domenica 30 ottobre 2011

BACK TO THE PAST: 1972 PT. 2

Nel 1972 esce anche quello che è uno dei maggiori successi della band America. Il pezzo è A horse with no name. Una prima stampa dell'album omonimo alla band uscì in Europa privo però di questa hit.



Influenzato dalle missioni spaziali dell'epoca Bernie Taupin scrisse per Elton John il celebre brano Rocket Man che diede al cantante un successo inarrivato fino ad allora e ne sancì anche il cambio di rotta stilistico.



Loggins and Messina contribuiscono alla colonna sonora di questa annata con il brano Your mama don't dance, rifatta in seguito dal gruppo dei Poison.



Anche il pezzo di Leon Russell, musicista e compositore, anche se poco conosciuto lascia un bel tassello di musica su questo 1972. Il pezzo è Tight Rope.

giovedì 27 ottobre 2011

INDOVINA LA LOCANDINA 4

Questa volta penso di averla scelta più difficile. Sempre di film celebre si tratta ma la locandina della pellicola forse non ce l'hanno in mente in molti.

Ho pasticciato l'immagine a dovere, vediamo se Morgana riesce a prendermela al primo colpo (è una sfida).

Allons-Y





lunedì 24 ottobre 2011

WAITING FOR THE WORMS

Ed è giunto il momento della quarta piaga. Dopo le tasse, le api e le farfalle ora è la volta dei vermi. Non ci si crede a quante rotture di coglioni si possano presentare in casa nell'arco di poco tempo.

Qualche giorno fa ho avvistato un verme sul muro e non ci ho dato troppo peso. Poi abbiamo notato che le foglie del basilico erano tutte mangiucchiate.

Il giorno dopo mia moglie ha trovato un bozzolo. Dando un'occhiata in giro si è cominciata a sentire la voce di Laura che diceva: Mamma ce n'è uno qui! Mamma ce n'è un'altro. Mamma ce n'è uno qui. Un altro. Mamma ce n'è un altro.

Vermi. Abbiamo messo fuori il basilico e eliminato i vermi. Pensavamo arrivassero da lì.

Il giorno dopo vermi. Sul soffitto e sul muro sopra i pensili della cucina. Abbiamo svuotato tutto e la causa era ancora il pangrattato (o così sembrava).

Vermi nel barattolo, bava. Bava resistente. Abbiamo ripulito tutto.

Gli stronzi devono aver fatto un nido da qualche parte (un nido o quel che fanno i vermi). Stamane altri vermi. Il fenomeno è ancora circoscritto, parliamo di 15-20 vermi al momento.

Ora abbiamo spruzzato il Baygon e siamo in attesa. We're waiting for the worms.

Oh, se avete suggerimenti fatevi avanti.

domenica 23 ottobre 2011

A-Z: AA.VV. - HITS OF THE SIXTIES

Hits of the sixties è la classica compilation, tipo quelle che propongono su Mediashopping e simili. E' un triplo, 3 Cd con 20 successi provenienti dagli anni '60 su ognuno di essi. 60 pezzi in tutto (giustamente).

La compilation è molto votata ai ritmi beat, pop alla melodia con qualche incursione in territori più graffianti ed energici. Viene lasciata totalmente (o quasi) da parte la vena più sperimentale dei sixties. Qui ci sono proprio le hit.

Molti dei pezzi contenuti in questa bella compilation li ho già proposti nei vari appuntamenti di Back to the past ma carne al fuoco ve ne è ancora molta.

Nel 1968 i The Foundations incidono la pluricoverizzata Build me up buttercup che contribuì anche al successo del film Tutti pazzi per Mary.



Dal 1967 arriva il rock graffiante Tin Soldier ad opera degli Small Faces. Anche questo pezzo avrà l'onore di alcune rielaborazioni.



Ancora dal 1967 i The Troggs propongono la hit Love is all around.



Rock and Blues dal 1963 ad opera di Bob & Earl: Harlem Shuffle.

venerdì 21 ottobre 2011

ARRIVA JOHN DOE

(Meet John Doe, di Frank Capra, 1941)

Alla figura di Frank Capra spesso viene associato un alone di buonismo, un'atmosfera da fiera dei buoni sentimenti, lo spettatore che assiste a un suo film si vede annaspare con i piedi affondati nella melassa per tutta la durata della pellicola del regista di origini siciliane.

