giovedì 13 settembre 2012

MARVEL VINTAGE 11

Puntate precedenti.

Il 1947 continua sulla scia dell'anno precedente. Una delle poche testate che la Timely ancora dedicava ai supereroi chiude con il diciannovesimo numero. Parliamo di All-Winners Comics che dal ventesimo numero e per una sola uscita diventa All Teen Comics. Ancora storie adolescenziali a scapito degli eroi in calzamaglia, come editor il sorridente Stan Lee.

Cover di All Teen 20 di Mike Sekowsky (Gen. '47)


Il genere va per la maggiore così anche Krazy Komics e le sue storie umoristiche dal numero 27 si trasformano in Cindy Comics, insieme alla protagonista in questo numero appare anche Margie, direttamente dalle pagine del suo comic-book. Chiude anche Kid Movie Komics per lasciar posto a Rusty Comics.

Cindy Comics 27 (autunno '47), artista sconosc.

Rusty Comics 12 (apr. '47), artista sconosciuto


Nel delirio di pubblicazioni, cambi, rilanci, aggiustamenti, i pasticci sulle testate Timely non hanno fine. All Teen torna ad essere per un unico numero All-Winners Comics per cambiare ancora una volta il numero successivo e lanciare Hedy De Vine Comics, ennesimo albo con protagonista femminile.

Hedy De Vine 22 (ago. '47), art. sconosciuto


Anche All-Surprise Comics e Fuzzy Tunes cedono il passo all'universo femminile e rispettivamente con la tredicesima e la ventiquattresima uscita diventano Jeanie Comics, che presenta almeno una storia scritta dallo stesso Stan Lee, e Junior Miss. Il filone teen continua anche con Teen Comics: Kurtzman e Sekowsky tra gli autori.

Jeanie Comics 13 (apr. '47) cover di Al Jaffee

Junior Miss 24 (apr. '47), art. sconosciuto


Teen Comics 21 (apr. '47), art. sconosciuto


Per vedere qualcosa di diverso dobbiamo aspettare l'autunno del 1947, la cancellazione di Wacky Duck e la nascita di Justice che in maniera singolare verrà rinumerato partendo dal numero 1 (e finalmente ci viene da dire). Tema poliziesco, il sottotitolo recita F.B.I in action, torna anche Syd Shores alle copertine. Lo stesso artista disegna la cover di Official True Crime Cases, testata che prende il posto di una delle colonne portanti della Timely supereroica. Chiude infatti con il numero 23 Sub-Mariner Comics, i fan salutano anche il principe di Atlantide.

Cover di Justice 1 (aut. '47), di Syd Shores

Official True Crime Cases 24, di Syd Shores

Piano piano anche le varie testate dedicate agli animaletti antropomorfi che dilagarono negli anni precedenti iniziarono a sparire. Il filone rosa/teen eclissa tutto il resto. Una piccola e ancora incerta diversificazione nelle nuove uscite si affaccia sul mercato grazie alle crime stories. Sono pochi i titoli supereroistici ancora non toccati dalla falce del mercato. Si può notare come in alcune cover inizi a campeggiare il marchio Marvel, sigla che diverrà poi il nome simbolo della casa editrice negli anni '60. Prima si dovrà passare però attraverso l'era Atlas.

Continua...

BRADIPIT 31

Ora si che vale la pena pagare il canone, perché un abbonato ha sempre un posto in prima fila, anche nella giungla. Li davanti, affianco al giaguaro.


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mercoledì 12 settembre 2012

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Sembra quasi incredibile eppure anche questo momento è giunto. In un attimo. La stavamo guardando poco tempo fa che cercava di mettersi in piedi, la ascoltavamo parlare di Laura in terza persona, quasi fosse un'entità a lei estranea. Forse ci siamo distratti un momento, per ascoltare qualcosa, per cogliere un particolare intuito con la coda dell'occhio. Ci siamo voltati e lei era lì con il suo sorriso smagliante, il grembiulino blu, lo zaino in spalle, pronta per andare a scuola. A scuola. Ma come? Come è potuto succedere? Quando è successo?

Stamattina, contenta come una Pasqua, rilassata (mentre invece mamma e papà hanno dormito maluccio), ha fatto colazione, si è lavata, vestita, ha messo il suo grembiulino blu, si è tirata su lo zaino e via, si parte. La mamma ha versato le sue lacrime già da ieri, nel momento di preparare la prima cartella (ai nostri tempi c'era la cartella, quella rigida, mica c'erano gli zaini).

