giovedì 17 febbraio 2011

AGENTE 007 - QUANTUM OF SOLACE

(di Marc Forster, 2008) 

Non sono mai stato un grande fan della saga di James Bond, non ho mai letto un libro di Ian Fleming e non mi sono mai strappato i capelli per le gesta dell’ormai mitico agente segreto al servizio di Sua Maestà. In passato, grazie a uno di quei cicli tematici proposti da mamma RAI, mi ero guardato tutti i film sul personaggio interpretati da Sean Connery. Come ciliegina sulla torta ne aggiunsi anche uno di quelli di Pierce Brosnan. In linea generale mi colpì la spiccata eleganza dello scozzese rispetto a quella dell’irlandese (nulla da dire neanche per lui, per carità), la difficoltà a tener desta l’attenzione sulla trama e una serie di scene ben congeniate. Nel complesso però arrivavo ai titoli di coda in preda alla noia. 

Nel 2006 l’agente segreto viene rilanciato grazie alla pellicola Casinò Royale e al volto di Daniel Craig. Ricordo ancora le polemiche riguardanti la scelta dell’attore da molti considerato inadatto al ruolo. Inadatto o meno, Craig è il primo James Bond che è riuscito a divertirmi in maniera completa. Un Bond più enigmatico, più duro, un agente che non bada alle buone maniere. Scene d’azione girate benissimo e sempre coinvolgenti. Un’americanata? Certo che sì, ma di quelle fatte per bene, anche in quello bisogna essere maestri. La trama chi se la ricorda più. 

 Con questo seguito va a segno anche il secondo colpo. A onor del vero il primo episodio mi aveva divertito decisamente di più ma anche questo Quantum of solace non è niente male. Il film prende le mosse ipoteticamente subito dopo la conclusione del primo capitolo, Vesper è morta e Bond in preda a un intimo dolore. Si sente tradito, soffre e il fantasma di Vesper sarà presente per tutta la pellicola durante la quale Bond elaborerà il suo lutto. Il resto è tutta azione (anche qui strepitosa), intrighi, donne pericolose, fantomatiche organizzazioni e tutti i classici elementi di una storia di 007. Mancano le trovate sopra le righe come i gadget strampalati e le auto superaccessoriate. Da un tradimento si passa a banconote rubate, da queste a un documento e a una donna in cerca di vendetta da qui all’organizzazione criminale e via discorrendo.... Siena, Londra, Bolivia, Austria, Talamone, tra un inseguimento e l’altro, alcuni volti noti come quello di Giannini, esplosioni esagerate la trama si dipana. Chi conosce il personaggio sa già cosa aspettarsi. Per quel che mi riguarda la cura Craig ha funzionato. Certo nel primo episodio c'era Eva Green che dava quel tocco di classe in più ma anche con questo secondo episodio ci si diverte parecchio.
   

mercoledì 16 febbraio 2011

MUSIC BOX 4

Per questa volta metterò da parte le mie band preferite, le canzoni legate a ricordi particolari e i miei gusti personali per presentarvi un album e una cantante che ho scoperto solo da poco. Musica per me nuova ma che risale al 1979, anno nel quale veniva dato alle stampe il Live & uncensored di Millie Jackson.

Arrivata alla musica quasi per caso dopo aver fatto la modella a New York, la Jackson ottiene i primi successi sull'onda della blaxploitation partecipando alla colonna sonora del film Cleopatra Jones. Con l'album Caught up affronta il tema dell'adulterio e lo porta in scena in show segnati dalla sua caldissima voce e da un'interazione ininterrotta con il pubblico. Un mix tra concerto live e performance durante le quali la cantante punta sul suo lato sensuale e oltraggioso.

La versione su CD del Live del 1979 contiene anche il Live and outrageous del 1982.

Uno spettacolo coinvolgente, merito della grande voce della Jackson, della sua presa sul pubblico e dei suoni avvolgenti della band che segue la Jackson e che si fregia di una sezione ritmica eccellente.

Qui il video di If loving you is wrong da uno show del 1982. Il pezzo parla proprio di una relazione adulterina e la Jackson rincara la dose durante il suo show con il pubblico.
Vi consiglio comunque anche questo e questo.



