venerdì 12 dicembre 2014

LA BUONANOTTE - ANATHEMA - FLYING

Nell'augurarvi una buona notte...



Anathema - Flying

dall'album A natural disaster del 2003

giovedì 11 dicembre 2014

BRADI PIT 116

Mai sottovalutare i piccoli, i piccoli la sanno lunga.


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martedì 9 dicembre 2014

LA VALLE DEL TERRORE

(di Claudio Nizzi e Magnus, 1996)

Dieci e lode. Non sono uso a dare voti alle varie opere delle quali mi capita di parlarvi. Che metro di giudizio usare? Come equiparare opere magari molto diverse tra loro? In questo caso non ci sono riserve e non ci sono problemi. Non ci sono tentennamenti. Dieci e lode. Facile, direte voi, è il Texone di Magnus! E' vero, è il Texone di Magnus.

Però. La cosa atipica per un amante del fumetto quale stoltamente credo di essere (e lo dico mostrando tutto il mio rispetto per questo favoloso mezzo narrativo), è quella di non essere mai stato un adoratore delle creazioni di Magnus e Bunker, alcune prettamente per ignoranza e scarsa frequentazione (Satanik, Kriminal ad es.), altre per affiatamento solo superficiale (Alan Ford). Mettiamoci anche la poca affinità con la scansione della tavola a due vignette e il gioco è fatto. Lo so, per molti è eresia, e che vi devo dire? Verrò scomunicato e pace.

Partendo da questi presupposti non era per me così scontato arrivare alla conclusione che il Texone di Magnus è una Mervaglia con la m grande. Tutti sapranno che questa è stata l'ultima monumentale fatica di Roberto Raviola, in arte Magnus, prima della sua morte, opera che è costata il duro e certosino lavoro del disegnatore bolognese per un arco di ben sette anni, tanto c'è voluto a mettere il punto a La valle del terrore, nono appuntamento dedicato al Tex gigante.


Magnus ci lascia una storia da ammirare e riammirare, uno dei Texoni dove la qualità delle matite, sempre altissima, risulta tra le più omogenee e priva di qualsiasi caduta di tono. Il livello di dettaglio, di studio e di impegno messo in ogni tavola è semplicemente spaventoso, il tasso di realismo spropositato. Ad esempio nel Texone di Magnus piove da uscirne bagnati, non ci si crede, è possibile perdersi nelle stanze, tra gli arredi, nelle trame e nei tratteggi per minuti interi per ogni singola tavola. I volti di Magnus, così caratterizzanti, pensavo potessero stonare o risultare fuori luogo in una storia texiana e invece ne arricchiscono il mito piegandosi umilmente alle esigenze di quella che è una storia di Tex con tutti i crismi baciata inoltre da una delle più intriganti sceneggiature di Nizzi che permettono a Magnus di cesellare ottime cose anche a livello di atmosfera e tensioni creando umori vicini anche a un certo gotico americano (o almeno così mi è sembrato).

Un albo rispettoso e allo stesso tempo fuori dagli schemi in maniera unica, questo è quello che dovrebbe essere il vero scopo e il giusto approccio al Texone. Mai più senza. Mai più senza quelle ombre, quelle espressioni folli, stralunate, caparbie, terrorizzate. Mai più senza quegli occhi sgranati, quella pioggia e quel vento. Uno di quegli albi da custodire gelosamente.

Voto: 10 e lode.


lunedì 8 dicembre 2014

MANGO

E così, con grande tristezza, un altro pezzo della nostra vita, dei nostri ricordi se n'è andato all'improvviso, lasciando un po' di amarezza e tanta nostalgia. Forse chi frequenta questo blog si stupirà un pochino di questo pezzo dedicato a Mango ma si sa, la forza della musica è universale e si insinua nei luoghi, nei cuori e nelle menti più inaspettate. Nonostante i miei percorsi musicali abbiano preso strade parecchio distanti dalla produzione di Mango è con grande affetto e rispetto che ricordo molti dei lavori del cantante lucano. In qualche modo buona parte della sua produzione permea i ricordi della mia infanzia, Pino Mango è stato per molto tempo uno dei cantanti preferiti della mia mamma che oggi sicuramente sarà un po' triste anche lei. Diverse volte i regali in famiglia per la mamma sono stati i dischi di Mango (quando per disco a casa nostra si intendeva la vecchia musicassetta), soprattutto nel periodo di Inseguendo l'aquila, Sirtaki e Mediterraneo. Quest'ultimo album in particolare accomuna nel forte apprezzamento sia mia madre che mia moglie, cosa abbastanza rara peraltro (che qualcosa accomuni mia madre e mia moglie intendo).

