martedì 6 gennaio 2015

10 VOLTI (24)

Torniamo a giocare dopo uno stacco di circa due mesetti con 10 volti, al solito dieci personaggi da indovinare, un punto a personaggio, un punto bonus per ogni cinque personaggi indovinati. Manche slegata da qualsiasi tipo di tema, volti notissimi alternati a volti più difficili da individuare.

Siate veloci e tirate fuori tutte le vostre conoscenze.

Al momento la classifica è la seguente:

01 Bradipo 29 pt.
02 La Citata 28 pt.
03 Luca Lorenzon 23 pt.
04 Poison 21 pt.
05 Luigi 20 pt.
06 Vincent 17 pt.
07 Babol 13 pt.
08 Urz 13 pt.
09 L'Adri 12 pt.
10 Morgana 9 pt.
11 Eddy M. 8 pt.
12 Cannibal Kid 8 pt.
13 Elle 8 pt.
14 Viktor 6 pt.
15 Frank Manila 5 pt.
16 Umberto 4 pt.
17 Michele Borgogni 4 pt.
18 M4ry 3 pt.
19 Zio Robbo 3 pt.
20 Evil Monkeys 2 pt.
21 Alligatore 2 pt.
22 Beatrix Kiddo 1 pt.
23 Ismaele 1 pt.
24 Brusapa Jon 1 pt.
25 Blackswan 0 pt.
26 El Gae 0 pt.
27 Acalia Fenders 0 pt.

A voi.

1)



2)



3)



4)



5)



6)



7)



8)



9)



10)

lunedì 5 gennaio 2015

TURBO

(di David Soren, 2013)

Insomma, questa volta in Dreamworks hanno portato a termine il loro compitino senza sforzarsi troppo, garantendo comunque un lavoro d'animazione di buon livello, creando un personaggio capace di accattivarsi le simpatie dei bambini e inserendolo in una storia vista e rivista decine di volte senza apportarvi nulla di realmente originale.

L'assunto iniziale è abbastanza simpatico, in fondo una lumaca con il pallino della velocità non può non far sorridere. Partendo da questo spunto il film si dipana con uno sviluppo che abbiamo visto un sacco di volte (Ratatouille, Planes, Bee Movie, i primi che mi vengono in mente), cioè con il protagonista stufo della sua occupazione e/o con un sogno molto più grande di lui, quello di diventare un campione della velocità nel caso di Turbo.

Teo è una lumachina simpatica che vorrebbe qualcosa di più dalla vita che non raccogliere pomodori e mangiarli. La sua vera passione sono le corse delle auto, il suo idolo il pilota francese Guy Gagnè. Frenato dai suoi simili e dal suo stesso fratello Chet, Teo è infelice. Ma, in seguito a un incidente dove sono coinvolte proprio delle auto da corsa, la lumachina ottiene rocambolescamente il potere della velocità. Il primo a scoprire questa sua dote fantastica e ad aver fiducia in lui sarà un altro sognatore, il rivenditore di tacos Tito Lopez anch'egli alla continua ricerca di una nuova opportunità. Sarà proprio lui, insieme agli altri negozianti dello scadente centro commerciale Starlight Plaza, a sponsorizzare Teo (ormai ribattezzato Turbo) con la speranza di poterlo iscrivere alla Indy 500 e farlo competere con le migliori auto da corsa del circuito internazionale.

Non mancheranno attorno al protagonista una serie di comprimari vivaci, sia umani che animali, a movimentare la scena. Nel complesso Turbo si può considerare un passo indietro rispetto ad altri lavori proposti dalla Dreamworks, rimane comunque un buon film per bambini, intrattenimento puro senza particolari chiavi di lettura ne strizzate d'occhio per gli adulti. Un prodotto semplice, dignitoso e ben realizzato. Un compitino svolto con diligenza. Guardando le opere d'animazione che si vedono in giro al giorno d'oggi potrebbe però iniziare a non bastare più.


sabato 3 gennaio 2015

FIRMA AWARDS 2014: FUMETTO

Eccoci qui a spulciare finalmente tra le pieghe dei dodici mesi che hanno composto l'appena conclusosi 2014 per quel che riguarda la categoria Fumetto, l'unica per la quale la mia fruizione di lettore non è completamente sfasata temporalmente (con qualche eccezione ovviamente).

