lunedì 11 ottobre 2010

BACK TO THE PAST: 1967 PT. 5

Anche per questo 1967 si comincia a parlare di nuove tendenze e a coniare nuove etichette da appiccicare a stili musicali differenti e innovativi.

In quest'anno viene presentato uno dei miei pezzi preferiti di sempre. Un gruppo inglese esplode sulle scene con un singolo ancor oggi sfruttatissimo. Si comincia per questo pezzo, costruito con l'ausilio di alcune musiche di Bach, a parlare di rock orchestrale o sinfonico. Inconfondibile il suono dell'organo Hammond che va a caraterizzare questo bellissimo brano.
Se non avete ancora indovinato, stiamo parlando di A whiter shade of pale dei Procol Harum.



Anche i The Moody Blues incisero un concept album dalle influenze orchestrali che conteneva brani più lunghi e complessi di quelli ai quali fino ad ora si era abituati. L'album, Days of future passed, divenne un successo e qualcuno cominciava a parlare di Progressive Rock, genere che ufficialmente nasce più avanti nel tempo precisamente con il debutto dei King Crimson nel 1969.
Questa è Nights in white satin.



Interessante pezzo questo dei Blues Project dove il flauto si ritaglia un importante spazio nell'economia del brano. Anche qui sprazzi di Progressive. Flute Thing.



Chiudiamo l'anno della psichedelic music con un brano psichedelico.
Red Crayola con War sucks, gruppo che viene considerato anche tra i precursori della No Wave anni '80.

3 commenti:

  1. I primi due sono veramente da pelledoca.
    Per me: flauto = Jethro Tull, e invece scopro che ci aveva già pensato qualcuno :)

    RispondiElimina
  2. Si, ci aveva già pensato qualcuno comunque il flauto rimane Jethro Tull (arriveranno anche loro). Prossimo appuntamento: 1968

    RispondiElimina
  3. La segnalatrice16 ottobre 2011 22:16

    A whiter shade of pale dei Procol Harum e War sucks dei Red Crayola non sono più disponibili.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...