sabato 5 febbraio 2011

VISIONI 10

Nell'arco di questi dieci appuntamenti con lo spazio Visioni, ancora non avevo dedicato un post a un'arte visivamente spettacolare e divertente: la caricatura.

Bene, rimediamo.

Court Jones ha studiato e insegnato arti figurative e soprattutto l'arte della caricatura negli Stati Uniti e in giro per il globo.
Insignito di numerosi premi di settore, ha collaborato tra gli altri clienti con la Atlantic Records e con la rivista Rolling stones.
I suoi lavori sono semplicemente spettacolari e parlano da soli.

Qui ne trovate una ricca gallery. Visitatela, ne vale la pena.

Bill Murray


Dustin Hoffman


Jack Nicholson


Michael Jackson


The Beatles

DOCTOR WHO: THE CHRISTMAS INVASION

Morto un Dottore se ne fa un altro. E’ bastato quest’unico episodio, lo speciale natalizio del 2005, al nuovo Dottore per catturare il sottoscritto. E dire che qui la parte del leone la fanno per lo più i comprimari della serie. Rose (Billie Piper), la madre della ragazza e il suo fidanzato.
Avevamo lasciato il Dottore alle prese con la rigenerazione e con il passaggio dal corpo di Christopher Eccleston a quello di David Tennant.
La rigenerazione è un processo lungo durante il quale il Dottore versa inerme in uno stato semi catatonico in attesa di espellere le energie in eccesso create dalla rigenerazione stessa.
Tutto ciò avviene in casa di Rose a Londra, Regno Unito, Pianeta Terra. A Natale.
L’atmosfera però non è di gioia, i nostri protagonisti, Rose per prima, sono preoccupati perchè il Dottore sta male e perchè non sanno chi si trovano di fronte. Sarà lo stesso Dottore? Avrà solo un volto diverso? Il rapporto che Rose aveva instaurato con l’alieno ne uscirà stravolto?

Who is him? He’s the Doctor. The Doctor? Doctor Who?

Mentre il Dottore si rigenera, caso vuole che una nuova razza aliena decida di invadere la Terra.

Dopo gli Slitheen e i Dalek, in questo episodio incontriamo i minacciosi Sycorax.
In questo speciale vengono ripresi alcuni personaggi della serie precedente come il primo ministro inglese e si comincia ad accennare a Torchwood, un’organizzazione segreta che darà vita a uno spin-off, elementi che contribuiscono ad ampliare l’universo in cui si muove il Dottore.

L’impressione è quella di un prodotto più professionale rispetto agli episodi della serie precedente.
Le riprese, gli effetti speciali, la costruzione dell’episodio danno l’idea di una maggiore cura. Gli alieni ad esempio, confronto ai “gommosi” Slitheen, sono un gradino sopra per look e realizzazione.
I toni drammatici, se pur stemperati dalle solite stramberie tipo alberi di Natale rotanti e Babbi Natale assassini, creano una discreta tensione tipica da ”avvento alieno”, l’impotenza del Dottore accresce l’aspettativa dello spettatore man mano che ci si avvicina al finale dell’episodio.

E poi il Dottore si riprende e c’è David Tennant. Ero dispiaciuto dell’abbandono di Eccleston ma con Tennant ci sarà da divertirsi. Stralunato quanto e più della precedente incarnazione, passa dal divertito allo schizofrenico con una mimica facciale invidiabile.
In fondo si tratta sempre del Dottore. Chi se non lui poteva affrontare una pericolosa invasione aliena in pigiama?

Un ottimo episodio, preludio a quella che si presenta come un’interessantissima seconda stagione.

