(The Fantastic Four – First Steps di Matt Shakman, 2025)
Per dirigere Fantastici 4 – Gli inizi è stato scelto il poco conosciuto Matt Shakman, il quale si è costruito una carriera orientata in prevalenza alla regia di episodi di serie tv (WandaVision), con un solo lungometraggio all’attivo, del quale peraltro non rimane particolare memoria. Questa scelta sembra andare in continuità con il volere dei Marvel Studios che, salvo rare occasioni (Sam Raimi, Chloé Zhao, Ryan Coogler, Kenneth Branagh e pochi altri), preferiscono onesti mestieranti a nomi di grido o “autori”, per realizzare quelli che sono ormai capitoli della grande storia condivisa del Marvel Cinematic Universe. A Shakman spetta il compito non semplice di portare all’interno del MCU la “prima famiglia”, quella che nel 1961 fu il pilastro fondante della nuova Marvel di Stan Lee e Jack Kirby, creatori di questi e di infiniti altri personaggi. Reed Richards (Mister Fantastic), Ben Grimm (La Cosa), Susan Storm (la Ragazza Invisibile e poi la Donna Invisibile) e Johnny Storm (La Torcia Umana) hanno dato il via a quel grande “romanzo americano” che ancora oggi, a sessantacinque anni dalla sua nascita, affascina migliaia di lettori e milioni di spettatori (e sì, il cinema ha ormai surclassato le pagine dei fumetti sulle quali la magia ha preso vita). Ed è proprio su una nota nostalgica che punta questa nuova partenza dei Fantastici 4, tornando a quegli anni Sessanta che li videro esordire sulle pagine dei fumetti, anni Sessanta, però, di un altro universo, un universo che ha avuto uno sviluppo diverso dal nostro…Gli anni Sessanta di Terra-828 non sono propriamente come i nostri: più evoluti, futuristici, all’apparenza meno minacciosi, colorati, nostalgici. In questo mondo i Fantastici 4 sono una famiglia di supereroi molto amata da newyorkesi e, in generale, da tutto il mondo. Mr. Fantastic (Pedro Pascal) e la Donna Invisibile (Vanessa Kirby) aspettano il loro primo figlio, la Torcia Umana (Joseph Quinn) e la Cosa (Ebon Moss-Bachrach) si apprestano a diventare rispettivamente zio biologico e zio adottivo del nascituro. In questo contesto di felicità sulla Terra arriva Silver Surfer (Julia Garner), l’araldo di Galactus (Ralph Ineson), il divoratore di mondi, per annunciare l’imminente morte e distruzione del pianeta a opera del divoratore, un’entità cosmica che si nutre di corpi celesti. Dopo aver avuto un incontro/scontro con la surfista d’argento, la Torcia tenta di comprenderne la lingua mentre il successivo incontro con Galactus non dà gli esiti sperati, ossia una fruttuosa negoziazione che permetta di far risparmiare la Terra dalla fame entropica del divoratore. Galactus pone i Fantastici 4 di fronte a una scelta: o la Terra o la vita di Franklin, il bimbo che Reed e Susan stanno aspettando.
I Fantastici 4 – Gli inizi è un film ben riuscito. Non è di certo una di quelle pellicole memorabili e nemmeno uno dei capitoli fondamentali o più interessanti all’interno del Marvel Cinematic Universe, però può vantare diverse frecce al suo arco che lo rendono piacevole e facilmente fruibile da chiunque. Intanto il film gode di un ottimo impianto scenografico e visivo: lo stile retrofuturista adottato per pennellare i Sessanta di Terra-828 è perfetto per imbastire una sequenza iniziale meravigliosa per la sua capacità di cogliere quell’alone di pura ingenuità dei fumetti degli esordi (1961). La carrellata che ci mostra nemici classici come l’Uomo Talpa (Paul Walter Hauser) o le sue super-scimmie del Fantasma Rosso, dispone al meglio l’animo del fan sfegatato e offre un’intro semplice ed efficace per chi fosse a digiuno delle imprese dei quattro eroi, in un contesto immaginifico che non può non ricordare Gli Incredibili di casa Pixar, a loro volta già ispiratisi proprio al quartetto della Marvel. Sembra un mondo più positivo quello dipinto nel film di Shakman, i protagonisti sono messi di fronte a un dilemma morale difficilissimo: la vita di loro figlio o quella del pianeta, e ancora, è morale sacrificare una vita per quella di molti? È l’approccio dei protagonisti a essere interessante qui. Tutto sembra puro, con innocente candore Reed e Sue annunciano al mondo qual è la richiesta di Galactus, non tentano di nasconderla, di mascherare le loro future scelte, e dicono no! Non sacrificheremo nostro figlio per la Terra, ma combatteremo per ciò che è giusto, e chiedono ai loro concittadini, al mondo, di stare con loro. E il mondo dice sì. Una solidarietà di un’ingenuità disarmante, ma, almeno per una volta, anche solo al cinema, fatecela godere. Una visione quasi rivoluzionaria. Non mancano piccoli difetti: Reed con ‘sti baffi non si può guardare, la versione di Johnny qui mostrata è troppo raffinata e intelligente (ma è una Terra diversa e quindi…), Silver Surfer è stato trasformato in un personaggio femminile e non se ne capisce davvero la ragione (ma è una Terra diversa e quindi…), tutte piccole cose che non inficiano la riuscita di un film che mette un po’ d’acquolina in bocca per l’ingresso del quartetto all’interno del MCU ufficiale.




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