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Da parecchio tempo a questa parte la
Casa delle Idee ha preso l’abitudine di creare “l’evento”. Una vicenda, una storia, una trama che ha il compito di dare uno scossone allo status-quo dell’Universo Marvel così da poter usare poi la frase “
… e nulla sarà più come prima” e lasciare ai vari autori delle serie regolari nuovi spunti verso i quali far muovere le vite dei vari personaggi.
Solitamente, come è accaduto con
Civil War,
Secret Invasion o la recente
Assedio, la trama portante è affidata ad una miniserie della quale le ripercussioni si avvertono sulle varie serie regolari targate Marvel.

A volte, è il caso di
Dark Reign per esempio, un fil rouge accomuna atmosfere e background delle storie dei maggiori personaggi di questo universo.
Mi duole un pochino prendere atto del fatto che in queste vicende i mutanti sono spesso stati relegati a comparse o a un ruolo marginale nell’economia dello sviluppo di questi accadimenti.
E’ da molto che ormai ci viene raccontato che i tempi sono cambiati e con essi anche i nostri X-Men hanno dovuto adeguarsi alla nuova situazione, alla definitiva perdita dell’innocenza.
Così
Ciclope è diventato un leader con pochi scrupoli, tra le guide “morali” per i mutanti più giovani troviamo l’ex
Regina Bianca del Club Infernale, l’omicidio è accettato con maggiore facilità e la distanza da quelle creature così ben tratteggiate da
Chris Claremont e
John Byrne che mi fecero appassionare al fumetto Marvel sembra ormai incolmabile.
Gli ultimi avvenimenti di rilievo legati alla famiglia mutante sono stati sinceramente poco appassionanti.
L’avvento della nuova speranza rappresentata da
Hope, unica nascita mutante dall’epoca di
House of M, ha dato vita alla noiosa e ripetitiva serie di
Cable e all’inutile crossover
Messiah War.
Dal primo numero della serie dell’Askani’son (Cable) è stato un susseguirsi di tentativi da parte di
Alfiere volti ad eliminare la piccola
Hope e altrettanti tentativi da parte di
Cable di sventare la minaccia di
Alfiere.
La serie è giunta al diciannovesimo episodio e siamo ancora fermi allo stesso punto. Nel frattempo c’è stata la
Messiah War dove sembrava dovesse decidersi il fato di
Hope, ma anche questa si è rivelata essere molto fumo e poco arrosto.
La successiva saga
Utopia non è stata molto meglio. Scontro con i
Dark Avengers, nuova isola stato per i mutanti e recente ritorno di
Magneto. Originale? Non direi.
Gli
X-Men e le serie a loro legate non sono più, come accadeva anni fa, gli albi più venduti della Marvel e non si fatica a capirne il perchè.
La serie più interessante negli ultimi tempi si era rivelata
X-Men Legacy che però negli ultimi numeri dimostra di avvicinarsi pericolosamente al resto della vasta produzione mutante.

Ora la Marvel ci riprova con questo
Necrosha ma anche qui le sensazioni non sono delle migliori.
Come si diceva poco prima,
Ciclope, per far fronte alle recenti minacce, ha alzato il tiro e ha creato una nuova
X-Force dedita a missioni poco pulite delle quali non sono a conoscenza nemmeno la gran parte dei membri degli
X-Men. Nella serie sempre più oscura del gruppo abbiamo assistito tra le altre cose al ritorno di
Selene e ai suoi progetti per vendicarsi di alcuni tradimenti subiti in passato. Ovviamente i mutanti sono tra i candidati a farne le spese.
Nello speciale d’esordio di questa nuova saga vedremo quali sono le mosse messe in atto dalla dark lady. Come la DC Comics ha fatto con
La notte più profonda, anche la Marvel si butta sulla recente isteria per i non-morti (cosa che ha già fatto con le mini targate
Marvel Zombie) che sta soppiantando quella di qualche tempo fa per i vampiri.
Selene schiera il suo esercito di
diversamente vivi tra i quali i ritornati
Satiri che metteranno in crisi
Emma Frost,
Eli Bard recente protagonista sulla serie
X-Force,
Pyro,
Calibano,
Blink e una serie di personaggi “minori”.
Mentre alcuni di questi sferrano l’attacco a Utopia,
Selene si reca a Genosha, isola dove ancora si trovano innumerevoli cadaveri di mutanti, per rimpinguare le fila del suo esercito. Genosha si trasformerà in Necrosha.
Gli scrittori
Kyle e
Yost sembrano ormai incapaci di allontanarsi dalle atmosfere lugubri che caratterizzano la serie di
X-Force e in particolare le vicende legate alla loro creatura
X-23, così come di creare trame che diano uno scossone emotivo ai lettori. Ci saranno tragedie, morti, catastrofi. Bene, ormai se le aspettano tutti.
In un recente articolo su “
Assedio” si diceva di come la Marvel rimescoli le carte per poi tornare sempre al punto di partenza. In questo caso sarebbe un bene. Date al tutto una ripulita e ridateci i vecchi
X-Men. O metteteli in mano a uno scrittore di talento come accadde con
Morrison.
Lo stesso discorso vale per il versante grafico. Le matite di
Clayton Crain, pur personalissime e affatto disprezzabili, alla lunga stancano. E’ possibile che non ci sia mai un po’ di luce?
Let there be more light, e che diamine!
In appendice un paio di raccontini forse più interessanti dell’episodio portante nei quali assistiamo al ritorno dai morti dell’ex Nuovo Mutante
Doug Ramsey e della veggente
Irene Adler, due personaggi storici per il mondo X degni di particolare attenzione.