sabato 8 gennaio 2011

PLANET 51

(di Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martínez, 2009)

Se volete passare una serata in totale relax insieme ai vostri pargoli (o con chi pare a voi) o se siete irriducibili fan del fantastico e della fantascienza, Planet 51 è il cartone che fa per voi. Per carità, nulla di nuovo sotto il sole, semplicemente un gradevole film d’animazione inzuppato ben bene nelle citazioni di genere che fila via senza nessun intoppo e, tutto sommato, lascia ampiamente soddisfatti. La sorpresa maggiore è la casa di produzione spagnola Ilion Animation Studio che qui al suo esordio riesce a trovare spazio sul mercato con un prodotto già convincente. La trama è semplice e se vogliamo scontata. 

Su un pianeta alieno simile a un incrocio tra la Terra e Saturno abitato da simpatici esseri verdi, giunge un umano che, ribaltando le solite convenzioni, qui recita la parte dello straniero in terra straniera, alieno quindi egli stesso. Solito qui pro quo e il bamboccione astronauta statunitense viene sbrigativamente etichettato come minaccia dall'esercito locale. Lem, un ragazzino indigeno, e alcuni suoi amici aiuteranno tra vari imprevisti il Capitano Chuck Baker a tornare alla sua navicella requisita dall'esercito per raggiungere nuovamente la Terra. 

Trama arcinota a parti invertite. Ciò nonostante il film gode di momenti divertenti, un plot scorrevolissimo e una “scenografia” veramente azzeccata. La vicenda è infatti ambientata in una sorta di anni ’50 statunitensi che tanto ricordano l’ambientazione di Ritorno al futuro. Auto futuristiche che viaggiano a volo rasente con look mutuato da Cadillac e simili, anche l’arredo urbano e domestico è di chiaro stampo fifties. Tanto piacevole da guardare quanto divertente la caccia alla citazione. Si va dai cagnolini che ricordano i famosi Alien alle scene riprese da E.T alla citazione dei maggiori classici della fantascienza anni 50 fino al mitico ballo di Gene Kelly in Singing in the rain (e su questo pianeta piovono sassi). Non aspettatevi un capolavoro ma se vi piace l’animazione (e la fantascienza) non fatevi scappare questo Planet 51.
   

giovedì 6 gennaio 2011

INDOVINA CHI? 12

Per il primo Indovina chi? del 2011 ho pensato di farvi lavorare un po'. Alcuni volti dovrebbero essere a mio avviso difficilotti. Poi non è detto, magari sono nel loro campo d'appartenenza i vostri personaggi preferiti. Tutto è relativo.

Con questa manche ci sarà l'incoronazione di una sorta di Campione d'Inverno in quanto dal prossimo appuntamento saremo nella seconda metà del torneo.

Ripassate le regole e via che si va.

P.S. Se vi divertite con questo gioco provate anche questo.

CLASSIFICA DOPO LA MANCHE 11
MICHY 39
URZ 36
LA CITATA 23
ZIO ROBBO 12
MORGANA 12
GABRY 8
LA 4
LUIGI 3
VIKTOR 3

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7)

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martedì 4 gennaio 2011

MARVEL ZOMBI

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta (e relativo blog)

Gli Zombi sembrano da qualche tempo tornati di moda e sono stati catapultati nuovamente sotto i riflettori dalle varie declinazioni dell’intrattenimento.

Il guru degli zombi al cinema, George A. Romero, si è rifatto vivo (si è rifatto vivo, bella questa!) con Diary of the dead prima e Survival of the dead poi; lo scrittore Seth Grahame-Smith ha rivisto il classico della Austen sfornando Orgoglio pregiudizio e zombi; anche i serial TV stanno attingendo al fenomeno con la trasposizione del fumetto The walking dead di Robert Kirkman.

Potevano rimanere al palo le due eterne concorrenti Marvel e DC Comics? Assolutamente no!

Ed ecco quindi le recenti La notte più profonda per la casa editrice di Supes e il recente Necrosha delle Casa delle idee.

Ma in ambito fumettistico l’omaggio più chiaro che ormai conta almeno quattro miniserie tradotte nel nostro paese è quello dei Marvel Zombi.

I Marvel Zombi nascono grazie al genio di Mark Millar sulle pagine della serie Ultimate Fantastic Four ambientata in un universo parallelo rispetto a quello classico che abbiamo imparato a conoscere dalla nascita dei Fantastici 4 nel lontano 1961.

