giovedì 11 novembre 2010

LA RAGAZZA DEL LAGO

(di Andrea Molaioli, 2007)

Ogni tanto mi capita di vedere un bel film italiano, ciò nonostante l’impressione è che il nostro cinema non se la passi proprio bene. Vero è che le improponibili fatiche di alcuni nostri registi godano di grande risalto mass-mediatico. Gli incassi danno loro ragione e quindi vai di cinecocomeri e cinepanettoni. La starlette di turno fa notizia, il product placement si spreca, non si lesina in pubblicità all'ultimo film del cabarettista di turno, etc,etc... Visti appunto gli incassi di cotante opere forse queste, in fondo, ce le meritiamo pure. In mezzo a questa bagarre il rischio è quello di perdersi lavori decisamente più degni di attenzione che corrono il pericolo di essere offuscati da ciarpame vario e di non trovare il giusto spazio (e non è questo il caso fortunatamente). Per chi non vuol lasciarsi travolgere dalla cialtroneria, qualche buona pellicola anche il nostro paese la regala. Non solo successi riconosciuti come Gomorra o Il divo ma anche film più “piccoli” quali Il vento fa il suo giro, Pranzo di Ferragosto o questo La ragazza del lago.

La trama, che non voglio svelare, è semplice e ruota intorno all'omicidio di una giovane ragazza il cui corpo viene rinvenuto senza vita sulle sponde di un lago friulano. Il lavoro del regista è incentrato principalmente sui personaggi, tutti ben delineati e credibili. I luoghi del Nord Est italico fanno da splendida cornice a questa storia dove si indaga sui caratteri prima che sugli accadimenti.

L’ormai quasi incontestabile Toni Servillo è il commissario Sanzio, di chiare origini partenopee trapiantato in Friuli. Qui non è solo un commissario che si trova davanti alla morte di una giovane ragazza ma è anche un padre che con una ragazza altrettanto giovane ha qualche difficoltà a rapportarsi. È anche un marito con una moglie malata di una malattia degenerativa che quella sua figlia, quella ragazza, neanche la riconosce più. Il paese dove si consuma la tragedia è piccolo, tra gli abitanti i sospettati. Il ragazzo della vittima, l’allenatore della squadra di hockey dove la ragazza giocava, i genitori del bambino al quale lei faceva da babysitter, il padre, la sorellastra e il matto del paese che vive con il padre paralitico. Di tutte queste persone sappiamo qualcosa, nessuno sta lì a far da tappezzeria. Tra gli interpreti attori di ormai solida fama come Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Giulia Michelini e il già citato Toni Servillo che effettivamente riempie la scena in ogni inquadratura.

Il film è stato ricoperto di premi, qui in Italia addirittura 10 David di Donatello e partecipazione alla mostra di Venezia. Un film di recitazione e di luoghi che ha un'attenzione particolare verso le figure paterne, ben supportato anche dalla scelta di un azzeccato accompagnamento sonoro. Vista l'esigua mole di buoni prodotti nostrani questo è decisamente un film che vale la pena guardare.

martedì 9 novembre 2010

INDOVINA CHI? 5

Torna a grande richiesta l'appuntamento con Indovina chi?, appuntamento che sta sgomitando per prendere sempre più spazio in questo blog.
Le altre proposte ormai quasi fisse non mancheranno di tornare ad allietarvi (spero) ma in questo periodo dove gli spunti scarseggiano (pochi film visti, per quel che riguarda i libri starò sul Chisciotte per un bel po', etc...) ben vengano manche ravvicinate di questo giochino che ha almeno il merito di scatenare commenti divertenti.

Inoltre andiamo a testare per la prima volta il nuovo regolamento. Andate a rileggerlo prima di postare le risposte (qui).

OK. Incominciamo.

