Nanni Moretti non mi ha mai ispirato simpatia. Lo dico subito così mettiamo le carte in tavola e non se ne parla più. Partendo prevenuto mi sono anche avvicinato poco ai suoi film. Così, a pelle, mi è antipatico e non lo seguo. So che non è il modo migliore per valutare i lavori di un regista ma così è (quasi) sempre andata.
Poi ho voluto provare, andai anche a vedere La stanza del figlio al cinema. Osannato a Cannes e bravo lì e bravo là a me La stanza del figlio non è piaciuto per niente. Un film freddo, il suo faccione sempre presente, mi dava l’impressione di un ego un tantino smisurato. Forse ero davvero prevenuto.
E giù a stracciarci le palle con i girotondi poi, forse sono io che la politica la digerisco poco. O sono solo ignorante che può pure essere. Ma sì che magari serve a farci un po’ di cultura, guardiamoci Palombella Rossa. Mi sono fatto due palle così solo perché non ne avevo una terza a disposizione. Grande lavoro mi dicono. Sarà.
A mia moglie piace, dice che è bravo (non come attore magari, in senso lato).
L’unico ricordo decente che avevo era per Il portaborse che non era manco suo e più che altro il merito era di Silvio Orlando. Ma dai che ci si riprova. Mi sono visto Ecce Bombo. Oh, mi sono divertito.
Un film di pochi mezzi, azzeccato, divertente, mai prolisso dove i temi cari al regista già ci sono tutti ma amalgamati con una leggerezza che bisogna fargli i complimenti. Non è che ora mi rimanga simpatico ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Moretti quel che è di Moretti. E bravo Nanni.
Il suo personaggio è qui ancora divertente e dico ancora perché, se non erro, dovrebbe essere lo stesso di Palombella Rossa dove lo sarà molto meno. Un gruppo di amici, tra i quali lo stesso Moretti (Michele), reduci dagli anni della contestazione, passano le giornate tra l’insoddisfazione perenne e la ricerca del cambiamento. La ribellione misurata, il disagio verso la famiglia, i rapporti con l’altro sesso e la voglia e la difficoltà di comunicare.
Brevi sequenze, montate una dietro l’altra, brevi attimi che inquadrano perfettamente i sentimenti di molti (allora) giovani condizionati dal momento politico e sociale che si trovavano a vivere. L’esigenza impellente e un po’ vuota di fare cose, vedere gente… una cricca di personaggi sfigati e quasi assurdi da rivelarsi subito simpatici. C’è pure un giovanissimo Mughini. E i ragazzi tra di loro parlano, tirano fuori le cose, creano quelli che sembrano quasi gruppi di sostegno e la loro voglia di cambiamento ormai sembra così lontana e, lasciatemelo dire, quasi ridicola.
Magari ne provo un altro. Consigli?




Gli incredibili X-Men, Panini Comics, 96 pp. 3,80 euro.