If loving you is wrong I don't wanna be right
If being right means being without you
I'd rather live a wrong doing life
Your mama and daddy say it's a shame
It's a downright disgrace
Long as I got you by my side
I don't care what your people say

My friends tell me there's no future
In loving a married man
If I can't see you when I want to
I'll see you when I can
If loving you is wrong I don't wanna be right
If loving you is wrong I don't wanna be right

Am I wrong to fall so deeply in love with you
Knowing you have a wife and two little children
Depending on you too
And am I wrong to hunger
for the gentleness of your touch
knowing I got somebody else at home
who needs me just as much

And am I wrong to give my love
To a married man
And am I wrong trying to hold on
To the best thing I ever had
If loving you is wrong I don't wanna be right
If loving you is wrong I don't wanna be right

Am I wrong to give my love
To a married man
And am I wrong trying to hold on
To the best thing I ever had
If loving you is wrong I don't wanna be right
If loving you is wrong I don't wanna be right

I don't wanna be right
If it means sleeping alone at night
I don't wanna be right
If it means coming home at night
I don't wanna, I don't wanna
I don't wanna never, never, never be right

VIDEOCRACY - BASTA APPARIRE

(di Erik Gandini, 2009) 

Questa sera, grazie all’amico Urz (rendiamogli merito), mi sono immerso nello schifo catodico che il nostro paese con grande nonchalance riesce a sfornare. Lo stato in cui versa la nostra televisione lo conosciamo più o meno tutti, sappiamo anche quanta gente a questa scatola magica ancora ci creda e, fatto decisamente più grave, sappiamo quanta gente addirittura aneli a entrarci e a far parte del (im)mondo televisivo. Il documentario di Gandini, italiano di nascita emigrato in Svezia, pone sotto i riflettori alcuni aspetti della vita pubblica del paese decisamente d’attualità proprio in questi giorni. Gli spunti sono davvero molti: l’immagine ludica della donna proposta da molte trasmissioni televisive; il desiderio sfrenato da parte di molti giovani di entrare in quel mondo fatto di nulla, soldi, lusso, donne e poca fatica; il conflitto d’interessi del Silvio (e meno male che Silvio c’è) a guida di un paese allo sbando e contemporaneamente alla guida della quasi totalità dell’informazione televisiva, che su questa nave che affonda risulta essere la più seguita. E poi la Costa Smeralda, Mora, Corona, i cazzoni che pagano per andare a vedere questa gente in discoteca, le ragazzine che si presentano ai concorsi per diventare veline, magari con genitori al seguito, e nel bel mezzo di tristissimi centri commerciali sculettano davanti a una platea di estatici astanti. Insomma, il documentario di Gandini sottolinea ancora una volta come siamo messi male, cosa della quale ormai tutti dovremmo essere coscienti. Ma i personaggi sopra citati invece di ispirare sdegno e ribrezzo vengono innalzati a modello, esempio da seguire per emergere, togliersi dal tornio, come afferma un ragazzo che Gandini segue per tutto l’arco del documentario, per realizzare il sogno televisivo. Basta poco, una partecipazione a un reality, un culo poggiato sul trono della De Filippi e sei a posto. Ti sistemano la vita. Purtroppo questa è l’idea di alcuni giovani come il ragazzo sopra citato che alla fine fa quasi tenerezza per i discorsi che riesce a tirare fuori. Lui si propone come un mix tra Van Damme e Ricky Martin, coniuga arti marziali e bel canto (o almeno così crede lui). In realtà è bravo a cantare come io lo sono a respirare sott’acqua. Provini su provini, esibizioni canore, gavetta come pubblico televisivo in varie trasmissioni eppure niente. Il nostro si sente discriminato, ci sono troppe ragazze che hanno armi da giocare che lui non ha, disposte a scendere a compromessi e così lui non trova spazio. E può pure essere figlio mio, certo il fatto che canti da far venire l’ulcera avrà pure il suo peso. Ma alla fine un piccolo spazio si troverà anche per lui. Uno spaccato sicuramente poco incoraggiante che purtroppo diventa più solido anno dopo anno. Nel 1992, ormai quasi vent’anni fa Bennato cantava: qui si scherza sempre va tutto a gonfie vele e vi troverete bene qui nel paese dei balocchi qui si scherza sempre nel paese dei balocchi è carnevale tutto l'anno non ci sono scandali né crisi di governo qui nel paese dei balocchi. Che sia giunta l'ora che le cose cambino?
   

lunedì 14 febbraio 2011

VISIONI 11: DOCTOR WHO

Come avrà intuito chi segue questo blog con una certa regolarità, è da qualche tempo che mi è presa un po' la fissa per la serie del Doctor Who.