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domenica 7 novembre 2010

MERCATINO 2

Continua il riordino della mia collezione di fumetti. All'esigenza di riordinare in qualche modo gli spazi si affianca quella di effettuare qualche taglio alle spese (abbattiamo i costi, frase che sta tragicamente prendendo sempre più piede in questo nostro Bel Paese a vantaggio dei soliti noti, tanto i tagli, che vengano dall'alto o che siano autoimposti, sempre noi li subiamo). Gli albi verranno, come successo le volte scorse, regalati agli amici interessati agli articoli. No vendite, no spedizioni. Devo ammettere che le passate proposte (Radairk 1 e la serie di Greystorm) non hanno suscitato grandi interessi, la mia piccola "missione" di divulgazione fumettistica non ha dato grandi esiti. Comunque gli albi sopra citati non sono più disponibili in quanto accaparrati dal mio amico Diego la prima e dall'Orlando Furioso la seconda (ogni promessa è debito) che appassionati di fumetto già lo sono. Vediamo in dettaglio cosa offre questa seconda tornata: Partiamo dal materiale targato Marvel Comics. War of Kings Prologo e nn. 1/4 In questa miniserie vengono presentate le avventure di alcuni personaggi cosmici della Marvel. Nova, Vulcan, i Predoni Stellari, i Guardiani della Galassia, gli Inumani e via discorrendo. Se ne parla qui, l'articolo è lungo ma la parte dedicata a questa mini si trova facilmente vicino all'immagine di copertina della stessa. Dark Reign: Thunderbolts 1/3 Le vicissitudini della marcia squadra segreta che Osborn usa per le operazioni sporche. Leggere qui alla voce Dark Reign. Vari anni or sono la Marvel lanciò una serie di albi ambientati in un universo parallelo dove le vite e le carriere dei più famosi eroi della casa delle idee ricominciavano da capo. Ultimamente questo universo (Ultimate Universe) ha subito un reboot narrativo e le serie ad esso dedicate sono ripartite dal numero uno. Per curiosità ne ho seguito i primi numeri ma ora l'accetta dei tagli è calata anche su di essi e vi offro quindi: Ultimate Spider-Man 1/4 serie dai toni divertenti e vagamente adolescenziali (leggere qui alla voce Post Ultimatum: Ultimate Comics: Spider-Man). Ultimate Avengers 1/3 serie più adrenalinica che presenta una moderna versione dei Vendicatori ben illustrata nell'articolo dell'amico Gennaro (cliccare sul nome, please). Abbandoniamo la produzione U.S.A. e veniamo a quella nostrana. L'interessante miniserie Valter Buio (nn. 1/8) presenta le bizzarre e malinconiche avventure di uno strano psicanalista di fantasmi. Potete leggere qui una recensione ad opera dell'Orlando Furioso. Se vi piace il sovrannaturale potete provare i primi tre numeri della miniserie bimestrale Pinkerton S.A. (Supernatural Affairs). Tutte queste serie sono in corso di pubblicazione, se catturano la vostra attenzione, i numeri seguenti sono facilmente reperibili in edicola. Qualche albo invece un po' più datato (ma non troppo). Personaggi che non hanno bisogno di presentazioni. Nathan Never Grande Ristampa 1/4: Raccogli le prime 12 avventure del fantascientifico eroe di casa Bonelli. Martin Mystere vari speciali: Almanacco del Mistero 2007 2009 2010, gli ultimi due MM speciale (26 e 27) e l'ultimo MM Gigante (il 13 intitolato La sindrome di Matusalemme). Roba interessante ve ne è parecchia.... a voi la mossa. Thunderbolts

venerdì 5 novembre 2010

BACK TO THE PAST: 1968 PT. 4

Penultimo appuntamento con il 1968 nel quale ci occuperemo di atmosfere ancora Psych e in parte Prog.

Inizia l'evoluzione del suono marcato Pink Floyd, entra in formazione David Gilmour e se ne allontana l'ormai ingestibile Syd Barrett. L'album A saucerful of secrets sarà l'ultimo al quale Barrett prenderà parte. Set the control to the heart of the sun è l'unico pezzo dove i 5 Floyd suonano tutti insieme. Space rock?



Gli Amboy Dukes, gruppo nel quale alla chitarra milita Ted Nugent, incidono un pezzo molto vicino per tematiche alle correnti Psych e Acid Rock: Journey to the center of the mind.



