mercoledì 12 dicembre 2012

SWAMP THING

Swamp Thing, di Scott Snyder (testi), Yanick Paquette e Marco Rudy (disegni). Lion, 168 pp. col., 13,95 euro.

In questo preciso momento la vita editoriale di Swamp Thing sembra andare a braccetto con quella di Animal Man. Fuoriuscita anch'essa dalla linea editoriale della Vertigo, la collana dedicata alla cosa della palude rientra nel classico universo DC Comics con piglio maturo e tematiche horror che fanno il paio con quelle delle avventure di Buddy Baker.

Alec Holland era morto. Apparentemente tornò in vita trasformato, grazie anche alla sua formula biorigenerativa, in Swamp Thing, il mostro, il campione con un'innata connessione al Verde e al mondo vegetale. Poi arrivò il grande Alan Moore e ci spiegò cos'era davvero successo. Swamp Thing non era Alec Holland. Il cadavere del biologo giaceva in fondo alla dannata palude, la formula biorigenerativa aveva dato la forza al Verde di creare un costrutto vegetale, una pianta con una coscienza, una pianta/mostro convinta di essere il fu Alec Holland. Poi Moore aiutato dall'estro grafico di Totleben e Bissette fece di Swamp Thing una serie cult di altissima qualità con tematiche e approfondimenti psicologici sui personaggi di grandissimo interesse. Usando la sua prosa tra l'altro, ma questa è un'altra storia.

In occasione del reboot delle testate DC la cosa della palude passa nelle mani di Scott Snyder (anche su Batman) e del disegnatore Yanic Paquette. Questa volta il dottor Holland risorge per davvero, grazie al Verde e al Parlamento degli alberi. Ma è un Alec Holland nuovo, stranito, quasi fuori posto, quello che ci accompagna in questa avventura. Cosciente di non essere mai realmente stato Swamp Thing ne porta comunque nella mente sensazioni e ricordi. Ci troviamo di fronte a un protagonista in cerca di pace, deciso a non essere più coinvolto in giochi più grandi di lui, deciso a non avere più nulla a che fare con il Verde.

Ma la grande minaccia che incombe nelle nuove avventure di Animal Man fa capolino anche da queste parti. Il confronto tra Rosso e Nero invade anche la sfera del Verde e il dottor Holland si troverà ad avere a che fare con la Putrefazione e con la sfera della morte.  Proprio Abigail Arcane, la donna con la quale Swamp Thing divise numerose avventure, e suo fratello William potrebbero essere gli avatar designati dalla Putrefazione nelle lotta contro le forze legate alla vita.

Snyder pone l'accento sui dubbi del protagonista, sulle sue possibili scelte e sui sacrifici che queste potrebbero comportare, indaga gli incubi di Holland e i suoi sentimenti per Abigail basati su ricordi di esperienze mai realmente vissute creando un personaggio complesso e stratificato. Le atmosfere virano all'horror puro, la storia si bea di mostri e repellenti creature, persone trasformate dalla Putrefazione in zombie con la testa girata di 180 gradi, viscere e deformazioni e tutto il repertorio al completo. Inevitabile nel prossimo futuro un incontro con l'Animal Man di Lemire.

I disegnatori, Paquette in particolare, rendono un ottimo servigio alla serie partendo dalla splendida copertina del volume. Il tratto di Paquette è preciso in tutte le situazioni, rende magnificamente le scene più ordinarie come quelle più orrorifiche con un dettaglio particolare per animali e vegetazione. Ottima la costruzione delle tavole che si presentano a volte con vere e proprie esplosioni psichedeliche, cornici floreali, arbusti a incorniciare le vignette e soluzioni lisergiche rese apprezzabili anche dal lavoro dei coloristi. Non sfigurano neanche le tavole di Rudy e Ibanez ben integrate nel tessuto della vicenda.

Anche qui, come accadeva per Animal Man, una storia matura di qualità. Un sospiro di sollievo per chi temeva il peggio a causa della fuoriuscita della serie dalla linea Vertigo. Probabilmente le due serie acquisteranno ancor più interesse se lette in parallelo, cosa consigliata ma al momento non indispensabile.