Ottimismo, fiducia nel genere umano e tanta positività. Tutto questo forse grazie anche alla realizzazione di una delle più celebri pellicole natalizie: La vita è meravigliosa. Solitamente Frank Capra è visto così. Il sogno americano, la solidarietà.

Non sempre questa visione corrisponde a verità, almeno non del tutto. Basta guardare commedie con una buona dose di humor nero come Arsenico e vecchi merletti per sfatare questa credenza.

In Arriva John Doe tuttavia la vena buonista di Capra è ben presente, mitigata però da tutta una serie di stoccate rivolte alla società americana su questioni attuali ancora al giorno d'oggi (e questo è deprimente e non parliamo solo di U.S.A.). La ricerca del profitto a tutti i costi, la classe dirigente che mette al primo posto il privato e poi il pubblico (se è il caso), l'influenza esagerata dei mass media e altro ancora.

La differenza tra allora, siamo nel '41, e il presente è questa: Capra credeva nella redenzione delle persone, nell'unità della gente, nella solidarietà tra simili che trovano la forza di cambiare il mondo. Proprio in uno dei suoi discorsi John Doe cerca di aprire gli occhi alle persone tentando di convincerle che il loro numero è la forza per attuare significativi cambiamenti.

Ora che ce ne sarebbe bisogno chi crede più in cose come queste? Il principio resta valido ma abbiamo ancora la fiducia necessaria nella nostra razza e nella sua volontà di cambiare le cose? Io mi guardo intorno e dico: forse no, forse no.

Comunque. Un giornale viene acquistato da un nuovo proprietario, si taglia sui costi con conseguenti licenziamenti (vi ricorda qualcosa?). Infuriata, la giornalista Ann Mitchell (Barbara Stanwyck) per creare scalpore inventa di sana pianta una lettera di una specie di Indignado precursore dei tempi che critica fortemente la società moderna.

La lettera suscita scalpore, il suo autore John Doe diventa celebre, il giornale per aumentare le vendite è costretto a riassumere la Mitchell. Tutti vogliono John Doe. Peccato che questi non esista.

Non rimane che assumere qualcuno per impersonare John Doe e alzare ancor di più il tiro. Viene scelto per la parte un vagabondo, ex giocatore di baseball (Gary Cooper) che pian piano entrerà sempre più nel personaggio.

Il film soffre di qualche lungaggine e delle esplosioni di ottimismo di cui si parlava sopra, ormai fuori tempo massimo. Godibili alcune interpretazioni di contorno che riescono a regalare anche qualche battuta caustica azzeccata.

Mi lasciano freddino invece sia Gary Cooper che la Stanwyck, autori di prove poco incisive. Gary Cooper poi, per quel poco che ho visto, non è proprio un volto adatto alla commedia, magari nei western...

A conti fatti devono proprio piacervi i film d'epoca altrimenti il rischio noia è in agguato dietro l'angolo.

giovedì 20 ottobre 2011

INDOVINA CHI? 25 - DOUBLE EDITION

Ultima manche di Indovina Chi? Si assegna il titolo di campione con una manche doppia che presenterà ben 20 faccioni da indovinare. medesime regole di sempre (vedere colonna di destra), nulla di nuovo. Attenzione perché gli indizi non arriveranno così facilmente in quest'ultima manche.

Al termine del campionato Indovina chi? tornerà con manche singole, magari tematiche e con regolamento più agile. Stay tuned, come si suol dire.

Via all'ultimo giro.

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mercoledì 19 ottobre 2011

TORCHWOOD - CHILDREN OF EARTH

Children of Earth è senza dubbio la migliore delle serie dedicate finora alla sezione Gallese di Torchwood. Con questa mini di 5 episodi che costituisce a tutti gli effetti la terza stagione della serie vengono finalmente eguagliati i livelli qualitativi (ed emotivi) visti negli episodi di Doctor Who. Dirò di più, questi episodi sono più coinvolgenti della gran parte delle cose (tranne i momenti clou) viste dalle parti del buon Dottore. Bellissima, non c'è altro da dire. Bellissima e crudele, dura e anche molto critica.

Dopo il terremoto (metaforico) che ha scosso la serie sul finale della scorsa stagione è di nuovo ora per il Capitano Jack Harkness e soci di tornare in azione.



La storia affonda in un evento risalente al 1965, Scozia, dove ha luogo quello che sembra il più classico dei rapimenti alieni.

