martedì 13 maggio 2014

LA BUONANOTTE - PINK FLOYD - CYMBALINE

Nell'augurarvi una buona notte...



Pink Floyd - Cymbaline

dall'album Soundtrack from the film More del 1969

lunedì 12 maggio 2014

I VAMPIRI DELLO SPAZIO

(Quatermass 2 di Val Guest, 1957)

I vampiri dello spazio, secondo episodio di una trilogia dedicata al Dr. Quatermass, conferma sostanzialmente le impressioni suscitatemi dalla visione del primo film della serie (L'astronave atomica del Dr. Quatermass).

In definitiva mi viene da dire che per lo più queste pellicole sono preziosi documenti in grado di testimoniare una certa visione della fantascienza dei '50, in particolar modo quella di casa Hammer. A differenza di altri film dello stesso genere e dello stesso periodo la saga dedicata al Dr. Quatermass risente di un ritmo parecchio soporifero che rende la visione poco agevole nonostante la breve durata del film. Non aiuta neanche l'interpretazione di Brian Donlevy che mette in scena un protagonista, lo stesso Quatermass, poco carismatico e affatto accattivante.

Come nel primo episodio anche in questo caso non ci sono grosse sbavature che rendano indigesta la pellicola, il regista Val Guest porta a casa il compito con onore, gli effetti speciali sono quelli dell'epoca e va bene così, però il plot fatica ad avvincere e ad andare avanti. Purtroppo la saga di Quatermass è al momento una delle cose più noiose tra i prodotti simili a questo che mi è capitato di vedere.

E a proposito di plot: alcune strane meteoriti di piccole dimensioni cadono sulla Terra e vengono avvistate dall'osservatorio diretto dal Dr. Quatermass. Il contatto con queste meteoriti, in particolari condizioni, si rivela dannoso per gli umani che riportano ferite in grado di azzerare la loro volontà. A questo strano fenomeno è collegata la costruzione di una base/fabbrica segreta nella campagna inglese dove strani avvenimenti avranno luogo. Toccherà a Quatermass e alcuni fidi collaboratori combattere l'omertà creatasi intorno alla fabbrica.

Non voglio nascondervi di essermi anche addormentato sul finale, che è tutto dire. Certo, ero stanco, ma solitamente con i film non mi capita. Se non siete proprio completisti di filone o periodo il mio parere è che possiate guardare oltre senza subire una grandissima perdita nella vostra personale conoscenza enciclopedica dedicata alla cultura pop. Uomo avvisato...


sabato 10 maggio 2014

LA BUONANOTTE - THE SMASHING PUMPKINS - 1979

Nell'augurarvi una buona notte...



The Smashing Pumpkins - 1979

dall'album Mellon collie and the infinite sadness del 1995

ADDIO, MIA AMATA

(Farewell, my lovely di Raymond Chandler, 1940)

Philip Marlowe è tra le figure più emblematiche di quel sottogenere della letteratura gialla definito hard boiled. L'investigatore privato nato dalla penna di Raymond Chandler è qui alla sua seconda comparsa letteraria che segue l'esordio con il botto de Il grande sonno. Le caratteristiche di genere e personaggio sono ancora tutte ben presenti, diventa in questo Addio, mia amata molto più semplice e fruibile la trama che si dipana in maniera decisamente meno contorta rispetto a quel che succedeva nel romanzo precedente.

Bene, preso atto che per godersi questo romanzo non è necessario lambiccarsi il cervello più di tanto, il lettore può concentrarsi sulla splendida costruzione della frase e della battuta secca della quale Chandler si rivela maestro assoluto.

- Che immaginazione avete, giovanotto. Non siete nemmeno capace di aspettare che gli altri aprano bocca.
- Chiedo scusa, signora Morrison. Siccome si tratta per noi di cosa molto importante...
- Questo giovanotto invece non fa nessuna fatica a tenere la bocca chiusa.
- E' sposato - interruppi. - C'è abituato.

