giovedì 30 dicembre 2010

UN SALUTO

A volte le parole non servono.

Un saluto. L'ultimo.



I don't wanna feel no more
It's easier to keep falling
Imitations are pale
Emptiness all tomorrows
Haunted by your ghost

Lay down, black gives way to blue
Lay down, I'll remember you

Fading out by design
Consciously avoiding changes
Curtains drawn now it's done
Silencing all tomorrows
Forcing a goodbye

Lay down, black gives way to blue
Lay down, I'll remember you...

martedì 28 dicembre 2010

BACK TO THE PAST: 1969 PT. 2

Prima di addentrarci in territori più rock o di esplorare il versante Progressive che proprio nel 1969 impone in maniera decisa la sua presenza, soffermiamoci ancora su atmosfere più delicate.

George Roy Hill dirige Paul Newman e Robert Redford per la prima volta (lo rifarà con La stangata) nel film Butch Cassidy and the Sundance Kid. Da questo film Redford trarrà ispirazione per il nome del suo festival cinematografico, il Sundance appunto, e il grande compositore Burt Bacharach regalerà alla pellicola la splendida Raindrops keeps fallin' on my head.



I Beatles e in particolare George Harrison che l'ha scritta, regalano ai loro fan una splendida canzone d'amore. Something dall'album Abbey Road.



Tra glam rock e space rock David Bowie incide quello che diventerà uno dei suoi singoli di maggior successo. Alla registrazione del pezzo contribuì anche il tastierista Rick Wakeman in seguito con gli Yes e i The Strawbs. Solitudine, spazi siderali... Space oddity.



Uno dei pezzi più delicati dei Pink Floyd fu composto per la colonna sonora del film More. Il pezzo, pur degno di nota, si discosta dalla musica alla quale ci ha abituato il gruppo inglese. Il brano è Cymbaline.

lunedì 27 dicembre 2010

NECROSHA

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta (e relativo blog)

Da parecchio tempo a questa parte la Casa delle Idee ha preso l’abitudine di creare “l’evento”. Una vicenda, una storia, una trama che ha il compito di dare uno scossone allo status-quo dell’Universo Marvel così da poter usare poi la frase “… e nulla sarà più come prima” e lasciare ai vari autori delle serie regolari nuovi spunti verso i quali far muovere le vite dei vari personaggi.

Solitamente, come è accaduto con Civil War, Secret Invasion o la recente Assedio, la trama portante è affidata ad una miniserie della quale le ripercussioni si avvertono sulle varie serie regolari targate Marvel.

A volte, è il caso di Dark Reign per esempio, un fil rouge accomuna atmosfere e background delle storie dei maggiori personaggi di questo universo.

Mi duole un pochino prendere atto del fatto che in queste vicende i mutanti sono spesso stati relegati a comparse o a un ruolo marginale nell’economia dello sviluppo di questi accadimenti.

E’ da molto che ormai ci viene raccontato che i tempi sono cambiati e con essi anche i nostri X-Men hanno dovuto adeguarsi alla nuova situazione, alla definitiva perdita dell’innocenza.

Così Ciclope è diventato un leader con pochi scrupoli, tra le guide “morali” per i mutanti più giovani troviamo l’ex Regina Bianca del Club Infernale, l’omicidio è accettato con maggiore facilità e la distanza da quelle creature così ben tratteggiate da Chris Claremont e John Byrne che mi fecero appassionare al fumetto Marvel sembra ormai incolmabile.

Gli ultimi avvenimenti di rilievo legati alla famiglia mutante sono stati sinceramente poco appassionanti.

L’avvento della nuova speranza rappresentata da Hope, unica nascita mutante dall’epoca di House of M, ha dato vita alla noiosa e ripetitiva serie di Cable e all’inutile crossover Messiah War.