Questo articolo è stato scritto per il blog Fumottopenìa.

lunedì 10 dicembre 2012

ANIMAL MAN

Animal Man, di Jeff Lemire (testi), Travel Foreman (disegni). Lion, 144 pp. col., 12,95 euro.

Negli ultimi giorni si stanno rincorrendo le voci legate alla probabile caduta in disgrazia dell'etichetta Vertigo, sezione della DC Comics dedicata ai fumetti con tematiche adulte. Gli ultimi due colpi ricevuti dalla sottoetichetta grazie alla quale abbiamo potuto leggere serie come Sandman e Preacher (solo per fare due esempi) sono stati di quelli duri, di quelli che fanno male. Parliamo della chiusura di Hellblazer, serie dedicata a John Constantine e dell'abbandono dell'editor storico della linea editoriale, Karen Berger.

La prima era la serie più longeva della Vertigo che chiuderà i battenti con il numero 300 per essere rilanciata all'interno del classico universo DC; la seconda può essere considerata il motore della divisione matura della DC Comics, l'abbandono della Berger non lascia ben sperare per il futuro del marchio. Il fatto che questi eventi siano praticamente concomitanti aumenta la preoccupazione nei fan della varie testate dell'etichetta.

Questa la teoria. Bisognerà vedere in pratica cosa succederà alle serie storicamente targate Vertigo quando verranno assorbite nell'universo di Batman, Superman e compagnia bella. Personalmente da fan di Hellblazer l'idea di vedere Constantine interagire con Supes e compagnia bella non mi fa impazzire, no davvero. Però... perché c'è sempre un però. Il tutto sta nell'abilità degli autori di creare buone storie anche all'interno del classico universo DC e alla capacità della casa editrice di limitare le ingerenze editoriali nelle scelte artistiche degli autori stessi (ed è qui che la questione potrebbe farsi dolente). Insomma non c'è scritto da nessuna parte che i protagonisti più borderline della DC Comics debbano incontrare la Justice League un mese si e uno no, però...

E veniamo ad Animal Man che è pur sempre il personaggio che compare nel titolo di questo post. Al tempo della chiusura della vecchia serie, Animal Man era una di quelle testate pubblicate dall'etichetta Vertigo, nonostante questo sia la vecchia che la nuova incarnazione dell'albo sono lì a testimoniare che non necessariamente tutto è perduto. Nel passato la run più celebre legata al personaggio di Buddy Baker è stata senza dubbio quella orchestrata dallo scozzese Grant Morrison, ventisei episodi che hanno consacrato la serie Animal Man come un culto assoluto. Questo accadeva ben prima della nascita della Vertigo.

In occasione del reboot del Dc Universe, Animal Man, un po' come accadrà anche a Hellblazer a breve, è stata integrata nel nuovo universo supereroistico di mamma DC. Se il buongiorno si vede dal mattino e se questa serie sarà indicativa del trend in atto forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo. La nuova serie dedicata alle avventure di Buddy Baker scritte da Jeff Lemire e disegnate da Travel Foreman sarebbe potuta tranquillamente uscire con il logo della Vertigo stampato ben visibile in copertina e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire al riguardo.



Bernhard "Buddy" Baker è Animal Man, un supereroe atipico con la capacità di attingere al campo morfogenetico della Terra (?) e prendere in prestito le capacità di qualsiasi animale vivente. Potrebbe anche iniziare a puzzare come una puzzola volendo. Ma Buddy è anche un ex stuntman, un padre di famiglia, un'attivista per i diritti degli animali, un marito, un vegano convinto e ultimamente anche un attore.

E' proprio nell'ambito domestico che si apre la nuova serie con un Buddy intento a leggere una sua intervista pubblicata da una rivista seduto tranquillamente in cucina mentre la moglie Ellen prepara la cena, la figlia Maxine chiede un cucciolo e il figlio Cliff guarda la televisione. Proprio la notizia di un tizio che sta tenendo in ostaggio dei bambini in un ospedale spinge Animal Man a tornare in azione.

