sabato 15 novembre 2014

DOCTOR WHO - STAGIONE 8

Per la prima volta parlando di Doctor Who mi trovo a far davvero fatica a esprimere un giudizio netto, positivo o negativo che sia, sulla stagione che si è appena conclusa. Per la prima volta dal rilancio del 2005 non sono riuscito infatti a (re)innamorarmi del buon Dottore. Prima della ripresa moderna di questa storica e fantastica serie, come ho forse già avuto modo di dire, di Doctor Who non sapevo nulla o quasi. Poi, dopo soli tredici episodi, mi ritrovai totalmente catturato dal Dottore e subito in pena per l'abbandono di Eccleston.

Bastò lo speciale natalizio per farmi innamorare di Tennant e della nuova incarnazione del protagonista. Tre stagioni dopo eravamo da capo, ancora la sensazione che nulla sarebbe stato come prima. Ma ecco arrivare Matt Smith e un altro grande Dottore, ogni volta la nuova incarnazione riusciva a farmi dimenticare la precedente. Non sto dicendo che l'ultima fosse sempre meglio di quella prima, Tennant rimane (forse) inarrivabile, dico solo che il Dottore era sempre così grande da non farmi rimpiangere la sua versione precedente.

Ecco, questa volta questo non è successo, preferivo Smith o, ancor meglio, il Dottore interpretato da Smith, che non è proprio la stessa cosa. Eh sì, perché credo fermamente che il problema non sia Capaldi, attore navigato e capace di portare alla serie un ulteriore sviluppo nell'animo e nelle caratteristiche del personaggio, una nuova visione del Dottore, diversa dalle precedenti e per taluni aspetti altrettanto profonda.

Forse è proprio questa diversità a non avermi coinvolto come accaduto in passato, un Dottore più freddo, più scostante, meno avvolgente e in alcuni casi all'apparenza meno geniale. Forse il Dottore necessario a far emergere in maniera forte la companion Clara Oswald (Jenna-Louise Coleman) che in più di un'occasione, come mai successo in passato, sembra essere il vero motore della vicenda, l'elemento risolutivo, il vero Dottore. Lo sceneggiatore Steven Moffat lavora parecchio sul nuovo carattere del Dottore con il volto di Peter Capaldi, lavora sulla sua capacità di prendere decisioni difficili, sul suo rapporto con l'altro e con Clara in particolare, sull'attitudine (del Dottore e non solo) a saper mentire e sacrificarsi per il bene di chi si ama. Lavora molto sul Dottore ma lo fa tanto di testa e molto meno di cuore, aspetto che si riflette in tutta l'economia della stagione con un effetto a mio avviso imperdonabile in questa serie fatta di tanti elementi ma da sempre basata sui picchi emotivi, picchi che quest'anno ho riscontrato in davvero poche occasioni.


Mancano inoltre i grandi fili di coesione a unire le puntate, dove sono i personaggi come River Song? Dove sono gli incontri come quello con Van Gogh? Semplice, non ci sono. La serie poi si guarda comunque volentieri e in fin dei conti me la sono forse goduta di più di quella dell'anno scorso. E no, non mi sto contraddicendo, è solo che semplicemente quest'anno l'ho guardata come se fosse una serie come tante, non più il Doctor Who, quello che piaceva tanto, tantissimo a me.

Probabilmente è ora di un altro cambio, Moffat sta facendo un lavoro enorme su Sherlock, altra serie favolosa, lasciamolo lavorare lì, tranquillo. Qui forse è ora di provare qualcosa d'altro.


giovedì 13 novembre 2014

BRADI PIT SPECIAL 4 - GOCCE D'ACQUA

Belli si nasce e io, modestamente, lo nacqui!



