domenica 18 settembre 2016

AIUTO!

(Help! di Richard Lester, 1965)

La tentazione di chiamare il post con il titolo originale di questo film che vede i Beatles protagonisti è stata forte, poi visto che in Italia il film uscì con tanto di locandine come Aiuto! mi è parso giusto lasciarlo così, ennesima stranezza in un calderone pieno di stranezze.

Di primo acchito viene da domandarsi se Richard Lester sia un genio, un folle oppure un semplice demente. Non conoscendo il resto della sua opera se non per un paio dei capitoli dedicati alle avventure di Superman, preferisco lasciare la domanda senza risposta e passare direttamente a occuparmi della trama di questo Help! (non ce la faccio a chiamarlo Aiuto!).

Pensando alla trama del film viene da domandarsi se Marc Behm, sceneggiatore e soggettista, sia un genio, un folle oppure un semplice demente. Non conoscendo il resto della sua opera se non per una o due sceneggiature, preferisco lasciare la domanda senza risposta e passare a occuparmi della trama di questo Help! (non ce la faccio a chiamarlo Aiuto!).

Ed eccola qui in tutto il suo splendore: una setta di adoratori della Dea Kaili è in procinto di sacrificare una giovane fanciulla. Per dare atto a questo sacrificio, la vittima deve essere dipinta di rosso e portare al dito l'anello sacrificale della Dea. L'anello però è sparito e, non ricordo neanche come, è finito al dito di Ringo Starr, batterista dei Beatles, che per qualche strana ragione non riesce più a sfilarselo. Per la setta ora la vittima designata è proprio Ringo (che ovviamente prima di essere ucciso dovrà venire dipinto di rosso). Il batterista e gli altri componenti dei Fab Four si opereranno per mantenere Ringo in vita e sgominare la setta. Nel mezzo qualche canzone.


Tralasciando le esibizioni canore del gruppo, proposte nel mezzo del film più o meno a casaccio e, nell'anno del signore 2016, anche prive di interesse documentaristico, per il resto siamo nel più puro non-sense. Alcune scenografie non avrebbero stonato in qualche puntata dello storico Doctor Who o nel serial de Il Prigioniero, diverse sequenze invece hanno toni da commedia slapstick. Il tutto può piacere e può non piacere, io ammetto che diverse trovate risultino anche parecchio divertenti, qualche passaggio anche geniale (vai a pensarci tu a tutta quella mole di stronzate), il tutto però inserito in un minutaggio anche fin troppo ampio per questo tipo di prodotto (e parliamo di poco più di un'ora e mezza).

Il film va bene ovviamente per i fan duri e puri dei Beatles e per gli amanti del non-sense in genere, non stona nella filosofia del gruppo, almeno per quel che riguarda la produzione cinematografica, mi pare coerente con quanto poi fatto con lo Yellow Submarine di George Dunning. Diventa invece un prodotto molto ostico per chi non rientra nelle due categorie di cui sopra, oltre alla sequela di gag assurde non c'è davvero altro.

2 commenti:

  1. Sono d'accordo con te con la maggior parte del post...
    Sopratutto sulla scelta del titolo del post!

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