lunedì 2 gennaio 2012

AWARDS 2011: FUMETTO

Ed ecco il perfetto post da Nerd, con la maiscola per giunta.

Spazio dedicato al variegato mondo delle nuvole parlanti. Ho deciso di scindere le mie letture a fumetti in 4 categorie distinte: Serie regolari, Miniserie, Fumetto italiano, Graphic Novel/Grandi volumi.

Partiamo dalla categoria Graphic Novel/Volumi.
In questo caso ho preso in esame tutto quel che ho letto durante l'anno che sia uscito o meno nel corso del 2011. Stesso discorso che ho fatto quindi con film, serie-Tv e libri nello scorso post.

Presi in esame non più di 6/7 volumi, tutti a loro modo degni di nota. Essendo la base molto esigua segnalerò un solo volume e una sola graphic novel.

And the winner is... Cerebus: Alta società (qui) di Dave Sim. Sicuramente il miglior volume letto nel corso dell'anno. Splendida anche la confezione, bellissima copertina, fumetto che ha richiesto un grande impegno. Una spanna sopra tutti. In realtà sarebbe una serie regolare diluita in volumi che ne raccolgono le varie saghe. Sarebbe però stonata tra le varie serie regolari Marvel o DC e quindi è finita qui.

Vincitrice invece tra le graphic novel la recente lettura dell'opera di Joe Sacco: Palestina (qui).














Veniamo alla categoria Fumetto italiano. Anche qui si è scelto tra una base di non più di 6/7 tra serie e miniserie uscite nel 2011 e qualche numero sparso.

Proviamo però ad azzardare un podio:

Primo classificato:
Tex. Quest'anno è stato un grande ritorno di fiamma per il vecchio ranger. Serie regolare sempre curata con grande professionalità, lancio del Color Tex, ristampa dei Texoni e quant'altro hanno riportato il vecchio west in cima alle mie preferenze (considerato l'esito nelle categorie film e animazione direi che più indizi fanno una prova). Primo posto ottenuto principalmente grazie all'apporto di Mauro Boselli e di una schiera di ottimi disegnatori (qui).

Secondo classificato:
Cassidy di Pasquale Ruju e AA.VV. C'è tutto quel che mi piace. Il noir, l'America on the road, gli anni '70, la musica, il crimine. Mi ci sono davvero divertito (qui).

Terzo classificato:
Dr. Morgue di Rita Porretto e Silvia Mericone. Decisamente staccato dai primi due posti, ho trovato comunque nei numeri letti della miniserie un personaggio interessante. Non un must ma comunque una discreta lettura (qui).














Categoria Miniserie. Qui sono arrivate le più cocenti delusioni. Se dovessi dire proprio bene di una delle mini sfornate da Marvel e DC Comics durante l'anno (in Italia si intende) forse dovrei mentire o quantomeno esagerare i miei entusiasmi.

Su una base di una ventina di titoli la scelta è davvero ardua. Premierò allora la novità. Vediamo...

Terzo classificato:
Batman: Il ritorno di Bruce Wayne.
La mini risulta essere in alcuni tratti farraginosa e di difficile comprensione, ha il grande merito però di rientrare nell'affascinante affresco creato da Grant Morrison per il suo Batman.

Secondo classificato:
Steve Rogers: Super Soldier di Ed Brubaker e Dale Eaglesham. Anche qui nulla di che, una mini godibile graziata però dai disegni di un grande Eaglesham.

Primo classificato:
Wisher di Sebastien Latour e Giulio De Vita. La GP Publishing ha portato in edicola il fumetto francese in formato bonellide e il risultato mi ha sorpreso. Un fantasy metropolitano, una storia non certo originale ma che fila via e che mi ha divertito nonostante il genere sia lontano dai miei gusti (l'ho comprato solo perché mi ha incuriosito Luigi, thanks). Disegni strepitosi di De Vita.














Veniamo infine alle Serie regolari, le care vecchie uscite mensili. Qui la scelta è tra una trentina di titoli, una discreta base. Allora, mumble, mumble... devo dire che qui di cose che mi garbano ce ne son diverse ma bisogna pur scegliere... zzzzzzzzzzzzzzz.... è dura ragazzi.

Terzo classificato:
The Invincible Iron Man (Marvel): il team creativo formato da Matt Fraction e Salvador Larroca è riuscito a garantire una grande continuità e un ottimo livello qualitativo alla serie. Tematiche industrialfinanziariotecnologiche oltre che supereroistiche, una nuova concezione delle Industrie Stark e del loro leader. Una run davvero interessante.

