormai scritto tantissimo, è dura dover decidere dove iniziare. Si può scegliere il suo esordio, Prega detective, romanzo interessante con alcuni risvolti autobiografici e leggibile a se stante, senza collegamenti particolari. Oppure si può partire in quarta con Dalia nera e affrontare l'intero L.A. Quartet passando poi a Il grande nulla, L.A. Confidential e White jazz. Oppure partire con il suo capolavoro, IL monumento, American Tabloid e seguitare con Sei pezzi da mille e poi Il sangue è randagio. Insomma, dipende solo dall'impegno che ci vuoi mettere, ma comunque è una cosa da fare :)

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    2. Sono un po' in fissa con la Trilogia :P Vediamo!

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    3. Con la trilogia partiresti al massimo, capolavoro assoluto, una droga che ti impegnerà per pagine e pagine e pagine e pagine e pagine...

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  3. Ricordo come fosse ieri il mio incontro con Jimmie Picchiatello. Considera che il mio amico ed ex allievo Carlo Lucarelli lo aveva intervistato poco prima ed era rimasto tutto il tempo teso perchè aveva letto da qualche parte che Jimmie Picchiatello ogni tanto aveva crisi e prendeva e dava in escandescenze come un misirizzi sotto acido in un incubo di Iggy Pop. Invece no. Non saltò alla gola di Carlo e dopo l'intervista andò a cena con lo scrittore e la sorella Selvaggia e fu il simpa della compa tutto il tempo raccontando di sbirri grassi e grossi e mezzi tedeschi ed amanti della musica classica che si infilavano in un ginepraio e credo che Selvaggia stia pensando di riciclare parte delle sue cose x il blog.
    Scusa la mia assenza di sintesi, ma è proprio la ragione per cui il mio procacciatore di affari - tu lo chiameresti agente, ma si tratta di uno di quei manager con pantaloni zebrati ed una penna d'aquila nel fedora che hanno un dente d'oro nei telefilm di Baretta, non so se rendo - mi chiese se ero interessato ad un " incarico di ghost writing per conto di un pittoresco scrittore americano che ha bisogno di iniettare ottani nella benza della sua luccicanza ormai fievole lumino nel crepuscolo ". Parlo con lingua diritta, come direbbe un navajo di via Buonarroti, e ti dico che il dindi erano tanti. Più d quelli che ho preso per la scuola maghetti per la tizia del Regno Unito e decisamente di più di quelli che faccio per i romanzi della serie scusa se ti chiedo scusa. E' anche vero che devo impegnarmi e tanto per infilare tutta la roba paranoica che JP spalma sui post it con cui decora le pareti del suo studio. Ieri sera Crepascola mi ha convinto a vedere al cine l'ultimo Star Trek e quando è comparso il nome di Gene Roddenberry - ex pulotto creatore del serial The Dragnet - che JP considera lo storyteller di certi sceriffi padroni di Los Angeles , mi sono sentito come Cracco in una sala bingo mentre consulta le sue cartelle x rilassarsi che si sente apostrofare da una Nonna Abelarda con pipa di radica che gli chiede quanto timo selvatico regge una tagliata prima di essere inquinamento batterilogico.
    Sto davvero pensando di cominciare a firmare le cose che scrivo. Magari una selvaggia scuola per sciamani attori in una città degli angeli che sono anche poliziotti corrotti a cui Dio ha regalato una seconda chance perchè hanno chiesto scusa. Vedremo. Ciao.

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    1. Il Jimmie è un compagnone che gode di una strana fama per il semplice e normalissimo fatto che ogni tanto, se invitato a trasmissioni alla stregua di chetempochefadifabiofazio si mette a ululare (e chi non lo farebbe). Però, di solito, non morde. A me ad esempio ha riservato solamente un'occhiataccia quando al posto di Perfidia portai a fargli autografare questo miserrimo Ricatto. Probabilmente in sala c'eri anche tu, tra il pubblico notai infatti un tizio del tutto simile a Rooster, probabilmente il tuo agente (tu lo chiameresti procacciatore d'affari). Sospettavo da tempo che dietro alcune opere dell'ululatore ci fosse qualcun'altro. Ora ne ho la conferma.

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  4. Io ho cominciato da "Dalia nera" e per ora son fermo lì. Ma non certo per la delusione! E' come dice Glò, come si fa a leggere tutto?

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    1. Infatti, non si può! Dovete leggere solo Ellroy :)

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    2. Muahahahah! Ora come incastro le letture per il blog (e son parecchie), la Atwood del MaddAddam, La Baia - un romanzo figoso sulle "origini" degli States, Di Filippo con la Trilogia Steampunk, la Trilogia dell'AreaX ed Ellroy??? (E son certa di scordare altre "urgenze, ché vado a memoria -_-)

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    3. Facile, parti con Ellroy, continui con Ellroy, inserisci uno degli altri titoli e riprendi il giro con Ellroy :)

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