A scuola a piedi, reportage fotografico e attesa davanti l'ingresso per entrare. Quelli agitati eravamo noi, mica lei. Lei era pronta per la scuola. E sì che più volte le avevamo intimato di rimanere piccola, di non crescere troppo (e troppo in fretta). Ma mica ce l'abbiamo fatta. Eccola lì. Bellissima.

E così tutti dentro, genitori compresi, in un'aula affollata che si è presto tramutata in una grande sauna. Le ultime cose, le maestre e poi siamo dovuti andar via, con calma. Una mano tenuta un pelo più a lungo del solito, tutto qui. E poi la scuola.

E' uscita, dice che le piace. Ci ha raccontato cosa ha fatto, solitamente la si deve pregare un po' ma oggi no. Ci ha chiesto se domani ci può tornare. Che dobbiamo fare? Ce la mandiamo?

martedì 11 settembre 2012

VISIONI 42

E' un po' di tempo ormai che non inserisco da queste parti delle belle vedute fotorealistiche, quei bei paesaggi urbani che mi piacciono tanto. Prendiamo questa volta in considerazione il notevole lavoro di Nathan Walsh, talentuoso artista contemporaneo.


Barcelona



Little Russia



New York



Prague



Trafalgar



Venice



Verona II

sabato 8 settembre 2012

IL CAVALIERE OSCURO - IL RITORNO

(The Dark Knight rises, di Christopher Nolan, 2012)

Il terzo è ultimo capitolo dell'era Nolan dedicato al cavaliere oscuro è un film imperfetto per la perfetta chiusura del cerchio. Quasi un controsenso ma nelle mani di Nolan sembra riuscire qualsiasi gioco di prestigio. Chi ha già visto il film sa di cosa parlo, chi non l'ha fatto avrà quasi sicuramente letto commenti sparsi qua e là nella blogosfera riguardo le varie incongruenze presenti nel film (qui un ottimo esempio).

Il compito è assolto, il ciclo è finito, il sipario è calato e io personalmente sono uscito dalla sala completamente appagato. Certo, come dicevamo prima, ci sono delle sbavature ma in fin dei conti a chi importa? Abbiamo assistito a quella che è la miglior interpretazione di Batman per il cinema (con buona pace anche del primo splendido Batman di Burton), un'emozione che ci consente di poter sorvolare su alcuni dettagli (insignificanti o meno che siano).

Uno spettacolo avvolgente per l'intera durata di una pellicola molto lunga, un film che cattura l'attenzione dello spettatore, un film dove Batman non è neanche protagonista assoluto, dove la scena gli viene rubata a turno dal suo alter ego Bruce Wayne (l'ormai inattaccabile Christian Bale) e dalla sua nemesi Bane (un grande Tom Hardy in grado di recitare in maniera convincente con a disposizione una percentuale minima di mimica facciale).  Un villain che scatena paure come pochi, il male e il caos incarnati, una presenza ingombrante e degna del suo avversario, almeno fin quasi alla fine del film dove sarà protagonista di una di quelle piccole cadute di tono riscontrabili lungo le due ore e quarantacinque minuti del film. Fugati anche tutti i dubbi sulla scelta di Anne Hathaway nel ruolo di Selina Kyle, molti furono gli scettici riguardo questa scelta di casting eppure Nolan ha avuto ragione anche in questo caso (io non mi stancherei mai di guardarla questa Catwoman e anche qui con buona pace di Michelle Pfeiffer, ma questi son gusti personali). E poi cos'altro? Una Gotham City realistica e ferita come mai prima, lontana dalla sua controparte a fumetti ma dannatamente vicina alla No man's land batmaniana per solitudine e anarchia. A Gary Oldman non rimane che recarsi all'anagrafe e cambiare il suo nome in Jim Gordon. Sorpresa finale per l'ottimo Gordon Levitt nei panni dell'agente Blake, uno dei personaggi più interessanti introdotti in questo terzo capitolo, a completare il cast ancora gli ottimi Morgan Freeman e Michael Caine con l'ennesimo nuovo ingresso per Marion Cotillard (Miranda Tate).