E' inutile star qui a parlare della voce di Mango, di canzoni e talento. E' per me un artista che vive nei ricordi il più vivido dei quali, seppur non il primo, rimane l'esibizione a Sanremo del 1986 con il brano Lei verrà, canzone che mi sono ritrovato a canticchiare per tutta la tarda mattinata e del quale ho riscoperto il video con un Mango dall'acconciatura improponibile. Uno di quei pezzi che mi piaceva all'epoca, da bambino, e apprezzo tutt'ora, ricordi da un'epoca lontana dove Sanremo era ancora un appuntamento imperdibile che calamitava tutta la famiglia, nonni compresi, davanti al televisore.

Questo solo per dire che un pochino, in qualche modo, Mango la nostra vita l'ha riempita, forse un poco più di tanti altri. E una volta ancora tutto sembra così ingiusto, arbitrario, cattivo. Lascio perdere riflessioni che ho già espresso in passato su queste pagine, approfitto per dedicare a Giuseppe Mango questo breve post con tutta l'umiltà e l'affetto possibile.

Ciao Pino.


domenica 7 dicembre 2014

COVER GALLERY - PRIMA FINALINA

52 week 48 - J. G. Jones
Dopo una decina di Cover Gallery presentate eccoci arrivati come promesso alla finalina che decreterà la copertina migliore tra il centinaio di immagini finora proposte. Diverse sono state le manche chiuse dopo i vostri voti con un risultato di parità. Dove il mio voto si è rivelato utile per eleggere una copertina vincitrice la questione si è risolta in questa maniera (ho cercato di influire il meno possibile), in altri casi ho fatto ricorso all'innocente percezione della bellezza da parte della mia bambina facendo scegliere a Laura la cover vincitrice tra le più votate (questo è accaduto in tre casi su dieci).

Nonostante in alcuni casi i voti pervenuti non siano stati molti ritengo l'esperimento interessante e comunque di discreto successo quindi si continuerà, dopo questa prima finalina altre cover gallery vi aspetteranno nelle prossime dieci settimane (la prima è già pronta e in attesa d'esser pubblicata).

Quindi sotto con i voti, anche per questa finale la solfa non cambia, votate al massimo tre copertine, la scelta trattandosi di finale sarà variegata e coinvolgerà artisti diversi, ovviamente è votabile come sempre anche la cover d'apertura (che sta lì in quella posizione puramente per motivi grafici ed estetici).

Ecco l'elenco delle cover vincitrici delle varie manche che potete ammirare ancora qui sotto: votate, votate, votate!

01)  52 week 48 di J. G. Jones - L'effetto murales ha fatto presa.

02)  Y - The Last Man 16 di J. G. Jones - Il bardo non si discute.

03)  100 Bullets 21 di Dave Johnson - Qui è stata la particolarità ad avere la meglio.

04)  X-Statix 21 di Mike Allred - L'omaggio va a segno.

05)  A1 3 di Brian Bolland - Lotta tra grandissimi, la spunta Bolland.

06)  X-Men: Worlds Apart 2 di David Yardin - Pochi voti, la più controversa, decide Laura.

07)  B.P.R.D.: Dark Waters di Guy Davis - Davis 1 - Mignola 0.

08)  X-Men: Legacy 20 di Mike Del Mundo - Anche qui pochi voti, copertina da applausi.

09)  Action Comics 1 di Joe Shuster - Vince la storia.

10)  XIII 2 di William Vance - Spazi aperti sopra ogni intrigo.


Y - The Last Man 16 - J. G. Jones



100 Bullets 21 - Dave Johnson



X-Statix 21 - Mike Allred



A1  3 - Brian Bolland



X-Men: Worlds Apart 2 - David Yardin



B.P.R.D.: Dark Waters - Guy Davis



X-Men: Legacy 20 - Mike Del Mundo



Action Comics 1 - Joe Shuster



XIII 2 - William Vance

venerdì 5 dicembre 2014

giovedì 4 dicembre 2014

BRADI PIT 115

Pratico ed elegante, fa fine e non impegna.