Quindi per quasi tutto quel che concerne il fumetto andremo a parlare di ciò che è stato effettivamente pubblicato in Italia nel corso di questo 2014, eccezion fatta come al solito per la sottocategoria Volumi e Graphic Novel che prende in considerazione tutta una serie di recuperi e di cose anche vecchie lette da me in questo 2014.

Senza perder tempo andiamo a incominciare proprio dall'anomala categoria VOLUMI & GRAPHIC NOVEL, tutto ciò che ho letto quest'anno indipendentemente dalla data di uscita in edicola, fumetteria o libreria di varia.

Abbastanza nutrita la selezione di volumi tra i quali ho potuto scegliere avendo dato il via quest'anno a tutta una serie di letture formata da albi che giacevano intonsi nella mia libreria da diverso tempo. Parecchie le cose interessanti ma le tre che andranno a comporre il podio sono:

Terzo Classificato:
Hellboy: La bara incatenata e altre storie di Mike Mignola
In rappresentanza dell'opera dedicata da Mignola al suo ragazzo infernale, ognuno dei volumi di Hellboy letti durante l'anno è stata una bellissima scoperta. Da segnalare la maestria dell'autore nel gestire le storie brevi legate alla tradizione e al folklore di paesi diversi. Un personaggio di una certa eleganza.

Secondo Classificato:
Il quinto Beatle di Vivek J. Tiwary, Andrew C. Robinson e Kyle Baker
Un volume capace di trasportarci indietro nel tempo per farci assistere alla vita dei Fab Four ma soprattutto per palesare la meno conosciuta ma non meno affascinante e importante figura di Brian Epstein, manager dei quattro di Liverpool e personalità difficile e tormentata. Visivamente da applausi.

Primo Classificato:
La valle del terrore di Claudio Nizzi e Magnus
Roba vecchia, certo, ma ancora insuperabile. Più di duecento tavole di perizia grafica da ammirare e riammirare continuamente per uno dei Texoni più riusciti di sempre (forse il più riuscito).

           



Entriamo ora a tutti gli effetti nella produzione fumettistica italiana del 2014 con le restanti categorie. Ammetto che decidere quali categorie inserire e come gestirle non è stato affatto facile. Lo scorso anno mi ero ripromesso di leggere di più e di ampliare la mia conoscenza del fumetto giapponese (cosa che ho fatto leggendo il bellissimo saggio Manga) e istituire quindi una categoria dedicata al manga. Purtroppo la disoccupazione non mi ha permesso di ampliare le mie letture, anzi le ha ridotte obbligandomi a interrompere anche serie interessanti come Rainbow e impedendomi di iniziarne di nuove. Segnalerò quindi come consiglio personale solo il recupero dei tre volumi di Prophecy di Tetsuya Tsutsui.

Altra categoria molto poco nutrita quest'anno è quella dedicata ai BONELLIDI. Prendendo in considerazione solo gli albi pubblicati in questo formato contenenti materiale inedito di produzione italiana (quello francese godrà di una categoria a parte), la scelta si riduce a un bacino di proposte veramente esiguo: tre miniserie e tre serie regolari.

Azzardiamo comunque un podio segnalando anche l'esordio di Adam Wild in casa Bonelli, nuova serie regolare che ho deciso (volente o nolente) di non seguire.

Terzo Classificato:
Le Storie di AA.VV.
Continua la serie di storie autoconclusive affidate di volta in volta ad autori e disegnatori diversi. E' inevitabile che la qualità di una proposta simile sia altalenante, ciò nonostante le proposte sono spesso di buon livello toccando di quando in quando vette più alte della media. La formula non rischia di annoiare.

Secondo Classificato:
Long Way di Diego Cajelli e AA.VV.
Giunge al termine l'esperimento italianissimo di portare certa serie B nel fumetto popolare da edicola. Non ci strappiamo i capelli ma la serie si è rivelata divertente e nel complesso davvero ben riuscita, meglio di molto altro.