La storia assume ben presto atmosfere horror che ben poco hanno di supereroistico, Buddy si troverà a dover affrontare e capire le nuove abilità della figlia di quattro anni Maxine, che come si scoprirà è legata al Rosso, una specie di entità o forza derivante dalla vita stessa, un po' come Swamp Thing è legato al Verde e alla forza della natura. Le cose degenerano in fretta preannunciate da un bel sanguinamento dagli occhi, incubi splatter, animal morti zampettanti e seguite da trasformazioni mostruose e dalla discesa nel Rosso per affrontare gli agenti della Putrefazione che sono tutto tranne che un bel vedere.

Le atmosfere evocate dalla serie, con tutti i dovuti distinguo, mi hanno ricordato le prime storie di Hellblazer, quando le tavole erano anni luce dall'essere cool e presentavano tratti inquieti e sporchi come quelli di William Simpson ad esempio. Per i primi cinque episodi siamo di fronte a un fumetto horror che prospetta scenari interessanti e probabili futuri incontri, questo si, ma all'appello dovrebbe rispondere una certa creatura della palude, mantelli e mutandoni dovrebbero essere al momento scongiurati. Sia la prosa di Lemire che le matite di Foreman non fanno nella maniera più assoluta rimpiangere l'inserimento della serie nel classico DC universe, speriamo che le cose continuino di questo passo per questa e per altre testate ex-Vertigo.

Nell'ultimo episodio un intermezzo ci presenta l'amaro film al quale Buddy Baker dona il volto del protagonista principale, un ex eroe che fatica ad adattarsi a una vita normale. Non male davvero come primo volume.


Questo articolo è stato scritto per il blog Fumettopenìa.

sabato 8 dicembre 2012

LA CITTA' INCANTATA

(Sen to Chihiro no kamikakushi di Hayao Miyazaki, 2001)

Forse è quel tipo di animazione, tradizionale, appena appena sporcata dai computer, forse sono quei paesaggi e quegli ambienti nei quali lo sguardo si perde, forse è la naturalezza con la quale l'irreale si fonde al reale, lo spirito alla carne. Forse l'innocenza dei protagonisti, forse il fascino di luoghi e narrazioni da noi lontane. Forse e più probabilmente sono solo Miyazaki e lo studio Ghibli. Sia quel che sia le loro produzioni hanno un'altra marcia e un'altra sensibilità. Non che la marcia sia più veloce, tutt'altro anzi. Sembra più lenta, di quella lentezza giusta che permette un'avanzata armoniosa. La città incantata è armonia, del tratto, del racconto, dei personaggi.

Ancora l'opera di Miyazaki non mi è nota nella sua totalità però questa pellicola balza in cima alla mia lista dei preferiti insieme a quell'altro gioiellino, Il mio vicino Totoro. Questo film d'animazione è riuscito a conquistarsi l'orso d'oro a Berlino e il premio Oscar nella categoria animazione superando Lilo & Stitch della Disney e L'era glaciale della 20th Century Fox. Meritatamente tra l'altro, nonostante i due film rivali non fossero affatto male. Costato circa 16milioni di euro ha incassato la cifra di 275milioni di dollari superando in patria i record di incassi detenuto da Titanic.

Tutto fila alla perfezione durante le due ore di durata del film, fin da quando Chihiro e i suoi genitori si ritrovano per errore in quella che sembra la ricostruzione di una cittadina all'interno di un vecchio parco divertimenti. Ma la cittadina non è quel che sembra, è anzi uno strano centro termale dove spiriti di tutti i tipi si ritrovano per rilassarsi. E' qui che la giovane protagonista dovrà rimanere per togliere dai pasticci in cui si sono prontamente cacciati i suoi adorati genitori. Sarà un susseguirsi di incontri, piacevoli e meno piacevoli, a scandire il viaggio della piccola Chihiro, da quello con lo spirito del maestro Haku, un ragazzino della sua stessa età, fino a quello con la strega Yubaba, una specie di reggente della città incantata.

Un film di una magia universale di fronte alla quale, che siate adulti, bambini o adultibambini, non si può rimanere indifferenti.

venerdì 7 dicembre 2012

MUSIC FROM ANOTHER DIMENSION?