I Jethro Tull hanno attraversato un po' i generi toccando il folk rock il progressive e dedicandosi anche alla composizione di lunghe suite. Torna prepotente alla mente il flauto traverso di Ian Anderson suonato, come in questa A song for Jeffrey, nella classica posizione in equilibrio su una sola gamba.



Keith Emerson, futuro tastierista degli Emerson Lake e Palmer, con i suoi The Nice dà un'interpretazione prettamente prog del brano America composto da Leonard Bernstein.



Altro debutto inserito nel filone progressive è quello dei Family che con l'album Music in a doll's house lasciano il loro contributo al genere. Ascoltiamo Me, my friend.

giovedì 4 novembre 2010

INDOVINA CHI? REGOLAMENTO

Bene, dopo le prime 4 manches, allietate dai sagaci commenti del buon vecchio Zio Robbo di quartiere, si necessita di un regolamento definitivo e rivisto.

Ormai è chiaro che chi arriva per primo e indovina per esempio 8 nomi è eccessivamente penalizzato dal fatto di rimanere completamente a bocca asciutta alla fine della manche se qualcuno indovina tutti e 10 i nomi prima delle 24 ore (magari prendendo spunto da quanto scritto in precedenza dagli altri), cosa che si è verificata tutte le volte.

Inoltre mi sono stancato dei bonus e voglio eliminarli.

Quindi il nuovo regolamento sarà questo:
I bonus attualmente presenti verranno trasformati in un punto pieno. Michy e Urz che non ne hanno mai beneficiato verranno anche loro omaggiati di un punto. Chiunque entrasse in classifica per la prima volta verrà dotato del punto omaggio. Così le cose saranno eque e non ci saranno più mezzi punti o decimali.

Chi gioca in coppia dovrà sempre indicare il numero delle risposte esatte da attribuire a ogni persona, in caso di mancata segnalazione i punti verranno divisi per due approssimando per difetto (niente decimali). In caso di 7 risposte esatte di Urz e Michy in assenza di percentuali o indicazioni ne verranno assegnati 3 a testa.
Conviene giocare da soli.

Non ci sarà più il limite delle 24 ore per indovinare tutti e 10 i personaggi.
La manche si chiuderà al completamento di tutti i nomi o alla pubblicazione della manche successiva. Quando la manche 6 sarà online la cinque si considererà chiusa anche se i personaggi non sono stati tutti indovinati.

Assegnazione dei punti:
1 punto per ogni personaggio indovinato.
Ogni concorrente può postare le soluzioni solo una volta ogni manche. Questo per evitare che si postino subito solo i più facili per far punti (so che siete dei disgraziati) e poi mettere gli altri con calma. E anche per dare un po' di pepe al gioco. Al concorrente che invierà delle soluzioni con un secondo post nella stessa manche al posto dei punti ottenuti verranno attribuite equivalenti penalità.
Qualora uno o più personaggi della manche creassero troppe difficoltà ai giocatori, introdurrò (usando un commento nella manche stessa) un indizio e specificherò che da quel momento in avanti tutti rientrano in gioco, anche chi ha già postato delle altre soluzioni per la manche in corso. Si potrà quindi postare una seconda volta (o più) solo dopo il mio via, chi lo facesse prima si beccherà la solita penalità. I personaggi azzeccati dopo l'indizio varranno 2 pt. l'uno.

Commenti e cazzate invece non hanno limiti.
Un punto aggiuntivo a chi chiuderà la manche (cioè chi posterà i nomi degli ultimi personaggi rimasti in gioco).

Buon divertimento!

NUOVA CLASSIFICA
MICHY 30
URZ 23
LA 1
PAOLA 1
ZIO 1

PS: Il primo torneo si concluderà alla fine della 25a manche.

INDOVINA CHI? 4

Cerchiamo di alzare un po' il tiro, finora mi sembra che le soluzioni siano arrivate abbastanza velocemente.
Invito tutti a giocare, il regolamento lo trovate tra i commenti del post "Indovina chi? 2".

Via che si va, altro giro altro regalo (i soliti punti).