Primo Classificato:
Orfani di Roberto Recchioni e AA.VV.
Anche in questo caso non gridiamo al miracolo, Recchioni è un buon autore e Orfani si è rivelata un'importante novità in casa Bonelli. Una bella serie di dodici episodi, ben congeniata per tre quarti e un po' diluita sul finale. Indubbiamente il vero successo dell'anno in questo segmento.

           



Affrontiamo ora il tanto caro fumetto seriale americano occupandoci però di MINISERIE e ONE SHOT, categoria addirittura da me soppressa l'anno passato per carenza di materiale interessante. Quest'anno è andata meglio nonostante non siano mancate le delusioni come la tanto pompata Age of Ultron di casa Marvel. Per le cose migliori bisogna rivolgersi verso altri lidi nonostante non mi siano dispiaciuti gli eventi legati ai titoli di X-Men: Battle of the atom. Comunque, andiamo a sbirciare il podio ringraziando inaspettatamente l'Editoriale Cosmo.

Terzo Classificato:
Fabian Gray: Five Ghosts di Frank J. Barbiere e Chris Mooneyham
La prima miniserie dedicata alle avventure di Fabian Gray è una storia dal sapore pulp che ricorda il passato e l'avventura d'altri tempi. Non un capolavoro ma una buona boccata d'aria fresca.

Secondo Classificato:
Kick Ass 3 di Mark Millar e John Romita Jr.
Che piaccia o meno Kick Ass è la serie che più di tutte ha lasciato il segno tra le più recenti proposte del provocatorio Mark Millar. La chiusura del cerchio mi è sembrata degna della serie e ammetto di essermela goduta parecchio. Di questi tempi non è poco.

Primo Classificato:
Doug Wildey's Rio di Doug Wildey
Una bella storia western come non se ne producono più molte oltreoceano. Forse il western è un genere considerato vecchio ma io sono tra quelli che pensano che abbia ancora molto da regalare e da dire. Tra miniserie e speciali dedicati a questo o quell'altro supereroe produzioni come queste spiccano.

           



Spostiamoci ora tra Francia e Belgio per una sottocategoria che vede in lizza diversi prodotti della bande dessinée che editori come Cosmo e Gazzetta hanno reso possibile ammirare o riammirare in Italia. Non ho fatto distinzioni di formati e differenze tra albi già editati in passato e inediti, un calderone nel quale infilare tutto ciò che è di provenienza franco-belga. E' stata dura, vista la qualità alta di molte delle proposte presentate ho deciso di allargare il podio a sei posizioni tralasciando l'ottimo Lucky Luke già segnalato lo scorso anno.

Sesto Classificato:
Western: La ballata di Nate Chisum di Jean Van Hamme e Rosinski
Ulteriore testimonianza di come ancora una volta, con una storia singola, l'epopea dell'ovest americano abbia molto da dire e continui a offrire ottime storie. Intramontabile.

Quinto Classificato:
Deadline di Laurent Frédéric Bollée e Christian Rossi
Un western assolutamente atipico sia per storia che per atmosfere, temi universali al tempo della secessione. Parlando di quel che certa narrazione ha ancora da offrire...

Quarto Classificato:
Blueberry di Jean-Michel Charlier e Jean Giraud
Monotematico. Può darsi, ma l'epopea western del tenente Blueberry è scritta davvero molto bene, una densità di lettura unica riproposta da Gazzetta in un'edizione degna ed economica. Un Giraud non ancora irresistibile per una proposta sempre di tutto rispetto.

Terzo Classificato:
Bouncer di Alejandro Jodorowski e Francois Boucq
Caspita, ancora western! Si, ma avete visto i nomi coinvolti? Bouncer si trova in terza posizione solo perché sono rimasto indietro con la lettura e il mio giudizio non può dirsi completo. Torna il western spietato che più spietato non si può.

Secondo Classificato:
Juan Solo di Alejandro Jodorowski e Georges Bess
Altra vicenda capace di sviscerare la crudeltà umana questa volta inserita nell'ambiente della malavita sudamericana. Juan Solo è un reietto che saprà farsi strada verso il suo finale cristologico. Da leggere.