Era il 2001 quando usciva Just Push play, ultimo album composto interamente da brani inediti dei bostoniani Aerosmith. Adesso che siamo nel 2012 è infine uscito il nuovo album: Music from another dimension. In questi undici anni di attesa varie raccolte, un album di cover blues oriented (Honkin' on Bobo), qualche lite tra i due pilastri della band nonché ex gemelli tossici Tyler e Perry, una figura dimmerda al Superbowl del caro Steven come non l'avrei fatta neanche io, la conduzione di America Idol o la partecipazione come giurato o quel che è, una caduta che gli ha spaccato la faccia, probabilmente troppo troppo alcool e chissà cos'altro ancora.

I poveri fan intanto a bocca asciutta. Ora gli Aerosmith sono tornati. Si è aspettato tanto, personalmente il disco non l'ho ancora ascoltato, ho quasi paura. La piccola anticipazione è stata il singolo What could have been love. Ennesimo video on the road, ragazze intriganti, strade polverose, locali fumosi e la band che suona.

Beh, undici anni sono tanti. Spero vivamente non ci abbiano fatto aspettare solo per questo. Spero che l'album sia su un altro livello perché questo mi sembra un po' pochino. Dopo undici anni sai com'è, ti aspetti si siano impegnati un minimo.

giovedì 6 dicembre 2012

BRADI PIT 42

Un'altra di quelle tavole strepitose. Rimaniamo in tema musicale, genere ovviamente slow... molto, molto, molto slow.



Clicca sull'immagine per ingrandire.

Aiutaci a diffondere il verbo del Bradipo linkandolo. Fallo tu perché il Bradipo fa n'caz.

mercoledì 5 dicembre 2012

MARVEL VINTAGE 14

Puntate precedenti

Ci eravamo lasciati solo ieri con alcune delle proposte di genere western sfornate dalla Timely nel 1949. Andiamo a riprendere il discorso proprio da li. Il caro vecchio west viene anche contaminato in salsa rosa così da ottenere le Cowboy Romances, titolo anche di una delle serie a tema lanciata nell'ottobre del '49. L'albo cambierà titolo dopo sole quattro uscite. Altri titoli del filone furono Romance of the West e Western Life Romances.

Cowboy Romances 1 (Ott. '49)


La vera esplosione di pagine e pagine e pagine di comic books avvenne ne settore rosa, un genere che abbandonava il filone teen umoristico per entrare di prepotenza nel romantico tout court. Nel post precedente i primi due esempi con Love Tales e Best Love. Ma i titoli si affastellano l'uno sull'altro: Love Classics (2 nn.), Love Dramas (2 nn.), Love Secrets (2 nn.), Mitzi's Romance, My Diary (2 nn.), My Love (4 nn.), Our Love (2 nn.), Rangeland Love (2 nn.), etc...

Love Secrets 1 (Ott. '49)


Alcune di queste uscite meritano maggiore attenzione. Alcuni per il semplice fatto di potersi fregiare del contributo di disegnatori in auge come Sekowski (Cupid) o Syd Shores e John Buscema (Faithfull), altri per aver superato la soglia media delle due uscite, limite di quasi tutte le testate sopra citate.

Cupid 1 (Dic. '49)

Faithfull 1 (Nov. '49)


Ben dodici i numeri dedicati a Girl Comics prima che il titolo cambiasse dal numero 13 in Girl Confessions. Sembra che il terzo numero della collana sia particolarmente ricercato dai collezionisti a causa della cover che ritrae l'avvenente Liz Taylor, cosa tutto sommato strana dato che l'attrice all'epoca compariva regolarmente sulle cover di molte riviste, forse essendo questo un comic book... all'interno dello stesso numero alcune matite vengono attribuite a Bill Everett (fonte incerta).

Girl Comics 1 (Ott. '49)

Girl Comics 3 (Apr. '50)


Dodici numeri anche per Love Adventures dal tredicesimo trasformata in Actual Confessions. Dalla prima alla seconda uscita i fan (?) della collana dovettero aspettare ben un anno. Anche qui contributi di Bill Everett.

