sabato 13 febbraio 2021

CANNONBALL

(di Paul Bartel, 1976)

Tutto ha origine dalla Cannonball Run, nome per esteso Cannonball Baker Sea To Shining Sea Memorial Trophy Dash, una competizione automobilistica semi-illegale, sicuramente non avallata dalle autorità U.S.A., nata negli Stati Uniti all'alba degli anni 70 come protesta verso le nuove leggi che imponevano sulle highway interstatali un limite di velocità di 55 miglia orarie, limite non amato da molti automobilisti come ci ricorda anche il rocker Sammy Hagar con la sua I can't drive 55, brano che sarebbe stato perfetto in colonna sonora ma ahimè composto purtroppo qualche anno più tardi rispetto all'uscita del film. La gara fu ideata dall'ex pilota Brock Yates che provò insieme a suo figlio per la prima volta il percorso a bordo di un furgone della Dodge, percorso che avrebbe portato i futuri concorrenti da New York a Los Angeles con punti di partenza e arrivo prefissati (nel film il percorso è inverso). Per il resto nessuna regola, ogni partecipante avrebbe potuto scegliere il veicolo e la strada da seguire che preferiva: una partenza, un arrivo, massima velocità e minor tempo di percorrenza possibile, il tutto sponsorizzato dalla rivista di settore Car and driver. Quattro edizioni oltre la prima prova in solitaria di Yates, record stabilito nell'ultima con un tempo di 32 ore e 51 minuti da un paio di piloti a bordo di una Jaguar XJS.

Questo lo spunto del film di Bartel che nel 1976 si trova in buona compagnia, esce infatti nelle sale americane anche il coevo La corsa più pazza del mondo che porta sugli schermi lo stesso argomento, ci si ritorna sopra anche negli anni 80 con i due sequel di Cannonball in Italia forse un po' più noti grazie al cast di maggior richiamo (Burt Reynolds, Roger Moore, Farrah Fawcett, Jackie Chan, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Fonda): i due film sono La corsa più pazza d'America e La corsa più pazza d'America 2. Ma torniamo a noi. Rispetto ai due successori Cannonball punta meno sui toni della commedia, il film pur rimanendo leggero si muove più sul versante action con gli stilemi di moda nei seventies, protagonista principale proprio Coy "Cannonball" Buckman (David Carradine, qui il nome appartiene al personaggio e non alla gara), ex pilota in libertà vigilata e concorrente più quotato per la vittoria finale. La posta in palio fa gola a diverse persone, 100.000 dollari nei 70 non sono bazzecole, oltre a Cannonball e alla sua custode per la libertà vigilata di lui innamorata (Veronica Hamel) sono diversi i contendenti che partecipano alla gara (in realtà nel film non ne vediamo più di una decina): l'amico fraterno di Coy, Zippo (Archie Hahn) intenzionato ad agevolare il compito al suo socio, entrambi guidano una Pontiac Trans Am, l'eterno rivale di Coy, il pilota Cade Redman (Bill McKinney) deciso a far fuori Coy con ogni mezzo a bordo della sua Dodge Charger, e ancora una coppia di fidanzatini su una Chevrolet Corvette (lui è Robert Carradine), un (dis)onesto padre di famiglia a bordo di un Chevrolet Blazer che non potrebbe vincere nemmeno la corsa verso il supermercato, un pilota tedesco convinto della superiorità della meccanica europea su una De Tomaso Pantera, un Van con a bordo tre belle e allegre figliole, un autista afroamericano che partecipa con la Lincoln Continental dei suoi datori di lavoro a loro insaputa e via di questo passo, sullo sfondo interessi loschi, scommesse, secondi fini, etc...

Punti di interesse del film: nessuno se non amate l'estetica del cinema di serie b americano dei 70, che potrebbe per alcuni versi essere la stessa del successivo Hazzard per rimanere in tema motori ma anche quella di Duel, oppure le auto americane di quel periodo (magnifiche) o le panoramiche sugli spazi del nuovo continente, gli scorci newyorkesi o losangelini. Cannonball non è un film che si guarda per la trama, elementare, rimane giusto la curiosità di sapere chi timbrerà per primo il cartellino all'arrivo, per il resto auto, polvere, alcune buone sequenze d'inseguimento, quella definizione d'immagine che tanto amano gli estimatori dei film di quegli anni (chi scrive è sicuramente tra questi), un'ottima sequenza con incidenti, esagerata ma che non lesina sugli effetti speciali, Martin Scorsese e Sylvester Stallone decontestualizzati, e infine un David Carradine che tira calci post Kung-Fu. Pura serie b, donna e uomo avvisati mezzi salvati, però, alla fine, a me non è che sia proprio dispiaciuto...

4 commenti:

  1. Ce l'ho segnato, mi piacerebbe vederlo prima o poi, ma di auto veloci ci sono già da vedere alcuni quest'anno ;)

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    1. Tipo? Dammi qualche titolo magari ne guardo un altro anche io 😉

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  2. C'è Turbo Kid, e poi potrebbe esserci un Death Race 2000 vs. Death Race 2050 ;)

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