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mercoledì 12 novembre 2014

A-Z: ALTER BRIDGE - ONE DAY REMAINS

Gli Alter Bridge nascono da una costola dei Creed. Anzi no. Gli Alter Bridge sono i Creed che a un certo punto perdono una costola (che per comodità chiameremo Scott Stapp). Ma si sa, in natura nulla si distrugge e tutto si trasforma così ai Creed cresce una nuova costola (che per comodità chiameremo Myles Kennedy) e l'entità Creed si trasforma nell'entità Alter Bridge. Questa era la teoria dominante fino al 2009, poi i mezzi a disposizione della scienza si sono evoluti e la teoria è stata rivista e corretta. Secondo le correnti di pensiero più moderne l'entità Creed/Alter Bridge non subì alcuna mutazione, si trattò invece di un caso di moltiplicazione, atipico per svariati motivi. Intanto di solito sono le cellule a moltiplicarsi e non le costole, e questo resta un mistero inspiegabile. Inoltre per diversi anni l'entità Creed, pur avendo elementi in comune con la nuova entità Alter Bridge, rimase nascosta per ricomparire integra appunto nel 2009, da qui la nuova teoria. Ad oggi le due entità proseguono in maniera indipendente la loro esistenza pur avendo in comune le particelle denominate Tremonti/Marshall/Phillips (altro mistero). Si osserva come dalla nascita dell'entità Alter Bridge questa abbia preso il sopravvento sull'entità quasigemella che risulta semi-dormiente dal lontano 2009. L'evoluzione degli Alter Bridge, parliamone pure al plurale, è stata rapidissima riuscendo a trasformare nel giro di pochissimo tempo una costola in una rock band solo a volte metal oriented.

L'affaccio al mondo del rock, a discapito di quello scientifico, avviene nel 2004 con il grintoso album d'esordio One day remains al quale tocca il fardello di non far rimpiangere le prime prove dell'entità madre rimasta nei cuori dei più e all'apparenza anche più remunerativa in venali soldoni. Ma a conti fatti e con le due entità scaraventate sui piatti non del vinile ma della bilancia, sarà difficile vedere un fan della prima storcere il naso come se avesse annusato un calzino sudato dopo aver ascoltato il lavoro della seconda. I punti di contatto non mancano, come è inevitabile che sia avendo le due entità (che per comodità chiameremo da ora in avanti band) in comune le particelle di cui sopra che in entrambe le band si fanno carico di portare avanti una sezione ritmica compatta e coesa. Il talento di Myles Kennedy, al pari di quello di Mr. Ripley, è innegabile e controllato con grande maestria, l'apporto del cantante al gruppo è importante per talento ma ancor più per capacità interpretativa, qualità che in alcuni casi riesce a cambiare la faccia di brani altrimenti risaputi. Il rock della band (chiamarlo metal mi sembra esagerato anche se diverse virate in quel senso ci sono anche) gode di un impatto energico e compatto, magari non eccezionale per varietà, basato sulla formula s/r/s etc..., ma che in ogni caso funziona. I temi delle liriche girano più che altro sulla difficoltà di affrontare la vita giorno per giorno e sulla speranza di non doverle affrontare in solitaria. Niente di nuovo sotto il sole, in compenso tanta grinta stemperata da un cantato melodico e avvolgente che grazie proprio alla voce di Kennedy (reclutato anche da Slash, ma evitiamo di parlare nuovamente di costole) rende i brani alla portata di tutti o quasi. Quando il ritmo rallenta (mai troppo) è proprio quello il momento di apprezzare le doti del vocalist che raggiunge le più alte vette emozionali nel brano In loving memory esibendo un misto di dolcezza e forte coinvolgimento che non lascia indifferenti. Le dita di Tremonti funzionano bene (non tutti i Tremonti vengon per nuocere) e all'interno di un album che si ascolta con piacere (ogni tanto) i buoni pezzi non mancano.

E prima o poi si spenderanno due parole anche per i Creed.



One day remains, 2004 - Wind-up

Myles Kennedy: voce
Mark Tremonti: chitarra solista, voci
Brian Marshall: basso
Scott Phillips: batteria

Tracklist:
01  Find the real
02  One day remains
03  Open your eyes
04  Burn it down
05  Metalingus
06  Broken wings
07  In loving memory
08  Down to my last
09  Watch your words
10  Shed my skin
11  The end is here

LA BUONANOTTE - DREAM THEATER - THE SPIRIT CARRIES ON

Nell'augurarvi una buona notte...