Primo Classificato:
Michel Vaillant di Jean Graton
A sorpresa la lettura più piacevole si è rivelata la serie sportiva ambientata nel mondo dei motori dedicata al pilota Michel Vaillant. Argomenti che solitamente non incontrano il mio interesse si trasformano grazie all'abilità di Graton in una inaspettata e appassionante saga familiare e sportiva davvero rinfrescante.

           

         



Veniamo ora al settore dedicato alle RISTAMPE di materiale americano già edito nel nostro paese, anche qui la base è ampia e le proposte davvero valide non mancano. Un occhio al valore dell'opera ma soprattutto al gusto personale.

Sesto Classificato:
X-Men di Stan Lee, Jack Kirby e Werner Roth
Tra gli ultimi volumi presentati da Panini nel formato Marvel Collection purtroppo ora abbandonato dalla casa editrice. Una riproposta che mi ha permesso di godere di tutto questo materiale anni '60 insieme alla mia bimba che si è innamorata dei vecchi X-Men e di Jean Grey in modo particolare.

Quinto Classificato:
100 bullets di Brian Azzarello e Eduardo Risso
Continua la galoppata noir imbastita da Azzarello che gira la boa e inizia la sua discesa verso la conclusione, qualità costante senza nessuna caduta di tono. Mai.

Quarto Classificato:
Invincible di Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley
Ironia e freschezza sono le armi che Kirkman si gioca per rifondare il genere supereroico e lo fa con una certa maestria, classe e scioltezza. Invincible è la serie alla quale ti affezioni in un attimo e che non vuoi più lasciare.

Terzo Classificato:
Miracleman di Alan Moore e AA.VV.
Titolo fondamentale per una delle svolte più epocali del fumetto, inutile star lì a tessere le lodi di Moore (o Scrittore Originale se preferite), accontentiamoci di poter leggere uno dei capisaldi del genere. Grazie Panini.

Secondo Classificato:
Madman di Michael Allred
Non l'avevo mai letto, è stato amore a prima vista. Madman è semplicemente quella creatura fantastica, quel beautiful freak che non potete non amare. Tra l'altro porta il nome più bello di sempre dato a un personaggio a fumetti.

Primo Classificato:
The walking dead di Robert Kirkman e Charlie Adlard
Semplicemente la serie regolare che trovo più appassionante e che mi fa più piacere leggere. Dal futuro incerto, sorprende, sconvolge, calca la mano e coinvolge. Kirkman ha capito come andare avanti e avanti senza mai annoiare. Ormai non ci si può rinunciare.

           

           



Avrei tanto voluto dedicare una sottocategoria al materiale Disney, purtroppo io e Lauretta siamo indietro con le letture e ne verrebbe fuori quindi un podio falsato, cercherò di dedicare a paperi e topi dei post appositi come fatto con Topolino Black Edition ad esempio.

Andiamo a concludere quindi con le serie regolari americane più apprezzate da queste parti nel corso di questo 2014. Segnalo l'abbandono di molte serie, per motivi economici e non solo, parecchie di quelle edite dalla DC Comics e molte targate anche Marvel. Vediamo comunque cosa rimane di interessante.

Sesto Classificato:
Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Adrian Alphona
La serie che propone una Miss Marvel musulmana non so se infine si rivelerà più o meno una scelta coraggiosa, quel che è certo è che l'inizio di questa avventura sembra sfizioso e divertente, sicuramente una delle serie da tenere d'occhio.

Quinto Classificato:
All-New X-Men di Brian Bendis e Stuart Immonen
Ancora su buoni livelli ma con i primi sintomi di debito d'ossigeno, fa il paio con Guardians of the Galaxy scritta dallo stesso Bendis. L'impressione è che la questione di questi X-Men dislocati temporalmente vada prima o poi risolta. Per ora tiene ancora.

Quarto Classificato:
Uncanny Avengers di Rick Remender e Daniel Acuna
Le vicende della Squadra Unione divertono, Remender riesce a orchestrare trame di lungo respiro senza annoiare pur usando espedienti narrativi noti a chiunque. Un'ottima tenuta.