giovedì 3 febbraio 2011

BACK TO THE PAST: SIXTIES INDEX

Quando ho cominciato a inserire dei video musicali su questo blog non l'ho fatto con nessun intento particolare se non quello di proporre qualcosa di interessante che potesse divertire tutti. Ho deciso di seguire un ordine cronologico prendendo come punto di partenza gli anni '60 senza un motivo particolare, semplicemente per puro gusto personale. La prima metà del decennio è stata affrontata in maniera leggera, proponendo pezzi originali e rispettive cover, qualche esibizione live, e andando a cercare pezzi che hanno caratterizzato l'anno in questione. Poi i materiali video si facevano sempre più numerosi e lasciare fuori così tanti pezzi interessanti mi dispiaceva. Dal 1966 ho iniziato a scomporre le annate in più parti e ad esplorare, senza nessuna pretesa di competenza e di completezza, i vari filoni musicali che venivano alla luce in seguito ai vari movimenti musicali ma anche storici e culturali. La ricerca è diventata anche più difficoltosa ed è costata la giusta dose di fatica ma è stata soprattutto scoperta e divertimento. Spero che questi post siano divertenti anche per voi e per meglio goderne ho creato questo indice per facilitare consultazione e (mi raccomando) successivo ascolto. Buon divertimento. PS: Il blog ha cambiato grafica, in passato era stato creato su un differente modello ragion per cui i primi video risulteranno di dimensioni ridotte e non centrate nello schermo. C'è del lavoro da fare per sistemare il tutto ma al momento non ho ne il tempo ne la voglia di farlo. Prossimamente chissà... Inoltre alcuni video, presi da Youtube, potrebbero essere stati rimossi dall'utente che li ha caricati. In questi casi potrete cercare un'alternativa proprio su YT. INDICE NON RAGIONATO 1961 Audrey Hepburn - Moon river Perry Como - Moon river Ricky Nelson - Hello Mary Lou Queen - Hello Mary Lou 1962 Isley Brothers - Twist and shout The Beatles - Love me do The Contours - Do you love me The Contours - Do you love me live 2008 1963 The Beach Boys - Surfin' U.S.A. Steve Ray Vaughan/Dick Dale - Pipeline Trashman - Surfin' bird The Ronettes - Be my baby 1964 Manfred Mann - Do Wah Diddy The Kinks - You really got me The Zombies - She's not there The Animals - House of the rising sun 1965 Them - Baby please don't go The Rolling Stones - Get off of my cloud The Who - My generation Simon and Garfunkel - Sound of silence The Beach Boys - California girls David Lee Roth - California girls 1966 pt. 1 The Beach Boys - Barbara Ann The Monkees - I'm a believer The Hollies - Bus stop The Kinks - Sunny afternoon Lovin' Spoonful - Summer in the city 1966 pt. 2 The Rolling Stones - 19th nervous breakdown The Animals - Inside looking out The Yearbirds - Shapes of things Ike & Tina Turner - River deep, mountain high 1966 pt. 3 The Supremes - You can't hurry love Los Bravos - Black is black Four Tops - I'll be there Dusty Springfield - You don't have to say you love me The Mamas & Papas - California dreamin' 1966 pt. 4 The Beatles - Tomorrow never knows Frank Zappa - Help! I'm a rock The Count Five - Psychotic reaction The Beach Boys - Good vibrations 13th Floor Elevators - You gonna miss me 1967 pt. 1 Pink Floyd - Astronomy domine The Beatles - Lucy in the sky with diamonds The Doors - Break on through Traffic - Hole in my shoe Velvet Underground - Sunday morning 1967 pt. 2 Jefferson Airplane - Somebody to love The Box Tops - The letter Scott McKenzie - San Francisco Eric Burdon & The Animals - San Franciscan nights 1967 pt. 3 The American Breed - Bend me, shape me The Monkees - Daydream believer The Turtles - Happy togheter The Kinks - Waterloo sunset 1967 pt. 4 Jimi Hendrix - Hey Joe The Rolling Stones - She's a rainbow Aretha Franklin - Respect Sam & Dave - Soul man The Young Rascals - Groovin' 1967 pt. 5 Procol Harum - A whiter shade of pale The Moody Blues - Nights in white satin Blues Project - Flute thing The Red Crayola - War sucks 1968 pt. 1 Otis Redding - (Sittin' on) The dock of the bay Simon and Garfunkel - Mrs. Robinson Herp Albert - This guy's in love with you Marvin Gaye - I heard it trough the grapevine Tommy James - Crimson and clover 1968 pt. 2 The Rolling Stones - Jumpin' Jack Flash The Band - The weight Canned Heat - On the road again Cream - White room Janis Joplin - Piece of my heart 1968 pt. 3 Steppenwolf - Born to be wild The Beatles - Helter Skelter Deep Purple - Hush Jimi Hendrix - Voodoo child 1968 pt. 4 Pink Floyd - Set the controls to the heart of the sun Amboy Dukes - Journey to the center of the mind Jethro Tull - A song for Jeffrey The Nice - America Family - Me, my friend 1968 pt. 5 Arthur Brown - Fire Captain Beefheart - Trust us Bonzo Dog Doo Dah Band - Hello Mabel 1969 pt. 1 Shocking Blue - Venus The Archies - Sugar, sugar The Jackson Five - I want you back The 5th Dimension - Aquarius 1969 pt. 2 Burt Bacharach - Raindrops keep falling on my heart The Beatles - Something David Bowie - Space oddity Pink Floyd - Cymbaline 1969 pt. 3 Led Zeppelin - Heartbreaker Creedence Clearwater Revival - Proud Mary The Stooges - No fun MC5 - Kick out the jams 1969 pt. 4 King Crimson - 21st century schizoid man Family - The weaver's answer Colosseum - Valentyne suite Bloodwyn Pig - Modern Alchemist Nucleus - Song for the bearded lady