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mercoledì 3 novembre 2010

SUPERNATURAL: MORTE NELL’ACQUA

Per una completa comprensione della vicenda leggere i precedenti post su “Supernatural”. La VERA storia.

E dagli a correre dietro quell’imbecille del padre. Che poi non sarebbe questo gran problema per i fratelli Bardem/Winchester, il fatto è che la benzina costa e l’Impala beve. Oh se beve. Visto che inseguire Bardem da uno stato all’altro non è che sia così remunerativo il problema comincia a farsi pressante.
Comunque, tra le pagine di quell’inesauribile fonte di cazzate che è il diario di Bardem, Dean Dave e Sam sono riusciti a trovare uno scarabocchio che i due hanno interpretato come un indizio.
Gli occhi dei due ragazzi hanno cominciato a brillare nella speranza di ritrovare il padre, Sam che è il più giudizioso dei due, stufo di dover sempre spingere l’auto a causa delle dimenticanze del fratello, provvede a fare il pieno e via che si và.
L’auto corre dal Colorado al Winsconsin in direzione nord verso il lago Minitoc. L’autoradio sputa fuori le note di Movin’ on dei Bad Company, canzone che il cantante Paul Rogers scrisse in occasione di un vecchio incontro con Bardem (vai a capire queste coincidenze).
Grazie al diario del fesso, Sam ha contratto una dipendenza acuta da pizza (vedi episodi precedenti) e Dean quella da... ma lasciamo perdere. Sam ha assolutamente bisogno di pizza e i due ragazzi sono costretti a fermarsi in una tavola calda. Mentre Sam si riempie la pancia, Dean Dave legge una strana notizia sul giornale. Nell’ultimo anno si sono verificati tre strani casi: tre persone delle quali non è stato ritrovato il corpo sono annegate nel lago Minitoc. L’ultima in ordine di tempo è stata Sophie Carlton.
Dean Dave subodora qualcosa di strano nell’aria ma si rende subito conto che sono i pestilenziali odori che arrivano dalla cucina della tavola calda. Mentre Sam si ammazza di pizza il primogenito di Javier Bardem mostra una foto del padre al proprietario del locale. Questi guarda la foto qualche istante, poi si gira e con disprezzo sputa per terra... con poca grazia l’energumeno butta i giovani fuori dal locale.
“Mi sa che papà ha fatto qualcuna delle sue cazzate” è la reazione di Sam che pronunciando la frase sputacchia pezzetti di pizza sul viso del fratello.

