domenica 13 settembre 2020

LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI

(The trouble with Harry di Alfred Hitchcock, 1955)

Fino a qualche anno fa gli appassionati di Cinema che anelavano la visione domestica di un bel film, lontani ancora dalle piattaforme streaming (legali e non), impossibilitati a cercare nuovi stimoli in rete o sull'ancora inesistente Youtube, si affidavano all'home video e ancor più spesso a ciò che proponeva la tv generalista, quella cosa che molti giovani d'oggi non sanno neanche più cosa sia. In quel tempo analogico e non connesso i canali televisivi lanciavano spesso i cicli tematici: il ciclo James Bond era un classico, in sequenza, uno alla settimana, tutti i film dedicati all'agente segreto al servizio di sua maestà, immancabile d'estate e agognato dagli adolescenti il ciclo horror, mi viene in mente il contenitore dello Zio Tibia ad esempio, evento godurioso per cui l'attesa era superata solo dal ciclo chiappa e spada (ma anche solo chiappa) grazie al quale si potevano ammirare le grazie della Fenech, della Gloria Guida, della Cassini o della Bouchet (più tutte le altre, che qui non si vuol far torto a nessuno!). Tra i tanti cicli proposti quello dedicato al maestro Alfred Hitchcock si rivelava sempre tra i più interessanti anche se nel corso delle innumerevoli volte che questo è stato proposto, magari da più canali diversi, ci ha dato la possibilità di vedere più o meno sempre gli stessi titoli. All'interno di una filmografia che comprende più di cinquanta film divisi tra Cinema muto e sonoro e soprattutto tra un periodo inglese e uno americano (in base al paese dove sono stati girati i film), quelli che regolarmente passano in televisione - perché questi cicli ancora ci sono - sono circa la metà, provenienti prevalentemente dal periodo americano, con una programmazione concentrata sui film da metà anni 40 in avanti. Proprio in questi giorni ci son ben due canali televisivi in chiaro che stanno riproponendo il ciclo del "maestro del brivido", ovviamente i titoli trasmessi sono sempre i medesimi, è stata però l'occasione giusta per riguardare uno di quei film un po' rimossi dalla memoria, un esperimento che è un unicum all'interno della filmografia del regista: La congiura degli innocenti.

The trouble about Harry, questo il titolo originale, presenta diverse caratteristiche solitamente estranee alle opere di Hitchcock. Per iniziare possiamo dire di trovarci a pieno titolo di fronte a una commedia, per carità, commedia con cadavere, con un umorismo parecchio macabro e volendo con una gestione di alcune situazioni che per l'epoca, siamo nel 1955, avrà anche scandalizzato qualche benpensante, ma pur sempre una commedia. Manca totalmente la tensione, La congiura degli innocenti è un'opera del re del brivido senza brivido alcuno, anche per lo spettatore l'aspetto legato alla ricerca di un colpevole diviene residuale di fronte al succedersi di situazioni assurde e grottesche e rimane sempre in secondo piano se confrontato al piacere di vedere all'opera ottimi interpreti in un intreccio decisamente atipico per i canoni del maestro. Il film, forse proprio per questo, fu un grosso insuccesso, non piacque già all'epoca, è rimasto un caso isolato nella filmografia del regista anche se è stato poi rivalutato dalla critica con il passare degli anni e a tutti gli effetti, rivisto oggi, lo si può dire senza timore una commedia molto ben riuscita, ovviamente agli antipodi di cose come Psycho, Gli uccelli e di tutti gli altri titoli tesi che compongono la filmografia di Hitchcock. Eppure il regista si diceva molto legato a questo film, un divertissement girato in poco tempo, senza particolare ricorso a trucchi di regia, realizzato con un budget piccolo rispetto ai suoi precedenti film, immerso nelle splendide vedute autunnali del Vermont, fotografate in maniera sublime da Robert Burks, e recitato da un cast privo di grandi star: una splendida Shirley MacLaine è qui al suo debutto e lascia subito il segno, si nota la presenza di John Forsythe, un'ottima prova anche la sua, divenuto poi popolare con il ruolo di Blake Carrington nella soap opera Dynasty.

Nei pressi della cittadina (a esagerare) Highwater nel Vermont il Capitano Wiles (Edmund Gwenn) è intento in una solitaria battuta di caccia alla lepre. Poco distante il piccolo Johnny Rogers (Jerry Mathers) si imbatte nel cadavere di un uomo, vestito di tutto punto e steso nel mezzo delle colline che circondano la cittadina con una ferita alla testa. Mentre il bimbo torna a casa per avvisare sua madre anche il Capitano Wiles si imbatte nel cadavere convincendosi di essere lui stesso l'assassino che per errore, tirando alla lepre, ha invece colpito l'uomo; prenderà su due piedi la decisione di far sparire il cadavere per evitare complicazioni con le autorità locali. Prima però di riuscire a far sparire il cadavere nello stesso si imbatteranno prima la Signora Rogers (Shirley MacLaine) che si scoprirà subito essere sposata al morto, poi Miss Gravely (Mildred Natwick), una zitella di mezza età interessata al Capitano, e ancora il pittore Sam Marlowe (John Forsythe), il mezzo orbo Dottor Greenbow (Dwight Marfield) e un vagabondo di passaggio. A nessuno di questi personaggi, compresa la moglie, sembra importare un accidenti di quel cadavere (l'Harry del titolo originale) che probabilmente si troverà sballottato più da morto che quanto in un'intera vita. Il morto, che non vediamo mai in faccia, è interpretato da Phillip Truex.

L'aspetto più divertente del film è proprio l'alone di cinismo che circonda tutti i personaggi, la stessa caratteristica che valse al film più di una critica all'epoca, tutti i protagonisti di fronte a questo cadavere mostrano un interesse per lo stesso pari a zero, la moglie è sollevata di esserselo tolto di torno, tutti gli altri discutono amabilmente sull'opportunità o meno di farlo sparire dando inizio a una catena di eventi surreale ma che spesso ci fa sorridere, la vicenda assume toni scanzonati e surreali tanto che delle sorti del morto, di chi l'abbia ucciso e perché, alla fine finisce per non importare un fico secco nemmeno allo spettatore. Ottime le interpretazioni del cast, la MacLaine e Forsythe (che riscopro ottimo attore) sono una bella coppia ben supportata dagli altri coprotagonisti. Da segnalare l'ottimo accompagnamento musicale di Bernard Herrmann che da qui in avanti collaborerà più volte con Hitchcock, le musiche sottolineano magnificamente tutti i passaggi più surreali della vicenda. La congiura degli innocenti proprio per la sua unicità merita di essere visto, probabilmente non mancherà occasione tenendo d'occhio il prossimo "ciclo Hitchcock" che scommettiamo non tarderà ad arrivare.

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