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mercoledì 3 dicembre 2014

VALZER CON BASHIR

(Vals im Bashir di Ari Folman, 2008)

Il film d'animazione di Ari Folman ricostruisce l'esperienza difficile vissuta dallo stesso regista, all'epoca diciannovenne, durante la guerra libanese degli anni '80 che vide come culmine gli eccidi di Sabra e Shatila, due campi profughi alla periferia di Beirut. Essendo una ricostruzione dal carattere documentaristico basata sui ricordi spesso incompleti dello stesso regista e su testimonianze di alcuni commilitoni e di un reporter di guerra, il taglio della narrazione, oltre a essere molto personale, è anche di parte.

Questo non significa che Folman giustifichi o assolva chicchessia, tutt'altro, inevitabilmente quello che ne esce è un racconto filtrato dai ricordi del suo vissuto e che porta allo spettatore la sua esperienza, quella di un soldato israeliano che inevitabilmente dovrà confrontarsi con la controparte palestinese in Libano. In realtà, nell'arco di questa narrazione, saranno familiari l'orrore della guerra, il pericolo, la sofferenza, la paura ma quasi mai il nemico che resterà sempre a una certa distanza e del quale si vedranno più i proiettili e le granate che non i volti e i corpi. Questo aspetto rende il racconto ancor più univoco ma lo fa in maniera sempre onesta e trasparente.

Si parte dal trauma che ogni azione di guerra cementifica nelle persone che hanno vissuto una terribile esperienza di questa portata, il regista e protagonista incontra un caro amico che gli racconta di aver iniziato ad avere degli incubi ricorrenti legati ai suoi giorni da soldato. In seguito a questo incontro Folman realizza di non ricordare quasi più niente di quei giorni, la sua mente ha rimosso quasi tutto tranne alcuni ricordi che richiamano immagini dal sapore surreale e con tutta probabilità mai veramente accadute. Su consiglio di un amico estraneo a quegli eventi Folman inizia a ricostruire quei giorni grazie ai ricordi delle altre persone che erano in Libano con lui: soldati, reporter, amici.


I ricordi riaffiorano poco a poco, non si capisce bene con quanta precisione e veridicità, fino ad arrivare ai giorni tragici di Sabra e Shatila.

La scelta di narrare vicende così drammatiche con una tecnica d'animazione mista, molto particolare, rende il viaggio a ritroso nel passato di Ari Folman ancora più drammatico e straniante. Il colpo basso inflitto allo spettatore con i pochi secondi finali affidati alle storiche riprese dei reporter di guerra è un pugno allo stomaco doloroso. Ogni qual volta un opera di stampo realistico si trova ad affrontare con serietà e con questa efficacia il tema della guerra senza spettacolizzarlo ma presentandone chiaramente le nefaste conseguenze ci si ritrova a chiedersi come possa così tanta gente vivere in questa maniera. Come possa un soldato accettare il proprio compito.

Tecnicamente Valzer con Bashir (il significato del titolo si comprenderà durante la visione) è molto originale oltre che ben realizzato, il misto di animazione tradizionale, flash e 3D rende quest'opera quasi unica nel suo genere, la narrazione è valorizzata inoltre da un'ottima colonna sonora che mischia canzoni in lingua madre con rock internazionale e musica classica. Non per niente il film ha raccolto consensi e premi praticamente ovunque con eccezioni riscontrate in alcuni paesi arabi, Libano compreso.


martedì 2 dicembre 2014

MARVEL VINTAGE 22 - FIERY MASK

Mentre su Marvel Mystery Comics continuavano le avventure dei vari personaggi pubblicati dalla Timely che abbiamo visto finora (Namor il Sub Mariner, la Torcia Umana, l'Angelo, Ka-Zar e Masked Rider) tocca all'albo Daring Mystery Comics occuparsi di immettere nuove idee e nuovi personaggi sul mercato.