Sam e Dean, sfruttando la loro infinita riserva di distintivi e documenti falsi che nemmeno se li cagassero, si fingono agenti del Dipartimento Tutela Ambientale o del Dipartimento Scuola Educazione o una cazzata del genere insomma.
Iniziano a raccogliere informazioni e castagne ma trovano più castagne che informazioni. Conoscono così la famiglia della vittima, lo sceriffo del paese Jake Bar, sua figlia Andrea e il figlio della figlia Lucas. La catena si interrompe qui in quanto Lucas è un bambinello e continuare sarebbe stato sconveniente.
Più tardi al motel, Sam passa la serata sul cesso (pizza e castagne sono state letali) a cercare notizie sui giornali, Dean Dave alterna la ricerca su internet alla visione di siti porno (la mia droga si chiama... ma lasciamo perdere).
Si scopre che negli ultimi 35 anni altre sei persone morirono con le stesse modalità, tra le vittime risponde all’appello anche il marito di Andrea alla cui morte ha assistito il piccolo Lucas che ora non parla più per il trauma e perchè tutto sommato qualcuno che non spari cazzate in questo serial ci dovrà pur essere.
Il giorno dopo Dean cerca di entrare in contatto con il piccolo Lucas che non fa altro che disegnare da quando è morto il padre. Mentre Sam è nuovamente sul cesso, Will, il fratello di Sophie, muore annegato nel lavandino (si vabbè però ragazzi, ste stronzate! E che cazzo). Non era un lavandino proprio piccolo come i nostri, insomma ci si potevano lavare anche i panni, fatto sta che ci annega, che vi devo dire, mica l’ho scritto io l’episodio. Comunque.
In uno dei suoi lampi di genio, Dean Dave nota che casa Carlton, luogo dello strano accadimento, è uguale alla casa ritratta in uno dei disegni del piccolo Lucas.
Il disegno è uno scarabocchio, la casa fa cagare e 2+2=4 e cose così...
Sherlock decide quindi di andare nuovamente a parlare al bambino. Durante l’incontro Dean nota un paio di disegni ricorrenti: una bici rossa e uno strano bagnino.
Un ulteriore pastrocchio ritrae la bici vicino a un bambino con un cappello da baseball davanti a una casa gialla di fianco a una chiesa bianca che per tre soldi mio padre comprò.
I due ragazzi girano tutto il paese e trovano la casa del pastrocchio.
Una volta mostrato il disegno a una vecchia decrepita che abitava lì accanto, quest’ultima afferma che il disegno le ricordava Peter, un ragazzino scomparso in circostanze misteriose 35 anni prima.
Capito la vecchia! Farle ricordare che al mattino deve infilarsi la dentiera non ci si riesce, però il Peter di 35 anni prima... vabbè.
Seduto sul cesso della biblioteca, spulciando vecchie foto, Sam scopre che questo Peter era un vecchio amico dello sceriffo. Le puttanate si accumulano e il padre dei due allegri ragazzi morti si catafotte con una barchetta al centro del lago e viene risucchiato.
Dean e Sam non fanno in tempo a salvarlo ma arrivano in tempo per evitare agli sceneggiatori della serie di infilare nella trama un’altra minchiata, salvando così Andrea da morte certa.
Dean Dave e Sam scoprono un altro collegamento: il piccolo Peter, il padre dei ragazzi e lo sceriffo erano amici quando erano giovincelli.
Sotto pressione, roso dai sensi di colpa, lo sceriffo confessa che da piccoli lui e il padre dei due allegri ragazzi morti uccisero involontariamente Peter che morì annegato proprio nel lago.
I fratelli Bardem vengono a sapere inoltre che nel periodo degli ultimi accadimenti uno strano bagnino si aggirava, per lo più ubriaco, nei pressi del lago e all’apparire dei primi problemi il piscialetto si è dato alla fuga.
La descrizione del bagnino corrispondeva in maniera preoccupante alla figura (di merda) di Bardem.
In un attimo di distrazione collettiva il piccolo Lucas cade nel lago, lo sceriffo si tuffa per salvarlo, lo sceriffo muore, Dean Dave salva il piccolo, si fa la madre e cose così.
Dopo pochi giorni, essendo lo spirito del piccolo Peter il colpevole di tutto sto macello e sentendosi questi ripagato dalla morte dei suoi ex amichetti che l'avevano ucciso, l'incubo finisce.
Lucas inizia a parlare e la prima cosa che dice è che quel bagnino sembrava proprio un coglione.
Tutto a posto, i fratelli Bardem ripartono alla ricerca del coglione perduto.

martedì 2 novembre 2010

BACK TO THE PAST: 1968 PT. 3

Torniamo sulla strada, una strada che ci porta su territori ancor più rockeggianti, sapore di libertà, di viaggio. Un pezzo spesso accostato ai bikers, pezzo nel quale per la prima volta viene associato alla musica il termine Heavy Metal.
Steppenwolf - Born to be wild



Anche i Beatles si cimentarono con sonorità più dure sfornando Helter Skelter, uno dei brani più coverizzati di tutti i tempi.



Esordio nel 1968 con ben due album per la storica band Deep Purple. Uno dei pezzi che riscosse maggiore successo che ancora oggi viene proposto dal gruppo, e non solo, dal vivo è questa Hush scritta da Joe South.



Ultimo album per la Jimi Hendrix Experience, l'avventura finisce dopo soli tre album, godiamoci questa Voodoo Child.

lunedì 1 novembre 2010

DAL REGNO OSCURO ALL’ASSEDIO

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta.