Una versione giovanile del famoso quartetto si trova ad affrontare le prime esperienze relative a celebrità e azioni super-eroiche. Un Reed Richards geniale ma ancora giovane e inesperto scopre il modo di interagire con una nuova realtà parallela e, aiutato dalla sua controparte più adulta di quella stessa realtà, riesce ad accedervi.

Peccato che il primo impatto con questo nuovo mondo sia orribile. Una New York devastata, avvolta nel fumo nero degli incendi, disseminata di pezzi di cadaveri, corvi che banchettano in una doppia splash page resa in maniera magistrale dal solitamente statico Greg Land.

Quattro figure emergono dal fumo e si avvicinano al giovane Richards. E’ il quartetto di questa realtà. Morto. Vivo. Volti sfigurati, denti spezzati, carni marcescenti.

Il Richards adulto in tono canzonatorio: “Mai avuto la sensazione di essere stato fregato?”.

Sono tre gli episodi tratti da Ultimate F4 presenti all’interno del diciottesimo volume della collana Supereroi intitolato Marvel Zombi.

Millar crea una storia in tre parti davvero avvincente probabilmente inconsapevole che le sue creazioni avrebbero dato vita a una serie di uscite di buon successo dedicate alla versione non-morta dei supereroi Marvel.

Greg Land, disegnatore di indubbio talento e grande impatto visivo, pur non riuscendo sempre a dare grande espressività ai volti e particolare dinamismo all’azione questa volta centra il bersaglio.

I suoi eroi necrotizzati sono impressionanti, i volti sfigurati, le bocche grondanti sangue, la città allo sbando rendono lo scenario macabramente spettacolare.

Tutti i più grandi eroi sono stati zombizzati: Thor, Spider-Man, Ercole, Giant Man, Cap, Namor, Cage, Iron Fist, persino l’incredibile Hulk.

Il virus si diffonde, basta un morso, la carne lacerata e il gioco è fatto. Come potrà Richards affrontare da solo gli ex eroi non morti?

Sfruttando l’aiuto di Magneto, unico eroe ancora non contaminato, e l’arrivo del resto della sua famiglia: la Cosa, la Torcia e la Donna Invisibile dell’universo Ultimate.

Ma soprattutto riusciranno i nostri eroi, tornando al loro mondo, a non trascinarsi dietro gli infetti?

Il contagio è rapido, un supereroe infetto ci mette davvero poco a trasformarne un altro e la catena inizia. Tutto il mondo della realtà alternativa visitata da Richards è crollato in soli tre giorni.

Sarà Magneto a farsi carico del compito di impedire agli Zombi di migrare nell’universo Ultimate.



Dalla situazione sopra descritta prende il via la miniserie Marvel Zombie, scritta da Robert Kirkman e disegnata da Sean Phillips.

Il mondo è distrutto, gli zombi non trovano carne fresca, l’unico essere umano (mutante in questo caso) da divorare resta Magneto.

Gli eroi (ex ormai) sono in preda alla fame e non ragionano. Hanno sprazzi di lucidità solo quando riescono a placare la fame ingerendo un pezzo di carne fresca. Allora sembrano tornare, almeno nella psiche, le persone che erano un tempo. Piccoli sprazzi di lucidità per capire come uscire da questa situazione. Mangiato Magneto cosa succederà, le carni cedono, il cibo scarseggia, le carni degli altri non-morti sono disgustose. La fame torna.

La situazione sulla Terra è disastrosa ma cosa succede nello spazio? Usando un espediente utilizzato già da Vaughan in Y – L’ultimo uomo, Kirkman cerca la salvezza oltre l’atmosfera terrestre. Magneto riuscirà a contattare una squadra di alleati in orbita sull’asteroide M.

Il non morto Giant Man nasconde un macabro segreto, altri eroi arriveranno dallo spazio, araldi di una fame che farà impallidire quella dei non morti prospettando un epico scontro dalle inusuali caratteristiche gastronomiche.

Lo scontro si sposterà a un livello superiore, qualcuno sopravvivrà, qualcuno no. Nuovi scenari si andranno delineando in preparazione delle future miniserie dedicate ai Marvel Zombi.

Le matite di Phillips reggono bene il gioco alla scrittura di Kirkman. Le strade dell’apocalittica New York sono forse meno nelle corde del disegnatore rispetto ai vicoli bui sapientemente tratteggiati sulle pagine di Criminal ma il lavoro svolto risulta sempre appropriato.