Dal primo numero della serie dell’Askani’son (Cable) è stato un susseguirsi di tentativi da parte di Alfiere volti ad eliminare la piccola Hope e altrettanti tentativi da parte di Cable di sventare la minaccia di Alfiere.

La serie è giunta al diciannovesimo episodio e siamo ancora fermi allo stesso punto. Nel frattempo c’è stata la Messiah War dove sembrava dovesse decidersi il fato di Hope, ma anche questa si è rivelata essere molto fumo e poco arrosto.

La successiva saga Utopia non è stata molto meglio. Scontro con i Dark Avengers, nuova isola stato per i mutanti e recente ritorno di Magneto. Originale? Non direi.

Gli X-Men e le serie a loro legate non sono più, come accadeva anni fa, gli albi più venduti della Marvel e non si fatica a capirne il perchè.

La serie più interessante negli ultimi tempi si era rivelata X-Men Legacy che però negli ultimi numeri dimostra di avvicinarsi pericolosamente al resto della vasta produzione mutante.

Ora la Marvel ci riprova con questo Necrosha ma anche qui le sensazioni non sono delle migliori.

Come si diceva poco prima, Ciclope, per far fronte alle recenti minacce, ha alzato il tiro e ha creato una nuova X-Force dedita a missioni poco pulite delle quali non sono a conoscenza nemmeno la gran parte dei membri degli X-Men. Nella serie sempre più oscura del gruppo abbiamo assistito tra le altre cose al ritorno di Selene e ai suoi progetti per vendicarsi di alcuni tradimenti subiti in passato. Ovviamente i mutanti sono tra i candidati a farne le spese.

Nello speciale d’esordio di questa nuova saga vedremo quali sono le mosse messe in atto dalla dark lady. Come la DC Comics ha fatto con La notte più profonda, anche la Marvel si butta sulla recente isteria per i non-morti (cosa che ha già fatto con le mini targate Marvel Zombie) che sta soppiantando quella di qualche tempo fa per i vampiri.

Selene schiera il suo esercito di diversamente vivi tra i quali i ritornati Satiri che metteranno in crisi Emma Frost, Eli Bard recente protagonista sulla serie X-Force, Pyro, Calibano, Blink e una serie di personaggi “minori”.

Mentre alcuni di questi sferrano l’attacco a Utopia, Selene si reca a Genosha, isola dove ancora si trovano innumerevoli cadaveri di mutanti, per rimpinguare le fila del suo esercito. Genosha si trasformerà in Necrosha.

Gli scrittori Kyle e Yost sembrano ormai incapaci di allontanarsi dalle atmosfere lugubri che caratterizzano la serie di X-Force e in particolare le vicende legate alla loro creatura X-23, così come di creare trame che diano uno scossone emotivo ai lettori. Ci saranno tragedie, morti, catastrofi. Bene, ormai se le aspettano tutti.

In un recente articolo su “Assedio” si diceva di come la Marvel rimescoli le carte per poi tornare sempre al punto di partenza. In questo caso sarebbe un bene. Date al tutto una ripulita e ridateci i vecchi X-Men. O metteteli in mano a uno scrittore di talento come accadde con Morrison.

Lo stesso discorso vale per il versante grafico. Le matite di Clayton Crain, pur personalissime e affatto disprezzabili, alla lunga stancano. E’ possibile che non ci sia mai un po’ di luce? Let there be more light, e che diamine!

In appendice un paio di raccontini forse più interessanti dell’episodio portante nei quali assistiamo al ritorno dai morti dell’ex Nuovo Mutante Doug Ramsey e della veggente Irene Adler, due personaggi storici per il mondo X degni di particolare attenzione.

domenica 26 dicembre 2010

VISIONI 7

Sul sito internet dell'artista Joshua Bronaugh c'è una contraddittoria frase (contraddittoria per la presenza della stessa su di un sito internet) che recita più o meno così:

I siti web sono il modo peggiore di guardare i quadri. Le immagini digitali sono compresse, hanno colori poveri, non hanno alcun senso delle misure e semplicemente non brillano come fanno i colori. Preferirei che una persona ammirasse uno dei miei quadri attraverso una finestra dall'altra parte della strada sotto la pioggia piuttosto che guardasse una qualsiasi cosa che io abbia mai creato, online.