Le assi del pavimento sotto i piedi di Norman Osborn cominciano a scricchiolare, il castello di carte comincia a oscillare, la situazione “politica” del Marvel Universe versa in condizioni instabili, il centro non regge, la sicurezza dell’uomo di potere barcolla.
C’è chi spinge per farla crollare. Qualcuno trama, qualcuno pianifica, qualcuno attacca.
I personaggi in gioco sono molti da ambo le parti. La cricca di Osborn che ufficialmente e legittimamente detiene il potere e gli eroi onesti che portano alto il vessillo della giustizia costretti a farlo di nascosto.
Si prepara un assedio, una battaglia di proporzioni epiche (così si dice almeno) durante la quale tutti i nodi creati da Brian Bendis negli ultimi sette anni verranno al pettine.
Per rinsaldare il suo potere Osborn aveva stretto alleanze con personaggi scomodi e potenti. Come gestire il potentissimo Destino dittatore di Latveria? Come fidarsi di Loki, Dio dell’inganno. Hood è sempre un’incognita, Emma Frost sembra ormai distante dalla visione di Osborn. Come può un semplice umano gestire la collera di Namor, Re dei mari?
Le pedine si muovono sulla scacchiera e lo scenario muta.

Come visto di recente, Steve Rogers è tornato. Cap è tornato. Il piano di Osborn di avere un Capitano tutto suo aiutato dal Teschio Rosso è fallito.
Non solo Norman non avrà il suo Cap ma ne avrà due di cui doversi preoccupare.
Steve ha deciso di lasciar portare lo scudo a Bucky Barnes, l’attuale Capitan America.
Rogers si mette a disposizione del suo Presidente e potrebbe rivelarsi la pedina che farà finalmente saltare gli equilibri. Cap forse è l’unico a poter riunire gli eroi, spingerli a mettere da parte le divergenze e dimenticare la guerra civile.
Intanto anche un Cap malevolo si muove sulla scena, un tizio con qualche rotella fuori posto che rimpiazzò Steve nel periodo post bellico quando questi era ancora in stato di ibernazione.
Bucky e Falcon si accollano il compito di contrastarlo.

La situazione mutante non è meno ingarbugliata. Gli X-Men si sono autoisolati su Utopia, un isola/stato al largo di S. Francisco fondata su un frammento del vecchio asteroide M di Magneto.
Ciclope, ormai leader di una razza più che di un gruppo di supereroi, sta cercando di trasformare il luogo che molti vedono come una sorta di campo di concentramento in un rifugio per mutanti.
L’alta densità di mutanti presenti sull’isola la rende appetibile per ogni tipo di attacco ma difficilmente inquadrabile e gestibile per il nostro Norman che ha già avuto di recente i suoi bei conflitti con gli X-Men.
Dopo aver respinto l’attacco di Emplate, primo villain ad attaccare gli X-Men di Utopia, Ciclope si sta battendo a livello politico per rendere l’isola ben accetta verso l’esterno e prospera all’interno.
Ovviamente i grattacapi non sono finiti, Gambit sta tornando a sviluppare “la metà oscura” infusagli in passato da Apocalisse. L’unica speranza della razza mutante, la ragazzina di nome Hope, continua a saltare avanti e indietro nel tempo in compagnia di Cable e seguita da Alfiere che la vuole morta.
Non paghi di tutto ciò, i mutanti sono allietati dalla visita di Magneto nuovamente in possesso dei propri poteri.

Anche tra i Vendicatori le cose si complicano: Clint Barton non sopporta più la situazione e decide di uccidere Osborn, non vede altro rimedio possibile. Ma deve agire da solo, gli altri Vendicatori non sono disposti al gesto estremo. Clint arriva a tanto così da Norman ma viene catturato nella torre dei Vendicatori Oscuri. Qui viene torturato e gli viene estorta l’ubicazione della base dei suoi Vendicatori ribelli. Quando irrompono i Dark Avengers la base è vuota poiché tutti i compagni di Clint sono al suo salvataggio che viene puntualmente portato a termine.
Jessica Jones torna in attività e i ribelli ricevono la visita di un redivivo Steve Rogers.