lunedì 31 gennaio 2011

MUSIC BOX 3

I gusti musicali, si sa, sono cosa personale.

A volte andare a toccare l'artista/gruppo preferito di qualcuno equivale a scottarsi.

Tra gli appassionati si crea del campanilismo, il rock è meglio del pop no guarda che l'elettronica è più avanti ma se quelli non sanno neanche come si tiene uno strumento in mano si ma tu sei vecchio sei fermo agli anni '70 e quelle non sono voci sono rutti e per fortuna c'è Lady Gaga e discussioni (certamente più approfondite) del genere.

Insomma perchè questo preambolo? Perchè anche io sono così, mi piace punzecchiare chi ascolta cose che a me non piacciono e che ritengo spesso e volentieri puro sterco essiccato. Sono, con le dovute cautele, un razzista musicale. se non si esagera è anche divertente esserlo, provate, ne usciranno dibattiti quantomeno curiosi.

Sempre più spesso realizzo quanto il detto "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" trovi pratica applicazione anche nel campo delle preferenze musicali.
Di recente ho scoperto che anche tra persone esperte di musica c'è chi considera i Queen, gruppo per me grandissimo, una band più o meno insignificante.

Con questo post tenterò di attirare su di me le ire di spiriti a me affini per quel che riguarda la passione musicale, nel mio caso molto rock-oriented.

Sì, perchè dopo Pearl Jam e Queen, gruppi che a prescindere dai gusti personali godono almeno di un generale rispetto, voglio dedicare questo terzo appuntamento di Music box agli Oasis.

Nelle due estati consecutive degli anni 1996 e 1997 affrontai i due viaggi che ancora rimangono nei miei ricordi come i più belli e significativi di sempre.

A fine 1995 usciva l'album What's the story (Morning glory) che nell'estate successiva era ancora in heavy rotation su tutte le radio europee (almeno lo era in Italia e in U.K.).

Allora mi trovavo in Irlanda dove sembrava davvero esserci una sorta di Oasismania, i loro pezzi si sentivano dappertutto. Wonderwall, Morning glory, Don't look back in anger, Champagne supernova uscivano dalle radio, dalle chitarre degli artisti da strada, dai pub. In quel di Cork incontrammo anche orde di ragazzi diretti a un concerto della band e ci facemmo sfuggire l'occasione di vedere il gruppo dal vivo a un prezzo più che accettabile.

Proprio nell'estate del 1997, anticipato dal singolo Stand by me, gli Oasis diedero alle stampe Be here now.

Ancora U.K., dopo alcuni giorni a Londra, rotta verso la Scozia. Era il primo viaggio con la ragazza che sarebbe poi diventata mia moglie (e che voi conoscete come La Citata). Un'esperienza bellissima e la musica di sottofondo era sempre quella, ancora Oasis all'apice della loro fama.

Non essendo io mai stato affetto da romanticismo, ci pensò mia moglie a eleggere proprio Stand by me al rango di nostra canzone. In effetti in quelli che per noi ancora rimangono i giorni più belli questo pezzo era spesso presente.