Anche online i lavori dell'artista però fanno la loro figura.

A prayer for St. Valentine



Stag


In questa pagina c'è la possibilità di ammirare alcuni particolari delle tele dell'artista mediante i quali emergono i tocchi del pennello e lo splendido uso del colore.

Julia


venerdì 24 dicembre 2010

INDOVINA CHI? 11 - CHRISTMAS EDITION

Buon Natale a tutti!

A Natale siamo tutti più buoni tranne Zio Robbo. Per questo una manche natalizia facilissima.

Per aggiudicarsi il punto però bisognerà indovinare personaggio e film dal quale è tratta la foto (sì sono tutti attori).

ATTENZIONE: SI POTRA' POSTARE SOLO DALLE 14.00 DEL 25 DICEMBRE IN PIENO PRANZO NATALIZIO O IN FASE DIGESTIVA. I COMMENTI PRECEDENTI VERRANNO ANNULLATI (NO PENALITA' IN FONDO E' NATALE).

Per il resto valgono le solite regole.

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)

domenica 19 dicembre 2010

RIFLESSIONI: BLAKE EDWARDS

Qualche sera fa apprendevo dal televideo della morte di Blake Edwards, regista di numerosi film alcuni dei quali capolavori assoluti baciati anche da grande successo di critica e pubblico.

Molti sono i meriti del regista statunitense. Tra i più grandi l’invidiabile scelta di avvalersi della collaborazione del musicista Henri Mancini.
Delle loro collaborazioni ci rimangono famosi temi musicali come quello della Pantera Rosa che addirittura divenne un personaggio animato indipendente dai film sui cui titoli d’apertura aveva preso vita, il brano Moon River, tema portante di Colazione da Tiffany e i brani inclusi nel musicale Victor/Victoria.

La commedia, in tutte le sue declinazioni, è il genere che più ha giovato alla celebrità del regista.
Storici i successi di film come Operazione sottoveste nel quale un equipaggio di marinai (tra i quali spicca Tony Curtis) al comando di Cary Grant si trova nella strana situazione di dover ospitare un contingente di donne in carriera militare su un sottomarino verniciato di rosa.

La sofisticata commedia Colazione da Tiffany è forse uno dei più bei film romantici di sempre. La splendida Audrey Hepburn e un George Peppard ancora lontano dall’Hannibal Smith di A-Team mettono in scena una relazione fuori dagli schemi classici ispirata al libro di Truman Capote.

Degna di menzione e rivoluzionaria per la comicità demenziale e slapstick la serie della Pantera Rosa con le rocambolesche avventure dell’ispettore Clouseau interpretato dal bravissimo Peter Sellers. Il successo fu tale che al primo film seguirono una serie di sequel non tutti riusciti come i primi (tra i migliori Uno sparo nel buio).

Altri film, pur se molto conosciuti, non ottennero grandi successi al botteghino e inasprirono un po’ i rapporti tra Hollywood e il regista. Parliamo di pellicole come Hollywood Party (Sellers), La grande corsa con Tony Curtis e Jack Lemmon e Papà ma che cosa hai fatto in guerra?

Il successo tornò grazie a opere come Victor Victoria interpretata da Julie Andrews, compagna nella vita del regista.

Cosa si può ancora dire di un uomo che è stato sposato con Mary Poppins?

Buon viaggio e buona fortuna.