Dream Theater - The spirit carries on

dall'album Metropolis pt. 2: scenes from a memory del 1999

martedì 11 novembre 2014

PIRATI! BRIGANTI DA STRAPAZZO

(The pirates! In an adventure with scientists! di Peter Lorde, 2012)

La Aardman Animations è una realtà davvero interessante, dietro ogni loro produzione ci dev'essere una mole di lavoro non indifferente capace di plasmarsi, è proprio il caso di dirlo, in risultati di tutto rispetto degni di raggiungere il buio delle grandi sale cinematografiche. I primi cortometraggi prodotti dallo studio di animazione di Bristol - Inghilterra, risalgono addirittura al 1978, realizzazioni probabilmente mai tradotte nella nostra lingua (e forse mai viste da noi neanche in lingua originale). I corti prodotti dalla Aardman ammontano a quasi una cinquantina di titoli i più celebri dei quali vedono come protagonista la coppia di plastilina composta dai simpatici Wallace e Gromit. E' proprio con la tecnica della stop motion che lo studio si fa conoscere nel campo dell'animazione anche sulla lunga distanza. E' del 2000 il film Galline in fuga che precede di ben cinque anni il divertentissimo Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro (2005). Pirati! Briganti da strapazzo è l'ultima fatica della Aardman, un film che è anche un piccolo salto evolutivo che mescola la stop motion dei pupazzi in plastilina con la cgi degli ambienti e di diversi altri elementi. Tecnicamente il risultato è davvero ben riuscito tanto che durante la visione si è tentati di schiacciare il tasto pausa per ammirare fino in fondo la ricostruzione digitale delle scenografie, specialmente le vecchie strade di Londra ricreate come se fossero state realizzate anch'esse con la plastilina. Le due tecniche si sposano alla perfezione, un'ottima cornice per una storia divertente che non presenta però particolari motivi che la facciano spiccare nel mucchio di prodotti simili a questo.


Il film offre comunque diversi spunti divertenti, in primis la presenza della scimmia muta aiutante di Darwin che parla solo attraverso cartellini stampati spesso esilaranti. Il succo: Capitan Pirata e la sua stramba ciurma non sono propriamente il terrore dei sette mari, nell'annuale competizione Pirata dell'anno il Capitano viene regolarmente sbaragliato dall'agguerrita concorrenza di loschi individui come Sciabola Liz o Bellamy il moro. Per incrementare il suo bottino, elemento essenziale per vincere la competizione, il Capitano parteciperà a un concorso scientifico puntando al primo premio grazie alla sensazionale esibizione di un Dodo ancora in vita che il Capitano stesso ha sempre creduto essere un semplice volatile. Nella vicenda hanno la loro parte anche Charles Darwin, la sua scimmia e la Regina Vittoria nemica giurata dei pirati e delle specie in via di estinzione.

Un film che si segue con piacere pur non offrendo risvolti esaltanti nel plot graziato però da una resa visiva molto appagante. La mia più grande speranza rimane quella di non dovermi imbattere mai più in un doppiaggio affidato alla Littizzetto. Detto questo mi piacerebbe vedere un prodotto Aardman nel quale la sceneggiatura spinga di più sull'originalità e sulla capacità di creare una trama più convincente, con questo apparato tecnico ci sarebbe di che godere.


domenica 9 novembre 2014

COVER GALLERY - B.P.R.D.

Abe Sapiens Drums of the dead - Mike Mignola
Gallery monotematica dedicata alle creature di Mike Mignola membri del Bureau for Paranormal Research and Defense, il celebre B.P.R.D. nel quale ha militato anche Hellboy per moltissimo tempo. Una delle caratteristiche peculiari della serie ideata da Mignola è quella di offrire nuove interpretazioni dei personaggi storici dell'universo di Hellboy per mano di autori diversi. Tra i disegnatori che si dedicheranno con più costanza a queste creature troveremo sicuramente Guy Davis, ma il suo non sarà il solo apporto alla serie.

Qui sotto potete trovare alcune delle cover che presentarono alcuni one-shot del B.P.R.D. e la prima miniserie dedicata ai suoi membri. Alcune illustrazioni sono di Mignola, altre degli artisti invitati a collaborare al progetto. Per ora viene presa in esame soltanto la primissima produzione dedicata al B.P.R.D., non è detto che più avanti non si ritorni sull'argomento con altre cover da ammirare.

Come per gli scorsi appuntamenti e come accadrà nei prossimi, vi chiedo di segnalare le vostre cover preferite (per un massimo di tre) in modo da organizzare un'eventuale mostra virtuale con le migliori illustrazioni proposte nei vari Cover Gallery. Ovviamente il voto è completamente libero, si può giudicare il tratto del disegnatore, la costruzione della copertina, il soggetto, lo stile, l'eventuale citazione, etc..., insomma, quello che più vi piace, non ci sono regole. E magari questo pistolotto ve lo beccherete copincollato tutte le prossime volte, come memento :)

PS: la cover in apertura di post è votabile come le altre.