Secondo classificato:
The Amazing Spider-Man (Marvel): una concezione agli antipodi rispetto alla posizione precedente. Team creativi che si avvicendano spessissimo garantendo una buona coordinazione e una grande freschezza alla serie. Il ragno è tornato ai vecchi livelli, davvero divertente, un ritorno dopo anni e anni di abbandono.

Primo classificato:
Marvel Saga/Marvel Collection (Marvel): iniziativa della Panini Comics che ristampa cicli di storie provenienti dagli anni 60/70 di vari personaggi. Si concentra sull'Uomo Ragno Marvel Saga mentre la Collection presenta storie di Cap, Thor, Iron Man, Vendicatori, Fantastici Quattro e via discorrendo. Vintage, classiche, senza tempo.














Mamma mia che fatica! Se volete saperne di più su cosa è uscito di interessante quest'anno, sui fumetti in generale o anche solo se mi volete un po' di bene fatevi un giro su fumettidicarta, non ve ne pentirete ;)

domenica 1 gennaio 2012

AWARDS 2011

Voglio entrare in contraddizione. Dopo aver varie volte maledetto Nick Hornby per la sua affascinante e allo stesso tempo urticante passione per lo stilare classifiche voglio anche io come tanti altri blogger tentare l'impresa.

Impresa che poi impresa non è in quanto non si tratta di stilare la classifica dei miei film preferiti di sempre, dei migliori album del 2011 o della migliore prima canzone dei lati B di tutti i vinili usciti nel 1977.

Si tratta di qualcosa di molto più comodo che io mi renderò ancor più comodo escludendo dalle classifiche che vado a proporvi la categoria musica. Si, perché nonostante la musica sia ancora una grande passione, una classifica a tema avrebbe senso solo prendendo in considerazione gli album usciti nel 2011. Purtroppo sono un po' lontano dal giro delle novità per tanti motivi e proporre qualcosa tipo i migliori ascolti del 2011 (che sono spesso gli stessi di dieci anni fa) avrebbe davvero per me poco senso.

Cercherò di concentrarmi quindi sulle categorie film, serie TV, fumetti e libri.

Prima di entrare nello specifico auguro a tutti i lettori di questo blog un bellissimo anno, con la speranza che troviate sempre conforto in tutte quelle piccole e grandi cose che ci aiutano a riempire in maniera positiva le nostre giornate (e anche un po' le nostre vite in fondo).

Auguro invece a tutti gli stronzi che rendono sempre peggiori le vite di tanta brava gente di morire fulminati all'istante. A Natale si è tutti più buoni però io mi sono davvero rotto i coglioni.

Detto questo andiamo a incominciare.

Categoria Libri.
Una precisazione. Per questa come per le altre categorie, non parlerò di uscite del 2011, semplicemente di cose che io ho letto (o visto) nel corso dell'anno.

La prima osservazione da fare per la categoria libri mi intristisce un po'. Nel corso dell'anno sono riuscito a leggere solo una dozzina di libri (o poco più). Mi sembrano pochi. Ho sempre l'impressione di dedicare poco tempo a ciò che mi piace e questa ne è forse la più grande conferma. Leggo molti fumetti però, forse dovrei bilanciare meglio le due cose. Vedremo.
E ora il podio.

Terza posizione:
La donna della domenica
di Fruttero e Lucentini (qui).

Seconda posizione:
E poi siamo arrivati alla fine
di Joshua Ferris (qui)

Prima posizione:
Buongiorno Los Angeles
di James Frey (qui).

Fanalino di coda per il deludente racconto di Nero Wolfe, Colpo di genio di Rex Stout.














Per quel che riguarda le Serie Tv la scelta è ancora più ristretta e il risultato scontato. Chi ha seguito un minimo questo blog è già a conoscenza del mio amore per il Dottore.

Proviamo a stilare comunque un podio.

Terza posizione:
Boris
- Stagione 1

Seconda posizione:
Torchwood - Children of the Earth
(qui)

Prima posizione:
Doctor Who
- Stagioni 2/3/4 (qui, qui e qui)














Scelta decisamente più ampia per quel che riguarda i film (circa una sessantina presi in esame). Film ovviamente usciti dagli anni '30 a oggi, anche qui non parliamo della produzione dell'anno ma solo di ciò che io ho visto durante l'anno.