Ai giorni nostri il mondo assiste a un episodio sconcertante. Per una durata di pochi secondi tutti i bambini della Terra si fermano, rimangono immobili dove sono, per pochi secondi tutti i genitori della Terra (e non solo loro) assisteranno a questa scena inconcepibile e realizzata dai creatori della serie in modo da creare una tensione di grande effetto. Effetto che sarà amplificato nelle successive manifestazioni del fenomeno.

Chiunque inizialmente pensa a uno strano fenomeno locale, i dati però vengono presto collegati. Il fenomeno ha scala mondiale, se ne accorge il governo britannico, se ne accorge la UNIT, se ne accorge ovviamente Torchwood.

Non vi rivelo altro dello sviluppo perché odio gli spoiler e questa serie va gustata dall'inizio alla fine. Oltre alla trama principale ci sarà modo di conoscere ancora qualcosa del passato del Capitano Harkness. Se nella seconda serie le rivelazioni riguardavano la famiglia d'origine di Harkness, ora ci si concentra sul passato recente. Il giusto spazio è ovviamente dedicato anche agli altri componenti della squadra e per ognuno di loro ci sono in serbo alcune sorprese.

Grande spazio è dedicato alla spietatezza e all'inaffidabilità dei governi, tema di sempre maggiore attualità, dove si ribadisce il concetto (nel caso ancora qualche ingenuo non lo sapesse) che del potere forte, del potere costituito non ci si può fidare.

Buona anche la scelta di concentrarsi su sole 5 puntate da un'ora circa e portare avanti un'unica grande storia. Ne esce una serie appassionante e coesa, tesa e dal grande impatto emotivo. Applausi agli autori.

Purtroppo le notizie che mi sono giunte sul futuro della serie sono sconfortanti. La produzione è passata negli U.S.A. e pare che il cambio di registro dalla Gran Bretagna agli States non abbia fatto per niente bene alla serie. Vedremo, per ora inizierò un nuovo viaggio in compagnia dell'undicesimo Dottore.

lunedì 17 ottobre 2011

L'ANGELO DEL SILENZIO

(Silent terror, di James Ellroy, 1986)

L'angelo del silenzio si può considerare, inquadrato nella bibliografia di James Ellroy, un romanzo di transizione. Arriva infatti dopo la trilogia dedicata a Lloyd Hopkins (Le strade dell'innocenza, Perché la notte e La collina dei suicidi) e subito prima del celebre L. A. Quartet (composto da Dalia Nera, Il grande nulla, L. A. Confidential e White Jazz).

Un libro a sé stante, apparentemente schiacciato tra le ossessioni personali di poliziotti complessi narrate nel prima e i capolavori a venire che delineeranno la magnifica visione di Ellroy sul degrado e sulla corruzione Losangelina dagli anni '50 e che faranno dello scrittore uno dei romanzieri noir più apprezzati al mondo. Cosa indubbia a mio parere.

Nonostante ciò, il romanzo si rivela essere uno dei più scorrevoli dell'intera carriera dell'autore. La prosa di Ellroy richiede solitamente impegno, difficilmente scrive romanzi che scivolano via come l'acqua fresca, i suoi scritti sono densi, a volte pesanti, richiedono e invogliano una seconda lettura.

L'angelo del silenzio invece scorre via bene, si rivela essere un libro insolito e ancora una volta di pregevole fattura.

Meno immerso nella Storia Americana rispetto a opere successive, narra in flashback la storia di Martin Plunkett psicopatico Serial Killer.

Fin dalla prima pagina sappiamo che il killer verrà catturato, lo sviluppo del romanzo è un cerchio perfetto, dopo il finale del libro potete riprenderne la lettura da capo senza soluzione di continuità e catturandone maggiori particolari.

La narrazione, dopo l'incipit, si sposta nel passato, all'epoca dell'infanzia di Plunkett, i primi problemi, i reati minori, la descrizione della follia che prende piede all'interno della sua testa, l'escalation criminale fino all'atto estremo dell'assassinio. Una prima volta e poi ancora e ancora.

Per una volta non osserviamo le ossessioni di tutori dell'ordine ma quelle di un vero folle. Anche in questo caso Ellroy non smentisce il suo talento creando una storia sempre avvincente.