Ora la riflessione, cattiva quanto volete, è questa: da quando mi sono dedicato allo sviluppo di questo blog mi è capitato già varie volte di dover salutare per l'ultima volta attori, registi, musicisti e in generale artisti che con i loro lavori ci hanno aiutato a passare momenti spensierati e felici. Altri, pur celebri, sono passati inosservati su questo blog (per nessun particolare motivo). Così tra noi non ci sono più Edwards, Paul Newman, Mario Monicelli, Dennis Hopper, Steve Lee, Claude Chabrol, Gary Coleman e altri ancora.

Eppure non mi capita mai di leggere sul televideo della dipartita di quei personaggi che appestano il paese o di quelle figure che ci provocano continui travasi di bile.
Questo fatto può dare vita a due letture, una più ottimistica, l'altra meno.

O l'erba cattiva non muore veramente mai e non c'è modo di togliersi di torno prepotenti e profittatori (il che implica una certa assenza di giustizia divina) o, e speriamo che sia così, il mondo è ancora popolato per la gran parte di gente buona e valida e quindi a livello statistico è più facile che siano questi a lasciarci.

Certo che un pezzo di merda ogni tanto non guasterebbe.

venerdì 17 dicembre 2010

SEGNALAZIONI

Per tutti gli amanti del fumetto segnalo il blog Amici del fumetto Bibbiena di recente ideazione che ha cuore e testa in terra toscana ma lo sguardo che ne scavalca i confini.

L'idea è quella di promuovere iniziative interessanti legate al fumetto in quel di Bibbiena e non solo.

In più segnalazioni su cosa di interessante c'è in giro per l'italico stivale in ambito fummetistico.
Nell'ultimo post pubblicato si può trovare una strip disegnata dal celebre Primo Carnera.

Ecco la loro dichiarazione d'intenti:
"Ciao a tutti e benvenuti nel blog ufficiale degli Amici Del Fumetto Di Bibbiena! Questo spazio nasce per informare gli appassionati su tutto ciò che riguarda il mondo dei fumetti, con un occhio di riguardo alle iniziative che l’associazione presenterà di volta in volta e non solo.
Saranno discusse notizie inerenti mostre interessanti sui fumetti, uscite importanti, informazioni su autori famosi ed emergenti e molto altro.
E questo è solo l’inizio!"

Chi volesse contribuire con qualche segnalazione interessante può contattare i curatori del sito all'indirizzo e-mail riportato in questa pagina (clicca qui, please)

giovedì 16 dicembre 2010

BACK TO THE PAST: 1969 PT. 1

Benvenuti nel 1969, annata per la quale un gruppo olandese avrà l'onore dell'apertura. Si tratta degli Shocking Blue, arrivati con questo brano in vetta alle classifiche di vendita negli U.S.A. e in mezza Europa.
Il pezzo è conosciuto principalmente per la cover realizzata nel 1986 dalle Bananarama.
Stiamo parlando di Venus.



Altro pezzo da vetta della classifica in numerosi paesi fu questo Sugar, sugar interpretato dai The Archies, gruppo che partì come "controfigura" di un gruppo immaginario protagonista del cartone animato Archie e Sabrina. Un po' degli antesignani di gruppi come i Gorillaz.



Rimanendo in ambito pop (soul?) il 1969 vede l'esordio dei fratelli Jackson sponsorizzati da Diana Ross. Uno dei pezzi più celebri, anche questo in cima alle classifiche, è I want you back. The Jackson 5.



Direttamente dal musical Hair, i The 5th Dimension portano alla ribalta un brano che è in realtà un medley di due differenti pezzi: la bellissima Aquarius/Let the sunshine in.

martedì 14 dicembre 2010

INDOVINA CHI? 10

Nell'ultima manche ci sono state non poche difficoltà a indovinare Arantxa Sanchez e Golda Meir.

La prima tennista famosa qualche tempo addietro, la seconda protagonista della politica israeliana degli anni '70.
Ordinò l'eliminazione di tutti i componenti di Settembre Nero, l'organizzazione resasi protagonista degli incresciosi eventi delle olimpiadi di Monaco del 1972.
L'argomento è davvero interessante ed ha ispirato anche Munich, il recente film di Steven Spielberg.
Qui un interessante link per approfondire l'argomento.