Iniziamo dai film d'animazione inseriti in una categoria a parte. Grandi scorpacciate insieme a mia moglie e a Lauretta.

Terza posizione:
Il mio vicino Totoro
di Hayao Miyazaki

Seconda posizione:
Rapunzel - L'intreccio della torre
di Byron Howard e Nathan Greno (qui)

Prima posizione:
Rango
di Gore Verbinski (qui)









Per quel che riguarda la categoria film la decisione è stata un po' più ardua.

Terza posizione:
Zodiac
di David Fincher (qui)

Seconda posizione:
American Splendor
di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (qui)

Prima posizione:
Giù la testa
di Sergio Leone (qui)














Devo dire che avrei inserito Rango anche nel terzetto dei migliori dell'anno non di animazione ma va bene così. Due western ai primi posti, curioso.

Fanalini di coda il noioso Shrek e vissero felici e contenti per i cartoni e sicuramente l'indegno Che bella giornata con Checco Zalone per quel che riguarda i film. Questo è stato uno dei maggiori incassi della passata stagione, ci rendiamo conto? Ovviamente io non l'ho visto al cinema e per fortuna direi.

Discorso più complicato per la categoria fumetto, rimandiamo magari a un altro post.

venerdì 30 dicembre 2011

DOCTOR WHO - A CHRISTMAS CAROL

Per la prima volta dopo parecchi anni riesco finalmente a vedere qualcosa che assomigli a un film a tema natalizio nel periodo di Natale. Negli ultimi tempi eravamo soliti ripiegare sui cartoni animati o su film per i piccoli adatti anche alla nostra bambina. Per puro caso però avevo finito di guardare da qualche tempo la prima stagione del Doctor Who interpretato da Matt Smith ed era lì in attesa lo speciale natalizio. Quale miglior occasione, dico io, per trascorrere una serata con il giusto spirito all'interno del Tardis? Nessuna, e nessuno speciale natalizio più adatto all'occasione di quello di quest'anno. Rispetto agli speciali datati 25 dicembre degli anni passati questo A Christmas Carol, oltre ad avere ovviamente un'ambientazione natalizia, è proprio intriso dello Spirito del Natale. Niente mega battaglie, nessuna invasione aliena ma una pura e semplice trasposizione del celebre racconto di Dickens in perfetto Doctor-style. La navicella spaziale sulla quale la bellissima Amelia Pond e il suo boyfriend Rory stanno trascorrendo la luna di miele sta precipitando a causa di un banco di nuvole artificiali e il Dottore, in ritardo come al solito, dovrà sistemare le cose. Sul pianeta sottostante il vecchio Kazran Sardick, sorta di Ebenezer Scrooge, ha il potere di diradare le nubi e salvare i due ragazzi e gli oltre 4000 passeggeri della navicella ma nessuna intenzione di farlo perché è ormai un vecchio del tutto inacidito. Il buon Dottore si trasformerà così nel fantasma del Natale passato andando a trovare un giovane Kazran per far sì che divenga un Kazran adulto migliore di quello che è destinato a essere. Ad Amelia toccherà il breve compito di impersonare il fantasma del Natale presente e allo stesso Kazran lo spauracchio del Natale futuro. Con l'aiuto della splendida Abigail il Dottore dovrà riuscire a redimere il vecchio Scrooge, ops... Kazran, affinché la navicella possa atterrare senza problemi il giorno di Natale. Un episodio perfetto da gustare in questi giorni, forse non lo speciale migliore tra quelli natalizi ma sicuramente quello con lo spirito più adatto. La felicità della scrittura da parte degli autori del serial trova un'ulteriore conferma così come Matt Smith ribadisce il suo ruolo di grande Dottore.

martedì 27 dicembre 2011

MARVEL VINTAGE 2

Puntate precedenti

Visto il successo ottenuto dai primi numeri dell'albo Marvel Mystery Comics, in casa Timely si decide di premere il piede sull'acceleratore dando alle stampe un nuovo albo dal titolo Daring Mystery Comics che esordirà nel gennaio del 1940 (data di copertina).

Cover di Daring Mystery Comics 1 di Alex Schomburg.

A differenza di ciò che accadeva su Marvel Mystery Comics che poteva contare sulla presenza di Namor, della Torcia Umana, di Angelo e di Ka-Zar come ospiti fissi, su Daring Mystery Comics l'alternanza dei personaggi era molto più fitta tanto che nessuno dei protagonisti della testata riuscì a far breccia nei cuori dei fan e a garantire all'albo lo stesso successo riscosso dal suo predecessore.