Sempre divertente e originale, è piena di spunti anche per chi, come l'artista che si cela dietro il nick ONTV, si dedica al disegno.

Qui sotto una bella gallery di immagini dedicate al/ai buon/i dottore/i dell'omonima serie dal profilo di ONTV su DeviantART.

Il primo Dottore e i Daleks


Il secondo Dottore e i Cybermen


Il terzo Dottore e Linx


Il quarto Dottore e i Foamasi


Il quinto Dottore e i Tractators


Il sesto Dottore e Sil


Il settimo dottore e gli Haemovor


L'ottavo Dottore e gli Zygons


Il nono Dottore e gli Slitheen


Il decimo Dottore e i Clockwork A


L'undicesimo Dottore e i Silurians

venerdì 11 febbraio 2011

NOSTALGIA: LOVE ME LICIA 2

Oggi su La5 è andata in onda la replica di un momento di alta televisione.

Finalmente, per la gioia di amici e parenti, Licia e Mirko si sono sposati.
Abbiamo anche la fortuna di avere il video della cerimonia.

Son tutti lì che aspettano la sposa che è in ritardo, l'auto ha bucato una ruota etc., etc...

Volti tesi, il parroco, Mirko, ma che starà succedendo, i cellulari ancora non erano in uso. L'inquadratura si allarga e il divertimento comincia.

Allora, vediamo... lui è il leader dei Bee Hive, gruppo in cima alle classifiche, successo esagerato, lei è figlia di Marrabbio che gestisce un locale, è nella ristorazione per farla breve.
Bene, alla luce di questi fatti contiamo gli invitati. Se non erro sono una decina, testimoni compresi. Ok vorranno una cerimonia privata. Però una decina...

Finalmente parte la musica, volti sollevati, sul muro della chiesa si può giocare a tris, Licia entra accompagnata dal padre in un abito da sposa brutto ma brutto che più brutto non si può. Ah, complimenti per la coroncina. Marrabbio tutto sommato se la cava.

Carrellata sugli invitati: la prima che viene inquadrata è un hostess, è evidente. Non si sa bene che cazzo ci faccia lì ma è un hostess... magari il suo aereo è precipitato lì vicino. La seconda è vestita da Sbirulino senza trucco. Magari usa così.
La terza se non erro è la Folliero prima che le crescessero le tette (non scherzo credo sia proprio lei), la quarta si è presentata in pigiama o in camicia da notte... non avrà fatto in tempo a prepararsi. La quinta si è buttata nell'armadio ed è uscita, si vede chiaramente, niente di male, lo faccio anche io.

Capelli a parte i Bee Hive sono più presentabili, per i maschi si sa è più facile.

Per i grandi almeno, sorvolerei sui due paggetti, figli di marinai abbandonati.

Con Bruno Lauzi e Lando Buzzanca gli invitati salgono a una dozzina.

Da vicino Licia a tratti ricorda Mariangela, la figlia di Fantozzi. Rito del matrimonio con tanto di coroncina in primo piano, anelli sobri, ciuffo di Marrabbio un po' meno, progressivamente la musica assume toni da funerale, gli invitati che hanno le palle già piene escono, gli sposi li raggiungono e via con riso e bacio.

Non c'è che dire, davvero un bel matrimonio. Ecco perchè la gente non si sposa più.