Dal punto di vista puramente musicale i primi album degli Oasis (i primi 3 almeno) li ho sempre trovati molto riusciti. Niente di innovativo o rivoluzionario ma il buon Noel sapeva come scrivere un pezzo. Il gossip attorno ai fratelli Gallagher fungeva da cassa di risonanza e il gioco era fatto.

E anche l'ultimo Dig out your soul non l'ho trovato niente male.

Oasis - Stand by me. Anche il video mi è piaciuto da subito.



Made a meal and threw it up on Sunday
I've got a lot of things to learn
Said I would and I believe in one day
Before my heart starts to burn.

So whats the matter with you?
Sing me something new ... Don't you know
The cold and wind and rain don't know
They only seem to come and go, away

Times are hard when things have got no meaning
I've found a key upon the floor
Maybe you and I will not believe in the things we find behind the door

Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be
Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be
Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be

If you're leaving will you take me with you
I'm tired of talking on my phone
But there is one thing I can never give you
My heart will never be your home

venerdì 28 gennaio 2011

DOCTOR WHO

Negli ultimi anni molte sono state le serie tv che mi hanno incuriosito. Anzi moltissime.
Quelle che sono riuscito a guardare purtroppo sono molto poche. Anzi pochissime.
A dire il vero l’unica serie della quale sono riuscito a seguire tutte le stagioni è stata Lost.
Flashforward è stata cancellata alla fine della prima annata, con Supernatural sono fermo alla prima stagione, a piccole dosi sto guardando i Soprano e devo ancora iniziare Boris e Life on Mars U.S., da tempo ferme ai nastri di partenza.
L’eccezione che conferma la regola è stata la serie Doctor Who. I 13 episodi che compongono la prima annata sono riuscito a divorarli in pochissimo tempo.

La serie del Doctor Who è nata nel 1963 grazie all’emittente inglese BBC ed è a oggi la serie fantascientifica più longeva della storia della televisione. Un unico stop, lungo vari anni a dire il vero, dal 1987 al 2005 anno durante il quale il Dottore torna sui piccoli schermi con lo stralunato e simpatico volto di Christopher Eccleston, il nono dottore.

Il nono sì, perchè il Dottore in caso di morte si rigenera tornando alla vita con un nuovo corpo.
La serie del 2005 dà il via all’epoca moderna del serial, un perfetto starting point per chi volesse appassionarsi alle gesta dello strampalato alieno.

Il Dottore (Doctor Who è solo il nome del serial, il Dottore è semplicemente The Doctor), è un alieno, ultimo sopravvissuto della sua specie, i Time-Lord.
Un viaggiatore del tempo, un avventuriero che si sposta appunto nel tempo e nello spazio grazie al Tardis, un’astronave che all’esterno ha la forma di una cabina telefonica della polizia londinese in uso negli anni ’50.

Giunto sulla Terra per sventare un’insurrezione maligna degli oggetti di plastica, il Dottore incontra Rose Tyler, una commessa londinese minacciata da manichini di plastica animati.
Durante questa prima avventura Rose ha il tempo di rimanere affascinata dal Dottore e dalla sua vita piena di avventura e mai ordinaria. Diventerà così co-protagonista dell’intera serie e seguirà il Dottore su mondi alieni, in epoche diverse e assisterà a eventi straordinari come l’ultimo giorno di vita del pianeta Terra.

La serie è divertente, immancabile appuntamento per gli estimatori della fantascienza ma non solo. La naturale simpatia di Eccleston, che purtroppo interpreterà il dottore solo per l’arco di una serie, rende il personaggio accattivante sin dalla prima puntata.
Billie Piper (Rose) è un’ottima spalla alla quale si affiancano spesso personaggi ricorrenti (la madre e il fidanzato) e nuovi characters come il Capitano Jack Harkness che darà vita allo spin-off Torchwood.
I toni sono prevalentemente scanzonati e, insieme agli effetti speciali che spesso hanno un sapore di genuino artigianato, donano ai vari episodi un sapore di divertimento puro.
In alcune puntate però i momenti più drammatici o commoventi non mancano.
Gli scontri con i Dalek, razza avversaria dei Time-Lord, sono protagonisti delle puntate migliori della serie nelle quali vedremo un Dottore in grandi difficoltà e provato emotivamente.