Love Adventures 1 (Ott. '49)


Passiamo a quelli che furono i successi veramente duraturi del filone rosa. Ricordate la collana Ideal che presentava le avventure comiche di Super Rabbit e animaletti vari? Bene, dal numero sei viene cancellata e sostituita da Love Romances, una collana che sopravviverà alla Timely, attraverserà l'era Atlas per approdare in casa Marvel e chiudere dignitosamente la sua corsa dopo 106 uscite.

Love Romances 6 (Mag. '49)


Altra e più dolorosa cancellazione, a scapito di uno dei pochi fumetti action con protagonista femminile, è quella di Blonde Phantom che dalla ventitreesima uscita diventa Lovers, collana che riuscirà a infilare ben 86 uscite.

Blonde Phantom 22, cover di Charles Nicholas

Lovers 23 (Mag. '49)


Altre 77 uscite per il trittico My Romance/My Own Romance/Teen Age Romance.

My Own Romance 4 (Mar. '49)

My Own Romance 4 (Mar. '49)


Di riflesso qualcosa di specificatamente dedicato ai maschietti doveva pur saltar fuori. E allora ecco Man Comics, albo con storie action, avventurose e western. Ventotto le uscite.

Man Comics 1 (Dic. '49), cover di John Buscema


Possiamo concludere la carrellata con gli albetti umoristici. Ancora un paio di infruttuosi tentativi di ravvivare il filone degli animali antropomorfi e la conversione di alcune serie teen in serie baby. Ecco alcuni esempi dei quali nessuno arrivò a contare più uscite di quante dita avete in un'unica mano.

Awful Oscar 11 (Giu. '49), art. scon.

Frankie Fuddle 16 (Ago. '49), cover di Leon Winik

Little Aspirin 1 (Lug. '49), art. scon.

Little Lana 8 (Nov. '49), art. scon.

Little Lenny 1 (Giu. '49)

Little Lizzie 1 (Giu. '49), art. scon.

Little Lizzie 1 (Giu. '49), Stan Lee ai testi?

Continua...



lunedì 3 dicembre 2012

MARVEL VINTAGE 13

Puntate precedenti

Il 1949 porta essenzialmente la conferma di molti trend derivanti dagli anni precedenti e qualche novità. Prima di tutto c'è da segnalare la gestione quanto meno caotica delle testate in casa Timely. Era prassi comune all'epoca cambiare il nome ai vari albi quando questi avevano bisogno di un rinnovamento o anche solo quando c'era qualcosa di nuovo da proporre. Le registrazioni presso i tribunali delle nuove testate avevano un costo, per risparmiare denaro le case editrici rilanciavano serie in difficoltà semplicemente cambiandone il nome in copertina e i contenuti continuando però la vecchia numerazione per evitare di pagare le tasse di registrazione. Un vero caos editoriale. Così molti nuovi albi si trovavano ad esordire, ad esempio, con il numero 8 invece che con il canonico 1 per essere poi sospese magari al numero 13. Ed ecco che una nuova testata esordiva a partire dal numero 14. Andava così, non soltanto alla corte di Martin Goodman, affiancato in pianta stabile dall'editor della quasi totalità dei comics prodotti dalla Timely: Stan Lee.

Altro fenomeno in ascesa era quello delle copertine con elementi fotografici che toglievano sempre più spazio alle matite dei vari disegnatori e illustratori in forza alla Timely. Anche qui una questione di costi? A proposito di costi, gli albi nel 1949 costavano un decino, dieci cents e portavano praticamente tutti in copertina il bollino Marvel Comics, nome adottato dalla casa editrice dal 1961 fino ai giorni nostri.

Terzo elemento il continuo declino delle testate supereroistiche grazie alle quali la casa editrice si era affermata oramai un decennio prima. Partiamo proprio da qui, dalla chiusura/trasformazione di tre delle testate storiche della casa editrice.

La prima a capitolare è, nel Marzo del 1949, The Human Torch che chiuse i battenti con il trentacinquesimo numero. Jim Hammond e la sua serie ebbero ancora qualche attimo di gloria nell'immediato futuro, la serie venne ripresa qualche anno più tardi per altre tre uscite ma fu il classico fuoco di paglia. A conferma di quanto scritto in apertura del post la serie ripartì come Love Tails dal numero 36. Quello delle storie rosa, più adulte delle teen comedy, sarà una costante nel corso dell'anno nei progetti della Timely. Proprio Love Tails riscosse un buon successo arrivando fino al numero 75. Per qualche strana ragione non ci sono notizie del numero 59 di questa testata, si passa dal 58 al 60. Mistero!