E poi che titolo è "Gomma bucata, sposa fortunata".

martedì 8 febbraio 2011

ANIMAL FACTORY

(di Steve Buscemi, 2000) 

Può nascere un’amicizia all’interno di un penitenziario? Uno di quelli tosti, di quelli dove gli ospiti sono davvero poco raccomandabili, dove nulla si fa senza un secondo fine e dove tutto ha un prezzo. È davvero possibile? Ovviamente e fortunatamente io non lo so. Qualcosa in più può dirci Edward Bunker, scrittore del breve romanzo dal quale il film è stato tratto e qui anche sceneggiatore e attore in un ruolo marginale. 

Ospite fin da giovane e per svariati anni delle patrie galere Bunker ha la giusta esperienza per raccontarci una storia credibile caratterizzata da personaggi realistici e da un’ottima ricostruzione d’ambiente. Il regista e prima di tutto attore Steve Buscemi, si avvale dell’aiuto dello stesso scrittore e segue con buona fedeltà il romanzo di Bunker. Si ritaglia anch’egli una parte secondaria e piazza davanti alla macchina da presa un cast davvero indovinato. Tra i protagonisti l’ottimo Willem Dafoe nella parte del veterano Earl Copen; il novellino Ron Decker è interpretato dal giovane Edward Furlong. I due sono circondati da una serie di facce da galera tra le quali spiccano i volti dello stesso Bunker, di Danny Trejo (Machete) nei panni di Vito e quello di un irriconoscibile (quando mai lo è) Mickey Rourke, un travestito compagno di cella di Ron

 Il giovane Ron viene condannato per spaccio di droghe leggere. Il sostegno della famiglia non è così deciso e il ragazzo si trova dall’oggi al domani in un ambiente che non conosce, del quale ignora i codici e le regole. Un ambiente molto duro. Ron è carne fresca, giovane, caruccio. In qualche modo viene in contatto con Earl Copen, ospite del carcere da molto tempo e personaggio di una certa influenza all'interno dello stesso. Earl prende a cuore le sorti del ragazzo che dimostra da subito coraggio e una certa voglia d’indipendenza all’interno del carcere. Ma non si sopravvive da soli, bisogna entrare in un gruppo. L’imperativo è quello di arrivare senza intoppi a una revisione della condanna, cosa più semplice a dirsi che a farsi. Bisogna rigare dritto e soprattutto non cedere alle provocazioni. Difendere e non offendere. La pellicola porta in luce il solito dilemma: la pena riabilita o crea mostri? Sotto i riflettori anche il rapporto tra i due galeotti, le dinamiche all’interno del carcere e le tensioni razziali, sempre presenti in pellicole di questo genere. Chi ha letto il libro non si troverà deluso, anzi. La trama del racconto scritto viene rispettata e l’interpretazione dei personaggi data dagli attori coinvolti è sempre di buon livello. Willem Dafoe sopra tutti ma non lo scopriamo certo adesso. Un buon tassello del filone cinematografico/carcerario.

lunedì 7 febbraio 2011

INDOVINA CHI? 14

Difficoltà variabile a questo giro, dal molto facile al facile al difficile al molto difficile.

Nessun tema portante, le solite regole, a voi la palla.

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sabato 5 febbraio 2011

VISIONI 10

Nell'arco di questi dieci appuntamenti con lo spazio Visioni, ancora non avevo dedicato un post a un'arte visivamente spettacolare e divertente: la caricatura.

Bene, rimediamo.

Court Jones ha studiato e insegnato arti figurative e soprattutto l'arte della caricatura negli Stati Uniti e in giro per il globo.
Insignito di numerosi premi di settore, ha collaborato tra gli altri clienti con la Atlantic Records e con la rivista Rolling stones.
I suoi lavori sono semplicemente spettacolari e parlano da soli.

Qui ne trovate una ricca gallery. Visitatela, ne vale la pena.