Terzo Classificato:
Wolverine & The X-Men di Jason Aaron e AA.VV.
Giunta purtroppo al termine, la gestione di Aaron si è rivelata una delle più illuminate della storia recente delle testate mutanti. Temo che ne sentiremo la mancanza.

Secondo Classificato:
The Massive di Brian Wood e AA.VV.
Nonostante la serie originale abbia superato le venti uscite sembra che Panini consideri qui da noi terminata la ricerca della Massive da parte della nave gemella Kapital. Un vero peccato per una delle serie più originali e interessanti dell'ultimo periodo.

Primo Classificato:
Hawkeye di Matt Fraction e Daniel Aja
C'è poco da dire, a mio avviso Hawkeye è la serie scritta meglio nel panorama dei comics attuali, almeno tra quelli che io conosco. Una di quelle serie da recuperare in toto. Forza, forza, che aspettate?

           

           

giovedì 1 gennaio 2015

FELICE ANNO NUOVO

Auguri da Giuseppe e da me medesimo per un lento e meraviglioso 2015!


Clicca sull'immagine per ingrandire.

Aiutaci a diffondere il verbo del Bradipo linkandolo. Fallo tu perché il Bradipo fa n'caz.

mercoledì 31 dicembre 2014

FIRMA AWARDS 2014

Benvenuti signore e signori ai Firma Awards 2014, i premi più temporalmente sfasati del web. Avete fatto il pieno del meglio e del peggio dell'annata che va a terminare? Bene, qui avrete qualcosa di totalmente diverso per quel che riguarda le categorie più amate da Voi carissimo pubblico! Vale a dire, come se già non lo sapeste, Cinema, Libri, Serie Tv, Animazione e Fumetto (che tratteremo nei prossimi giorni in un post a parte).

Per chi non conoscesse questi prestigiosissimi Awards ecco il succo del discorso: qui troverete il meglio di quel che si è visto e letto durante il 2014 da queste parti, cioè quel che ho visto e ho letto io. Poco importa se il libro migliore è uscito magari nell'Ottocento e il film negli anni Settanta, in fondo a chi importa. Seguendo il motto del Bradipo bisogna prendere tutto con calma, anche gli stimoli esterni. Come dicevano i Chicago Does anybody really know what time it is? Does anybody really care? C'è davvero qualcuno che sappia che ora è? C'è davvero qualcuno a cui importa? Quindi per me tutto quel che è passato da queste parti nel 2014 è valido, mi troverete più sul pezzo giusto per qualche sottocategoria della voce Fumetto.

Per i curiosi è possibile spulciare i risultati delle passate edizioni cliccando sulla parola Awards.

Partiamo dalla categoria SERIAL TV per la quale il podio è stato selezionato tra diverse stagioni provenienti da tredici serial differenti. Questo è quel che mi ha concesso di seguire il tempo a mia disposizione, diverse serie brevi, alcune di media durata e solo un paio composte dai classici 22/24 episodi della serialità americana.

Terzo Classificato:
Carnivale di Daniel Knauf (Stag. 1 e 2)
Gran bella sorpresa che lascia come unico rammarico il fatto di non aver potuto seguire le vicende degli ambigui artisti circensi lungo l'arco delle sei stagioni programmate in origine dal loro creatore. Ottima ambientazione, personaggi e storie intriganti e la classica dicotomia bene/male a tenere banco tra misteri, visioni e sovrannaturale.

Secondo Classificato:
Sherlock di Steven Moffat e Mark Gatiss (Stag. 1, 2 e 3)
Eccezionale prova di scrittura da parte degli ideatori, una qualità che lo stesso Moffat sembra non essere più capace di esprimere negli script di Doctor Who, protagonisti e relative nemesi semplicemente perfetti con una coppia formata da Cumberbatch e Freeman che neanche Batman e Robin. Moderno e allo stesso tempo rispettoso della tradizione. Chapeaux.

Primo Classificato:
Black Mirror di Charlie Brooker (Stag. 2)
Sembrava impossibile bissare la qualità già stratosferica della prima stagione e invece gli inglesi ce l'hanno fatta alla grande. Semplicemente la serie più spietata, intelligente e imperdibile della produzione televisiva attuale. Doppio Chapeaux.