Personaggi tratteggiati in maniera impeccabile in poche battute, freddure al limite del cinismo e dell'amarezza capaci però di strapparti spesso un sorriso, un protagonista talmente adeso alla sua epoca e alla sua città che difficilmente si potrebbe trovare altrove o in un ipotetico altroquando, storie torbide e donne appassionanti e questo investigatore stropicciato a girare intorno a loro e alla vicenda.

Ciò nonostante non è Marlowe a cercare l'amata del titolo bensì tal Moose Malloy, un uomo grande e grosso, non più alto tuttavia di un metro e novantacinque e non più alto di un barile di birra. Cerca la sua Velma dopo un pezzo di vita trascorso nelle patrie galere, la cerca e non la trova, proprio come accadeva con la celebre Titina. Dopo un fortuito incontro con questo colosso innamorato anche il nostro eroe rimarrà coinvolto in una faccenda che proporrà risvolti tutti da chiarire. Marlowe si muoverà tra comprimari e avversari di grande interesse resi umani grazie all'inchiostro versato dalla penna di Chandler.

Se si vuole leggere, o addirittura scrivere, di quei personaggi duri, cinici ma che si portano sempre accesa dentro quella fondamentale scintilla di amore e umanità, è qui che bisogna guardare, tra le strade di Los Angeles e tra le pagine di Chandler.


venerdì 9 maggio 2014

LA BUONANOTTE - CHRIS ISAAK - WICKED GAME

Nell'augurarvi una buona notte...



Chris Isaak - Wicked game

dall'album Heart shaped world del 1990

giovedì 8 maggio 2014

BRADI PIT 97

Ora non ci resta che aspettare che nella nostra amata giungla compaia Shanna la diavolessa :)


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martedì 6 maggio 2014

CAPITAN AMERICA - IL SOLDATO D'INVERNO

(Captain America: The Winter Soldier di Anthony e Joe Russo, 2014)

Action puro, né più né meno, e in quanto action puro la missione è quella di divertire lo spettatore pigiando il piede sul pedale del fracasso, degli effetti speciali e, ovviamente, dell'azione. Missione compiuta direi, divertire diverte e quindi...

In più, per chi ama il medium fumetto, è possibile sentire forte quell'odore di continuity, croce e delizia per tutti gli appassionati di comics americani, che può rivelarsi anche in campo cinematografico un piccolo valore aggiunto. Nulla di invadente al momento, eppure guardando Il Soldato D'Inverno mi sono venute in mente diverse scene di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D., la serie tv dell'universo narrativo di casa Marvel, e alcune cose, a livello generale, andavano a incastrarsi al posto giusto. Inutile accennare poi quanto il film guardi al Capitan America di Brubaker, già il titolo la dice lunga.

Inutile anche soffermarsi sui vari risvolti della trama che offre un plot che non si discosta dagli stilemi del genere. C'è da dire che si viene catapultati fin dall'inizio in una baraonda di scontri, inseguimenti, tradimenti, esplosioni e ironia che rendono più che piacevole la visione. Ovviamente non in senso assoluto, inutile dire che se il genere action/supereroico non vi piace non sarà il secondo capitolo delle avventure del Capitano a farvi cambiare idea. Però questo secondo capitolo è servito a farmi digerire meglio Chris Evans tanto da continuare a preferire un Cap in borghese a quello con la ridicola mascherina calata sul volto. Poi se deve essere Chris Evans, Chris Evans sia, diciamo pure che abbiamo fatto pace. Per il resto viene ben introdotto il personaggio di Falcon (Anthony Mackie) mentre tornano in parti di rilievo la Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Nick Fury (Samuel L. Jackson). I Russo possono contare anche sulla grande professionalità di un ormai attempato (ma sempre in forma) Robert Redford nel ruolo di Alexander Pierce. Le pedine dell'universo narrativo di casa Marvel si moltiplicano con le comparse di Batroc (Georges St-Pierre) e dell'Agente 13 (Emily VanCamp).