Bill Murray


Dustin Hoffman


Jack Nicholson


Michael Jackson


The Beatles

DOCTOR WHO: THE CHRISTMAS INVASION

Morto un Dottore se ne fa un altro. E’ bastato quest’unico episodio, lo speciale natalizio del 2005, al nuovo Dottore per catturare il sottoscritto. E dire che qui la parte del leone la fanno per lo più i comprimari della serie. Rose (Billie Piper), la madre della ragazza e il suo fidanzato.
Avevamo lasciato il Dottore alle prese con la rigenerazione e con il passaggio dal corpo di Christopher Eccleston a quello di David Tennant.
La rigenerazione è un processo lungo durante il quale il Dottore versa inerme in uno stato semi catatonico in attesa di espellere le energie in eccesso create dalla rigenerazione stessa.
Tutto ciò avviene in casa di Rose a Londra, Regno Unito, Pianeta Terra. A Natale.
L’atmosfera però non è di gioia, i nostri protagonisti, Rose per prima, sono preoccupati perchè il Dottore sta male e perchè non sanno chi si trovano di fronte. Sarà lo stesso Dottore? Avrà solo un volto diverso? Il rapporto che Rose aveva instaurato con l’alieno ne uscirà stravolto?

Who is him? He’s the Doctor. The Doctor? Doctor Who?

Mentre il Dottore si rigenera, caso vuole che una nuova razza aliena decida di invadere la Terra.

Dopo gli Slitheen e i Dalek, in questo episodio incontriamo i minacciosi Sycorax.
In questo speciale vengono ripresi alcuni personaggi della serie precedente come il primo ministro inglese e si comincia ad accennare a Torchwood, un’organizzazione segreta che darà vita a uno spin-off, elementi che contribuiscono ad ampliare l’universo in cui si muove il Dottore.

L’impressione è quella di un prodotto più professionale rispetto agli episodi della serie precedente.
Le riprese, gli effetti speciali, la costruzione dell’episodio danno l’idea di una maggiore cura. Gli alieni ad esempio, confronto ai “gommosi” Slitheen, sono un gradino sopra per look e realizzazione.
I toni drammatici, se pur stemperati dalle solite stramberie tipo alberi di Natale rotanti e Babbi Natale assassini, creano una discreta tensione tipica da ”avvento alieno”, l’impotenza del Dottore accresce l’aspettativa dello spettatore man mano che ci si avvicina al finale dell’episodio.

E poi il Dottore si riprende e c’è David Tennant. Ero dispiaciuto dell’abbandono di Eccleston ma con Tennant ci sarà da divertirsi. Stralunato quanto e più della precedente incarnazione, passa dal divertito allo schizofrenico con una mimica facciale invidiabile.
In fondo si tratta sempre del Dottore. Chi se non lui poteva affrontare una pericolosa invasione aliena in pigiama?

Un ottimo episodio, preludio a quella che si presenta come un’interessantissima seconda stagione.