Altro da segnalare non c'è se non il continuo calo del serial dedicato al Doctor Who (ahimè) e la flessione qualitativa della comunque più che buona terza stagione di The Walking dead.

        



Passiamo alla categoria ANIMAZIONE per la quale quest'anno abbiamo all'attivo una quindicina di titoli. Nel caso non fosse chiaro in questa categoria farò rientrare solamente i lungometraggi d'animazione e in tecnica mista che ci è capitato di vedere durante il 2014 tra cinema e televisione. Come al solito candidati anche titoli vecchi e stravecchi.

E' stata dura, almeno sei o sette i titoli meritevoli di menzione, ho deciso però di premiare più il lato divertente dell'animazione (almeno per quel che riguarda il primo gradino del podio), quella che sono riuscito a godermi con mia figlia e mia moglie lasciando alle posizioni successive quella più impegnata.

Terzo Classificato:
Valzer con Bashir di Ari Folman
La difficile ricostruzione dell'esperienza che lo stesso regista si trovò a vivere durante la guerra libanese degli anni '80 narrata con uno stile d'animazione tanto particolare quanto efficace. Per riflettere e ricordare, ragionare su tragedie sempre purtroppo tremendamente attuali.

Secondo Classificato:
Una tomba per le lucciole di Isao Takahata
Uno dei capolavori dello Studio Ghibli nonostante non porti la firma del maestro Miyazaki, ancora dolore, guerra e morte per un film che mi è impossibile non premiare. In mezzo a tutto ciò la bellissima e fragile innocenza dei bambini. Imperdibile.

Primo Classificato:
The Lego Movie di Phil Lord, Chris Miller e Chris McKay
Nonostante sia meno denso di contenuto rispetto agli altri due film che compongono il podio The Lego Movie si è rivelata la vera sorpresa dell'anno. Un film divertentissimo con un mix riuscito di animazione e stop-motion, grande lavoro sui pupazzetti che mantengono la loro caratteristica rigidità pur essendo espressivi e credibili, ottimo finale e messaggi non scontatissimi. Uno spasso.

         



Eccoci giunti alla categoria LIBRI, sicuramente quella alla quale sono più legato e interessato. Quattordici i libri che sono riuscito a portare a termine e godermi quest'anno, almeno due dei quali volumi di entità non indifferente. Nonostante le buone letture non siano mancate qui il podio mi si è delineato chiaramente fin da subito, deciso nelle tre posizioni di punta più dal gusto personale che non dal reale valore del libro in sè. Insomma, qualsiasi posizione del podio decidiate di assaggiare non cadrete male, ve lo assicuro.

Terzo Classificato:
Trilogia di New York di Paul Auster
Tre romanzi/racconti in un unico libro, un trittico magnifico e insondabile sulla perdita e sull'incertezza dell'identità. Chi siamo? Chi sono gli altri? Una lettura dove è anche importante il tema del linguaggio, stimolante e ammaliante come poche.

Secondo Classificato:
Di cosa parliamo quando parliamo d'amore di Raymond Carver
E' sempre elettrizzante la personale scoperta di un grande autore, dopo quella di Auster quella di Carver quest'anno è già la seconda. Una prosa essenziale quanto ficcante, in una manciata di brevi racconti la vita e le sconfitte dell'uomo. Irrinunciabile.

Primo Classificato:
Il sangue è randagio di James Ellroy
Di cuore. La chiusura della trilogia americana si rivela un ottimo romanzo degno di chiudere il cerchio di un'epopea iniziata con il favoloso American Tabloid. Dopo parecchi Ellroy minori la lettura di questo libro è stata una liberazione e l'infusione di nuovo entusiasmo per quello che lo scrittore losangelino ha in serbo per noi nei prossimi anni. Un must.

           



Chiudiamo questa prima giornata di premi con la categoria FILM per la quale sono stati presi in considerazione circa una quarantina di titoli, non molti in fondo e dai quali sono stati esclusi alcuni classiconi visti e rivisti diverse volte. Vi ricordo che qui troverete una selezione effettuata su tutti i film da me visti durante l'anno in corso (ancora per poco) indipendentemente dall'anno di uscita in sala del film. Insomma, conta solo quando il film è uscito a casa mia.