Tutti gli elementi del film, dalla regia alla recitazione degli attori, si amalgamano al fine di portare a casa un risultato che non tarda ad arrivare anche grazie alle rutilanti scene d'azione che, seppur sempre dinamiche e coinvolgenti (a volte pure troppo), non mancano di dare quell'impressione di veramente esagerato, spesso oltre la soglia dell'inverosimile.

Da menzionare infine, oltre alle varie citazioni all'universo Marvel di carta, il riferimento al salmo Ezechiele 25:17 collegato ovviamente alla figura di Samuel L. Jackson. Se non sapete di cosa sto parlando allora vi siete persi un pezzo di cinema non da poco.


domenica 4 maggio 2014

sabato 3 maggio 2014

PRERAFFAELLITI

(Torino, Palazzo Chiablese, 19 Aprile - 13 Luglio 2014)

Doppia e piacevole sorpresa questa mostra dedicata alla Confraternita dei Preraffaelliti che presenta dipinti e qualche disegno provenienti dalla Tate Britain di Londra. Con l'occasione abbiamo anche avuto modo di entrare per la prima volta a Palazzo Chiablese, contiguo al Palazzo Reale di Torino, luogo che si è rivelato una funzionale sede museale, ben sfruttata per l'allestimento di questa bella mostra. C'è da dire che abbiamo avuto la fortuna e l'astuzia di recarci in loco in un orario ancora poco affollato di visitatori, non garantisco quindi la buona vivibilità dell'evento nelle ore di piena.

Ero assolutamente a digiuno di tutta la produzione pittorica legata al movimento Preraffaellita, corrente nata in epoca Vittoriana in Inghilterra alla metà del 1800 e formata da artisti che guardano all'arte pittorica così come era concepita appunto prima dell'arrivo di Raffaello Sanzio sul finire del 1400. Tra i temi in mostra nei numerosi dipinti portati qui a Torino ho trovato di grande interesse il legame tra pittura e letteratura, molte delle opere sono ispirate a vecchi drammi, testi biblici o a opere Shakespeariane.

Il quadro simbolo di quanto appena detto è forse la splendida Ophelia di John Everett Millais usato anche come immagine ufficiale della mostra stessa. Tra l'altro l'esperienza della visita (gratuita per i possessori di Carta Musei) è allietata dalla presenza di un'audioguida gratuita che illustrerà curiosità e informazioni sulle opere principali in mostra esibendo un prezioso quanto riuscito dono della sintesi. L'audioguida non si sofferma su nessuna opera per più di due minuti garantendo una visita agevole, interessante e mai noiosa. Se vi capita di andarci prendetela, che a ciondolare senza nessuna spiegazione ci si perde un sacco di cose. Cose come la storia tragica della modella Elizabeth Siddal, ispirazione per Millais proprio per l'Ophelia e per diverse altre opere. E' per Dante Gabriel Rossetti che la Siddal posò in misura maggiore diventandone ben presto la moglie, tra l'altro in mostra sono presenti di questo artista anche gli splendidi dipinti Proserpina e L'amata (La sposa).



Dopo la visita alle prime bellissime stanze è possibile assistere al breve ma interessantissimo video realizzato da Luca Beatrice che metterà in relazione l'aspetto decadente e gotico di molti di questi dipinti con correnti culturali degli ambiti più disparati e più moderni. Si accenna alla musica dark e goth degli anni '80 prendendo in esame anche il look di molti artisti da Siouxsie a Ian Curtis (Joy Division), da Robert Smith dei The Cure fino ad arrivare al cinema più gotico del regista Tim Burton, alle illustrazioni per alcune copertine musicali (quelle realizzate per Radiohead e Tom Yorke ad esempio) e alla creazione di abiti da parte di affermati stilisti europei.

In definitiva una mostra di grande interesse, per me inaspettata, che vi consiglio di visitare senza riserve. Per chi viene da fuori un'occasione per visitare anche la nostra splendida città.


venerdì 2 maggio 2014

BRADI PIT 96

Perdonate lo scombinato curatore di questo blog, cioè me medesimo, ancora una volta, incolpevole, Bradi Pit ritarda. E che volete? E' pur sempre un bradipo.


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