Del primo numero datato gennaio 1940 sono diverse le curiosità e le novità che vale la pena menzionare. L'onore della prima copertina tocca ad una nuova creatura a opera di Joe Simon (nientepopodimenoche), il suo nome è Fiery Mask alter ego del dr. Jack Castle. Non sono molte le uscite dedicate al personaggio che in tutto collezionerà quattro presenze sugli albi Timely, Fiery Mask sarà poi ripreso in epoca moderna da Straczynski nella miniserie The Twelve che ne rinarrerà le origini con un'operazione di retcon volta ad accostare un poco il personaggio misconosciuto al Green Lantern della Distinta Concorrenza.

Coinvolto in un'avventura nella quale il perfido scienziato pazzo noto come Zombie Master tramuta dei senzatetto in zombi, il dottor Jack Castle acquisisce spettacolari poteri in seguito ad un incidente col macchinario crea zombi dello stesso scienziato pazzo. Super forza, salti alla Hulk, soffio alla Superman, pirocinesi e quant'altro, giura di difendere i deboli e combattere il male (o qualcosa di simile).

Daring Mystery Comics 1 (Gen. '40) - Joe Simon


Daring Mystery Comics 1 (Gen. '40) - Joe Simon


Di più umili natali ma all'esordio sullo stesso albo, creato dal cartoonist Dean Carr, arriva il soldier of fortune John Steele che molti Marvel-fan possono ricordare grazie alle sue recenti apparizioni sulla run di Capitan America scritta da Brubaker e per la sua comparsa nel Progetto Marvels, miniserie scritta ancora una volta da Ed Brubaker.

E' proprio l'epoca moderna, con una delle solite operazioni di retcon, ha donare un minimo di notorietà al personaggio che all'epoca della Golden Age era stato probabilmente creato per una ordinaria storia one-shot ambientata in un teatro di guerra, storia nella quale John Steele era un semplice soldato con una missione da compiere.

Solo con il Progetto Marvels il personaggio viene legato al siero del super soldato e presentato come il primo soldato potenziato americano, antecedente al più celebre Capitan America.

Daring Mystery Comics 1 (Gen. '40) - Dean Carr


Daring Mystery Comics 1 (Gen. '40) - Dean Carr


Il John Steele di Project Marvels

Nel prossimo appuntamento cercherò di reperire qualche informazione sugli altri personaggi che esordirono su Daring Mystery Comics 1, a partire da Texas Kid e andando avanti.

lunedì 1 dicembre 2014

COVER GALLERY: WILLIAM VANCE - XIII

XIII 01 - William Vance
Cover Gallery dedicata per la prima volta al fumetto franco-belga con le copertine tratte dall'edizione Dargaud di XIII e dipinte dal disegnatore William Vance, pseudonimo del belga William Van Cutsen. Risulterà forse un poco più difficile del solito effettuare una scelta tra la decina di copertine proposte, il tratto realista e in parte pittorico del disegnatore crea un'ottima uniformità narrativa rendendo queste cover apprezzabili come corpus unico e inscindibili dalle vicende dello smemorato numero XIII. Sarà più difficile ma comunque vi chiederò di farlo.

Se poi siete incuriositi dalle copertine vi ricordo che XIII è una bella serie intrisa di misteri e intrighi in salsa spionistico cospiratoria della quale parlai già in passato, se la curiosità inizia a mordervi trovate il tutto cliccando qui.

Non ho molto altro da aggiungervi se non rifilarvi il solito pistolotto precompilato. Ed eccolo qui.

Come per gli scorsi appuntamenti e come accadrà nei prossimi, vi chiedo di segnalare le vostre cover preferite (per un massimo di tre) in modo da organizzare un'eventuale mostra virtuale con le migliori illustrazioni proposte nei vari Cover Gallery. Ovviamente il voto è completamente libero, si può giudicare il tratto del disegnatore, la costruzione della copertina, il soggetto, lo stile, l'eventuale citazione, etc..., insomma, quello che più vi piace, non ci sono regole. E magari questo pistolotto ve lo beccherete copincollato tutte le prossime volte, come memento :)

PS: la cover in apertura di post è votabile come le altre.


XIII 02 - William Vance



XIII 07 - William Vance



XIII 09 - William Vance



XIII 10 - William Vance



XIII 11 - William Vance



XIII 12 - William Vance



XIII 14 - William Vance



XIII 15 - William Vance



XIII 16 - William Vance



XIII 19 - William Vance

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