Terzo Classificato:
Carrie - Lo sguardo di Satana di Brian De Palma
Un classico che è stata quasi una riscoperta in quanto l'avevo visto forse nei primi anni della mia adolescenza. Da uno di quei libri riusciti alla grande di Stephen King un horror scaturito dal fanatismo religioso con una Sissy Spacek interprete strepitosa. Da recuperare assolutamente.

Secondo Classificato:
La banda Baader Meinhof di Uli Edel
Cronaca della nascita e dello sviluppo della RAF (Rote Armee Fraktion), nucleo terroristico della sinistra tedesca attivo dalla fine degli anni '60 in Germania e non solo, e del gruppo di militanti che faranno capo ad Andreas Baader, Gudrun Ensslin e in seguito a Ulriche Meinhof. Una pagina di storia narrata in maniera coinvolgente e imparziale dal regista Uli Edel.

Primo Classificato:
Onora il padre e la madre di Sidney Lumet
Cinema classico con la C maiscola quello di Lumet che per la sua ultima prova lascia in eredità un film grandissimo. L'uomo di fronte alla sconfitta, alle proprie decisioni e alle loro conseguenze. Dramma asciutto e vitale allo stesso tempo, grande cinema.

          


Appuntamento tra qualche giorno per tutto quel che riguarda la categoria Fumetto.

martedì 30 dicembre 2014

IL RITORNO DEL MOSTRO

(di Tiziano Sclavi e Luigi Piccatto)

Con l'ottavo numero della serie dedicata all'indagatore dell'incubo torna l'orrore tout-court, quello più vicino a noi, quello delle cronache, quello scatenato dalla pura e semplice follia, l'inspiegabile raptus omicida qui associato a ritardo e deformità. Sclavi ci presenta queste tematiche in un episodio che più di tutti quelli precedenti si legge d'un fiato, come se si stesse assistendo a uno di quei thriller cinematografici ben riusciti nei quali gli elementi risolutivi arrivano solo sul finale.

Nemmeno in questo numero manca il lato inspiegabile della vicenda che assume i contorni della creatura all'apparenza indistruttibile, situazione forse meno affascinante di altre ma che connota la narrazione per quasi l'interezza dell'episodio. La creatura nella fattispecie è un garzone di stalla, Damien, ma andiamo con ordine...

Nel maggio del 1971 in Galles ha luogo quella che verrà in seguito conosciuta come la strage di Steele House. La giovane Leonora, rampolla della ricca famiglia Steele e ragazza non vedente, si sveglia una mattina ritrovandosi completamente sola nella grande casa di famiglia, fatto questo molto insolito data la sua condizione e vista l'assenza finanche dei domestici solitamente in servizio presso la famiglia. Non ci vorrà molto alla ragazza per imbattersi casualmente nei cadaveri della madre, del padre, del maggiordomo, della cuoca, del cameriere e dello stalliere. L'unico a mancare all'appello è il ragazzo ritardato Damien, aiutante dello stalliere sul quale inevitabilmente cadrà la colpa dell'atroce delitto multiplo.

Sedici anni più tardi la stessa Leonora è diventata una donna dura e decisa terrorizzata però dalla recente fuga di Damien dalla casa di cura dove era stato internato all'epoca della strage. Come testimoniato anche dal Dottor Pierce, Damien sembra essere diventato una creatura capace di resistere a qualsiasi cosa e privo di ogni senso del dolore. Per proteggersi da quello che non sembra più essere un uomo la bella Leonora ricorrerà ai servigi di Dylan Dog.

Sclavi scrive un episodio più convenzionale rimescolando un po' le carte sul finale come si conviene a una produzione orrorifica, le matite di Piccatto delineano in alcune tavole uno degli indagatori dell'incubo finora più essenziali e meglio riusciti. Purtroppo la qualità del tratto e in alcuni casi anche lo stile non rimangono costanti per tutta la durata dell'albo inanellando diverse tavole meno riuscito o curate. Il ritorno del mostro risulta meno intrigante di altre avventure dylaniate ma rimane comunque una buonissima lettura.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...