venerdì 28 maggio 2010

AMERICAN TABLOID

(di James Ellroy, 1995)

American Tabloid è il capolavoro di James Ellroy. Lo scrittore losangelino ha scritto altri grandi romanzi come L.A. Confidential, Dalia Nera e Il grande nulla giusto per citarne qualcuno, ma American Tabloid ha quel je ne sais quoi che gli ha permesso di balzare in cima alla classifica dei miei libri preferiti (tra quelli scritti da Ellroy ma anche in senso assoluto).
American Tabloid è la Storia americana della seconda metà del nostro secolo (non quello in corso, quello nel quale siamo nati). Sappiamo tutti, o almeno ne abbiamo il sentore, che la Storia come ce la raccontano, soprattutto quella moderna (basti pensare all’11/09), è edulcorata, resa presentabile dai media e dai governi a uso e consumo dell’opinione pubblica. Ellroy ci dà la sua versione. Romanzata sicuramente, fantasiosa forse ma comunque possibile. Chissà che alcuni fatti che Ellroy ci racconta non siano andati pressappoco come lui ipotizza. Ellroy ci regala allo stesso tempo una versione rivista e corretta di quel periodo storico e un Romanzo fantastico.
Il periodo preso in esame dallo scrittore è quello che va dalla fine del 1958 coincidente con l’ascesa del clan Kennedy ai vertici della scena politica americana fino all'assassinio di JFK nel novembre del 1963. Tre sono i protagonisti che Ellroy sapientemente inserisce, con le loro storie e le loro azioni, nella narrazione degli eventi principali che caratterizzarono quel dato momento storico. I fatti realmente accaduti e quelli messi in moto dai tre soggetti di cui sopra si amalgamano in maniera fluida e credibile. Kemper Boyd, Ward J. Little e Pete Bondurant sono personaggi in continua evoluzione, agenti F.B.I. i primi due, faccendiere per Howard Hughes l’ultimo. Questo in principio. Alla fine del libro sarà tutta un’altra storia.
Addentrandoci nelle pagine del romanzo potremo seguire le vicende di Howard Hughes, produttore cinematografico e proprietario della Hughes Aircraft, uno degli uomini più ricchi d’America, e vedremo apparizioni di grossi nomi dello spettacolo come Frank Sinatra e Marylin Monroe. Grande risalto avranno ovviamente le vicende dei fratelli Kennedy e del loro padre, sul quale avremo parecchie cose da scoprire. Centrali saranno anche le manovre della malavita organizzata: Carlos Marcello, Santo Trafficante e Sam Giancana su tutti sono gli uomini di punta dell’organizzazione. Legati a loro una schiera di personaggi minori ma soprattutto la questione cubana. Ci sono da difendere gli interessi dell’organizzazione nell’ambito del gioco d’azzardo a Cuba, assisteremo quindi alle manovre legate alla rivoluzione cubana, Castro, Batista fino ad arrivare all’episodio della Baia dei porci.
Jimmy Hoffa e il sindacato dei trasporti sono un altro tassello indispensabile del mosaico. L’F.B.I., J. Edgar Hoover, la C.I.A., il Ku Klux Klan, non manca proprio nessuno. La crociata di Bobby Kennedy contro la mafia, la passione di John Kennedy per le donne, i guadagni derivanti dall’eroina, i vizi, le debolezze, il potere, sono tutti elementi che vanno a caratterizzare questo splendido romanzo.
Si arriva all’omicidio di John Kennedy con la sensazione di aver letto qualcosa di unico (almeno per me è stato così). Ma non disperiamo. Ellroy ha già pubblicato Sei pezzi da mille e Il sangue e randagio che proseguono la Sua narrazione della storia americana proprio da dove American Tabloid ci aveva lasciati.


2 commenti:

  1. Bel post! Ho comprato il libro :-)

    Come puoi vedere sto leggendo vecchi post che mi ero persa... meglio tardi che mai.

    RispondiElimina
  2. E hai fatto benissimo, American Tabloid è il miglior libro di Ellroy a mio avviso.

    Dopo aver letto questo sarai condannata a procurarti gli altri, non potrai farne a meno (e non sarà poi una condanna ma un vero piacere).

    RispondiElimina