Diamo un occhio alla classifica aggiornata e, per gli smemorati, al regolamento.

CLASSIFICA DOPO LA 9a MANCHE
MICHY 34
URZ 31
LA CITATA 23
ZIO ROBBO 10
GABRY 8
LA 4
MORGANA 4
LUIGI 2

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)


Questa è davvero molto facile. Speriamo anche nel ritorno dello Zio.

lunedì 13 dicembre 2010

IL TRENO PER IL DARJEELING

(The Darjeeling Limited, di Wes Anderson, 2007)

Tra le caotiche strade di una città indiana, uno sgangherato taxi giallo/nero corre veloce evitando motocicli viaggianti in direzione opposta e superando voracemente vecchie api Piaggio adattate a trasporto merci e passeggeri.
Sul sedile posteriore un Bill Murray in evidente ritardo contempla la strada con ansiosa attenzione. Il taxi si ferma finalmente davanti alla stazione. Bill si precipita fuori dall’auto, attraversa l’atrio gremito di gente e scavalca la coda alla biglietteria.
Sul binario inizia la corsa verso il treno ormai in movimento. Il Darjeeling Limited.
La corsa è affaticata, una valigia in una mano, una nell’altra. Dal fondo del treno un ragazzino indiano lo guarda. Impassibile. Durante la corsa un giovane più atletico, dalla falcata più ampia, lo supera e facendolo si volta a guardarlo. E’ Adrien Brody, occhiali scuri, una valigia in mano, una a tracolla. Lanciata la prima sul retro del treno, con entrambe le mani vi ci si aggrappa e riesce a salire. Si gira, alza gli occhiali e guarda Bill che ormai spompato rallenta. Non ce la fa.
Adrien, educatamente, reprime una risata, si volta ed entra nel treno sotto lo sguardo impassibile del ragazzo indiano.

Questo è il simpatico incipit del divertente e stralunato film del regista Wes Anderson, autore tra le altre cose de I Tenenbaum.

Adrien è Peter Whitman e su quel treno deve incontrare i suoi fratelli Francis e Jack. I tre ormai non si vedono da circa un anno, più o meno dalla morte del padre.
Francis (Owen Wilson), in seguito a un incidente nel quale ha rischiato di rimanerci secco, decide di organizzare per tutti e tre una sorta di viaggio spirituale verso una meta ben precisa. Meta che non sarà un luogo ma più che altro una situazione, uno stato d'animo.
Il viaggio è programmato giorno per giorno, spostamenti con il Darjeeling Limited e tappe in templi di preghiera e luoghi d’alta spiritualità, riti da compiere, difficoltà da lasciarsi alle spalle.

Il rapporto tra i tre però non è tutto rose e fiori. Peter, un figlio in arrivo e crisi di contorno, non sempre è ben disposto nei confronti di Francis. Quest’ultimo gira per tutto il film con la testa fasciata da bende e con la volontà ferrea di tenere unito il trio. Jack (Jason Schwartzman) continua a pensare alla sua ex ragazza e non perde occasione per ascoltare segretamente i messaggi registrati nella di lei segreteria telefonica (di cui ha il codice).

I tre non si somigliano per niente e hanno davvero poco in comune. Giusto i genitori, il cognome e un’allegra dipendenza dai medicinali: sciroppo per la tosse, pillole per il mal di testa e gocce di antidolorifico.
Si contendono con poca convinzione il lascito del padre e un’inadeguatezza esistenziale.
Nel corso del viaggio e della pellicola i rapporti muteranno, si scoprirà qualcosa sulla morte del padre e altro sulla vita della madre. Riusciranno i tre fratelli a liberarsi del passato, fisicamente e metaforicamente, e guardare al futuro?