Nell'arco di circa due anni l'albo totalizzò un totale di 8 uscite, scindendosi in seguito in due differenti testate che ne presero il posto: Daring Comics e Comedy Comics (entrambe al via dal numero 9).

Qualche segno però anche questa testata l'ha lasciato. Oltre all'apporto dei già citati Burgos e Everett (provenienti come altri dalla Funnies Inc.) già il numero d'esordio può contare sul talento di Joe Simon (scomparso purtroppo da pochi giorni, ciao Joe) con il suo Fiery Mask (vedi cover sopra). Esordio nello stesso numero anche per il character John Steel, tornato in auge di recente grazie alla serie dei Secret Avengers.

Da segnalare che Simon ricoprì anche il ruolo di editor della testata sostituito in seguito da un certo Stan Lee, non so se mi spiego.

Sul sesto numero della testata Joe Simon viene affiancato da un secondo autore per la creazione di un personaggio dal nome di Marvel Boy. Lo stesso autore realizzò anche i disegni della storia e la cover dell'albo. Quell'autore era il re, niente meno che Jack Kirby.

Cover di Daring Mystery Comics 6 di Jack "The King" Kirby datata settembre 1940.

Nell'ottavo e ultimo numero della serie assistiamo alla nascita di Citizien V a opera di Ben Thompson. Il personaggio in questione è tornato alla ribalta in epoca moderna grazie alla testata dedicata ai Thunderbolts.

Cover di Daring Mystery Comics 8 di Jack Kirby/Joe Simon.

Nonostante i nomi coinvolti, che ancora non erano i grandi nomi del fumetto che divennero in seguito, l'albo non ebbe il successo sperato proprio per l'eccessiva alternanza dei protagonisti delle storie presentate.

Lo stesso errore venne fatto con l'albo Mystic Comics che esordì nel marzo 1940.

Cover di Mystic Comics 1 di Alex Schomburg.

Mystic Comics 4 di Alex Schomburg con una versione di Hercules che nulla ha a che vedere con il Dio olimpico.

Il quinto numero della rivista esce solo nel marzo del 1941 e vede l'esordio ai testi di Stan Lee con la sua creazione Black Marvel.

Cover di Mystic Comics 5 di Alex Schomburg.

L'attività di Lee incrementa sia come autore che come editor. Anche su Mystic Comics sostituirà nel ruolo di editor Joe Simon. Mystic Comics interruppe le pubblicazioni dopo soli dieci numeri.

Continua...

lunedì 26 dicembre 2011

LARGO AI VEDOVI NERI

(More tales of the Black Widowers, di Isaac Asimov, 1976) Il Club dei Vedovi Neri è un'invenzione letteraria di Isaac Asimov che si allontana momentaneamente dalla fantascienza per divertirsi a esplorare i territori del giallo classico con qualche piccola variazione. Nei racconti dedicati ai Vedovi Neri infatti non compaiono delitti perfetti o morti assurde. Non si trova il cadavere per terra nè si deve svelare il suo assassino. La struttura dei vari racconti che compongono il libro (una delle sei raccolte dedicate al Club) è sempre la stessa. Sei amici, affiliati al club, insieme al cameriere Henry discutono di volta in volta con un loro ospite di qualche questione da risolvere, enigmi di alterna importanza e di diverso argomento. Nella fattispecie riusciranno i membri del club a capire perché un editore che ha già pagato un articolo dello scrittore Mortimer Stellar continui a non pubblicarlo? Come ha fatto un certo signore a far sparire un oggetto sotto gli occhi attenti dei servizi segreti americani? Il signor Latimer Reed è davvero in possesso di un frammento della pietra nera sacra ai musulmani? Come se la caveranno i Vedovi con la decifrazione di un codice enigmatico? E ancora, il signor Deryashkin ha davvero udito quella che sembrava la pianificazione di un omicidio? Dall'esposizione dei fatti riservata all'ospite di turno si arriva alla discussione e a una serie di ipotesi da parte dei sei membri del club. L'immancabile soluzione arriva puntuale a opera del cameriere Henry, il più acuto tra i membri dei Vedovi Neri. In alcuni casi la soluzione è intuibile anche dal lettore, in altri racconti le conclusioni che vengono esposte lasciano l'amaro in bocca, si ha un po' la sensazione di essere stati presi in giro. Raccontini piacevoli, sicuramente non dei capisaldi della letteratura gialla. Una lettura agile e veloce anche originale nel suo campo se vogliamo. In fondo degli enigmi da risolvere diversi dall'omicidio possono risultare una buona variazione sul tema anche se già sfruttata in passato. I racconti in questione sono stati quasi tutti pubblicati originariamente sulla Ellery Queen's Mystery Magazine e poi raccolti in volumi. L'edizione in mio possesso è una versione parziale del libro Altri racconti dei vedovi neri rieditata con la metà dei racconti proprio come Largo ai Vedovi Neri.

domenica 25 dicembre 2011

REGALI 2

Anche quest'anno il post dedicato ai regali ricevuti da Babbo Natale.