The Human Torch 35, cover di Mike Sekowski

Love Tales 36, Mag. 1949

Lo stile di copertina fa molto fotoromanzo, all'interno però le storie erano classici comics a tutti gli effetti. Passano solo tre mesi e giunge il momento di salutare anche Sub Mariner Comics che ci abbandona con il numero 32 (serie ripresa poi nell'aprile del 1954). Delle tre colonne portanti della Timely rimane in piedi solo Captain America Comics. Da Sub Mariner Comics nascono ben due testate: con lo stesso numero 32 inizia l'avventura, che si concluderà dopo soli 4 numeri, di Amazing Mysteries che presentava storie horror, mystery e poliziesche (o criminose). Già dal numero d'esordio una storia a firma Gene Colan.

Dal numero 33 parte invece Best love, altra testata a tema rosa anche questa attiva per soli quattro numeri. Per la testata contributi di Mike Sekowski e del maestro Joe Kubert.

Sub-Mariner 32, cover di Bill Everett

Amazing Mysteries 32 (Mag. '49), artis. scon.

Best Love 33 (Ago. '49)

Cede anche Marvel Mystery Comics nel Giugno del '49. Anche qui vengono messe da parte le storie di supereroi preferendo tematiche horror e mistery con l'esordio di Marvel Tales con il numero 93 (segue da MMC) che andrà avanti fino al numero 159. Anche qui Gene Colan lascerà traccia del suo passaggio.

Marvel Mystery Comics 92, di Alex Schomburg

Marvel Tales 93 (Ago '49) cover di Martin Nodell

Al genere supereroistico si preferiva per un pubblico maschile puntare su tematiche horror, misteriose, criminose e western. Per il pubblico femminile era tutto un proliferare di storie sentimentali senza dimenticare le teen stories che proseguivano la loro corsa dagli anni precedenti.

Nel genere crime da segnalare il passaggio da Complete Mystery a True Complete Mistery con il quinto numero, contributo alla testata anche da parte di John Buscema e Casey Crime Photographer che esordì con il numero 1 per passare a tematiche western dalla quinta uscita. Tra gli autori George Tuska.

True Complete Mystery 5 (Apr. '49), art. sconosc.

Casey Crime Photographer 1 (Ago. '49)

Testata di una certa rilevanza fu Suspense del dicembre 1949. L'albo contò 29 uscite trattando tematiche poliziesche nei primi due numeri (gli unici con cover fotografica) e horror dal terzo in poi. Proprio in questa testata per la prima volta fu usato in un fumetto il Dracula di Bram Stoker che la Marvel sfruttò più ampiamente in futuro.

Suspense 1 (Dic. '49)

Due chicche insolite: un paio di numeri di Blaze the wonder collie e l'unico numero di Sport Stars con storie illustrate da John Severin, Syd Shores e Mike Sekowski.

Blaze the wonder collie 2 (Ott. '49)

Sport Stars 1 (Nov. '49), cover di Allen Anderson

In campo western i movimenti furono diversi. Terry Toons Comics diventa dal numero 58 Best Western e subito dopo Western Outlaws and sheriffs. Nel numero 58 di Best Western alcune storie con protagonisti Two Gun Kid con credits di Syd Shores, John Buscema, Colan e Severin, Black Rider di John Severin e Kid Colt di Russ Heat.

Best Western 1, cover di Syd Shores?

Shores (testi), Severin e Colan (disegni?)

disegni di John Severin

disegni di Russ Heat

Western Outlaws and Sheriffs 60 (Dic. '49)


Rex Hart prende il posto di Blaze Carson per cederlo dopo pochi numeri a Whip Wilson, mentre All Western Winners diventa semplicemente Western Winners. Esordio effimero anche per True Western.

Rex Hart 6 (Ago. '49)

prima tavola di Rex Hart

West Winners 5 (Giu. '49), cover di Syd Shores

Continua...
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