Un film strampalato, divertente e un pochino diverso dalla solita commedia.
Non avevo un ricordo eccelso dei Tenenbaum (visto molto tempo fa a dire il vero) ma questo treno per il Darjeeling mi ha convinto pienamente grazie a personaggi ben tratteggiati e originali e rispettive buone interpretazioni.

domenica 12 dicembre 2010

DRAGON TRAINER

(How to train your dragon di Chris Sanders & Dean Deblois, 2010)

Dopo l’abbuffata di rutti, scorreggie e citazioni varie per la quale dobbiamo ringraziare la quadrilogia dedicata all’orco Shreck, la Dreamworks ci trasporta con successo nelle terre ostili del Nord popolate da truci vichinghi e pericolosi draghi.
E per fortuna mi vien da dire. In realtà la saga del puzzone verde cominciavo a non digerirla più, schema che si ripete, citazioni ad oltranza etc, etc.
Sia chiaro, con il primo film anche io mi ero goduto tantissimo il personaggio e le situazioni che intorno a lui si venivano a creare. Poi col tempo...
Anche gli altri prodotti targati Dreamworks non sempre si sono rivelati all’altezza dell’esordio di Shreck (quasi mai in realtà).
Per rimanere nell’ambito dei film in CGI sono rimasto soddisfatto solo da Bee Movie che ho trovato molto carino e dal divertente Kung Fu Panda.
Poco soddisfacenti invece i due Madagascar, penalizzati anche dal doppiaggio non all’altezza, si possono considerare di secondo piano prodotti come Giù per il tubo o La gang del bosco (non malaccio a dirla tutta) e deludenti il vecchio Shark Tale e il più recente Mostri contro alieni.
Z la formica, esordio dell’animazione in CGI per la Dreamworks, pagò il confronto con A bug’s life e comunque il grosso del film si reggeva sulle spalle di Woody Allen (Lionello per l’Italia).

Con Dragon trainer la Dreamworks torna a fare centro.
Il film gode di una trama semplice, lineare e anche avvincente. La storia non è soffocata dalla continua ricerca della citazione, lo spettatore, piccolo o grande che sia, si appassiona alle vicende del protagonista e della sua tribù.
Il livello grafico è semplicemente spettacolare, le scene di volo dove sono i draghi a farla da padrone, in sala risultano altamente adrenaliniche. Il film perde inevitabilmente spettacolarità nella visione domestica, pur rimanendo un ottimo intrattenimento.
I valori presenti nel film sono i più semplici: l’amicizia, l’accettazione di se stessi e degli altri per quanto siano diversi da noi.

Hiccup, vichingo adolescente, vuol dimostrare di essere anche lui un grande cacciatore di draghi. Peccato che abbia il fisico di uno scricciolo e una grande sensibilità, molto distante da quella del vichingo medio.
Inoltre, e questo non aiuta, è figlio del capo villaggio, uno dei vichinghi più forti e coraggiosi in assoluto.
La più grande dote di Hiccup sembra quella di combinare guai e di ficcarsi in situazioni pericolose.
Hiccup vorrebbe essere accettato dal padre e cerca di mettersi in mostra. Vorrebbe che Astrid, la vichinga più carina del villaggio, lo notasse.
La vita scorre tra frustrazioni varie finché, dopo una battaglia e in modo più o meno fortuito, Hiccup incontra una Furia Buia, un mitico Drago nero che nessuno è nemmeno mai riuscito a vedere. Il drago, che Hiccup chiamerà Sdentato, si rivelerà essere una non così cattiva compagnia.
Tra allenamenti, incontri clandestini con Sdentato e scontri con il padre e gli altri ragazzi del villaggio, la storia di Hiccup, così come il rapporto con i draghi, si evolverà fino a sfociare in un movimentato finale che vedrà un happy ending con riserva.