I fatti di cronaca reale qui si concentrano sull'argomento serial-killer. Plunkett durante il suo viaggio incontrerà Charles Manson, si parlerà del killer dello Zodiaco e di un mostro del Wisconsin. Come al solito alla mera narrazione, Ellroy alterna estratti da articoli di giornale, diari, rapporti di polizia e quant'altro ci riporta allo stile dello scrittore americano. Tutto però in maniera insolitamente fluida e scorrevole.

Anche qui un viaggio nel nero dell'America ma in una maniera che non mi aspettavo. Che Ellroy continui a stupirmi non può che essere un fatto positivo, ennesima dimostrazione del talento dell'autore.

I miei pezzi sul Ellroy forse sono un po' di parte ma per il mio autore favorito potete anche concedermelo.

sabato 15 ottobre 2011

VISIONI 26

E' da un po' di tempo che non postavo delle belle immagini. Durante il mio girovagare in rete l'occhio mi è caduto ancora una volta sul lavoro di un artista che usa il reale come musa ispiratrice e lo riproduce con grande maestria.

Linden Frederick si concentra sui luoghi lasciando le persone sempre fuori dalle sue tele. Tutti i lavori sono ad olio su lino.

Sul suo sito si possono ammirare numerose altre opere.

Big Walmart


Engine


Open Saturday


Wedding night


Bayside


Volvo

giovedì 13 ottobre 2011

TORCHWOOD - STAGIONE 2

Dopo tanto Dottore finalmente sono riuscito a recuperare anche la seconda stagione di Torchwood. Purtroppo avendo dato la precedenza alle stagioni del Dottor Who con David Tennant mi sono spoilerato alcuni importanti colpi di scena di questa seconda annata.

Se siete fan del Whoniverse non fate il mio stesso errore, seguite le serie in ordine di trasmissione, le emozioni vi ripagheranno.

L'impressione che ho avuto da questa nuova stagione è un maggiore senso di equilibrio. Mentre nella run d'esordio le vicissitudini del team erano viste dallo spettatore principalmente con gli occhi di Gwen Cooper (Eve Myles), ora a tutti i personaggi viene dato il giusto risalto. Non mancheremo di seguire ancora le vicissitudini di Gwen e sempre maggiore importanza assumerà il suo compagno Rhys (Kay Owens), ancora ignaro del lavoro della sua dolce metà con Torchwood.

Davvero deliziosi i momenti dedicati a Ianto Jones (Gareth David-Lloyd) e al suo amore per il fascinoso Capitano Jack Harkness (John Barrowman). Finalmente sapremo qualcosa in più sul passato del comandante della sezione gallese di Torchwood.

Proprio dalla sua storia verrano fuori i personaggi che, nella prima e nell'ultima puntata, caratterizzeranno il serial scardinandone le fondamenta.

Il lavoro migliore di caratterizzazione è stato fatto sui personaggi del dottor Owen Harper (Burn Gorman) e dell'esperta informatica Toshiko Sato (Naoko Mori), entrambi al centro di svariati episodi.

Partecipazione in alcune puntate anche della dottoressa Martha Jones (Freema Agyeman), ex-compagna di viaggio del Dottore ora in forza alla Unit.

Ottimo equilibrio anche nella qualità dei singoli episodi, un passo in avanti rispetto alla stagione precedente che risentiva di qualche incertezza.

Poi ottimi comprimari, degni avversari, qualche bella razza aliena a condire il tutto e, anche se non si raggiunge ancora il livello della serie madre, un ottimo dosaggio d'emozioni (e ce ne sono parecchie).

Matrimoni, perdite, strane riunioni di famiglia e, piccola chicca, flashback con il reclutamento dei vari membri in Torchwood.

La terza stagione sarà composta di soli cinque episodi ma la progressione qualitativa della serie lascia ben sperare.

mercoledì 12 ottobre 2011

SOLO DUE ORE

(16 Blocks, di Richard Donner, 2006)

Dopo un'astinenza parecchio lunga torno a godermi un film interpretato dal grande Bruce Willis per il quale nutro da sempre una sconfinata simpatia (fin dai tempi di Trappola di cristallo).

Simpatia che comunque non corre il rischio di sfociare nell'idolatria acritica, il buon vecchio zio Bruce passi falsi ne ha fatti, non sempre ha dimostrato grandi doti espressive però ha sempre goduto d'una presenza scenica che riempie lo schermo. E pure alla grande.