Personalmente alcune atmosfere le preferisco realizzate da Land, Phillips ha dalla sua un migliore storytelling anche se non lesina certo in soluzioni truculente o grottesche.

La storia fila via liscia, pur senza toccare alti vertici di narrazione e offrendo talvolta soluzioni improbabili, riesce a divertire il lettore.

Marvel Zombie si rivela una mini divertente che riesce a creare curiosità per il suo seguito anche se in questo Millar, sulle pagine di Ultimate F4, era a mio avviso stato decisamente più in gamba dell’esperto di zombie Kirkman.

lunedì 3 gennaio 2011

MENO DI ZERO

(Less than zero, di Bret Easton Ellis, 1985) 

In questo primo romanzo di Bret Easton Ellis potrebbe non esserci niente e potrebbe esserci tutto. Questo ovviamente in base al gusto personale di ognuno di noi. Niente, tutto, dipende da ciò che cercate. Siete alla ricerca di una storia avvincente composta da incipit, sviluppo e conclusione? Di ritmi tesi, colpi di scena e grandi avvenimenti? Bene allora per voi in questo libro non c’è niente (o quasi). Se vi interessa lo spaccato di un ambiente, la fotografia di un “periodo” vissuto da un determinato “ceto sociale” se così vogliamo chiamarlo, se volete gettare uno sguardo a quel che (non) c’è dentro i personaggi più che a quel che questi fanno allora potrebbe esserci tutto (o quasi). 

Clay torna a Los Angeles in occasione delle vacanze natalizie dopo quattro mesi di lontananza trascorsi all’università del New Hampshire. Qui ritrova le due sorelle, i genitori, la sua ragazza (?) Blair e i suoi amici. Biondi, abbronzati, ricchi, frequentatori del mondo che conta, dei migliori ristoranti, dei locali più in, all’apparenza perfetti. Daniel, Julian, Trent, Muriel, Alana, Blair, Kim si conoscono, si ritrovano, incontrano gente, vanno alle feste, stanno insieme. Sono soli. Sono soli perchè nulla importa più, nulla ha più valore, nulla scuote, nulla emoziona. Non ci sono più affetti. Genitori incapaci d’amare, immersi nella ricchezza e in uno stile di vita nel quale non c’è veramente spazio per gli altri. La mancanza di difficoltà provoca disinteresse per tutto. I personaggi sono poco più che burattini intercambiabili. Ma chi era il protagonista di quel determinato episodio? Julian? Trent? O forse era Muriel? Non importa uno vale l’altro. Una cena, un concerto, un tuffo in piscina, una pista di coca, un giro in macchina, una cena, un concerto... Per sentire un alito di vita resta l’eccesso, la droga, il sesso, la violenza. Ma basteranno queste cose a riempire il buco? Per qualcuno c’è ancora un briciolo di speranza? Forse sì, forse sì. Ve lo dirò quando riuscirò a leggere Imperial bedrooms, ultimo libro di Ellis che riprende in mano questi personaggi 25 anni dopo averne scritto per la prima volta. A me questo Meno di zero è piaciuto. Ellis farà senz’altro meglio con American Psycho ma questo Meno di zero mi è piaciuto. Forse l’ennesimo colpo a quei terribili Eighties.

domenica 2 gennaio 2011

REGALI

Una rapida carrellata su ciò che Babbo Natale ha portato quest'anno.

Approfitto dell'occasione per augurare a tutti un buon 2011.

Sto scrivendo questo post con il sedere saldamente poggiato sulla mia nuova e comoda sedia Ikea modello Verner.



Sorseggio caffè da una tazzina Bialetti dal design fichissimo.



Sulla scrivania ci sono poggiati tre nuovi libri da leggere in attesa di essere collocati nella libreria.

E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris



I Wanderers di Richard Price



Rock, amore, morte, follia e un paio d'altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere di Mark Oliver Everett, cantante degli Eels



Nel lettore Cd trovano spazio...

Blur: Blur e The great escape





Bruce Springsteen - Darkness on the edge of the town



In vista del concerto di Roger Waters di metà anno, il DVD di The Wall - Live in Berlin.



Due chicche:
perdonatemi la pessima foto, è un portabadge personalizzato con il titolo di questo blog



Questa è la spianatoia Lamplig per fare la pizza



Ancora a tutti un buon 2011 durante il quale cercherò di sfruttare al massimo la Tessera Torino Musei.

giovedì 30 dicembre 2010

UN SALUTO

A volte le parole non servono.

Un saluto. L'ultimo.



