venerdì 2 dicembre 2016

L'ISPETTORE COLIANDRO

(di Carlo Lucarelli e Onofrio Catacchio, 1993)

Serializzati negli anni '90 sulla storica rivista Nova Express, sono tornati in edicola i cinque racconti realizzati dal papà di Coliandro, Carlo Lucarelli, e dal disegnatore Onofrio Catacchio, grazie all'interessamento e all'opera di recupero di fumetti italiani del passato portata avanti dall'Editoriale Cosmo negli ultimi anni. Cinque brevi episodi composti da sedici tavole ciascuno all'interno dei quali è condensato tutto il Coliandro pensiero che gli spettatori della serie tv dedicata all'ispettore più cazzaro di tutti i tempi hanno imparato ad amare e apprezzare, soprattutto grazie all'interpretazione di un Giampaolo Morelli entrato nel ruolo con adesione impeccabile. E potevo forse io farmeli scappare o mancare all'appuntamento? Certo che no, nonostante non sia proprio un fan del segno di Catacchio che qui, con mio stesso stupore, ho invece più che apprezzato.

Il Coliandro a fumetti è molto diverso da quello a cui ci siamo abituati guardando la serie televisiva, nato prima di quest'ultimo, il personaggio su carta non assomiglia molto a Morelli, tra l'altro qui omaggiato come si deve sulla copertina dell'albo. Il tratto di Catacchio è molto sperimentale, caricaturale, da scuola indipendente, ci restituisce un Coliandro ancora sovrintendente, sempre in giacca e cravatta, dal mento molto pronunciato, all'apparenza chiaro nei colori e simile alla sua controparte televisiva solo nel portamento e nella struttura fisica.

Il protagonista però è lui, non ci sono dubbi, la penna è quella di Lucarelli e Coliandro è sempre Coliandro. Il cortocircuito più accentuato tra pagina e schermo avviene proprio leggendo le didascalie che contengono vere e proprie perle di Coliandro pensiero, l'immagine di Morelli allora si forma spontanea nella mente e un sorriso compiaciuto non può far altro che stamparsi sulla faccia del lettore alle prese con le puttanate dell'ispettore.

Ci godo a far paura ai tossici, gioventù di merda, li sbatterei tutti dentro.

Dentro, l'appartamento di Rashid è tutta un'altra cosa. Ristrutturato, ridipinto, riammobiliato... c'è solo quel cazzo di odore speziato che hanno sempre i marocchini...

Mi guardo attorno e vedo il cellulare del tunisino. Merda. E io che telefono solo dopo le dieci per pagare meno. Gli sparerei a quel telefonino da spacciatore del cazzo! Lo prendo e faccio il numero: ma non il 112. Il 113. Quello della Polizia. Almeno la soddisfazione di metterlo nel culo al Carabiniere!

Il Coliandro televisivo forse è stato anche ammorbidito da Lucarelli rispetto a quello presentato in questi cinque brevi episodi tra i quali compare anche Nikita, adattamento del primo racconto con protagonista l'ispettore e reinventato dallo scrittore per tutti i formati, libro, fumetto e tv. Oltre a Nikita nel volume si trovano gli episodi Poliziotti e puttane, Il tunisino, Mariangela e Autogrill.

In maniera ancora più accentuata qui si può godere dell'imperfezione di un personaggio indovinatissimo, tanto bestia quanto divertente. Maschilista, razzista, casinista ma tutto sommato disposto a far la cosa giusta e ad affezionarsi alle persone, specialmente se donne. Qui forse un po' di meno di quanto accada in televisione.

18 commenti:

  1. Ovviamwente figura nella mia collezione.
    Dovrebbero scriverne altre storie, pensa tu... queste sono degli anni '90 e funzionano benissimo^^

    Moz-

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    1. Hai ragione, funzionano ancora alla grande, mi piacerebbe vederne qualcuna più lunga, magari uno speciale in formato bonellide a 96 pp., di sicuro sosterrei l'iniziativa.

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    2. Chissà che non la facciano, dopo questo :)

      Moz-

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    3. Chissà, in fondo con Battaglia dopo le ristampe sono passati a produrre materiale nuovo effettivamente.

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  2. Ce l'ho anche io su rivista.
    Purtroppo non ne hanno fatto altre di queste storie.

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    1. Purtroppo no, ci rimane però la serie tv, spero arrivi una nuova stagione.

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  3. Un tentativo riuscito di letteratura e fumetto, che vorrei vedere più spesso (qualcosa di bello hanno fatto anche con l'Alligatore, quello di Carlotto).

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    1. Quello mi manca, per chi è uscito?

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    2. Coconino Press, s'intitola Alligatore dimmi che non vuoi morire, scritto dallo stesso Carlotto, disegnato da Igort. Arte pura.

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  4. Carlotto ed Igort hanno realizzato una storia dello Alligatore che credo sia stata anche recentemente ristampata. Non si tratta di una riduzione a fumetti di un romanzo della saga, ma di una nuova avventura. Ricordo che al tempo della pubblicazione del volume il dinamico duo era interessato a continuare nel solco. Alligatore sarebbe esistito da quel momento in avanti solo come fumetto. O graphic novel se si preferisce. Immagino che i quaderni igortici ed altri romanzi carlottici si siano messi di traverso ed al momento Alli nella Nona Arte è un singolo episodio.

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    1. Questo me lo sono perso, ammetto anche di non aver mai seguito nemmeno sulle pagine dei libri la carriera dell'Alligatore, l'unico libro di Carlotto che lessi fu Il fuggiasco o Il fuggitivo, ora non ricordo il titolo...

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  5. Sempre " da " Carlotto, Luca Crovi ed Andrea Mutti hanno ricavato Arrivederci Amore, ciao. Credo sia uscito anni fa da noi in formato francese. Io ho letto la versione di uno dei due volumi Mondadori dedicati al fumetto noir ( dentro erano la prima mini di Battaglia, le pulp stories di Cajelli/Rossi e tanta altra roba ) ed il b/n ed il formato bonellide non valorizzano il tratto di Mutti, ma ricordo un discreto ritmo nel racconto della parabola di un ex terrorista in fuga nel suo riciclarsi come mercenario e delinquente comune in una discesa verso le porte spalancate dell'inferno. Più o meno. Decisamente un personaggio antipatico il che non è necessariamente un male quando si racconta una storia che abbia qualche pretesa di ricondurci alla Realtà Prima.

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    1. Perso anche questo, mentre invece Battaglia e le Pulp stories le ho recuperate grazie alle recenti riedizioni dei Cosmonauti.

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  6. Non sapevo il passato dell'ispettore Coliandro, me lo segno

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  7. Uh che meraviglia! *_* Per il momento ho visto soltanto la serie, che adoro. Un'amica già mi aveva detto che rispetto ai libri risulta molto più "morbida", cosa che pare confermata anche per quel che riguarda il fumetto, da quel che leggo qui.

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    1. Direi di sì, probabilmente per la prima serata in tv si sono un minimo contenuti, qui forse si osa un pelo di più ma l'essenza di Coliandro rimane comunque sempre la stessa. Spettacolo!

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