E' in fondo la solita vecchia storia, la caduta, la sofferenza, la ricerca e il riscatto. La motivazione, il fine ultimo per cui affrontare le cose. Così, sbattuteci in faccia nella maniera più spettacolare e intelligente possibile. Siamo di fronte a un blockbuster, ma un blockbuster di Nolan non è un blockbuster qualsiasi e il regista l'aveva già dimostrato in passato (con Inception ad esempio). Non si poteva forse chiedere di più a questo capitolo finale (magari un po' di attenzione in più alla scelta delle voci italiane), monumentale e giustamente denso, una densità che non permette la perfezione ma consente riflessioni e divertimento allo stesso tempo e di questi tempi non è poco, per niente.

Non ho detto praticamente nulla della trama ma oramai ne hanno parlato tutti, è quasi superfluo.

giovedì 6 settembre 2012

BRADIPIT 30

Torna, con la dovuta calma, dopo stressanti vacanze anche il nostro Bradi. Ormai dopo trenta appuntamenti e qualche speciale dovreste conoscere il soggetto, ma noi sappiamo che volete saperne di più. Ecco in arrivo un'interessante (?) novità. Bradi sbarca in TV...


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mercoledì 5 settembre 2012

DOCTOR WHO - E' TORNATO

Dopo tanta astinenza è nuovamente tra noi il geniale, scaltro, unico e inimitabile Doctor Who. E' finalmente iniziata la settima stagione che vede protagonista il buon Dottore, l'undicesimo, ancora una volta interpretato dall'ottimo Matt Smith. E, sorpresa sorpresa (almeno per me), il cast è ancora una volta al completo. Nonostante le voci sull'avvicendamento della co-protagonista femminile della serie (che comunque in qualche modo dovrebbe arrivare dopo Natale) la fantastica Amelia Pond (Karen Gillan) è ancora della partita insieme all'inseparabile Rory Williams (Arthur Darvill), pezzi fondamentali per garantire la giusta armonia per questa ripresa.

Ruolo da protagonisti per tutti, non parliamo di semplici comparsate e si inizia subito con la marcia innestata e con il ritorno dei Dalek. Fresco e interessante fin dalla prima battuta, l'ingresso nella serie di Jenna-Louise Coleman (nella parte di Oswin) che mette in scena un personaggio che potrebbe diventare il degno contraltare del buon Dottore. Pregusto di già i battibecchi tra i due, la Coleman dovrebbe essere infatti la nuova compagna di viaggio del Dottore a partire dallo speciale natalizio prossimo venturo.

Non voglio anticipare troppo sulla trama in perfetto stile Doctor Who, in realtà l'episodio, nonostante la minaccia sia di quelle rilevanti, non parte con un ritmo esageratamente elevato, offre però da subito nuovi scenari. Ci vorrà poco prima che l'episodio infili uno dei classici momenti emozionanti che gli ideatori della serie sanno architettare in maniera così naturale, lo spettatore è chiamato a entrare nel vivo di questa nuova stagione.

Vecchie minacce, nuove avventure, cattive conoscenze e nuovi interessanti innesti, colpi di scena e possibilità narrative inesplorate. Il Dottore è parte di un cast corale che spesso gli ruba la scena e che innesca nuove aspettative.

Sarà ancora una grande annata a bordo del Tardis? Forse ne dubitate?


PS: Come ormai saprete per quel che riguarda Doctor Who la mia obiettività vacilla.

lunedì 3 settembre 2012

SUPERNATURAL - SECONDA STAGIONE

Con quattro o cinque anni di ritardo porto anche io a conclusione la visione della seconda stagione di Supernatural, serie che vede come protagonisti i due fratelli Winchester, cacciatori di mostri (o di esseri sovrannaturali per essere precisi).

Avevamo lasciato Dean (Jensen Ackles), Sam (Jared Padalecki) e il loro padre (Jeffrey Dean Morgan) a fine stagione precedente con il più classico dei cliffhanger, scena nella quale la vita dei tre sembrava davvero in pericolo.

Questa seconda stagione riprende le fila del discorso da dove l'avevamo lasciato, il conflitto con il demone che ha portato via la madre ai due ragazzi si intensifica, le decisioni sempre ambigue del padre, John Winchester, arrivano a limiti estremi lasciando i due ragazzi a portare avanti la caccia quasi sempre da soli.

Nella parte iniziale della stagione sembra che la trama verticale debba essere più serrata rispetto alla stagione precedente (e in parte è davvero così), nella sezione centrale della serie invece gli episodi autoconclusivi prendono il sopravvento per lasciare nuovamente posto alla lotta contro il Demone dagli occhi gialli sul finale della stagione (in particolare negli ultimi due episodi). Non mancano sul finale di serie significativi cambiamenti e una sconcertante rivelazione.