Un finale in piccola misura insolito, originale per un film rivolto anche ai bambini, scene altamente spettacolari e divertimento assicurato. Anche Dragon Trainer sembra destinato a una serie di sequel. Speriamo che anche questa saga non debba finire per annoiarci tutti.

giovedì 9 dicembre 2010

WOLVERINE: 35° ANNIVERSARIO

Giungo con un po' di ritardo a presentarvi questa iniziativa della Marvel Comics messa in cantiere per festeggiare il 35° compleanno del mutante più famoso dei comics.

Vari artisti si sono cimentati in un'interpretazione di Wolverine ispirandosi ognuno a un grande artista del passato.

Seguendo i passi di celebri pittori, ecco quel che i vari disegnatori sono riusciti a creare.

Riuscite a riconoscere ogni immagine da quale artista è stata ispirata?

1)
Illustrazione di Paolo Rivera


2)
Illustrazione di Gerald Parel


3)
Illustrazione di Juan Doe & Russ Heath


4)
Illustrazione di Jason Chan


5)
Illustrazione di Gerald Parel


6)
Illustrazione di Juan Doe


7)
Illustrazione di Laura Martin


8)
Illustrazione di Morry Hollowell/Frank Miller

martedì 7 dicembre 2010

VISIONI 6

Cercando qualche spunto per un nuovo post targato Visioni, mi sono imbattuto in alcuni lavori di John Aquilino, artista a me finora completamente sconosciuto. In verità non so neanche dirvi se questi goda di una certa fama o meno.

Fatto sta che, essendo amante di paesaggi e vedute, i suoi squarci urbani mi hanno piacevolmente colpito.

Elevator shaftway


Anche alcune vedute di più ampio respiro, caratterizzate da luce e colore, danno all'occhio un senso di appagamento.

Saturday morning


Non sono un esperto d'arte e non so dirvi molto su opere e artista. Semplicemente questo tipo di immagini incontrano il mio gusto, dedico a esse un post nell'evenienza che interessino anche qualcuno di voi.

lunedì 6 dicembre 2010

MUSIC BOX 2

Tempo di magra signori, le idee latitano, l'umore continua a non essere dei migliori, il tempo scarseggia e quindi.... il Back to the past dedicato al 1969 è ancora in costruzione, nessun film visto di cui scrivere, di serial TV non ne parliamo neanche, il Don Chisciotte mi impedirà di parlar di libri per un bel po' e volevo evitare altri post "incazzosi" e amari come i recenti Definizioni e E' cosa e niente. Ancora peggio, e mi cospargo il capo di cenere, non sono riuscito a preparare nulla neanche per fumetti di carta (in realtà non ho letto nulla di nuovo).

E allora cosa può venirci in aiuto in occasioni come questa?

La musica ovviamente e quindi ho dedicato alcuni minuti a questo secondo appuntamento con Music Box.

Mi sembra giusto tornare un po' alle origini. Quando ho cominciato ad ascoltare la musica che volevo io e non quella che si sentiva in casa o alla radio, avevo circa 13 anni. Il primo amore, quello dal quale si sono poi evoluti i miei gusti musicali, è stato quello per i Queen e per il loro frontman Freddie Mercury.

Il primo loro album che ascoltai con attenzione fu The miracle del 1989. Avevo già ascoltato qualcosa in precedenza su qualche vecchia musicassetta (forse Live Magic) che aveva mio padre ma la scintillà scoccò con quel disco e si rinsaldò con il successivo Innuendo quando, purtroppo, la carriera del gruppo era ormai lontana dai palchi e la fine dell'avventura imminente.

Con un paio di amici partì la ricerca della gran mole di materiale pubblicato dai Queen da inizio carriera fino agli anni '90. Era una scoperta continua di piccoli (grandi in realtà) gioielli.
Pomeriggi passati ad ascoltare i loro album invece che a giocare ai giardinetti, poster gigante di Freddie in camera (l'unico che io abbia mai avuto), l'anno del concerto organizzato per la morte del grande cantante rinunciammo ad andare al mare con il resto della cricca (era forse pasquetta, comunque una ricorrenza) per vedere il concerto in diretta.