Una serie che consiglio vivamente, alla fine della quale non avremo più il nostro Dottore. Da quel che mi dicono i fan della serie e da quel che si legge in rete, con il decimo Dottore interpretato da David Tennant, la saga del Doctor Who farà un deciso salto in avanti. Questo non può che essere di consolazione per chi come me si era già affezionato a questo Dottore.

martedì 25 gennaio 2011

I LUPI NEI MURI

(The wolves in the walls, di Neil Gaiman e Dave McKeane, 2003)


Da un po' di tempo ho ricominciato a frequentare la biblioteca.
I libri solitamente li compro o me li faccio regalare. Avendo gusti ormai ben definiti o comunque almeno un interesse verso autori e generi di riferimento raramente butto via i soldi. L'ultimo caso in ordine di tempo, fortunatamente si parla di un libro acquistato al mercatino a 1 euro, è stato Il bar sotto il mare di Stefano Benni.
L'euro peggio speso di tutta la mia vita.

Comunque torniamo a noi.
Per i libri da leggere alla mia bambina, non conoscendo bene cosa offre il settore e non avendo la certezza della qualità dei libri scelti, ci appoggiamo alla biblioteca.

Laura si diverte ad andarci, a prendere i libri e a restituirli e a casa, prima di andare a dormire, nella più classica cornice familiare, leggiamo la storia.

Questo mese, dopo averla iniziata al fumetto con l'uscita del primo numero di Megamind, in biblioteca abbiamo trovato I lupi nei muri. Ovviamente letti i nomi degli autori la scelta è stata quasi obbligata.

Neil Gaiman è, per chi non lo conoscesse, autore di storie per ragazzi come Coraline e Il giorno che scambiai mio padre per due pesci rossi e di varie opere a fumetti tra le quali il pluriosannato Sandman.

Dave McKeane è semplicemente un grande artista, autore tra le altre cose di numerose cover di albi a fumetti comprese quelle della serie Sandman.


Lucy sente degli strani rumori provenienti dai muri della sua casa. Il fratello e i suoi genitori, poco inclini a credere alla storia, non danno retta a Lucy. Non le danno retta finché i lupi non usciranno dai muri.


Una favola per bambini dai risvolti leggermente inquietanti. Anche in questo caso, con poche parole, la prosa di Gaiman lascia il segno nella fantasia dei più piccoli. Sicuramente più alla portata dei bambini rispetto a Coraline, I lupi nei muri si rivela un'intrigante e veloce lettura.

Per le illustrazioni di McKeane non servono parole. Decisamente sopra la media dei prodotti rivolti ai bambini di questa fascia d'ètà (la mia ne ha 4 e più).

lunedì 24 gennaio 2011

VISIONI 9

Interessanti le opere proposte da Kevin T. Kelly che mischia le sue idee a spunti presi da fonti esterne. Un lavoro che parte dalla composizione dell'immagine e riserva grande attenzione all'aspetto cromatico più che al tratto.

Più che altro divertono i concetti dietro le opere.

Modern romance


No exit


Spatial dilemma

Spassosa anche la sequenza Everyone's a critic











venerdì 21 gennaio 2011

BACK TO THE PAST: 1969 PT. 4

Molti esperti di musica datano come nascita ufficiale del genere Progressive l'uscita del disco d'esordio dei King Crimson. In realtà i primi vagiti si possono recuperare già in precedenza. Robert Fripp e il suo Re Cremisi nel 1969 eseguono 21st century schizoid man ad Hyde Park. Un pezzo più diretto rispetto ai canoni propri del genere prog: una mistura di rock, jazz, classica, uso degli strumenti più svariati e lunghe suite.

In contraddizione partiamo però con la breve 21st century schizoid man.



A unire i The Family ai King Crimson, così come a molti gruppi progressive, l'origine inglese e la tendenza a numerosi cambi di formazione.
Come stile ci avviciniamo maggiormente ai canoni riconosciuti (anche se diventa molto difficile riconoscerli) del prog.



L'album Valentyne suite dei Colosseum contendente il titolo di primo album prog a In the court of the Crimson King. Valentyne suite è per l'appunto una suite che va decisamente oltre i canoni di durata di un normale brano rock. L'esecuzione di questo pezzo è un ottimo esempio di progressive-rock.