Principalmente viene dato spazio al rapporto di Sam con il suo lato demoniaco (nel senso di legato al demone) che lo porta ad avere visione di spiacevoli eventi futuri. Fa da contraltare il senso di responsabilità di Dean verso il padre ma soprattutto verso il fratello minore. Inoltre il cast viene arricchito con alcuni nuovi personaggi interessanti.



Supernatural non è all'altezza di altre serie dalla trama fitta e avvincente e non arriva nemmeno ai livelli emozionali di un Doctor Who (ma come potrebbe?), però è una serie davvero divertente. Non so come spiegarmelo, il plot non è così intrigante, l'andamento dello stesso è a volte blando e alcune puntate hanno elementi che ne ricordano altre, eppure funziona.

Credo che il segreto di Supernatural, che conta già sette stagioni e ancora non siamo alla fine, sia il grande affiatamento della coppia di interpreti. I due sembrano davvero divertirsi e riescono a divertire allo stesso modo lo spettatore. La produzione ha beccato la coppia che funziona e questo fa la differenza. Complimenti quindi a Jared e Jensen (che nomi!), io continuerò a seguire la serie.

PS: occhio alla divertentissima puntata diciotto, Mistero a Hollywood, omaggio all'horror di serie B.

domenica 2 settembre 2012

MADAGASCAR 3 - RICERCATI IN EUROPA

(Madagascar 3: Europe's most wanted di Eric Darnell, Conrad Vernon, Tom McGrath, 2012)

Non sono mai stato un fan sfegatato del brand Madagascar. Avevo visto il primo episodio al cinema e il secondo in home video e non ne conservo ricordi particolarmente esaltanti. Con questo terzo episodio però mi sono divertito parecchio, siamo tornati tutti al cinema per far contenta Laura ma la visione è risultata poi piacevole per tutti e tre.

Questa è una pellicola giocata sul divertimento, spesso fracassone, e sui soliti sentimenti d'amicizia e fiducia che nei prodotti per i piccoli funzionano sempre. Il solito intrattenimento per famiglie? Certo che sì, soldi a palate per la Dreamworks ripagate però con un prodotto onesto, divertente spensierato e ben realizzato, a tratti una vera festa.

Le scelte grafiche molto spigolose che caratterizzano i personaggi di Madagascar e che non mi avevano mai soddisfatto interamente questa volta si amalgamano davvero bene al lavoro fatto sugli scenari e sul dinamismo dell'azione. In alcuni passaggi sembra di essere insieme ai protagonisti all'interno delle splendide animazioni, quelle in montagna per citarne una (e noi abbiamo optato per il 2D). Inoltre i virtuali movimenti di macchina sono congegnati in maniera da guidare al meglio lo spettatore lungo le scene più movimentate e spettacolari. Tecnicamente impeccabile, colori sfavillanti e un dettaglio sulle location cittadine davvero ottimo, Roma e Montecarlo sono fantastiche. Anche i nuovi personaggi inseriti nel cast si difendono egregiamente.

La trama è quella che è, pensata per i più piccoli ma costellata di scene davvero ben riuscite da piacere più o meno a tutti. Ancora in Africa dalla fine del secondo episodio e abbandonati dai pinguini (io li amo questi pinguini) andati a spassarsela a Montecarlo, il quartetto viene investito ancora una volta dall'ondata di nostalgia di Alex il leone per la sua casa, lo zoo di Central Park a New York. Così il leone insieme a Gloria, Marty e Melman (ippopotamo, zebra, giraffa) partono per il Principato nella speranza di riacciuffare i pinguini e insieme tornare finalmente a casa. In Francia ovviamente lo scompiglio provocato dai quattro, accompagnati da Re Julien e dal Re di Versailles (ah ah ah) è enorme così alle loro costole viene sguinzagliata Chantel Dubois della polizia francese, un osso davvero moooolto duro da togliersi dai piedi. Personaggio fantastico quello della Dubois, davvero un grande cattivone, divertente come pochi.



In Francia, tra una peripezia e l'altra, i nostri amici si uniscono al Circo di Saragozza che ha in programma un tour che toccherà, dopo Londra, anche New York. Qui potranno fare la conoscenza della foca (o leone marino) Stefano, del ghepardo Gia, della scontrosa tigre russa Vitali (perché Vitali poi?) e della tenerissima orsa Sonya.