I don't wanna feel no more
It's easier to keep falling
Imitations are pale
Emptiness all tomorrows
Haunted by your ghost

Lay down, black gives way to blue
Lay down, I'll remember you

Fading out by design
Consciously avoiding changes
Curtains drawn now it's done
Silencing all tomorrows
Forcing a goodbye

Lay down, black gives way to blue
Lay down, I'll remember you...

martedì 28 dicembre 2010

BACK TO THE PAST: 1969 PT. 2

Prima di addentrarci in territori più rock o di esplorare il versante Progressive che proprio nel 1969 impone in maniera decisa la sua presenza, soffermiamoci ancora su atmosfere più delicate.

George Roy Hill dirige Paul Newman e Robert Redford per la prima volta (lo rifarà con La stangata) nel film Butch Cassidy and the Sundance Kid. Da questo film Redford trarrà ispirazione per il nome del suo festival cinematografico, il Sundance appunto, e il grande compositore Burt Bacharach regalerà alla pellicola la splendida Raindrops keeps fallin' on my head.



I Beatles e in particolare George Harrison che l'ha scritta, regalano ai loro fan una splendida canzone d'amore. Something dall'album Abbey Road.



Tra glam rock e space rock David Bowie incide quello che diventerà uno dei suoi singoli di maggior successo. Alla registrazione del pezzo contribuì anche il tastierista Rick Wakeman in seguito con gli Yes e i The Strawbs. Solitudine, spazi siderali... Space oddity.



Uno dei pezzi più delicati dei Pink Floyd fu composto per la colonna sonora del film More. Il pezzo, pur degno di nota, si discosta dalla musica alla quale ci ha abituato il gruppo inglese. Il brano è Cymbaline.

lunedì 27 dicembre 2010

NECROSHA

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta (e relativo blog)

Da parecchio tempo a questa parte la Casa delle Idee ha preso l’abitudine di creare “l’evento”. Una vicenda, una storia, una trama che ha il compito di dare uno scossone allo status-quo dell’Universo Marvel così da poter usare poi la frase “… e nulla sarà più come prima” e lasciare ai vari autori delle serie regolari nuovi spunti verso i quali far muovere le vite dei vari personaggi.

Solitamente, come è accaduto con Civil War, Secret Invasion o la recente Assedio, la trama portante è affidata ad una miniserie della quale le ripercussioni si avvertono sulle varie serie regolari targate Marvel.

A volte, è il caso di Dark Reign per esempio, un fil rouge accomuna atmosfere e background delle storie dei maggiori personaggi di questo universo.

Mi duole un pochino prendere atto del fatto che in queste vicende i mutanti sono spesso stati relegati a comparse o a un ruolo marginale nell’economia dello sviluppo di questi accadimenti.

E’ da molto che ormai ci viene raccontato che i tempi sono cambiati e con essi anche i nostri X-Men hanno dovuto adeguarsi alla nuova situazione, alla definitiva perdita dell’innocenza.

Così Ciclope è diventato un leader con pochi scrupoli, tra le guide “morali” per i mutanti più giovani troviamo l’ex Regina Bianca del Club Infernale, l’omicidio è accettato con maggiore facilità e la distanza da quelle creature così ben tratteggiate da Chris Claremont e John Byrne che mi fecero appassionare al fumetto Marvel sembra ormai incolmabile.

Gli ultimi avvenimenti di rilievo legati alla famiglia mutante sono stati sinceramente poco appassionanti.

L’avvento della nuova speranza rappresentata da Hope, unica nascita mutante dall’epoca di House of M, ha dato vita alla noiosa e ripetitiva serie di Cable e all’inutile crossover Messiah War.

Dal primo numero della serie dell’Askani’son (Cable) è stato un susseguirsi di tentativi da parte di Alfiere volti ad eliminare la piccola Hope e altrettanti tentativi da parte di Cable di sventare la minaccia di Alfiere.

La serie è giunta al diciannovesimo episodio e siamo ancora fermi allo stesso punto. Nel frattempo c’è stata la Messiah War dove sembrava dovesse decidersi il fato di Hope, ma anche questa si è rivelata essere molto fumo e poco arrosto.

La successiva saga Utopia non è stata molto meglio. Scontro con i Dark Avengers, nuova isola stato per i mutanti e recente ritorno di Magneto. Originale? Non direi.

Gli X-Men e le serie a loro legate non sono più, come accadeva anni fa, gli albi più venduti della Marvel e non si fatica a capirne il perchè.

