mercoledì 4 maggio 2011

MARVEL SAGA

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta (e relativo blog)

Fan della defunta Spider-Man Collection potete asciugarvi le lacrime e riporre i fazzoletti.

Dopo qualche mese di incertezza i vostri dubbi dovrebbero essere ormai fugati, i vostri cuori più sollevati e i vostri portafogli inevitabilmente più leggeri.

La Panini Comics rilascia dichiarazioni ottimistiche sull’andamento della collana di ristampe classiche Marvel Collection, vede e rilancia. Anzi raddoppia.

Ad affiancare il primo mensile di materiale classico da edicola che finora ha ospitato il Capitan America di Kirby e quello di Steranko, Il Thor del classicissimo duo Lee/Kirby e in questi ultimi mesi le storie dei Vendicatori realizzate da autori quali Lee e Thomas e disegnate da gente come Heck e Buscema, arriva questa seconda testata dal titolo Marvel Saga.

Una sorta di sequel proprio di quella Spider-Man Collection che non è riuscita a vincere la battaglia con i numeri ed è affondata nel mare delle pubblicazioni da edicola.

Nei programmi della Panini per questa collana ci sono la ristampa di Marvel Team-Up e di The Amazing Spider-Man (riprese da dove le avevamo lasciate su Spider-Man Collection) seguite a ruota, risultati permettendo, dalla riproposta del materiale tratto da The Spectacular Spider-Man.

La prima domanda che mi viene in mente è questa. Perchè questo Marvel Saga dovrebbe farcela dove ha fallito Spider-Man Collection che presentava lo stesso materiale, certo con meno pagine e quindi meno storie, a un prezzo decisamente inferiore?

Attenzione perchè non sto affermando che il rapporto qualità/quantità/prezzo di questo Marvel Saga (MS da ora in avanti) non sia buono. Tutt’altro. Sette storie classiche, 144 pagine colore a 6 euro reggono bene il confronto con il precedente Spider-Man Collection che presentava quattro storie a 3,50 euro.

La risposta ovviamente non la conosco, la speranza è che MS così come Marvel Collection possano prosperare e arrivare anche a un pubblico più giovane degli ormai ultratrentenni appassionati storici di comics americani.

Va bene, smetto di tediarvi e vado a illustrarvi cosa potete trovare all’interno di questo numero d’esordio.

Due parole sulla confezione dell’albo, molto simile a Marvel Collection ma con qualche piccola differenza.
L’albo non presenta infatti i risvolti di copertina con le cover originali ritagliabili che in parte lasciavano scoperte le pagine interne degli albi di Marvel Collection creando un effetto fastidioso.

La nota positiva è che le cover collezionabili, per chi fosse interessato, sono ancora presenti in una pagina a fine albo stampata su cartoncino (come quelle di MC insomma).

Per quel che concerne le storie si parte proprio dalla ristampa degli episodi di Marvel Team-Up targati 1973/74. Che questa MS sia la diretta discendente di Spider-Man Collection lo dimostra anche il fatto che gli episodi di Marvel Team-Up 18 e 23 vengano saltati a piè pari causa l’assenza del nostro Arrampicamuri di Quartiere.

La caratteristica di Marvel Team-Up è quella di presentare avventure in cui Spider-Man stringe alleanza con qualche altro eroe Marvel per affrontare il cattivone di turno.

Il primo dittico di storie, a cura di Len Wein e Gil Kane, presenta lo scontro con il Basilisco e le alleanze con Capitan Marvel prima e Mister Fantastic dopo. Dimenticatevi approfondimenti psicologici, sottotrame e la vita privata del buon Peter Parker. Queste sono caratteristiche proprie della testata madre dedicata al buon ragnetto (Amazing Spider-Man), Marvel Team-Up è soprattutto azione e divertimento. Ingenuo forse agli occhi del lettore moderno ma sempre corposo e genuino. Qui non si dilata, non si centellina, non si butta via niente.

In due episodi troviamo una minaccia dallo spazio, ascesa e caduta del Basilisco, Rick Jones e Capitan Marvel e si trova anche il tempo di coinvolgere Mr. Fantastic e andare a rompere le scatole in casa dell’Uomo Talpa.

Gil Kane, interprete di alcune ottime tavole di quegli anni ha mostrato cose migliori proprio in episodi di Amazing e Marvel Team-Up presentati nel recente passato su Spider-Man Collection. Anche qui rimane inalterata la sua grande capacità di tratteggiare volti decisamente espressivi e convincenti.

Nelle due storie successive il buon vecchio arrampicamuri si concede una trasferta nella Terra Selvaggia per fare un favore all’amico Curt Connors. Alla ricerca di Stegron in compagnia di Ka-Zar, Zabù e tornando a casa della Pantera Nera. Testi ancora di Wein e parte grafica equamente divisa tra Kane e Sal Buscema. Da segnalare un paio di doppie splash-page, inusuali nelle storie dell’epoca e dai risultati quantomeno approssimativi. Dinamiche ma sinceramente bruttine.