Sfornare cartoni animati davvero originali è impresa ardua, ma quando al cinema si entra con quattro euro a testa anche un sano e innocente divertimento può bastare (e la gente va magari un po' di più al cinema, pensare di abbassare i prezzi?).

venerdì 31 agosto 2012

KICK-ASS

Solo ora, con la riedizione in agili albetti mensili, sono riuscito a godermi questa miniserie del prode Mark Millar, opera che già ha dato vita a più di un seguito e a un adattamento cinematografico (con un secondo probabilmente in arrivo).

L'idea di base è la seguente: cosa potrebbe succedere in un mondo come il nostro, adeso alla realtà, dove nessuno vola, gli uomini non sono fatti di roccia e non si infiammano, le donne non hanno tutte seni che sfidano le leggi di gravità e nessuno spara raggi dal sedere se improvvisamente comparisse il primo supereroe?

Il quesito non è certamente dei più originali. Abbiamo visto sviluppare questa idea già parecchie volte, da J. M. Straczynski ad esempio (solo per citare il primo che mi viene in mente) con Rising Stars e Supreme Power. Con queste serie abbiamo avuto alcune possibili risposte alla fatidica domanda.

Ma qui la questione è un pochino diversa (anche se probabilmente comunque non totalmente originale). La domanda di fronte alla quale ci pone lo scrittore scozzese si potrebbe porre in questi termini: cosa succederebbe in un mondo come il nostro, adeso alla realtà, se uno sfigato qualsiasi decidesse di indossare un costume e diventare il primo supereroe? Questa è la domanda alla quale tentano di dare risposta Mark Millar e il disegnatore John Romita Jr.

Dave Lizewski è un piccolo nerd appassionato di comics con amici sfigati come lui e una carenza totale di ragazze con le quali passare del tempo. A questo ragazzo scocca la scintilla in testa, insomma, perché nessuno l'ha mai fatto prima? In fondo perché no? Come dice lui stesso: "Non ci voleva un trauma per spingerti a indossare una maschera. Non c'era bisogno che sparassero ai tuoi genitori... o di raggi cosmici o anelli di potere... bastava una perfetta combinazione di solitudine e disperazione."

Cosa succederebbe a uno sfigato del genere se decidesse di entrare in azione? Semplicemente quello che succederebbe nel mondo reale, lo stronzetto verrebbe massacrato di botte e finirebbe in un letto d'ospedale con la testa fracassata e ferite da taglio sul corpo. Ecco cosa.


Il taglio dato alla storia da Millar non fa sconti, linguaggio diretto, qualche colpo basso, la giusta dose di violenza e uno sviluppo della trama che riesce a incuriosire, perché alla fine lo vuoi sapere cosa salterà nella mente bacata di Dave, fin dove la sua nuova ossessione riuscirà a spingerlo. Così le nuove tecnologie, YouTube in primis, aiuteranno questo primo supereroe rinominato Kick-Ass dalla folla adorante del web ad ottenere un'improvvisa notorietà, il gioco salirà di livello e nella storia verranno coinvolti criminali veri, quelli con la C maiuscola, mica teppistelli da quattro soldi. Ed è qui che entrano in scena Hit-Girl e Big Daddy.

L'impressione ottenuta dalla lettura di questo Kick-Ass è quella di puro divertimento, una mini adatta per passare momenti spensierati, bella pronta per essere convertita in film e per tirare su un bel po' di soldi. Non dico questo con una connotazione negativa, anzi, a me questo Kick-Ass ha divertito davvero parecchio. Millar riesce a dosare per benino le situazioni divertenti, si e ci prende un po' in giro in qualità di fan di fumetto supereroistico, piazza qualche buon colpo di scena e riesce a sovvertire e dileggiare alcuni topoi classici del genere.

I personaggi sono tratteggiati in maniera convincente, umani nelle loro meschine debolezze, quotidiane, stupide e assolutamente comuni. In alcuni momenti la naturale tendenza di Millar allo sbraco ovviamente fa capolino sublimata soprattutto nel personaggio di Hit-Girl, una vera enfant terrible. Anche le tavole di Romita Jr., ultimamente sempre più spento nei suoi lavori per la Marvel Comics, qui sembrano donare al plot il giusto storytelling risultando più che adatte alla storia narrata.

Personalmente sono curioso di leggere il seguito della mini, segno che, almeno con me, lo scozzese ha colto nel segno.

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