giovedì 3 febbraio 2011

BACK TO THE PAST: SIXTIES INDEX

Quando ho cominciato a inserire dei video musicali su questo blog non l'ho fatto con nessun intento particolare se non quello di proporre qualcosa di interessante che potesse divertire tutti. Ho deciso di seguire un ordine cronologico prendendo come punto di partenza gli anni '60 senza un motivo particolare, semplicemente per puro gusto personale. La prima metà del decennio è stata affrontata in maniera leggera, proponendo pezzi originali e rispettive cover, qualche esibizione live, e andando a cercare pezzi che hanno caratterizzato l'anno in questione. Poi i materiali video si facevano sempre più numerosi e lasciare fuori così tanti pezzi interessanti mi dispiaceva. Dal 1966 ho iniziato a scomporre le annate in più parti e ad esplorare, senza nessuna pretesa di competenza e di completezza, i vari filoni musicali che venivano alla luce in seguito ai vari movimenti musicali ma anche storici e culturali. La ricerca è diventata anche più difficoltosa ed è costata la giusta dose di fatica ma è stata soprattutto scoperta e divertimento. Spero che questi post siano divertenti anche per voi e per meglio goderne ho creato questo indice per facilitare consultazione e (mi raccomando) successivo ascolto. Buon divertimento. PS: Il blog ha cambiato grafica, in passato era stato creato su un differente modello ragion per cui i primi video risulteranno di dimensioni ridotte e non centrate nello schermo. C'è del lavoro da fare per sistemare il tutto ma al momento non ho ne il tempo ne la voglia di farlo. Prossimamente chissà... Inoltre alcuni video, presi da Youtube, potrebbero essere stati rimossi dall'utente che li ha caricati. In questi casi potrete cercare un'alternativa proprio su YT. INDICE NON RAGIONATO 1961 Audrey Hepburn - Moon river Perry Como - Moon river Ricky Nelson - Hello Mary Lou Queen - Hello Mary Lou 1962 Isley Brothers - Twist and shout The Beatles - Love me do The Contours - Do you love me The Contours - Do you love me live 2008 1963 The Beach Boys - Surfin' U.S.A. Steve Ray Vaughan/Dick Dale - Pipeline Trashman - Surfin' bird The Ronettes - Be my baby 1964 Manfred Mann - Do Wah Diddy The Kinks - You really got me The Zombies - She's not there The Animals - House of the rising sun 1965 Them - Baby please don't go The Rolling Stones - Get off of my cloud The Who - My generation Simon and Garfunkel - Sound of silence The Beach Boys - California girls David Lee Roth - California girls 1966 pt. 1 The Beach Boys - Barbara Ann The Monkees - I'm a believer The Hollies - Bus stop The Kinks - Sunny afternoon Lovin' Spoonful - Summer in the city 1966 pt. 2 The Rolling Stones - 19th nervous breakdown The Animals - Inside looking out The Yearbirds - Shapes of things Ike & Tina Turner - River deep, mountain high 1966 pt. 3 The Supremes - You can't hurry love Los Bravos - Black is black Four Tops - I'll be there Dusty Springfield - You don't have to say you love me The Mamas & Papas - California dreamin' 1966 pt. 4 The Beatles - Tomorrow never knows Frank Zappa - Help! I'm a rock The Count Five - Psychotic reaction The Beach Boys - Good vibrations 13th Floor Elevators - You gonna miss me 1967 pt. 1 Pink Floyd - Astronomy domine The Beatles - Lucy in the sky with diamonds The Doors - Break on through Traffic - Hole in my shoe Velvet Underground - Sunday morning 1967 pt. 2 Jefferson Airplane - Somebody to love The Box Tops - The letter Scott McKenzie - San Francisco Eric Burdon & The Animals - San Franciscan nights 1967 pt. 3 The American Breed - Bend me, shape me The Monkees - Daydream believer The Turtles - Happy togheter The Kinks - Waterloo sunset 1967 pt. 4 Jimi Hendrix - Hey Joe The Rolling Stones - She's a rainbow Aretha Franklin - Respect Sam & Dave - Soul man The Young Rascals - Groovin' 1967 pt. 5 Procol Harum - A whiter shade of pale The Moody Blues - Nights in white satin Blues Project - Flute thing The Red Crayola - War sucks 1968 pt. 1 Otis Redding - (Sittin' on) The dock of the bay Simon and Garfunkel - Mrs. Robinson Herp Albert - This guy's in love with you Marvin Gaye - I heard it trough the grapevine Tommy James - Crimson and clover 1968 pt. 2 The Rolling Stones - Jumpin' Jack Flash The Band - The weight Canned Heat - On the road again Cream - White room Janis Joplin - Piece of my heart 1968 pt. 3 Steppenwolf - Born to be wild The Beatles - Helter Skelter Deep Purple - Hush Jimi Hendrix - Voodoo child 1968 pt. 4 Pink Floyd - Set the controls to the heart of the sun Amboy Dukes - Journey to the center of the mind Jethro Tull - A song for Jeffrey The Nice - America Family - Me, my friend 1968 pt. 5 Arthur Brown - Fire Captain Beefheart - Trust us Bonzo Dog Doo Dah Band - Hello Mabel 1969 pt. 1 Shocking Blue - Venus The Archies - Sugar, sugar The Jackson Five - I want you back The 5th Dimension - Aquarius 1969 pt. 2 Burt Bacharach - Raindrops keep falling on my heart The Beatles - Something David Bowie - Space oddity Pink Floyd - Cymbaline 1969 pt. 3 Led Zeppelin - Heartbreaker Creedence Clearwater Revival - Proud Mary The Stooges - No fun MC5 - Kick out the jams 1969 pt. 4 King Crimson - 21st century schizoid man Family - The weaver's answer Colosseum - Valentyne suite Bloodwyn Pig - Modern Alchemist Nucleus - Song for the bearded lady
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