mercoledì 22 giugno 2011

AMERICAN SPLENDOR

(di Shari Springer Berman e Robert Pulcini, 2003)

American Splendor è l’incrocio di più arti con la vita vera, è fumetto, è cinema, è in parte documentario e totalmente biografia, accenna a teatro e televisione, mette in contrapposizione lo spettacolo per il grande pubblico con la più genuina cultura underground.

Quasi dimenticavo: è anche un ottimo film. Un film in cui l’accavallarsi dei sopra citati veicoli culturali è pressoché continuo e nonostante tutto è cinema al 100%.

American Splendor è la vita di Harvey Pekar, uomo comune, rappresentante della classe proletaria in quel di Cleveland, un lavoro da archivista in ospedale, tendenza al pessimismo.
Fin dalla sequenza iniziale Harvey mette le cose in chiaro, lui non è speciale, è solo Harvey, uno del vicinato. Questa mentalità sarà la linea portante della sua arte e ciò che lo porterà al successo come fumettista della scena underground.

Harvey non è nel suo periodo migliore, disturbi alle corde vocali, vita monotona, la moglie lo lascia, lavoro ripetitivo e cose del genere. Colleziona dischi e fumetti, gira per le strade di Cleveland e sopravvive.
Un giorno l’incontro con Robert Crumb, aspirante fumettista che sta tentando di farsi largo nella scena underground. Harvey vede i suoi lavori e ne rimane entusiasmato. Nascono così un’amicizia e una determinazione nel creare qualcosa per dare un senso alla propria vita.
Anche Harvey comincerà a scrivere fumetti (di disegnarli non se ne parla) proponendo una trasposizione della sua vita, la vita di un uomo comune, i piccoli inconvenienti di tutti i giorni, le piccole brutture, i vicini di casa, i colleghi strambi o nerd, le chiavi di casa dimenticate per l’ennesima volta e cose del genere, senza indulgere in falsi aggiustamenti.

Ironicamente il racconto di queste quotidiane miserie andrà sotto il nome di American Splendor, garantendo ad Harvey Pekar una certa popolarità portandolo a contatto con realtà decisamente distanti dalla sua come quella del David Letterman Show e a un duraturo matrimonio con Hope Davis.

Nonostante questo Harvey continuerà a lavorare in ospedale, la sua vita avrà alti e bassi, avrà delle soddisfazioni e affronterà la malattia.
Verrà riconosciuto come un importante esponente del fumetto indipendente americano.

Quello che rende il film ancora più interessante è la scelta stilistica dei registi e dello stesso Pekar.
Le immagini spesso sono incorniciate dalle classiche tavole dei comics, alla narrazione cinematografica si sovrappongono le didascalie del fumetto, in alcune sequenze sono addirittura presenti i personaggi cartacei a interagire con gli interpreti della pellicola. Cinema e fumetto a braccetto, ma non solo.

Si accavallano anche protagonista e interprete. Pekar è un efficacissimo Paul Giamatti, splendido nell’interpretazione dell’icona proletaria. Ma Pekar è anche e soprattutto Harvey Pekar che compare in prima persona in molte scene del film e in alcune immagini di repertorio (quelle al David Letterman). C’è anche un attore che interpreta a teatro la parte che Giamatti interpreta nel film che è interpretata anche da Pekar che interpreta Harvey Pekar. Insomma ci siamo capiti.

Originale, interessante, anche commovente se vogliamo. Gli appassionati di comics non devono lasciarselo scappare, a tutti gli altri comunque consigliatissimo.

Dedico questo post all'amico Urz che mi ha consigliato il film e che sospetto aspetti con curiosità queste righe.

9 commenti:

  1. Urz non può che ringraziare... :)

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  2. Ecco un film che devo vedere da fin troppo tempo. E poi Paul Giamatti è sempre Paul Giamatti :)

    Peccato per la serie a fumetti della quale mi dicono un gran bene. La Planeta (o la Magic Press, non ricordo) ha pubblicato un solo volume di storie recenti. Tutto il resto è inedito.

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  3. In effetti è proprio così. Ho guardato su Amazon ed è reperibile un solo volume di American Splendor, tra l'altro a un prezzo accessibile.

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  4. Sta per uscire anche da noi?
    Ottimo.
    Il mio unico volumetto di American Splendor è quello - credo - citato da Luigi, pubblicato dalla Planeta De Agostini ormai un paio d'anni fa, Un altro giorno, con bellissimi disegni di (vado a memoria) Corben, Hernandez, Emerson, Campbell e parecchi altri.

    Paul Giamatti sarà un interprete perfetto, e già me lo vedo. :)

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  5. No, no Luke, non sta per uscire anche da noi, sorry. Io l'ho visto in inglese e non credo nemmeno che nelle nostre sale sia mai stato distribuito. Il film è del 2003, devi procurartelo in originale mi sa.

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  6. "I'm a Nerd! - The Revenge of the Nerds..."
    ;)
    Urz, secondo me hai problemi di stitichezza!

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  7. Sono capitata di qui cercando American Splendor e sono stata catapultata in un blog di cinema, musica, fumetti e... Doctor Who. Passare di qui mi ha cambiato la giornata!

    Il film mi è piaciuto parecchio, contavo di scrivere un pezzo anche io perché merita attenzione - soprattutto visto che da noi non è arrivato e se qualcuno lo guarderà sarà solo per il passaparola. Mi aspettavo una commedia americana caciarona - mai farsi aspettative in base ad un titolo - e mi sono ritrovata con un pugno allo stomaco. Giamatti perfetto nella parte, mi piacerebbe poter leggere i fumetti di questo Pikar, almeno in inglese. Vedo se c'è qualcosa su internet.

    Spero di non avere lasciato il doppio commento, credo di avere sbagliato qualcosa prima e me lo ha cancellato, nel caso scusami.

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  8. Che bello questo entusiasmo! Ti ringrazio e ti do il benvenuto, spero che si potrà discutere insieme di molti argomenti allora!

    Alla prossima!

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  9. ciao! ho letto il tuo post su fdc e ho scoperto un piccolo gioiello
    di film...
    grazie e complimenti per il tuo blog
    claudio

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