La serie più interessante negli ultimi tempi si era rivelata X-Men Legacy che però negli ultimi numeri dimostra di avvicinarsi pericolosamente al resto della vasta produzione mutante.

Ora la Marvel ci riprova con questo Necrosha ma anche qui le sensazioni non sono delle migliori.

Come si diceva poco prima, Ciclope, per far fronte alle recenti minacce, ha alzato il tiro e ha creato una nuova X-Force dedita a missioni poco pulite delle quali non sono a conoscenza nemmeno la gran parte dei membri degli X-Men. Nella serie sempre più oscura del gruppo abbiamo assistito tra le altre cose al ritorno di Selene e ai suoi progetti per vendicarsi di alcuni tradimenti subiti in passato. Ovviamente i mutanti sono tra i candidati a farne le spese.

Nello speciale d’esordio di questa nuova saga vedremo quali sono le mosse messe in atto dalla dark lady. Come la DC Comics ha fatto con La notte più profonda, anche la Marvel si butta sulla recente isteria per i non-morti (cosa che ha già fatto con le mini targate Marvel Zombie) che sta soppiantando quella di qualche tempo fa per i vampiri.

Selene schiera il suo esercito di diversamente vivi tra i quali i ritornati Satiri che metteranno in crisi Emma Frost, Eli Bard recente protagonista sulla serie X-Force, Pyro, Calibano, Blink e una serie di personaggi “minori”.

Mentre alcuni di questi sferrano l’attacco a Utopia, Selene si reca a Genosha, isola dove ancora si trovano innumerevoli cadaveri di mutanti, per rimpinguare le fila del suo esercito. Genosha si trasformerà in Necrosha.

Gli scrittori Kyle e Yost sembrano ormai incapaci di allontanarsi dalle atmosfere lugubri che caratterizzano la serie di X-Force e in particolare le vicende legate alla loro creatura X-23, così come di creare trame che diano uno scossone emotivo ai lettori. Ci saranno tragedie, morti, catastrofi. Bene, ormai se le aspettano tutti.

In un recente articolo su “Assedio” si diceva di come la Marvel rimescoli le carte per poi tornare sempre al punto di partenza. In questo caso sarebbe un bene. Date al tutto una ripulita e ridateci i vecchi X-Men. O metteteli in mano a uno scrittore di talento come accadde con Morrison.

Lo stesso discorso vale per il versante grafico. Le matite di Clayton Crain, pur personalissime e affatto disprezzabili, alla lunga stancano. E’ possibile che non ci sia mai un po’ di luce? Let there be more light, e che diamine!

In appendice un paio di raccontini forse più interessanti dell’episodio portante nei quali assistiamo al ritorno dai morti dell’ex Nuovo Mutante Doug Ramsey e della veggente Irene Adler, due personaggi storici per il mondo X degni di particolare attenzione.

domenica 26 dicembre 2010

VISIONI 7

Sul sito internet dell'artista Joshua Bronaugh c'è una contraddittoria frase (contraddittoria per la presenza della stessa su di un sito internet) che recita più o meno così:

I siti web sono il modo peggiore di guardare i quadri. Le immagini digitali sono compresse, hanno colori poveri, non hanno alcun senso delle misure e semplicemente non brillano come fanno i colori. Preferirei che una persona ammirasse uno dei miei quadri attraverso una finestra dall'altra parte della strada sotto la pioggia piuttosto che guardasse una qualsiasi cosa che io abbia mai creato, online.

Anche online i lavori dell'artista però fanno la loro figura.

A prayer for St. Valentine



Stag


In questa pagina c'è la possibilità di ammirare alcuni particolari delle tele dell'artista mediante i quali emergono i tocchi del pennello e lo splendido uso del colore.

Julia


venerdì 24 dicembre 2010

INDOVINA CHI? 11 - CHRISTMAS EDITION

Buon Natale a tutti!

A Natale siamo tutti più buoni tranne Zio Robbo. Per questo una manche natalizia facilissima.

Per aggiudicarsi il punto però bisognerà indovinare personaggio e film dal quale è tratta la foto (sì sono tutti attori).

ATTENZIONE: SI POTRA' POSTARE SOLO DALLE 14.00 DEL 25 DICEMBRE IN PIENO PRANZO NATALIZIO O IN FASE DIGESTIVA. I COMMENTI PRECEDENTI VERRANNO ANNULLATI (NO PENALITA' IN FONDO E' NATALE).

Per il resto valgono le solite regole.

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