I suoi film più celebri (leggi la quadrilogia di Die Hard) hanno l'aria della smargiassata all'americana? Forse si, forse,si, ma sono smargiassate dannatamente divertenti.

Comunque nel genere action non ha rivali, non ci sono Mel Gibson, Vin Diesel e compagnia cantante che tenga. Non ci sono cazzi, c'è solo lui.

Detto questo qui ci troviamo di fronte a un film un po' diverso. Siamo sempre nel ramo azione ma mischiato a grandi dosi di poliziesco, dietro la macchina da presa c'è Richard Donner, rodatissimo nel genere, sua infatti la quadrilogia di Arma letale nonché regista dei primi due Superman e dei mitici Goonies.

Inoltre gli anni passano per tutti e anhe Willis non potendo continuare a interpretare la parte del macho per sempre, opta per ruoli magari simili ma diversi da quelli che l'hanno reso celebre.

Qui infatti interpreta Jack Mosley, poliziotto demotivato e dedito all'alcool. Poco prima della fine del suo turno il capitano del distretto gli affibia l'ultimo incarico della giornata: scortare un testimone dalla centrale di polizia fino al tribunale. Un lavoro facile, un pesce piccolo, 16 isolati da percorrere (da qui il titolo originale), due ore di tempo per farlo (da qui il titolo italiano).

Il prigioniero, Eddie Bunker (la scelta del nome sarà casuale?) deve testimoniare contro un poliziotto incriminato per abuso di violenza. In fondo sono solo 16 isolati. A New York. Nel traffico. Cosa può andare storto?

Forse che per un gruppo di poliziotti dai modi non proprio leciti questa testimonianza potrebbe rivelarsi scomoda.

Lo spostamento diventa un'odissea urbana durante la quale Mosley e Bunker (interpretato dal rapper/attore Mos Def) impareranno a far fronte comune contro chi tenterà di impedirgli di arrivare a destinazione.

Tutto rientra in canovacci ormai classici: la coppia sbirro/detenuto, i poliziotti corrotti, la caccia continua, il nero e il bianco, un lasso di tempo ben preciso, etc..

Tutto ciò non impedisce la riuscita dell'operazione dalla quale esce un buon film godibile sotto ogni punto di vista. Interpreti in parte, l'esuberante Mos Def fa da contraltare a un Willis sfatto che recita solo con gli sguardi, scene trattenute a livelli d'azione quasi sempre accettabili, durata breve, nessun calo di ritmo.

Se vi piace il genere o anche solo se amate il vecchio Bruce ve lo consiglio.

martedì 11 ottobre 2011

A-Z: AA.VV. - KILL BILL VOL. II

Devo dire che questo secondo volume (parliamo della colonna sonora, non del film) l'ho trovato decisamente meno convincente e coinvolgente della prima parte, nonostante alcuni artisti siano comuni a entrambi i dischetti.

C'e meno roba che mi prende, qualcosa di buono però c'è.

Il mio pezzo preferito è sicuramente Malguena Salerosa, un classico pezzo messicano risalente addirittura alla fine degli anni 40', qui reinterpretato dal regista Robert Rodriguez (grande amico di Tarantino) e dagli Chignon, band dal sapore Tex-Mex.

Nonostante la mia poca simpatia verso i ritmi latini questo pezzo rimane impagabile.



Vi lascio con il pezzo degli Shivaree, Goodnight moon, che apre questa seconda parte della colonna sonora di Kill Bill.


There's a nail in the door
And there's glass on the lawn
Tacks on the floor
And the TV is on
And I always sleep with my guns when you're gone

There's a blade by the bed
And a phone in my hand
A dog on the floor
And some cash on the nightstand
When I'm all alone the dreaming stops
And I just can't stand

What should I do I'm just a little baby
What if the lights go out
And maybe and then the wind just starts to moan
Outside the door he followed me home

So goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say goodnight moon

There's a shark in the pool
And a witch in the tree
A crazy old neighbor and he's been watching me
And there's footsteps loud and strong coming down the hall
Something's under the bed
Now it's out in the hedge
There's a big black crow sitting on my window ledge
And I hear something scratching through the wall

What should I do I'm just a little baby
What if the lights go out
And maybe I just hate to be all alone
Outside the door he followed me home
So goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say goodnight moon

Well you're up so high
How can you save me
When the dark comes here
Tonight to take me up
The mouth from woke
And into bed where it kisses my face
And eats my hair

Oh what should I do I'm just a little baby
What if the lights go out and maybe
And then the wind just starts to moan
Outside the door he followed me home
Now goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say
Goodnight moon
No it won't be too soon 'til I say
Goodnight moon

domenica 9 ottobre 2011

INDOVINA LA LOCANDINA 3

Bene, bene. Sembra che questo giochino stia ottenendo un bel successo oltre a scatenare commenti vicini al surreale.