Interessante la proposta di due storie con protagonisti lo storico stregone supremo dell’universo Marvel e quello attuale.
Parliamo del Dottor Strange (matite di Buscema) e di Fratello Voodoo (matite di Jim Mooney).

Ha il giusto sapore mistico/psichedelico l’avventura con il Dr. Strange contro Xandu, forse la migliore del lotto mentre risulta interessante quella con Fratello Voodoo proprio per il suo protagonista, quel Jericho Drumm riportato al centro dell’universo Marvel di recente da Brian Bendis che lo ha reso il nuovo Stregone Supremo.

Per chi ama i Vendicatori c’è anche un episodio con protagonisti l’Uomo Ragno e Occhio di Falco. Cosa volete ancora?

Se non vi siete mai avvicinati a ristampe d’annata perchè avete sempre avuto l’impressione che queste siano poco coinvolgenti o divertenti ricredetevi. Dategli tempo e vi conquisteranno. Lasciate perdere roba come Deadpool ad esempio e date una possibilità a queste “vecchie” storie, non ve ne pentirete.

sabato 30 aprile 2011

BACK TO THE PAST: 1970 PT. 4

Con più di un milione di copie vendute e la scalata fino alla vetta delle classifiche per quel che riguarda il genere Soul, Brook Benton porta sotto i riflettori la sua versione di un pezzo risalente al 1962.
Rainy night in Georgia è stata reinterpretata in seguito da altri astisti compreso Ray Charles. Esibizione live probabilmente eseguita in tempi più recenti.



Altra celebre cover in ambito Rock-Blues questa volta la incide Carlos Santana. In origine era un pezzo dei Fleetwood Mac, Black magic woman diventa in seguito un classico del repertorio del chitarrista Messicano e della sua band.



Abbandoniamo cover, blues e soul per territori Funk. Un pezzo originale del 1970, e parlando di Funk è d'obbligo proporre Get up (I feel like being a) Sex Machine! e il plastico James Brown.

giovedì 28 aprile 2011

UNA VISITA A: MUSEO DELL’AUTOMOBILE

A scanso di equivoci metto subito in chiaro che non sono un appassionato di motori.
Come quasi a chiunque anche a me piacciono le belle auto ma non ne ho mai fatto una malattia. Sono in questo campo, come in altri, molto nostalgico. Mi piace riguardare le auto della mia infanzia, le auto protagoniste di tanto cinema anni ’70 e via dicendo.
Guido una Punto, cammina, non consuma in maniera eccessiva, la uso poco e va bene così.
Credo che mai farei pazzie per un auto (forse giusto per la Batmobile del telefilm di Bats anni ’60).

Detto questo, il Museo dell’Automobile di Torino è veramente una bellissima visita, uno di quei musei dai quali ti dispiace quasi uscire.
Intanto è davvero bella la location, l’edificio risalente agli anni ’60 e restaurato di recente ha un piglio ancora moderno, la vista sul verde della collina offre una cornice suggestiva a due passi dal Po.

Per i torinesi che hanno memoria della struttura prima del rinnovo e ricordano i vecchi allestimenti sarà una piacevole sorpresa vedere il museo in questa nuova versione.
Accogliente, ben strutturato e con un allestimento interno davvero ben realizzato.

La visita propone anzitutto l’evoluzione dell’auto nella storia. Si parte dall’abbandono degli animali come mezzo di trazione in favore delle nuove macchine a vapore. Il visitatore viene accolto da una specie di libreria nella quale sono riposte le riproduzioni dei primi trabicoli a motore.


La velocità aumenta, le forme sono più aerodinamiche e i mezzi esposti sono di grande interesse e riempiono gli occhi.
In una sorta di garage d’epoca ricreato all’interno del museo troviamo le prime automobili vere e proprie risalenti a inizio secolo. Ottima la riproduzione d’ambiente dove sono alloggiate varie Fiat, Benz, Renault oltre a una serie di marchi ormai scomparsi.
Auto protagoniste di imprese storiche, auto-salotto alla portata solo di ricchi e aristocratici, le vetture dell’immaginario degli anni dei gangster ma anche le auto pratiche del periodo critico del dopo-guerra in contrapposizione a lusso e grandezza dell’auto americana del boom economico.


Anche l'ambiente contribuisce a rendere la visita interessante. Molte sale presentano allestimenti particolari davvero ben curati. In vetrina gli oggetti del boom economico italiano, riproduzioni di ambienti tipici della vita negli Stati Uniti nei '60, poster di album musicali, video sulla controcultura hippie, interessanti video illustrativi sulla produzione mondiale di automobili, sul lancio della celebre Citroen DS, la Trabant al Check Point Charlie e altro ancora.