Mick Abrahams, lasciati i Jethro Tull di Ian Anderson, fonda i Blodwyn Pig gruppo che unisce rock, blues con forti innesti jazz andando a creare una miscela prog di grande fascino.



Andiamo a finire sul Jazz Rock dei Nucleus, altra band britannica. La scena inglese era assoluta padrona degli stilemi prog. I Nucleus propongono Song for the bearded lady.

giovedì 20 gennaio 2011

IL DUBBIO LETALE

(Grave doubt, di James Ellroy, 2000)

Il dubbio letale è un breve racconto di James Ellroy pubblicato in origine sulla versione americana della rivista GQEllroy prende spunto da una vicenda realmente accaduta, ne ripercorre i passi con il consueto stile secco e asciutto e ne porta a galla i dubbi che la circondano.

Un uomo bianco, in seguito a un tentativo di rapina nel parcheggio di un supermercato di Houston, viene colpito a morte da un colpo d’arma da fuoco. A impugnare l’arma un giovane nero. Il racconto prosegue come una sorta di cronaca dell’indagine successiva: testimonianze, rapporti, sospetti, vicoli ciechi, nuove piste. Dell’omicidio viene accusato il giovane Gary Graham. Segue il processo con relativa condanna a morte. In attesa dell’esecuzione della sentenza, il caso viene preso nuovamente in mano da due investigatori. Gli elementi sono pochi e contraddittori. A incriminare Graham un’unica testimonianza di peso.

Da qui il dubbio.

La Bibbia recita: (Libro del Deuteronomio, Capitolo 17, versetto 6) Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla deposizione di due o di tre testimoni; non potrà essere messo a morte sulla deposizione di un solo testimonio.

Senza spendere troppe parole per quello che sembra un (molto) breve lavoro di routine per Ellroy, pubblicato in prima istanza come articolo, mi preme puntare l’attenzione sulle scelte editoriali italiane e nello specifico della casa editrice Bompiani.

La Bompiani è riuscita ad ottenere da questo articolo, usando un formato ridotto e un carattere decisamente grande, un libro che conta meno di 80 pagine. Un libro che ho letto in due giorni dedicando alla lettura neanche un ora al giorno. Il libro costa 6 euro. Io ho avuto la “fortuna” di acquistarlo su internet a 3 euro, ma questo è un altro discorso.
Sei euro per un articolo che negli States è stato raccolto insieme ad altri nel libro intitolato Destination: Morgue.

Bene, quest’ultimo libro è uscito anche qui da noi in Italia, epurato però dei racconti Grave doubt (pubblicato a parte da Bompiani come Il dubbio letale, 6 euro), Hot-Prowl Rape-O (pubblicato a parte da Bompiani come Scasso con stupro, 6,50 euro), Jungletown Jihad (pubblicato a parte da Bompiani con lo stesso titolo, 13 euro). Destination Morgue costa invece 8,50 comprende però tre racconti non presenti nell’edizione U.S.A. uno dei quali è però un recupero di un precedente taglio effettuato sulla raccolta Corpi da reato.

Per questa raccolta di racconti perchè la Bompiani deve farmi spendere la bellezza di 32 euro? Chi è che si prende la briga di fare certe scelte editoriali?
Per chiudere in bellezza cito il nome della collana che, alla luce dei fatti, ha il sapore di presa per il culo. La collana si chiama (scritto proprio così, minuscole/maiuscole comprese) asSaggi di narrativa Bompiani.


martedì 18 gennaio 2011

INDOVINA CHI? 13 - MUSIC EDITION

Tredicesimo appuntamento. Numero particolare, richiede un'edizione speciale. Essendo io, come anche parecchi amici che seguono il blog, discreti appassionati di musica ecco qui la Music Edition.

Non sto a spiegarvi che ovviamente i personaggi di questa manche vanno cercati in questo ambito. Alcuni sono molto facili, altri solo un pochino meno.

Per gli smemorati ecco le regole.

CLASSIFICA DOPO LA MANCHE 12
MICHY 39
URZ 37
LA CITATA 25
MORGANA 22
ZIO ROBBO 13
GABRY 8
LA 4
LUIGI 3
VIKTOR 3

1)

2)

3)

4)

5)

6)

7)

8)

9)

10)
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