Altra immagine, altro film. Sto cercando di aumentare un pochino la difficoltà del gioco, tra i partecipanti si annoverano veri campioni e potenziali tali (gente che non segue il proprio istinto... ah).

Ed eccoci qui:



PS: prima della prossima manche di Indovina la locandina ci sarà l'ultima manche di Indovina chi? Preparatevi.

Manche chiusa da Morgana.

CLASSIFICA AGGIORNATA
Morgana 30
La 7
Zio Robbo 7

aspettiamo Michy e Urz, La Citata, Viktor e tutti gli altri compagni di merende.

sabato 8 ottobre 2011

A-Z: AA.VV. - KILL BILL VOL. I

Una colonna sonora degna del film, carica di phatos e coinvolgente. Davvero piacevole all'ascolto e densa di pezzi interessanti.

Come al solito Tarantino, rielabora, ricicla e rimescola (e non solo). Recupera The grand duel dallo spaghetti western Il grande duello, tema portante composto dal premio oscar Luis Bacalov (ottenuto per le musiche de Il postino).

Compositore e arrangiatore, Bacalov oltre al cinema si è dedicato a moltissimi successi della musica italiana anni '60.



Molte le influenze orientali nel primo capitolo del film, il buon Quentin prende in prestito anche il pezzo del chitarrista giapponese Tomoyasu Hotei. Il pezzo è Battle without honor or humanity.



Attrice e cantante, Meiko Kaji lascia il suo segno in questa colonna sonora e sul film. Interprete in Lady Snowblood, film al quale Kill Bill è debitore, contribuisce alla riuscita del film di Tarantino con ben due pezzi. Questo è Flower of carnage.



Chiudiamo con The lonely shepherd del flautista rumeno Gheorghe Zamfir. Suoi anche pezzi finiti in film quali Picnic ad Hanging Rock, C'era una volta in America e Karate Kid.

giovedì 6 ottobre 2011

BACK TO THE PAST: 1972 PT. 1

Entriamo in questo 1972 con un paradosso temporale. Il primo pezzo che vi propongo arriva dal 1970 a opera dei Badfinger. Sul finire del 1971 viene reinciso da Harry Nilson ed esplode definitivamente nelle classifiche nel 1972.
Il pezzo lo conoscerete sicuramente per la versione targata Mariah Carey. Il brano è Without you.



L'eclettico compositore Todd Rundgren si dimostra abile anche con la pop music e confeziona questa I saw the light.



Altro pezzo molto celebre è I can see clearly now di Johnny Nash, brano che erroneamente viene spesso attribuito a Bob Marley.



Chiudiamo con You're so vain che sul finire dell'anno diede alla sua autrice, Carly Simon, grosse soddisfazioni. Sulla pagina inglese di wikipedia molte interessanti ipotesi su a chi il testo faccia riferimento.

mercoledì 5 ottobre 2011

INDOVINA LA LOCANDINA 2

Sempre più difficile?

Per chi è nuovo del gioco e per gli ospiti ricordo che qualche post più in basso trovate il regolamento.

Al momento la classifica è questa:

LA: 7
ZIO ROBBO: 7

Forza, cimentatevi.





Manche chiusa da Morgana.



Nuova classifica:
Morgana 14
La 7
Zio Robbo7

domenica 2 ottobre 2011

PILLOLE 2

Qualche giorno fa mi è stata inviata una mail con una serie di divertenti annunci parrocchiali, annunci pescati in giro per l'Italia e scritti proprio come ve li riporterò qui sotto.

1) Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!

2) Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.

3) Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per favore usare le porte sul retro.

4) Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa.
La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.

5) Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza!
E' un buon modo per sbarazzarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa.
Portate i vostri mariti.

6) Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque"
Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".

7) Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.

8) Il torneo di basket delle parrocchie continua con l'incontro di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!

9) Il costo per la partecipazione al convegno "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.

10) Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.

11) Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare, il diacono accenderà la sua da quella del parroco e voltandosì accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.

12) Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale.
Seguirà concerto.