Non manca una selezione di interessanti prototipi, interventi di famosi designers, l'arte della meccanica, le pubblicità d'annata delle auto da tutto il mondo, il giro in giostra, parti di auto usate in modo "creativo", la sezione sulle auto da corsa, le auto dei primati e via discorrendo.

Insomma se siete appassionati d'auto ma anche se non lo siete al Museo dell'Auto ci dovete andare. Se siete di Torino la visita è consigliatissima. Se non lo siete è consigliata due volte, potrete così cogliere l'occasione di visitare anche la città. Sarà sicuramente una piacevolissima sorpresa per chi non la conosce.

VISIONI 18

Girando per la rete mi sono imbattuto negli splendidi lavori di Craig Davison.

Nato in Inghilterra Davison si è occupato di disegno, grafica in ambito videoludico, scultura e pittura.

In questa serie di lavori Davison mette a confronto i bambini e i loro (ma soprattutto nostri) miti con uno stile davvero invidiabile.

Sul suo sito (qui) si trovano opere altrettanto interessanti.


Quickly to the Batcave


A fistful of spangles


Hi girls,... hi Charlie!


The magnificient seven


A small victory

martedì 26 aprile 2011

NOSTALGIA 4

Stamattina insieme a Lauretta, mentre ci lavavamo e cambiavamo in bagno, si canticchiavano i pezzi di quello che è stato un piccolo mito di chi, come me, è nato nella seconda metà dei '70.

Fa strano vedere come parecchie cose che piacevano a noi bambini di allora vengano apprezzati anche oggi, a distanza di trent'anni, dai nostri pargoletti.

Il personaggio in questione è Heather Parisi, ballerina italoamericana interprete di successi come Cicale, Disco bambina, Crilù, etc...

Come sigla di Fantastico '81 la Parisi cantava proprio Cicale.

venerdì 22 aprile 2011

MEGAMIND

(di Tom McGrath, 2010) 

Un altro film d’animazione basato sull’epica del supereroe, o meglio del supercriminale in questo caso. Essendo un grande fan del genere non potevo farmi scappare quest’ultima fatica della Dreamworks che, oltre alla saga di Shrek, sta sfornando ottimi prodotti (Bee Movie, Kung fu Panda, Dragon trainer e ora questo Megamind). La realizzazione per quel che riguarda il versante tecnico non stupisce, pellicola ottimamente confezionata ma che non lascia a bocca aperta, decisamente meglio Dragon Trainer per dirne una. Megamind sembra avere una realizzazione grafica più semplice, meno dettagliata che comunque non inficia minimamente la visione. Nessun problema quindi. 

La storia parte come un (doppio) omaggio al mito di Superman. Due bambini alieni vengono inviati nello stesso momento sulla Terra per sfuggire alla distruzione del proprio pianeta natale (vi ricorda qualcosa?). Il piccolo Metroman finisce in una lussuosa casa di proprietà di una coppia ricca. Megamind e il suo pesciolino Minion finiscono invece all’interno di un carcere. I valori con cui i due ragazzi crescono saranno inevitabilmente differenti. Differenze che verranno fuori sempre di più durante gli anni della scuola dove i ruoli di eroe per il primo e cattivo per il secondo si definiranno in maniera decisa. Anni dopo la città di Metro City ha il suo difensore in Metroman, amato da tutti, e il suo antagonista sarà il diabolico inventore (nonché pasticcione) Megamind con tanto di fido aiutante, Minion, pesciolino in corpo robotico. Gli scontri tra i due sono innumerevoli e vedono immancabilmente il trionfo dell’eroe di Metro City. Cronista dei vari scontri la reporter Roxanne Ritchie, personaggio che strizza l’occhio alla Lois Lane moglie di Superman. Un giorno però le cose cambiano e quasi senza volerlo Megamind toglie di mezzo definitivamente il suo avversario. Il male trionfa. Ma Megamind non è poi così cattivo, in fondo il suo cuore è buono. Cosa farà ora che non ha più il suo avversario. Chi porterà in alto il vessillo del bene di cui la gente di Metro City ha così tanto bisogno? Ci saranno ancora scontri, equivoci, inganni, nemici terribili e colpi di scena. Soprattutto ci sarà parecchio divertimento, l’ormai inevitabile caccia alle citazioni e una bella colonna sonora hard rock. Sulle note di Ac/Dc, Ozzy Osbourne e altri, i fan dei comics non potranno non apprezzare la presa in giro di alcuni cliché del genere e tutti gli altri si godranno l’ennesimo film animato di ottima fattura. La produzione non ha lesinato neanche sul cast vocale. In originale le voci dei protagonisti erano affidate a Will Ferrell, Brad Pitt, Tina Fey e Ben Stiller.
   