Insomma, la mia formazione musicale (da ascoltatore) partì da lì.
Tutti conoscono i Queen, forse non proprio tutti ne apprezzano il lato meno conosciuto, quello più distante dalle loro grandissime hit. Ho sempre considerato i Queen come uno dei gruppi più capaci ed eclettici in sede di songwriting.

Volutamente non scelgo di presentare uno dei classici del gruppo e propongo qui un brano meno conosciuto incluso nel capolavoro A night at the opera del 1975, caratterizzato da un'insolita lunghezza per i canoni del gruppo e da una serie di sovrincisioni e di "controcanti" o "canoni" in gergo tecnico.

Pare che il pezzo sia stato scritto dal chitarrista Brian May in seguito a un sogno fatto durante un periodo di malattia. Il sogno riguardava il diluvio universale.

Queen - The prophet's song



Oh oh people of the earth
Listen to the warning the seer he said
Beware the storm that gathers here
Listen to the wise man

I dreamed I saw on a moonlit stair
Spreading his hand on the multitude there
A man who cried for a love gone stale
And ice cold hearts of charity bare

I watched as fear took the old men's gaze
Hopes of the young in troubled graves
'I see no day' I heard him say
So grey is the face of every mortal

Oh oh people of the earth!
'Listen to the warning' the prophet he said
For soon the cold of night will fall
Summoned by your own hand

Ah ah children of the land
Quicken to the new life take my hand
Fly and find the new green bough
Return like the white dove

He told of death as a bone white haze
Taking the lost and the unloved babe
Late too late all the wretches run
These kings of beasts now counting their days

From mother's love is the son estranged
Married his own his precious gain
The earth will shake in two will break
And death all round will be your dowry

Oh oh people of the earth
Listen to the warning the seer he said
For those who hear and mark my words
Listen to the good plan

Oh oh oh oh and two by two my human zoo
They'll be running for to come
Running for to come out of the rain

Oh flee for your life
Who heed me not let all your treasure make you
Oh fear for your life
Deceive you not the fires of hell will take you
Should death await you

Ah people can you hear me?
And now I know and now I know
And now I know and now I know
That you can hear me
And now I know and now I know
And now I know Now I know
Now I know now I know
Now I know now I know
Now I know
The earth will shake in two will break
Death all around around around around
Around around around around
Now I know now I know
Now I know now I know
Now I know now I know
Now I know now I know
Now I know now I know
Now I know
Wo wo wo wo wo wo wo wo wo
Listen to the wise listen to the wise listen to the wise
Listen to the wise listen to the wise man
La la
La la la la la la
La la la la la la
La la la la la la
La la la la la la
La la la la la la
La la la la la la
La la
La la
La la
Come Here (I - You)
Come Here (I - You)
Come Here (I - You)
Come Here (I - You)

Ah ah ah ah ah
Listen to the man listen to the man listen to the man listen
to the mad man

God gave you grace to purge this place
And peace all around may be your fortune

Oh oh children of the land
Love is still the answer take my hand
The vision fades a voice I hear
Listen to the madman!

But still I fear and still I dare not
Laugh at the madman!

giovedì 2 dicembre 2010

INDOVINA CHI? 9

Appuntamento un po' speciale con Indovina chi? dedicato completamente alle donne.

Mia moglie, a difesa anche in questo gioco delle quote rosa, mi ha fatto notare la carenza di volti femminili.
Corriamo ai ripari inserendo una manche dedicata all'altra metà del cielo.

Qualche volto sarà difficilotto ma voi diventate sempre più bravi. Nella scorsa manche tutti i personaggi sono stati indovinati.

Vediamo classifica aggiornata e regolamento.

MICHY 34
URZ 28
LA CITATA 17
ZIO ROBBO 10
GABRY 8
LA 4

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)

Dai un'occhiata anche a...

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