Ma anche all’interno della Torre di Osborn non c’è più pace. Dopo che questa è stata violata da Burton, anche Nick Fury vi fa il suo ingresso. Si allea momentaneamente con Osborn per ottenere dati importanti da una spia; i due non si nascondono l’odio reciproco e, con l’aiuto di Ares, Fury infine tradisce Norman e scappa con i preziosi dati.
Da tener presente che nei Secret Warriors di Fury milita proprio il figlio di Ares e che i dati ora in possesso di Fury svelano l’esistenza dell’organizzazione Leviathan, di fronte alla quale anche corpi come H.Y.D.R.A. impallidiscono per potere e influenza.
E poi c’è Daken, il figlio di Wolverine, che sta facendo di tutto per screditare Osborn agli occhi dell’opinione pubblica e trama alle sue spalle.
Quali sono le sue intenzioni? Ancora non si sa ma il ragazzo non nutre affetto per il suo capo e Daken è uno pericoloso. C’è da starci attenti...
Daken, Ares, e poi, chi altri? Noh-Varr ad esempio, Capitan Marvel ha capito che razza di bastardi sono Osborn e i suoi Dark Avengers e si è dato alla macchia e ora è ancora più potente grazie all’intervento della Suprema Intelligenza Kree. E’ riuscito a sfuggire anche a Sentry, il grande asso nella manica di Osborn.
Norman rosica e rosica e si isola per ore e si estranea parla da solo non regge perde equilibrio e l’opinione pubblica impazzisce per i Potenti Vendicatori, quelli di Pym e non i suoi e Loki, Loki lo istiga lo spinge lo tira si fa trovare sempre presente mentre gli altri no e devi ascoltare me che sono il Dio dell’inganno e ti fotto... te e Thor e anche quell’ingenuo di Balder e se mi gira pure Destino.
Perchè Loki è l’unico a giocare su tutti i campi.

Ha fatto esiliare Thor con un espediente, ha convinto Balder, nuovo re di Asgard, a trasferire il regno degli dei nordici a Latveria e ad allearsi con Destino il quale usa gli asgardiani come carne da macello per i suoi studi sull’immortalità. E Destino non ha più tempo per Osborn. Sono in rotta, Destino è alleato di Namor che è ospite degli X-Men che sono in conflitto con Osborn. Destino chiede a Norman di lasciare in pace Namor ma lui dice no e Destino non tollera un no e lui è Destino il sovrano di Latveria e Norman che fa? Tenta di ucciderlo. Norman che tenta di uccidere Destino. Non ce la fa ed ha un altro nemico. Non un nemico qualsiasi: Destino.
Sta crollando tutto e Norman parla da solo, da solo alla maschera di Goblin. E la maschera risponde... è pazzo? C’è di mezzo Loki?
La sua credibilità scema, l’opinione pubblica l’ha visto massacrare in diretta un ormai inerme Tony Stark.
Tony ha pianificato tutto, si è cancellato i ricordi usando il suo cervello come un Hard disk e ha fatto una copia di tutto per non far cadere dati importanti nelle mani di Osborn.
Maria Hill ora ha i suoi ricordi, Osborn è costretto a cedere il corpo di Stark al suo medico, secondo le sue volontà. Il medico di Stark è un tal Donald Blake, alter ego di Thor.
Cosa succederà quando anche Iron Man tornerà sulla scacchiera (perchè tornerà), quando i due Cap diranno basta, quando Thor si libererà di Destino impegnato anche a tramare contro il Wakanda e la Pantera Nera. Cosa?
Norman crollerà, ecco cosa. Impazzirà. Ecco cosa. E si aspetta ancora la mossa del Ragno.

Ora Loki sta spingendo Normie ad attaccare Asgard. Ma il presidente nega il permesso e allora ci vuole un incidente asgardiano per smuovere le cose, per dar via all’assedio (mossa che ricorda l’11 settembre e le teorie della cospirazione).
Il regno oscuro volge al termine, prepariamoci all’assedio.

INDOVINA CHI? 3

Altra tornata non troppo difficile. Due o tre i volti poco riconoscibili dei quali almeno uno è alla portata di chi mi conosce (rompo un po' le palle con sto tizio ma, perdonatemi, è una delle mie fisse).
Ma andiamo a incominciare...

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