INDOVINA CHI? 19

Ecco la situazione dopo la Comics Edition dell'ultima manche dove Luigi, ferrato sull'argomento,ha rosicchiato parecchi punti su tutti.

Siamo alle porte del ventesimo appuntamento, manche senza argomento questa volta, ancora sei manche alla fine.

MICHY 55
URZ 53
LA CITATA 49
MORGANA 29
ZIO ROBBO 17
LUIGI 13
GABRY 9
LA 4
VIKTOR 3

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)

mercoledì 20 aprile 2011

LA TERRA CONTRO I DISCHI VOLANTI

(Earth vs. the flying saucers di Fred F. Sears, 1956) 

Rispetto a quelle che erano le mie aspettative ho trovato in questo film datato 1956 una buona tenuta di ritmo ed effetti speciali meno pacchiani di quel che si potesse pensare. Gli effetti speciali sono a cura di Ray Harryhausen considerato un maestro nel suo campo in grado di far interagire attori e miniature in maniera assolutamente credibile per gli standard dell’epoca. Come qualcuno avrà già intuito in questo film ci sono i dischi volanti e, strano ma vero, fanno capolino anche alcuni alieni dal carattere difficile. La realizzazione delle scene con gli apparecchi volanti risulta armoniosa per quasi tutto il film, pecca un pochino sul finale soprattutto nelle scene di distruzione; scontri tra dischi ed edifici ricordano un pochino l’artigianato di molti film sui mostri giapponesi. Comunque qui siamo su livelli davvero buoni, stiamo parlando di una pellicola del 1956 non dimentichiamolo.

Sulla terra si susseguono numerosi avvistamenti di oggetti volanti non identificati, la stessa aviazione americana non riesce a trovare una spiegazione plausibile ad almeno una piccola percentuale di essi. Anche personaggi eccellenti segnalano strani quanto molto evidenti avvistamenti. Tra questi lo scienziato Russell Marvin a capo di un progetto atto a reperire informazioni dallo spazio tramite la messa in orbita di dodici satelliti. Il giorno dell’avvistamento il dottor Marvin sta registrando su nastro alcune sue elucubrazioni, è cosi che su quel nastro rimane impresso anche quello che sembra il rumore generato da uno dei dischi volanti. Solo in seguito lo scienziato scoprirà che inciso sul suo nastro c’era un messaggio degli alieni. Questo ritardo e il sistematico abbattimento dei satelliti del progetto creerà spiacevoli equivoci che porteranno a un confronto con i temibili visitatori tutt’altro che amichevole. 

Il regista Sears fu un artigiano della Hollywood degli anni ’50. Contribuirà alla realizzazioni di più di cinquanta pellicole nonostante la sua dipartita in giovane età. Nessuna star di primo piano nel cast che comunque riesce a tener desta l’attenzione dello spettatore per l’intera durata del film. Un prodotto di genere ben realizzato che sarà apprezzato prevalentemente dai nostalgici dei film d’epoca e dai patiti di fantascienza.
   

martedì 19 aprile 2011

ELISABETH SLADEN

Apprendo in questo momento tramite una newsletter di un sito dedicato al Doctor Who al quale sono iscritto della morte dell'attrice Elisabeth Sladen, protagonista dello spin-off del Dottore dedicato al personaggio di Sarah Jane Smith.

L'attrice comparve riscuotendo molto successo accanto alla terza e alla quarta incarnazione del Dottore proprio nel ruolo di Sarah Jane Smith. Rimase legata alla serie per più di tre stagioni.
Comparve nuovamente in alcuni speciali dedicati al mondo del Doctor Who e, di recente, accanto al carismatico David Tennant in un episodio della seconda stagione moderna del serial fantascientifico.

Visto il successo del personaggio la BBC mette in cantiere lo spin-off dove la Sladen è assoluta protagonista. Le avventure di Sarah Jane Smith conta ben quattro stagioni.

Dopo tante fantastiche avventure una minaccia molto terrena se l'è portata via.

Elisabeth Sladen è morta oggi di cancro.





MINUSCULE - LA VITA PRIVATA DEGLI INSETTI

Tra i vari cartoni animati e programmi assortiti che guarda Laura (per chi non lo sapesse ancora è la mia splendida bambina), ce n'è uno in particolare che mi diverte parecchio e che trovo anche ben realizzato.

Minuscule e' una produzione francese che illustra episodi della vita di vari insetti con piglio curioso e divertente. Puntate brevi, corti di cinque minuti circa, su Wikipedia gli episodi sono divisi in quattro serie in base all'uscita in DVD. All'attivo 78 puntate e vari premi raccolti in giro per il mondo.

Fortunatamente riesco a vederne parecchi episodi in tv proprio grazie a Laura che appena li vede comincia a gridare: "papà vieni, c'è il tuo cartone preferito!"

Eccone uno.

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