Apriamo nello stesso modo in cui abbiamo chiuso l'anno passato e speriamo che non sia indice di come l'anno in arrivo possa dimostrarsi poco tranquillo come il precedente.

Ecco quindi la tessera musei 2012. Speriamo in iniziative di interesse, tutto sommato quest'anno almeno da questo punto di vista a Torino è andata bene.



Ombrello Carpisa che si apre a scatto ma sempre a scatto anche si chiude (non è proprio quello della foto ma siamo lì)...



Un graziosissimo omino pulisci tastiera che mia figlia ha da subito battezzato Arnold.



Un portachiavi anti-smemorato. La presa di corrente si attacca al muro e le chiavi alla spina. Arrivati a casa basta inserire la spina nella presa e il gioco è fatto. Certo, bisogna ricordarselo.



E ora gli immancabili e amatissimi libri:

Una stanza piena di gente di Daniel Keyes.



Suttree di Cormac McCarthy.



La fortezza della solitudine di Jonathan Lethem.



In un milione di piccoli pezzi di James Frey.



Chiudiamo con il pezzo forte.

Auditorium Rai. 24 Marzo. Ennio Morricone.

giovedì 22 dicembre 2011

PALESTINA

Questo articolo è stato scritto per il sito fumettidicarta (e relativo blog)

Da qualche tempo ormai proliferano le iniziative con le quali alcuni quotidiani o periodici allegano ai loro giornali svariate collane concernenti il fumetto. Negli ultimi anni abbiamo visto avvicendarsi sotto i riflettori Corto Maltese, Diabolik, Tex, I Supereroi Marvel, Alan Ford, I Classici del fumetto curati da Repubblica, I Maestri del fumetto, il lato oscuro di questo, le strisce di quell'altro, etc...

A mio modesto parere una delle iniziative più interessanti in questo campo è stata quella portata avanti da Repubblica/L'espresso in collaborazione con la Coconino Press. Il titolo della collana semplicemente Graphic Novel.

Dieci i titoli e gli appuntamenti con i quali il lettore, a un prezzo di soli 9,90 euro, si riusciva ad accaparrare ottime storie a fumetti realizzate da alcuni tra i migliori fumettisti sulla piazza (1). Il mio ritardo cronico rispetto alla lettura di tutti quei fumetti che esulano dalla serialità mi ha portato solo ora ad affrontare la lettura di alcune di queste splendide opere (splendide almeno quelle lette finora).

Oggi volevo soffermarmi sul quarto capitolo dell'iniziativa. Palestina di Joe Sacco.

Tra il 1991 e il 1992 l'autore del libro trascorre più di due mesi nei territori occupati della Palestina. Non è alla ricerca di pura cronaca, del racconto di fatti precisi con date e minuzia di particolari. Affronta un viaggio in cerca di spiegazioni, di motivi. Principalmente un viaggio in cerca del contatto con la gente, del racconto di vita quotidiana in quel periodo in quel luogo. Il racconto di episodi di vita palestinese.

Apertamente e dichiaratamente schierato dalla parte di questi ultimi, l'autore si limita però a narrare quello che vede, quello che sente e quello che vive durante questi due mesi e rotti di permanenza sul luogo senza mai calcare la mano sul giudizio politico, che comunque e inevitabilmente traspare inequivocabile.
Sacco darà spazio nell'ultimo dei nove capitoli che compongono l'opera, anche alla voce israeliana, piccolo scorcio su un differente punto di vista.

Il piglio è quello del reportage, le tavole sviluppate a partire da annotazioni ma soprattutto da fotografie. Per questo libro si è spesa spesso la calzante definizione di reportage a fumetti. Un reportage che muove i primi passi dal Cairo passando poi per Nablus, Gerusalemme, Kibron, Hebron, Ramallah, Jabalia, Nuseirat.

