lunedì 6 febbraio 2012

INNOCENTE

(The innocent man, di John Grisham, 2006)

John Grisham è uno di quegli scrittori che ho messo un po' da parte. Lessi tanti dei suoi romanzi anni fa, quando ancora non avevo scoperto tutta una diversa serie di generi letterari, di autori e di modi di intendere la narrazione decisamente diversi e diversificati.

Molto spesso Grisham viene identificato come autore di cassetta, produttore di bestsellers in serie, scrittore per le masse e cose del genere. Tutto vero in fondo. I suoi legal thriller, genere per il quale il nostro ex avvocato si è guadagnato la sua fama, sono molto simili tra loro e difficilmente spiazzano il lettore. Ci si immerge nel libro e si ritrova subito la strada di casa. Lo stile di scrittura è sempre fluido e scorrevole, anche rilassante se vogliamo. Chiaro, semplice ed essenziale, cose queste che sicuramente non possono essere definite difetti.

Ovvio che guardandosi intorno ci sono migliaia di letture che regalano maggiore soddisfazione e senso di appagamento. Capita talvolta che l'autore in questione si conceda una piccola deviazione, che abbandoni la via maestra per narrare qualcosa di diverso raggiungendo risultati alterni.

Ottimi nel caso de La casa dipinta, romanzo parzialmente autobiografico ambientato nell'Arkansas rurale del 1952 (consigliato), leggeri e scanzonati in Fuga dal Natale, tipica christmas-comedy, assoluto divertissement per l'autore. Risultati meno incisivi invece per quel che riguarda L'allenatore, racconto di sentimenti con contorno di Football Americano. Anche in questo caso la lettura si conferma comunque piacevole.

Altra importante deviazione dal legal thriller nel caso di questo biografico Innocente. Ci sono anche qui la legge, i tribunali, i processi e le indagini. Non siamo però di fronte a uno dei rassicuranti thriller ai quali Grisham ci ha abituati. Siamo davanti alla vera storia di Ron Williamson, invischiato nel sistema giudiziario americano dal quale otterrà un trattamento riprovevole e una condanna a morte per iniezione letale tutta da verificare.

Lo stile di Grisham è il solito, accurato e scorrevole, mai cavilloso nonostante le tematiche fortemente legate al sistema legale americano.

La storia di Williamson è snocciolata fin dalla sua giovinezza durante la quale il protagonista era una giovane promessa del baseball, la migliore proveniente dall'Oklahoma da parecchi anni. Come la sua, anche la storia dell'omicidio di Debbie Carter è ben descritta dall'autore, vicenda approfondita come i tutori della legge della cittadina di Ada e il procuratore distrettuale non hanno mai saputo fare.

Per Williamson e per il suo amico Dennis Fritz inizia un incubo interminabile che li porterà nel braccio della morte del McAlester, il carcere più duro dell'Oklahoma grazie a indagini basate su pressapochismo, incompetenza e pregiudizi da parte dei difensori della legge.
Gli stessi che poco tempo prima avevano commesso madornali errori anche nel caso Ward/Fontenot, altri coprotagonisti della delirante vicenda.

Un libro a tratti più interessante che appassionante, che giustamente si sofferma molto sulla storia del protagonista anche al di fuori della vicenda legale. Un buon esempio per capire nel dettaglio come si possa essere impotenti di fronte all'ottusa arroganza di un sistema che non mette al primo posto la giustizia (cosa che ormai vale per qualsiasi tipo di sistema strutturato, economico o legale che sia).

Per chi fosse interessato al caso informazioni sul sito dell'associazione Innocent Project che si fece carico della vicenda Williamson/Fritz.

Dennis Fritz e John Grisham

8 commenti:

  1. Sfortunatamente, non essendo minimamente interessato alle tematiche generalmente affrontate da Grisham, non mai letto neanche una sua riga... ma suppongo ci sappia fare, nel suo campo.
    E, ora che ci penso, non ho mai letto nulla di parecchia gente che comunque vende moltissimo... Dan Brown, Fabio Volo ma anche Umberto Eco e Joanne Rowling... ma non posso leggere tutti, anche se mi piacerebbe. ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I libri di Grisham sono solitamente puro intrattenimento fatte salvo alcune eccezioni come il libro in questione. Scrive bene senza mai raggiungere alte vette narrative, d'estate al mare o quando non hai voglia di cose troppo impegnative va bene.

      In questo caso c'è il pregio di un argomento di interesse trattato da uno scrittore che rimane un ottimo divulgatore in quanto usa una scrittura sempre chiara e lineare.

      Di Brown ho letto Il codice Da Vinci e devo dire che mi ha divertito parecchio. Caso editoriale esagerato e sopravvalutato ma se preso come puro intrattenimento non male. Angeli e demoni invece si fregia di uno dei peggiori finali mai letti in vita mia, ricordo che scaraventai il libro in aria dal fastidio.

      Da Volo mi tengo alla larga, anche per partito preso se vogliamo, ma così è.

      Eco: DEVI leggere Il nome della Rosa. Ma DEVI!

      Gli Harry Potter li ho letti tutti. Libri per ragazzi davvero niente male, penso che li rileggerò con Lauretta.

      Elimina
  2. Grisham non mi ha mai fatto impazzire, a dire il vero. Però questa storia e la tua recensione mi hanno appassionato.Me lo prendo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti interessano l'argomento o i libri di denuncia in generale ne vale la pena. Lo stile dell'autore è sempre il solito, abbastanza anonimo ma allo stesso tempo chiaro e fluido.

      Elimina
  3. Questo è uno dei tanti libri che ho comprato e che non ho ancora letto.
    Lo leggerò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La stessa cosa valeva per me, era lì sullo scaffale da qualche anno. Ogni tanto tocca fare qualche recupero e alla fine non mi sono pentito.

      Elimina
  4. Grisham è stato il mio primo autore, assieme a Follett, post Piccole Donne: ho comprato e letto tutti i loro romanzi, ma ad un certo punto anche io mi son fermata. Credo che l'ultimo di Grisham sia L'ultimo giurato, poi un po' perché mi aveva stufato la ripetitività, un po' perché è uscito dal legal thriller per entrare in generi che non mi interessavano, l'ho abbandonato. Se mi verrà voglia di ri-frequentarlo, allora, mi segno Innocente e La casa dipinta. Grazie :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più o meno il mio stesso percorso per quel che riguarda l'autore con l'unica differenza che non mi hanno fermato neanche le incursioni in altri generi. Poi ho scoperto altro...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...