B.P.R.D.: Dark Waters - Guy Davis



B.P.R.D.: Hollow Earth 1 - Mike Mignola



B.P.R.D.: Hollow Earth 2 - Mike Mignola



B.P.R.D.: Hollow Earth 3 - Mike Mignola



B.P.R.D.: Night Train - Scott Kolins



B.P.R.D.: The Soul of Venice - Michael A. Oeming



There's something under my bed - Adam Pollina

venerdì 7 novembre 2014

VISIONI 58

Classe 1982, lo svizzero Jared Murault è illustratore e graphic designer, cofondatore dello studio grafico Black Yard. Non sono molte le info sull'artista presenti sul suo sito personale se escludiamo la solita lista di clienti per i quali il suo studio lavora. Sul sito potete però trovare un'ampia selezione delle sue illustrazioni, immagini tratte dai tre libri da lui pubblicati, sketches e campagne pubblicitarie. Qui sotto un piccolo assaggio.



Buchbilder



Babyboom



Tageswoche



Tageszeitung



Strandet Whale



Man Dog



Squids Meals



Gundi Cover





Occhio ai suoi sketchbooks, da non perdere.

giovedì 6 novembre 2014

BRADI PIT 112

Il Bradi è appena tornato da Lucca. Non mi sembra si sia scomposto più di tanto.


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mercoledì 5 novembre 2014

IL SOLDATO COMANCHE

(di Claudio Nizzi e Aldo Capitanio, 1995)

Ancora una volta, per la realizzazione del nuovo Texone, Sergio Bonelli pesca in casa sua mantenendo però fede alla tradizione che vuole il disegnatore all'opera sull'albo in veste di esordiente per quel che riguarda la saga del Ranger. Aldo Capitanio, che in Bonelli ha già lavorato su Nick Raider, presta la sua mano a Tex iniziando proprio dalla sfida più impegnativa, seguiranno poi altre storie che troveranno collocazione nella serie regolare mensile.

Capitanio si presenta in maniera egregia realizzando a mio avviso una delle copertine più belle viste sui Texoni editi fino a quell'ormai lontano 1995. Il volto duro scolpito nella pietra dell'indiano Tucho fa il paio con l'interpretazione quasi felina del volto di Tex che spicca nell'illustrazione a tutta pagina nella sezione redazionale dell'albo. E' un Tex oltremodo grintoso quello disegnato da Capitanio, la sua indole ben resa dall'aspetto felino al quale accennavo prima, caratteristica riscontrabile nel taglio degli occhi anche nel volto di Carson, è sottolineata fin dalle pagine iniziali dallo scontro con un puma belligerante, scontro immerso in un contesto dell'ovest americano quasi paradisiaco dove acqua, roccia e vegetazione si incontrano in un'armonia perfetta.

Ma si sa, il paradiso può attendere, e subito Tex e Carson sono richiamati all'ordine da una vicenda Sergente Brickford, vecchia conoscenza di Tex, sembra essere stato accusato ingiustamente. I due pards vogliono vederci chiaro, in fondo la fama di raddrizzatorti non se la sono creata mica per niente. La sceneggiatura di Nizzi permette a Capitanio di mettere in campo giacche blu, desperados, i due pard e un paio di volti indiani niente male tra i quali il truce Tucho della copertina.
poco chiara, un brutto fatto di sangue per il quale il figlioccio indiano del

A impressionarmi maggiormente tra le vignette di Capitanio sono quei rari squarci d'interno, quelle inquadrature su porzioni di cittadine realizzate con una dovizia di particolari da fare impressione, se avete l'albo in casa guardatevi la prima vignetta di pag. 62 per esempio. Il soldato comanche è un altro di quei Texoni davvero ben riusciti, unica pecca riscontrabile probabilmente in poche copie è quella di un alleggerimento dei neri che risultano poco marcati da pag. 193 in avanti, probabilmente un problema di stampa.

Purtroppo Aldo Capitanio è scomparso nel settembre 2001 e non ci sarà dato quindi ammirare nuove sue opere, non ci resta che recuperare i suoi vecchi Tex e le sue avventure, Bonelli o extra Bonelli che siano.

LA BUONANOTTE - BEACON STREET UNION - A NOT VERY AUGUST AFTERNOON

Nell'augurarvi una buona notte...



Beacon Street Union - A not very august afternoon

dall'album The clown died in Marvin Gardens del 1968
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