Luoghi diversi e storie molto simili. Come filo conduttore l'ospitalità palestinese tributata a chi si interessa della loro condizione, il reporter (ma fosse anche il semplice turista) che si sobbarca il rischio e i controlli israeliani per andare a vedere con i propri occhi le condizioni del popolo palestinese nei territori occupati.

Il rito del te, offerto continuamente agli ospiti. La voglia di raccontare di questo popolo, di far sapere. La narrazione procede per incontri, per racconti, ognuno dei nove capitoli del libro è a sua volta suddiviso in altri piccoli accadimenti. Non mancano accenni ad episodi storici legati alle vicissitudini di questa terra e degli scontri tra i popoli che la abitano: gli accordi di Camp David, l'omicidio Klinghoffer, gli attentati di Monaco, l'Intifada, etc..., ma questi sono marginali alla narrazione scelta da Sacco, come dicevamo una narrazione prevalentemente di vita(ccia).

I soprusi sopra tutto, famiglie che vedono le loro case abbattute, i loro figli spesso incarcerati senza motivo o prove a carico precise, gli ulivi che danno loro sostentamento sistematicamente abbattuti, le visite negli ospedali, nelle scuole, i coprifuoco, la convivenza dolorosa e difficile tra i due popoli, gli scontri, le retate, le torture ma anche l'estrema dignità e la grande convinzione di essere nel giusto di un intero popolo.

Un volume necessario per non sentire problemi ormai noti come qualcosa di impersonale, come un fenomeno lontano. Spesso la storia di un popolo è difficile da recepire. Quella di un uomo, di una famiglia, di un ragazzo è più alla portata di tutti. Queste storie, tutte a loro modo terribili, diventano specchio di qualcosa di più grande, dalle storie la Storia.

Sacco racconta tutto avvalendosi di un tratto molto caricato e allo stesso tempo dettagliato nei particolari. Il suo stesso volto è sempre caratterizzato da due lenti tonde e innaturali labbroni che lo rendono il più caricaturale dei personaggi (forse per non offendere nessuno). La scansione delle tavole è assolutamente libera, senza regole apparenti. La tavola viene piegata alle esigenze della narrazione, così come i box di testo, mai lineari o relegati in un angolo della vignetta.

Splendide le dettagliate panoramiche sui campi profughi, campi lunghi di una disarmante veridicità nonostante il tratto caricaturale. Guardando la doppia tavola in apertura del sesto capitolo sembra quasi di sentire il fango sotto le scarpe, l'odore dell'immondizia buttata a cielo aperto, il freddo che sente l'uomo seduto sul carretto, il rumore dell'aria sui tetti di lamiera.


Non manca anche un certo piglio umoristico, soprattutto nel tratto, che l'autore mischia sapientemente per mezzo delle sue matite alla tragica narrazione di turno senza che venga mai meno il rispetto per le altrui difficoltà e per le vicende narrate.

Una lettura densa e piacevole allo stesso tempo sicuramente da affrontare con una certa dose di impegno. E' sicuramente la dimostrazione alla quale si voleva arrivare dando vita alle Graphic Novel e cioè la dimostrazione che "un altro fumetto è possibile".


Nota 1: la serie è così composta:

1 MAUS di Art Spiegelman
2 BLANKETS di Craig Thompson
3 CITTA' DI VETRO di Paul Karasik e David Mazzucchelli (da Paul Auster)
4 PALESTINA di Joe Sacco
5 CINQUE E' IL NUMERO PERFETTO di Igort
6 BACI DALLA PROVINCIA di Gipi
7 L'AUTOROUTE DU SOLEIL di Baru
8 UNA TRILOGIA INGLESE di Rivière e Floc'h
9 DAVID BORING E ALTRE STORIE di Daniel Clowes
10 FUOCHI E ALTRE STORIE di Lorenzo Mattotti

mercoledì 21 dicembre 2011

VISIONI 30

Nell'opera di Richard Estes ci sono alcune caratteristiche ossessivamente ricorrenti: l'acqua e le sue increspature, gli scorci urbani visti attraverso superfici riflettenti, l'idea di movimento resa da prospettive ritratte dall'interno di mezzi di trasporto, sia terrestri che nautici.

Risultati davvero interessanti che potrete ammirare insieme a molte altre opere semplicemente cliccando qui.

81st at Amsterdam Avenue


Avery Fisher Hall


Broad Street


Broadway Bus at Liberty Street


Staten Island Ferry


View of Manhatthan from New Jersey


Williamsburg Bridge
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